STORIA

In breve, Dono & Vita from Jacopo Castellano on Vimeo.

 

Aprile 1994; ecco una nuova novità: esce “Avis Abvs Veneto”, il primo numero – nuova serie – d’una rivista dedicata ai donatori di Sangue Avis delle sette province venete! In realtà questa pubblicazione, diretta dal prof. Dino Fabris, era già esistita, per quanto diversa dal 1982 ed era stata poi sospesa. Come sempre – e non è certo difficile crederlo – mancavano i fondi. Fu dopo l’Assemblea regionale Avis del 1993 che riprese corpo la volontà di ridarle vita, in forma rinnovata, ma senza rinnegare il passato. Furono anche stabilite le finalità della nuova rivista: garantire l’informazione ai Donatori, rendendoli partecipi della vita associativa; informare (contribuendo alla loro formazione) i dirigenti associativi a tutti i livelli; creare l’occasione di dibattiti su ogni problema riguardante il sangue ed il suo corretto impiego. Nei mesi precedenti c’erano stati parecchi incontri e riunioni sull’argomento, timidi per certi versi, arditi per altri, tra Beppe Castellano, Bernardino Spaliviero, alcuni rappresentanti dell’Avis regionale, lo stesso presidente regionale Rino Rosso, alcuni presidenti delle provinciali e altri ancora.

La copertina del primo numero del 1994

C’era anche chi scrive queste “memorie”. Alla volontà, alla determinazione, al desiderio di “fare qualcosa” di utile, si associò anche un caso fortunato: la presenza dell’allora presidente provinciale dell’Avis di Verona, Nereo Marchi, nel gruppo di lavoro. La sua trentennale esperienza alla Mondadori, in settori preposti proprio all’approntamento e composizione di riviste, accanto all’esperienza giornalistica di Beppe Castellano, hanno fatto decidere per il “decollo” del giornale. Non era facile affrontare una tale sfida: una rivista a 48 pagine, tutta a colori, con tiratura fissa e sicura di oltre 100.000 pezzi a cadenza trimestrale.

 

 

Beppe Castellano fu nominato Direttore, pur con la promessa di limitare le espressioni baresi dovute alle sue origini (consiglio sin troppo seguito, visto che ora parla in veneto anche nei titoli!). non esisteva una sede di redazione, il computer era sconosciuto ai più, i collaboratori erano dilettanti, per quanto volenterosi, la fiducia nel gruppo tutta da verificare. Il Comitato di redazione e il gruppo di impaginazione non esistevano, e anche tutta la parte di correzione e composizione ricadevano sulle spalle del Direttore che da solo, una volta ricevuti i contributi cartacei e di pensiero (sempre fuori tempo massimo) doveva, nello studio di casa sua, “creare il giornale”. Non fu facile, come procedere? Quante pagine di cronaca e quante espositive e di commento? Come snellire il tutto? E la pubblicità era gradita o no? Come spedire gli articoli? E le foto? Le domande e i problemi erano molti, ma fu molta anche la soddisfazione del primo numero che uscì con in copertina ad acquerello di Ugo Gazzola, che rappresentava “L’amore che unisce i donatori e dà vita alle speranze”. Sette canne di giunco (come le sette province venete) dipinte di rosso, ciascuna dotata d’un guidoncino svolazzante dalle tonalità di colore diverse. Le stesse erano tenute unita da un nastro bianco. Curioso l’acchito del Direttore col suo “pubblico”, all’inizio del primo editoriale: “… il Direttore del giornale che avete fra le mani – e che fatte le proporzioni, in un’ipotetica corte del “principe” dei giornalisti (leggesi Indro Montanelli che proprio a marzo aveva fondato l’ultimo giornale libero, “la Voce”, ndr) si sentirebbe un apprendista stalliere- per sua fortuna parte avvantaggiato (rispetto all’illustre maestro) da un fatto. I “padroni” di questo giornale sono, in partenza, ben quantificabili: centomila attualmente. Uno più, uno meno, ma in continua crescita…” tanti erano di donatori cui spedire, gratuitamente, il periodico.

 

Sono passati dieci anni da quel primo numero e tanta strada è stata fatta! Il periodico è cresciuto in tutti i sensi. Lo stile è migliorato, la pubblicità, provata per un po’, è stata eliminata per dare spazio alle notizie. Sono migliorati i contenuti, le foto, i collaboratori. Sono aumentate le pagine e di conseguenza è arrivata nel 1996 la prima giornalista, Michela Rossato, a dare una mano al Direttore. Gli stessi giornalisti hanno messo in piedi l’ufficio stampa dell’Avis regionale. Altre collaboratrici hanno poi lavorato con loro negli anni seguenti. Anche computer e programmi si facevano via via sempre più aggiornati. Fin dall’inizio è stato anche formato un vero e proprio Comitato di redazione, composto da collaboratori fissi per ogni provincia. Dall’inizio del 2003 il periodico, assieme all’ufficio stampa, ha una sede a Castelfranco Veneto (Treviso). Sono arrivati nel tempo molti consensi da parte dei lettori, la rubrica “Lettere al Direttore” è sempre come la fucina d’un vulcano. Da quasi tre anni (era il settembre del 2001) il periodico ha un nome nuovo “Dono & Vita” che ci è parso più semplice e più diretto per parlare di donazione del sangue.

 

Ora taglia il traguardo dei primi dieci anni di vita. Con un’altra grande soddisfazione: l’Avis nazionale ha affidato proprio alla collaudata squadra del veneto la redazione del periodico nazionale “Avis SOS” a partire dal 2004. Cosa si può dire di “Dono & Vita” oggi? Che è un periodico che dice tanto ai donatori, soprattutto oggi che è più difficile coinvolgere i cittadini alla cultura del dono. Va fuori regione (lo ricevono gratis tutte le sedi Avis d’Italia) ed è quindi letto ovunque. È un veicolo di comunicazione importante: racconta, suggerisce, chiarisce, propone. E “provoca”, anche. Per i donatori veneti speriamo sia una compagnia e un punto di riferimento. Possono intervenire liberamente con richieste, suggerimenti, osservazioni e critiche. Purché educate e civili, ovviamente. Si può migliorare in futuro? Certamente, e il parere dei lettori serve proprio a questo. Le lettere, le critiche, i suggerimenti di chi legge sono sempre portati all’attenzione della Redazione che li discute e ne fa tesoro per migliorarsi e per interrogarsi. Quindi scrivete, telefonate, venite a trovarci e fateci sentire la vostra presenza, cari lettori! I “padroni” del giornale (ora ben più di centomila) siete sempre voi, ricordatelo sempre. E sulle sue prime dieci candeline, soffiate insieme a noi!

Roberto Rossini, marzo 2004

 

Fin qui la breve “cronaca” di un decennio. Fu scritta dal vicedirettore Roberto Rossini e pubblicata nel numero di marzo 2004. Da allora altri anni sono passati, molto altro inchiostro è corso fra le rotative, molti collaboratori sono arrivati e andati, molti giovani universitari stagisti o del Servizio civile sono passati in redazione e molti altri fatti sono stati raccontati da “Dono&Vita”. Fatti e notizie che erano anche ben fuori dalla “galassia Avis”. Con molte nostre inchieste ci siamo occupati di temi sociali. In tempi “non sospetti”, in cui non ne parlava praticamente nessuno, sulle pagine di Dono&Vita si è parlato di Dipendenze: alcol, droghe, fumo, gioco (2004), Nuove povertà (2005-2008), della “minacciata” privatizzazione dell’acqua (2003); di Adozioni e affido (2004); di disoccupazione (2009-2010); di “nuovi” donatori e nuovi cittadini immigrati (dal 2006 in poi); di nuove malattie tropicali (2007 in poi) e tante altre inchieste “fra la gente”. Oltre a questo sulle nostre pagine sono passati innumerevoli personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport: dalle Miss Italia venete, ai grandi calciatori come Del Piero, dal “veneto” Tiziano Ferro, a decine di altri personaggi che testimoniavano l’impegno nel volontariato. Non possiamo poi enumerarle le tante e tante storie di vita vissuta della gente, cosiddetta, comune. È difficile ricordare ogni numero e ogni “avventura” giornalistica.

Ora ne inizia un’altra, di avventura: Dono&Vita on line. Un giornale, quasi un quotidiano, che andrà ad affiancare, integrare e arricchire il trimestrale che – nonostante tutto – continuerà ad arrivare nelle case di oltre 100mila famiglie del Veneto e di molte altre in Italia. Si ri-parte! Con qualcosa che guarda ancora più avanti e che speriamo incontri il gradimento di ancora più lettori. Aspettiamo le vostre critiche e i vostri suggerimenti. Come scriveva Roberto Rossini, “soffiate” (anzi cliccate) assieme a noi!

Beppe Castellano, aprile 2011

 

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