Fund raising & Avis. Quattro incontri di formazione a Padova

Il 7 FEBBRAIO 2015 si svolgerà a Padova il primo incontro del “PERCORSO DI FORMAZIONE e attivazione di gruppi di lavoro sulla RACCOLTA FONDI (fundraising)” dedicato a: “Principi e tecniche del fundraising. Dalla raccolta fondi improvvisata alla raccolta fondi organizzata”. Tutti gli avisini impegnati nelle rispettive Avis possono iscriversi entro il 23 gennaio. Per maggiori informazioni: info@avisveneto.it oppure formazione@avisveneto.it.

Il Corso prevede 4 incontri di 4 ore ciascuno che si svolgeranno da febbraio a marzo ogni 15 giorni È previsto un numero massimo di partecipanti: 40.

Il secondo incontro, quindi, si svolgerà sabato 21 febbraio e parlerà di: “Piano di raccolta fondi. Un laboratorio intensivo per costruire passo passo il piano di raccolta fondi della nostra organizzazione”.

Terzo incontro, sabato 7 marzo: “Raccogliere contatti. Come andare oltre al giro degli amici e dei parenti e aprire nuovi orizzonti?”

Quarto incontro, sabato 21 marzo: “Comunicazione e marketing. La cassetta degli attrezzi minima e uno sguardo sul web”.

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Volontari protagonisti e non solo comprimari del nuovo welfare

Da Valdobbiadene il presidente nazionale Saturni: 

“Avis unica al mondo: il volontariato partecipe delle decisioni”

Sacconi: “Avis modello per l’Europa”

La 15ª edizione della festa dell’Avis provinciale diTreviso si è arricchita quest’anno, di un momento di grande spessore: un convegno unico nel suo genere sul “valore” del volontariato del sangue, organizzato assieme all’Avis regionale che l’ha fortemente voluto. Altissimo il livello istituzionale dei relatori intervenuti al Tempio internazionale del donatore, a Pianezze di Valdobbiadene, domenica 7 settembre. Dal senatore Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato ed ex Ministro del Welfare e della Salute, al presidente di Avis nazionale Vincenzo Saturni, affiancati dal direttore generale dell’Iss Istituto Superiore di Sanità, Angelo Lino del Favero e moderati dal presidente dell’Avis regionale, Gino Foffano

Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori


Accolte dalla Presidente dell’Avis provinciale, Vanda Pradal, hanno partecipato diverse personalità politiche, amministrative e sanitarie della Marca e il Prefetto di Treviso, Maria Augusta Marrosu, mentre è stata notata la completa assenza della politica regionale.

Saturni ha subito messo in risalto come l’Avis sia la più grande e organizzata associazione di donatori al mondo. “Siamo forse gli unici al mondo – ha affermato – con una reale e incisiva partecipazione nelle decisioni, grazie alla normativa italiana “costruita” in questi ultimi 80 anni proprio con il volontariato”. Ha poi citato l’esempio del Comitato direttivo del Centro nazionale sangue, dove il volontariato è paritetico rispetto ai rappresentanti delle regioni politiche: tre rappresentanti delle associazioni, tre delle regioni. Ma da ciò deriva anche una grande responsabilità. “L’adeguamento della raccolta del “Plasma master file”,  programmato entro il 31 dicembre, non ci è imposto “solo” dall’Europa – ha detto – ma è un dovere che abbiamo tutti verso gli ammalati e i donatori volontari. Il rischio di non riuscire a mettere a norma tutto il sistema, garantendo la stessa sicurezza dovunque in Italia, non dovrebbe neppure esistere. Non possiamo accettare e non accetteremo più che vi siano trattamenti diversi da  regione a regione o da città a città. Noi, come Avis – ha sottolineato Saturni stiamo facendo appieno la nostra parte per garantire a tutti, anche per quanto riguarda i plasmaderivati, la stessa sicurezza. Lo facciamo con cuore e passione, non a fini utilitaristici, ma non vogliamo che il volontariato, non solo del sangue, diventi solo un soggetto utile al servizio pubblico per esternalizzare servizi a minor costo”. 

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L’affollata platea

Concetti che sono stati fatti propri dal Senatore Sacconi: “Il modello Avis, vincente e straordinariamente importante, deve essere portato ad esempio per l’Europa. In questo momento di grave crisi, la  politica deve tendere  ad una razionalizzazione e appropriatezza della spesa, ma per poi reinvestire il risparmio nello stesso  settore sotto forma di ricerca e innovazione. Solo la cultura del dono, della condivisione sociale propria dei Paesi del sud Europa e dell’Italia in particolare, ci aiuterà ad affrontare il futuro, la nostra attitudine a “fare comunità”. Compito dello Stato è quello di risvegliare questa vitalità sociale, non di chiedere al volontariato di sostituirsi ad esso”.

In quest’ambito Del Favero, da marzo Direttore generale dell’ISS da cui dipende il CNS (Centro nazionale sangue, diretto dal dottor Giuliano Grazzini), ha voluto sottolineare come: “Il Centro nazionale sangue sia un ottimo esempio di cooperazione fra Stato, Regioni e volontariato. L’attuale staff raggiunge grandi risultati in sicurezza, efficienza e organizzazione del Sistema trasfusionale, arrivando dopo un percorso fatto sul territorio”. 

Servizi di Beppe Castellano e Michela Rossato

La galleria fotografica dell’evento è disponibile sulla pagina Facebook di Dono&Vita

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Il volontariato come risorsa, importante convegno a Pianezze

Sarà il convegno “Istituzioni e volontariato: risorsa per un nuovo welfare” il momento di riflessione della 15ª “Giornata provinciale del donatore di sangue”, che viene organizzata dall’Avis provinciale di Treviso a Pianezze di Valdobbiadene. All’evento, domenica 7 settembre, sono invitati quest’anno, come relatori, il Senatore Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato della Repubblica e il dott. Vincenzo Saturni, presidente dell’Avis nazionale.

La manifestazione si terrà presso il Tempio internazionale del donatore di sangue di Pianezze, alle ore 10.

Al termine del convegno, intorno alle ore 12.00, si terrà la celebrazione della S. Messa e a seguire il pranzo sociale nella struttura adiacente.

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Un’edizione della Festa provinciale

La giornata, alla quale partecipano circa 500 volontari, per lo più dirigenti delle 90 Avis comunali, oltre all’intero Consiglio direttivo di Avis provinciale con la sua presidente Vanda Pradal e a rappresentanti di Avis veneto e nazionale,  ma anche donatori e loro familiari, è un momento per trascorrere alcuni momenti insieme e per confrontarsi, in vista della ripresa di tutte le attività associative.

Venezia: “Sangue etico” convegno internazionale su Progetto Bessy

Il  Convegno Conclusivo del progetto di cooperazione internazionale BESSY (Blood Ethical good for Social capital and SafetY)  si terrà Martedì 10 dicembre 2013 – dalle 9:00 alle 16:00  a Venezia presso il Palazzo “ Grandi Stazioni” Fondamenta Santa Lucia 23, Cannaregio.

Si tratta di un importante occasione sia per presentare i prodotti e gli strumenti che il progetto ha creato, sia per condividere ed elaborare le riflessioni nate dal progetto e definire i possibili sviluppi futuri.

Tra i prodotti/strumenti che verranno presentati vi saranno:

1) la campagna di comunicazione SPOT OF RED che ha diffuso, soprattutto tra i giovani, l’importanza della donazione attraverso una serie di concorsi (video e di grafica) sul tema della donazione di sangue.
2) Il software gestionale Assoweb-Bessy  sviluppato con tecnologia web e pensato per la gestione a 360° delle Associazioni di Donatori (attività associative, medico-sanitarie e di raccolta, in totale integrazione con l’attività svolta dai Centri Trasfusionali di riferimento.
3) Il portale web per lo scambio e la condivisione di informazioni e documenti finalizzato al supporto alle organizzazioni coinvolte nel sistema nazionale del sangue ed impegnate nelle procedure di accreditamento.
4) il VKC, Virtual Know-how Center, un sistema di classificazione, reperimento e gestione delle iniziative più significative nella comunicazione e formazione della donazione nell’area adriatica

Inoltre, verranno sottoscritti gli accordi di collaborazione tra i partner del progetto Bessy e del costituendo Adriatic Blood Network (ABN) che si occuperà di proseguire quanto iniziato con il progetto Bessy.

Nel corso del Convegno vi saranno anche momenti di discussione e scambio (attraverso tavole rotonde e workshop) dedicati alla definizione di indicazioni e buone pratiche da condividere con i politici che si occupano di donazione a livello Regionale, Nazionale ed Europeo.

Oltre 200 “fratelli di sangue” per l’incontro con Traldi a Castelfranco

Una storia veneta, ma non solo veneta. Una storia di “sangue sano e sangue malato”, l’uno che cura l’altro, senza nulla chiedere. Una storia iniziata nel 1973, a Castelfranco Veneto, con l’arrivo di due medici da… Castelfranco Emilia. Furono chiamati da un grande “cacciatore di teste” di allora, un politico che vedeva lontano nel futuro: Domenico Sartor. Erano, sono, il prof. Agostino Traldi e il Dottor Giorgio Davoli. Una storia veneta. Una storia di “sangue sano e sangue malato”Appena arrivati a Castelfranco, furono subito seguiti da decine, centinaia di pazienti emofilici, che già avevano in cura da tutto il Paese. I due erano allievi del “padre” dell’ematologia in Italia, il Prof. Storti di Pavia. Iniziò così un nuovo modo di “fare” ematologia e medicina trasfusionale partendo dagli ammalati più esposti, gli emofilici, e cercando di assicurare loro terapie basate su plasma sicuro di donatori volontari e periodici. A Traldi e Davoli si unirono subito due giovani medici trevigiani: Giovanni Battista Gajo e Giorgio Tegon. Quest’ultimo è prematuramente scomparso a inizio novembre a Brescia ed è stato ricordato con affetto da tutti, insieme a tutti quelli che “sono lo stesso qui, oggi, con noi”.

Da sinistra: con il microfono il prof. Traldi, il dott. Davoli, il dott. Gajo.
Da sinistra: con il microfono il prof. Traldi, il dott. Davoli, il dott. Gajo.

Da allora partì una medicina trasfusionale che – nata dove nulla c’era ancora di definito – ha cambiato l’Avis facendo “scuola” sempre più in Veneto e in Italia. Oggi i medici “figli” di quella scuola, sono stati e sono primari in Ematologie e Centri Trasfusionali non solo regionali. I dirigenti Avis “figli” di quella scuola, lottano ancora con le armi della conoscenza a tutti i livelli. Sempre dalla parte dell’ammalato, gi avisini hanno contribuito con decisione a raggiungere l’autosufficienza nazionale di emoderivati “sani” per la cura dell’emofilia e non solo.

Abvs 186Ma centinaia sono poi i “figli” che a quella scuola di pensiero e a quel modo di essere e vivere la Medicina devono anche una vita normale: gli emofilici. Ce n’erano tantissimi, di questi ultimi, provenienti da ogni parte d’Italia, sabato 23 novembre all’Hotel Fior a Castelfranco dove hanno accolto il ritorno del professor Traldi. Significativa la loro dedica dietro il ritratto ad affresco che un’artista castellana (Luigina Mazzocca) realizzò nel 2000 e che è stato donato per l’occasione all’85enne “Prof”: A chi ci ha resi uomini, poi lottatori, e alla faccia di chi diceva che eravamo solo dei “malati”. Grazie Agostino”. Abvs 227E a seguire decine di firme a sottolineare un “grazie” e un impegno a continuare su una strada tracciata con lungimiranza.

L’invito di Avis regionale, provinciale di Treviso, Comunale di Castelfranco e LAGEV (Libera associazione genitori ed emofilici del Veneto) era quello di ripercorrere “Una storia… Veneta, una storia di Vita” lunga 40 anni. All’appello, oltre ai pazienti, hanno risposto più di un altro centinaio fra avisini, medici, amministratori sanitari, ex e nuovi infermieri del Centro. Ma non solo il passato è stato ripercorso, sintetizzato in una frase lapidaria del lucidissimo Traldi all’immenso abbraccio che gli è stato tributato dopo 10 anni di assenza dalla città: “Noi abbiamo fatto solo ciò che era giusto fare”. Il Centro di Castelfranco, diretto ora dal Dott. Giuseppe Tagariello, allievo di Traldi e Davoli cui è succeduto come primario dal 2003, guarda al presente e al futuro. Senza titoloLa nuova Ematologia dell’Ulss 8 è appena stata sancita come unità operativa complessa dalle schede sanitarie 2014 della Regione Veneto. Un annuncio che è stato dato ufficialmente dal nuovo direttore generale dell’Ulss 8, Bortolo Simoni, che ha aperto il convegno ed era presente per “imparare dalla storia”. Una “promozione” sul campo anche questa sottolineata lapidariamente dal “guerriero” Traldi, rivolgendosi all’ex allievo e attuale primario Giuseppe Tagariello: “Vuol dire che ve lo siete semplicemente meritato”!

Grazie poi al sostegno della stessa Ulss 8, delle Avis del Veneto, dell’Associazione progresso ematologico (formata da 32 Avis dell’Ulss 8), la Fondazione TES e l’Università di Padova proprio da Castelfranco potrebbe nascere una cura definitiva dell’Emofilia. Silvia Barbon, giovane ricercatrice della Fondazione TES, ha presentato le ricerche per l’utilizzo delle cellule staminali. Con il coordinamento del professor Pier Paolo Panigotto sono già in atto esperimenti di laboratorio per isolare cellule Epc progenitrici di quelle endoteliali da cellule sanguigne “sane” di donatori compatibili. La speranza ultima sarebbe di trapiantarle nelle nicchie staminali del fegato del paziente, dove potrebbero riprodursi sostituendo quelle malate e produrre autonomamente i fattori della coagulazione la cui carenza è alla base dell’emofilia. Proprio da Castelfranco, ancora una volta, potrebbe quindi partire: “una rivoluzione, una nuova e grande battaglia per gli ammalati – ha affermato Beppe Castellano, in veste di presidente Lagev – che come negli ultimi 40 anni va contro gli interessi di chi li vede solo come occasione di carriera o, peggio, di business”.

È una nuova frontiera tutta del volontariato – ha affermato il presidente regionale Avis Gino Foffano – che si innesta sulla tradizione traldiana del “sangue sano”, quello dei donatori, che può curare in sicurezza e stavolta potrebbe perfino guarire quello malato”. A Foffano e al vice presidente nazionale Alberto Argentoni, tra l’altro, si deve l’idea di fare il tradizionale incontro degli ex dirigenti Avis a Castelfranco, invitando il prof. Agostino Traldi. All’incontro, come avisini, non c’erano soltanto dirigenti del passato, ma anche del presente e del… futuro.

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Da una giovane donatrice dell’Abvs presente all’incontro, Barbara Iannotta della redazione di Dono&Vita, riportiamo un ulteriore articolo che integra e completa questo. È autrice anche di molte belle immagini dell’evento che potrete trovare sulla pagina Facebook di DONOEVITA.IT, insieme a quelle di Mimmo Lamacchia.

Un “patto di sangue” donatori-pazienti lungo 40 anni che… continua

Fratelli di sangue da quarant’anni. È un legame strettissimo quello che congiunge i donatori del sangue e gli emofilici, un legame rinsaldato dall’incontro svoltosi a Castelfranco Veneto. Il luogo non è stato certo casuale: proprio a Castelfranco Veneto, il 3 settembre di quarant’anni fa, il professor Agostino Traldi, affermato ematologo, fondava il centro per la cura dell’emofilia e delle malattie del sangue dell’Ulss 8. Quarant’anni sono tanti se si guardano le foto sbiadite dei primi pazienti che hanno varcato la soglia del centro, se ci si sofferma sulle rughe, assenti sulle foto, o se si rivolge un pensiero a chi non ce l’ha fatta. Ma quarant’anni non sono nulla se ci si sofferma sugli sguardi dei presenti. Gli sguardi dei pazienti, di chi ci è passato, di chi è tornato, di chi è fiero di esserci, qui ed ora; gli sguardi del medici, degli infermieri e degli ex infermieri, di chi la sofferenza la tocca, o l’ha toccata con mano ogni giorno; gli sguardi dei donatori, di chi ha orgogliosamente dato una parte di sé, nel vero senso della parola; lo sguardo del professor Traldi, ancora combattivo e appassionato, perché guerrieri si nasce e non si smette mai.Abvs 121

Un incontro speciale e significativo, impreziosito dalla eccezionale presenza proprio del professor Agostino Traldi, in pensione dal 1998, affiancato dagli altri fondatori del centro: il dott. Piergiorgio Davoli, il dott. Giovanni Battista Gajo, dal ricordo del dott. Giorgio Tegon, recentemente scomparso, nonché dall’attuale primario dott. Giuseppe Tagariello. Organizzato congiuntamente dall’Avis regionale, dall’Avis provinciale di Treviso, dall’Avis comunale di Castelfranco e dalla Lagev, Libera associazione genitori ed emofilici del Veneto, l’occasione è stata anche quella di radunare tanti ex dirigenti Avis Veneto, da sempre legati a doppio filo alle vicende del centro.

Il presidente dell'Avis regionale Gino Foffano
Il presidente dell’Avis regionale Gino Foffano

Dopo l’introduzione di Beppe Castellano, è stato lasciato ampio spazio ai ricordi. La storia è quella di un centro diventato, grazie al coraggio ed alla combattività dei suoi padri fondatori e degli stessi pazienti, un punto di riferimento nazionale per gli emofilici. Merito dell’innovativo metodo adottato dal dott. Traldi che presupponeva l’utilizzo del plasma proveniente dai donatori delle Avis della Castellana, in sostituzione all’acquisto degli emoderivati provenienti dall’estero. Un percorso non facile e aspramente osteggiato dal sistema di immensi interessi economici. Ma non era certo il coraggio che mancava a chi, di questo progetto, ne aveva fatto una missione. Ideali che nemmeno i procedimenti giudiziari sono riusciti a minare perché, si sa, in Italia ogni innovazione deve passare attraverso il battesimo di fuoco di un processo. Come è stato raccontato durante l’incontro, assieme a innumerevoli altri episodi, in un certo periodo tali medici trasfusionisti-ematologi sono stati dei veri “fuorilegge”. Producevano infatti, quando la legge ancora non lo permetteva, “crioprecipitati” (Fattori VIII e IX per la terapia dell’emofilia) da plasma di donatori Avis. Li conservavano, occultandoli, poi nei frigoriferi della adiacente “casetta delle suore” per sottrarli ad eventuali ispezioni. Solo le multinazionali farmaceutiche, infatti, potevano produrre e commercializzare emoderivati. Tutti importati dall’estero e prodotti in gran parte da datori a pagamento.

La giovane ricercatrice di fondazione TES, Giulia Barbon
La giovane ricercatrice di fondazione TES, Silvia Barbon

Dagli aneddoti ai progetti per il futuro il passo è breve. E ancora una volta gli avisini sono pronti a sostenere i propri “fratelli di sangue”, seppur attraverso una strada diversa. La via è quella imboccata dalla dr.ssa Silvia Barbon, giovane ricercatrice della Fondazione Tes, che, grazie ai finanziamenti di Avis, Ape e della fondazione stessa, rappresentata all’evento dal prof. Pier Paolo Parnigotto, sta portando avanti una innovativa ricerca sulla possibilità di addivenire ad una cura definitiva per l’emofilia attraverso lo studio delle cellule staminali. Un percorso lungo, impegnativo, ma che non manca di entusiasmo. È ancora un atto d’amore quello degli avisini che, come affermato dal dott. Bernardino Spaliviero, responsabile del comitato medico di Avis nazionale, mettono in campo le lproprie risorse affinché i fratelli emofilici non abbiano un giorno più bisogno di loro. Un incontro che ha lasciato il segno in ciascuno dei numerosissimi presenti, ad ognuno per un motivo diverso, ed a tutti la voglia di ritrovarsi a celebrare i nuovi traguardi… magari tra meno di quarant’anni.

 Barbara Iannotta

Una storia veneta. Una storia di “sangue sano e sangue malato”

Una storia veneta, ma non solo veneta.

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Copertina del periodico Avis Ulss 8 del 1998.

Una storia di “sangue sano e sangue malato”, l’uno che cura l’altro. Una storia che ha siglato un “patto di vita” diretto fra donatori e riceventi, mediato da medici che credevano e credono nella “medicina per l’Uomo”. Una storia che ha lasciato un’impronta indelebile nella Medicina trasfusionale e nella cura dell’Emofilia in Italia. Una storia che vale la pena di raccontare e di conoscere, soprattutto da parte dei giovani donatori che si affacciano oggi al mondo Avis.

È quella che verrà ripercorsa sabato 23 novembre all’Hotel Fior di Castelfranco Veneto (Tv), in occasione del 40° anniversario di fondazione del Centro per la cura dell’emofilia e delle malattie del sangue dell’Ulss 8, di riferimento regionale, e della ri-fondazione dello stesso Centro trasfusionale. In questa occasione si ritroveranno anche tanti ex dirigenti dell’Avis regionale del Veneto, nell’ambito dell’incontro annuale che è ormai diventato tradizione. Ma quest’anno sarà un incontro “speciale”.

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In una foto del 1979, da sinistra: dott. Giovanni Battista Gajo, dott. Piergiorgio Davoli, (anonimo), prof. Agostino Traldi, dott. Giorgio Tegon

Organizzato insieme dall’Avis regionale, dall’Avis provinciale, dall’Avis comunale di Castelfranco e dalla Lagev, Libera associazione genitori ed emofilici del Veneto, all’incontro è attesissimo il prof. Agostino Traldi, fondatore del Centro stesso, oltre che del Centro trasfusionale, guidato ora dal dott. Giuseppe Tagariello. Assieme a loro anche altri tre fondatori del Centro, il dott. Piergiorgio Davoli, il dott. Giovanni Battista Gajo e il dott. Giorgio Tegon (prematuramente scomparso due settimane fa a Brescia).

Sarà un “tuffo nel passato”, ma guardando al presente e al futuro. Grazie al sostegno dei volontari Avis con l’Associazione progresso ematologico (Ape) e la Fondazione Tes-Fondazione per la biologia e la medicina della rigenerazione a Castelfranco è infatti in atto una ricerca proprio sulla cura dell’emofilia.

All’incontro è previsto l’arrivo di centinaia di persone da tutta Italia, tra pazienti, avisini, medici, amministratori di ospedale e Ulss, ex e nuovi infermieri del Centro.

L’incontro inizierà alle ore 9.30 con i saluti, seguirà l’introduzione da parte di Beppe Castellano, presidente della Lagev. Alle 10 l’atteso intervento del prof. Agostino Traldi, che ripercorrerà la storia del Centro. Alle ore 10.45 è previsto l’intervento del dott. Giuseppe Tagariello, attuale responsabile del Centro e alle ore 11.15 della dott.ssa Silvia Barbon, giovane ricercatrice della Fondazione Tes che sta seguendo la ricerca sulle cellule staminali per la cura dell’emofilia, in corso a Castelfranco e Padova e sostenuta da Avis, Ape e Tes. Alle ore 11.30 spazio agli interventi del pubblico. Ingresso libero.

Forum interregionale Giovani: “Accolgo, Dono, Comunico” a Mestre

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L’edizione dello scorso anno svoltasi a Mogliano Veneto

Saranno un centinaio i ragazzi che arriveranno al Forum Interregionale Avis Giovani, in programma a Mestre sabato 16 e domenica 17 novembre. Provengono da tutto il Triveneto, ma anche da Marche, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Calabria e Sicilia. I nuovi donatori avisini, impegnati a vari livelli dirigenziali, si confronteranno per due giorni su come accogliere e fidelizzare chi diventa donatore volontario, ma anche su come comunicare – all’esterno e all’interno dell’Avis – i valori, le necessità, le iniziative, i problemi tramite un’informazione corretta e affidabile.

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Manuela Fossa

Il Forum, che sarà ospitato a partire dalle ore 14 di sabato al NH Laguna Palace di Mestre (Ve) è anche l’esordio ufficiale del nuovo responsabile del Gruppo Giovani regionale. Veronese di Concamarise Federico Marangoni, 24 anni, riceve il testimone dalla mestrina Manuela Fossa

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A sinistra Federico Marangoni

Parlare di giovani è sempre un tema delicato. Ho accettato con molto piacere questo incarico, perché mi piacciono le sfide e credo molto nei giovani che mi circondano. Non sono solo discotecari o ultras dello stadio, ognuno di loro ha qualcosa da poter dare, dobbiamo solo dar loro la possibilità di poter mettersi in gioco. Avis ha bisogno di essere ancor più presente sul territorio, ma deve farlo con un’ immagine più fresca e un linguaggio più moderno, attraverso il web, i social network, anche con testimonianze atte a far crescere in ognuno di noi la consapevolezza di questo gesto tanto semplice quanto importante”.

Testimonianze che non mancheranno al Forum, dopo i saluti del presidente Avis regionale Gino Foffano e del presidente dell’Avis Mestre-Marghera Roberto Cerruti. Sull’accoglienza dei donatori – in particolare di chi si avvicina alla donazione per la prima volta – porterà la propria esperienza sul campo la giovane Irene Pattarello, volontaria all’ospedale Dell’Angelo di Mestre. Su comunicazione e informazione in tutte le sue sfumature, dal cartaceo, al web, alla radio, agli stessi rapporti con i mass media, porteranno la propria esperienza il direttore del periodico “Dono & Vita” e “Dono & Vita Web” Beppe Castellano. Assieme a lui due colleghi giornalisti de “Il Gazzettino”: Alessandro Comin (vice capo redattore centrale) e Tiziano Graziottin, caposervizio cronaca edizione di Mestre-Venezia. Graziottin sarà anche in veste di capitano di “Tv Pressing”, squadra di calcio amatoriale formata da rappresentanti della stampa che giocano per beneficenza. Spazio sarà dedicato anche a Radio Sivà, la radio-web ufficiale di Avis, nazionale www.radiosivà.it, nata da un’idea dei giovani avisini, che sta raccogliendo un crescendo di consensi in tutta Italia. A presentarla saranno Ciro Marrone e Lucia Delsole. Sarà presente anche Sara Job, friulana, neo coordinatrice della Consulta giovani di Avis nazionale.
Sono previsti poi lavori di gruppo (il gruppo “giornalisti” sarà organizzato in cinque mini-redazioni) e la sera, l’intrattenimento da parte dei comici Paolo Franceschini, Enrico Cibotto e Maurizio Linetti di “Riso fa buon sangue”, altra iniziativa che vede insieme Avis Veneto e i comici di Zelig, Zelig Off e Colorado.

L’intero forum potrà essere seguito in diretta streaming su youtube al canale “Avis Veneto” a partire dalle ore 14. Foto e primi servizi giornalistici sull’evento già da domenica mattina sul sito e sulla pagina Facebook di donoevita.it

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Il convegno di Mogliano 2012, tutte le foto

 

“Ci sta a Cuore”: il volontariato contro la povertà culturale

È iniziato alle 14,30 l’incontro “Ci sta a cuore”. È il tema scelto quest’anno dall’Avis provinciale di Treviso per l’incontro associativo a Laggio di Cadore (Bl). Si svolge oggi e domani (29 settembre) e si rivolge a presidenti e consiglieri delle Avis comunali della Marca. Oltre 90 dirigenti di ogni livello partecipano alla due-giorni, per poi tornare a operare sul territorio nel delicato settore del volontariato del sangue. Nutrito il programma di oggi e domani alla Casa soggiorno Alpino-Famiglie Rurali, che ospita i convegnisti.

I relatori
I relatori
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I partecipanti al convegno

Sono intervenuti nel pomeriggio, fornendo interessantissimi spunti di discussione e confronto, il giornalista e scrittore Letterio Scopelliti sul tema crisi e volontariato. Scopelliti ha portato anche dirette esperienze di vita e professione. Così il docente di lettere e filosofia, già preside di scuola superiore, Lamberto Pillonetto che ha parlato sui valori del volontariato a servizio della persona e della comunità. La pedagogista clinica Federica Dal Mas sull’organizzazione del volontariato come sistema e sul valore del “gruppo”. A coordinare l’incontro è Carlo Donadel, esperto in ambito psico-educativo, che fra oggi e domani affronta il tema della forza dell’organizzazione e sulla condivisione di una visione.

Sono in corso lavori di gruppo sul tema della comunicazione, della collaborazione tra associazioni, dei rapporti con le istituzioni, dei rapporti interpersonali, dell’accreditamento e dell’organizzazione delle donazioni. Domani mattina si svolgerà un laboratorio interattivo sull’efficacia del lavoro di squadra e di una buona programmazione. Insieme ai dirigenti avisini della Provinciale anche il presidente regionale Avis Gino Foffano e il consigliere nazionale Bernardino Spaliviero, oltre che tutti i componenti dell’esecutivo provinciale.

Per la presidente dell’Avis provinciale, Vanda Pradal, la due giorni insieme è come sempre un’occasione per “rinforzare le motivazioni all’impegno e all’assunzione di responsabilità in ambito associativo, rinforzare la conoscenza reciproca, confrontare le esperienze, pensare al futuro,  riflettere sul valore del volontariato nel contesto sociale attuale e assumere una visione sistemica dell’organizzazione di volontariato in cui tutto e tutti concorrono all’unico fine, oltre che per riflettere su alcune competenze concrete necessarie per la gestione dell’Avis ed in particolare per programmare efficacemente le attività”.

Ed è anche un momento di incontro e di confronto per fare “squadra” proprio in un periodo di crisi, non solo economica, in cui emerge e si solidifica – come è stato detto da uno dei relatori – la vera “povertà”: quella culturale e valoriale. Cliccando sulle foto e su questo LINK tutte le immagini della giornata.

 Michela Rossato & Beppe Castellano

In serata, dopo cena, in attesa della mattinata di domani in cui verranno riportati in plenaria i risultati dei cinque gruppi di lavoro un momento di relax con il cabarettista Francesco Damiano di “Riso fa Buon Sangue” 

“Ci sta a Cuore”: week end d’impegno con la Provinciale di Treviso

“Ci sta a cuore” è il tema scelto quest’anno dall’Avis provinciale di Treviso per l’incontro associativo a Laggio di Cadore (Bl). L’iniziativa di sabato 27 e domenica 28 settembre si rivolge a presidenti e consiglieri delle Avis comunali della Marca, che si trovano ad operare nel delicato settore del volontariato del sangue in questo momento di crisi. Nutrito il programma alla Casa soggiorno Alpino-Famiglie Rurali, che ospiterà i dirigenti avisini a partire dal sabato mattina.foto21

Dalle ore 14 interverranno il giornalista e scrittore Letterio Scopelliti proprio sul tema crisi e volontariato, il docente di lettere e filosofia, già preside di scuola superiore, Lamberto Pillonetto sui valori del volontariato a servizio della persona e della comunità, la pedagogista clinica Federica Dal Mas sull’organizzazione del volontariato come sistema e l’esperto in ambito psico-educativo Carlo Donadel sulla forza dell’organizzazione e sulla condivisione di una visione. Seguiranno lavori di gruppo sul tema della comunicazione, della collaborazione tra associazioni, dei rapporti con le istituzioni, dei rapporti interpersonali, dell’accreditamento e dell’organizzazione delle donazioni. La domenica mattina si terrà un laboratorio interattivo sull’efficacia del lavoro di squadra e di una buona programmazione.Per la presidente dell’Avis provinciale, Vanda Pradal, la due giorni insieme sarà un’occasione per “rinforzare le motivazioni all’impegno e all’assunzione di responsabilità in ambito associativo, rinforzare la conoscenza reciproca, confrontare le esperienze, pensare al futuro,  riflettere sul valore del volontariato nel contesto sociale attuale e assumere una visione sistemica dell’organizzazione di volontariato in cui tutto e tutti concorrono all’unico fine, oltre che per riflettere su alcune competenze concrete necessarie per la gestione dell’Avis ed in particolare per programmare efficacemente le attività”.

 Michela Rossato 

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