In Veneto tremila donatori tra i nuovi cittadini: Avis, Comunità islamica e Caritas insieme per il dono

“Non esistono stranieri, solo sconosciuti…” (Freya Stark, poetessa, cittadina britannica e italiana, nata a Parigi nel 1893, morta ad Asolo nel 1993)

Il Veneto, ma in genere tutta l’Italia, “invecchia” sempre più. E sempre più donatori, raggiunta la soglia limite stabilita dalla legge, lasciano per raggiunti limiti di età l’attività donazione. I giovani sono sempre meno, il ricambio allo stato attuale langue, mentre i bisogni sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma… il 13% degli alunni/studenti nelle nostre scuole sono rappresentati da “nuovi italiani”. Da qui, e dai dati mondiali su Pil pro capite, tasso di natalità, speranza di vita alla nascita ed età media in vari Paese dal “primo” al “quarto” mondo, siamo partiti per una piccola inchiesta sul numero a stampa in distribuzione a settembre-ottobre. È necessaria una “trasfusione di sangue nuovo” e una nuova fase di accoglienza ed inclusione per chi entra pacificamente in Italia e nel nostro Veneto in cerca di un presente e un futuro meno tragico, rispetto ai Paesi di provenienza. Il numero di Dono&Vita è stato presentato venerdì 5 ottobre a Mestre, in una conferenza stampa, mentre il pdf completo potete trovarlo qui: settembre2018pdf

Il direttore

Il Veneto è la terza regione d’Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna) per numero di studenti di origine straniera. In numeri assoluti (Fonte Miur) erano 91.641 nel 2017, con un’incidenza percentuale complessiva del 13%. Un bambino su 6 (15,5%) è di origine straniera nella scuola dell’infanzia e primaria, un dato che scende al 13% nella secondaria di 1° grado e al 9% nella secondaria di 2° grado. Di questi oltre il 27% sono di origine africana.

In Veneto i “nuovi cittadini” rappresentano il 10% della popolazione, circa 485mila e l’11% complessivo dei contribuenti Irpef.

Fra i residenti in Veneto i cittadini di origine straniera con meno di 55 anni sono l’89%, mentre la percentuale per gli autoctoni precipita al 64% (fonte Istat). Ancora più significativi i dati che riguardano gli ultra 65enni: vanno dal 22,3% dei “veneti”, a solo il 3,3% dei nuovi cittadini. Che tradotto significa che i nuovi cittadini sono per la maggior parte giovani.

Analizzando questi e altri dati, il periodico di Avis regionale Veneto, “Dono&Vita”, nel numero attualmente in distribuzione, ha voluto aprire una finestra sul tema immigrati e donazione.

Proprio i nuovi cittadini, infatti, se ben informati e coinvolti, contribuiranno in modo significativo alla donazione di sangue e plasma in Veneto e in Italia, dove la natalità cala costantemente e l’età media continua a salire. “Sappiamo che il tema è scottante, ma è evidente che saranno i nuovi cittadini a invertire la tendenza anche in Avis – spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello.

Dai dati di alcune Avis comunali campione, emerge che in Veneto i donatori di origine straniera iscritti dall’associazione sono intorno al 2 per cento del totale. Con tutti e cinque i Continenti rappresentati. I Paesi dell’Est sono tra i più presenti ovunque, in particolare Romania, Ucraina e Moldavia, con una forte presenza femminile. Seguono l’Albania, il Marocco e il Senegal. Sul fronte asiatico, i donatori iscritti all’Avis provengono soprattutto da India, Bangladesh e Sri Lanka. Altri arrivano in percentuali minori da ogni parte del mondo (alcune Avis hanno anche una quarantina di diversi Paesi di provenienza), mentre pochissimi sono i cinesi, al massimo 1 o 2 per Avis, quando presenti. Sono per lo più giovani, sotto i 40 anni e più della metà dona da oltre dieci anni, con traguardi anche significativi per numero di donazioni. Le donne hanno ormai raggiunto gli uomini, con un rapporto di 44 a 56 per cento.

“Un 2 per cento è un bel numero da cui partire. Corrisponde a quasi 3mila persone. Per far aumentare questo numero Avis regionale vuol mettere in campo azioni e progetti destinati a tutti gli immigrati regolari in Veneto, perché possano dare il proprio contributo come cittadini. Le diverse comunità di nuovi cittadini sono alla ricerca di occasioni di impegno solidale e gli ammalati hanno bisogno anche del loro sangue che ha lo stesso colore per tutti, anche se la pelle ne ha di diversi” – continua Brunello – l’integrazione passa anche attraverso il dono al prossimo”.

Per Don Marino Callegari, già delegato Caritas del Triveneto “Sono il volontariato e l’attività nella scuola le strade maestre per una vera inclusione dei nuovi cittadini, come già molte esperienze positive in Veneto stanno dimostrando”.  

D’altra parte, anche il credo islamico considera il dono una cosa buona. Tanji Bouchaib, marocchino, coordinatore della Federazione islamica del Veneto (circa 200 Comunità locali), che conta già dei donatori di sangue, spiega infatti che “Il Corano dice che “se salvi una vita, salvi il mondo, quindi anche il dono di sangue e organi è caldeggiato. In molti nostri Centri culturali vi è già materiale Avis, ma bisogna approfondire l’informazione corretta sulla donazione fra le nostre comunità”.  

Da qui l’idea lanciata oggi insieme da Avis Regionale e Federazione islamica: organizzare insieme un evento-incontro con tutti i responsabili dei 200 Centri culturali islamici in Veneto e dei rispettivi dirigenti Avis locali per condividere e conoscerci meglio reciprocamente. Per spiegare la donazione del sangue, l’iter sanitario da seguire e l’organizzazione dell’associazione.

 

Le buone azioni fanno notizia: torna il Proemio Samaritano

Le buone azioni non fanno rumore. Il Proemio Nazionale Samaritano istituito dall’Avis nasce per sfatare questo mito.

Con cadenza biennale, dal 1996, si svolge nella Riviera del Brenta (Ve) l’evento che rende omaggio a coloro che hanno compiuto e/o compiono gesti di solidarietà in silenzio, senza clamori. L’intento è quello di evidenziare la valenza dello spirito di donazione, del donarsi a chi ha bisogno in tutti i suoi aspetti.

Non è un premio fisico, ma un riconoscimento morale, da cui il nome proemio. Nel 2016 vinse Mauro Lunelli, clown umanitario. L’invito di Avis è di segnalare persone che rispecchino questo profilo.

Ci sarà anche una sezione esclusiva dedicata alle scolaresche o ai singoli studenti che collaborano con gesti di amicizia all’integrazione di quanti arrivano da Paesi colpiti dalla guerra.

Nelle segnalazioni si dovranno specificare le generalità dei partecipanti e le motivazioni dell’indicazione. Le segnalazioni saranno giudicate da due commissioni. Una nominata da Avis Nazionale si riunirà il 27 ottobre e sceglierà i cinque finalisti. L’altra, composta da trenta studenti delle scuole superiori di Dolo, si riunirà il 17 novembre e sceglierà il Samaritano 2018 tra i cinque finalisti.

La cerimonia finale si svolgerà a Dolo, luogo di origine del concorso, il 3 dicembre 2018 al Teatro Cinema “Italia”.

Le segnalazioni di “persone buone” vanno inviate per posta a Proemio Nazionale Samaritano, c/o Avis Riviera del Brenta, via Brusaura 30, 30031 Dolo (Ve), oppure via fax al numero 041 5100754 o via email a rivieradelbrenta.comunale@avis.it. Va indicato anche chi segnala e, se possibile, messa a conoscenza per l’autenticazione l’Avis comunale del territorio locale.

 

 

 

C’erano una volta a Notre Dame un acrobata e una ballerina… Si sposano il 29 settembre a Modena e “donano” le loro non-bomboniere alla ricerca TES

Galeotto fu il tour di “Notre Dame de Paris”. Prova dopo prova, data dopo data, li ha portati dritti… all’altare! Un amore sbocciato nel 2016 tra le “mura” della Cattedrale, al più grande successo di sempre nella storia del musical italiano, tra ore di fatica e allenamenti, tra luci e fantastiche atmosfere, le voci di Lola Ponce e Giò di Tonno e le musiche del grande Riccardo Cocciante. Sembra scritta per un film, ma è tutta felicemente vera la storia di Beatrice Zancanaro e Alberto Poli. Beatrice ha 29 anni, è di Venezia ed è ballerina professionista. Alberto ne ha 28, è di Modena e fa l’acrobata. Si sposeranno il 29 settembre, nel modenese con l’intenzione di “abitare” a Jesolo (Ve), nelle pause di un lavoro che li porta in giro per il mondo. La proposta di matrimonio è arrivata in Turchia, “con un anello nascosto in un ovetto di cioccolato” sottolinea Beatrice, il corso pre matrimoniale l’hanno fatto a Los Angeles, il video di partecipazione a parenti e amici è stato girato in Arizona e inviato dal Messico. Assieme, ora, stanno dando vita all’AcroModernLab, progetto di laboratori di danza acrobatica per bambini e ragazzi da portare in giro per l’Italia e all’estero. Due giovani belli, molto innamorati e in formissima che, oltre ad avere in comune la grande passione per il movimento, lo spettacolo e le acrobazie, condividono il valore dell’altruismo, donando il sangue. Ci raggiungono in redazione, una calda mattina di agosto, per dirci che al loro matrimonio Avis ci sarà. Con Tes. Il loro racconto è tutto un guardarsi, sorridenti. “Per un giorno così felice abbiamo deciso di preferire alla classica bomboniera un contributo economico alla ricerca – spiega Beatrice – e dopo aver contattato varie Avis, la risposta entusiasta della regionale Veneto ci ha convinti a devolverlo a Tes, la fondazione, partner di Avis, che studia le malattie del sangue anche grazie a giovani ricercatrici. Questa cosa ci riempie di gioia”.  Mentre lo dice, Beatrice si emoziona. La sua mamma non c’è più e non potrà starle accanto, ma aiutare la ricerca potrà dare una speranza in più a tanti altri malati. Un gesto che verrà spiegato agli invitati con un biglietto, unito ad un piccolo gadget avisino. Sventolerà anche la bandiera dell’Avis, prontamente donata ai due piccioncini da redazione e segreteria regionale, a dire a tutti che “amore porta amore”. Auguroni…

Michela Rossato

 

Beatrice e Alberto, una grande passione!

Beatrice è stata nella Nazionale di ginnastica ritmica dal 2000 al 2008 per poi passare alla danza. Ad uno stage internazionale a Treviso ha ricevuto diverse borse di studio ed ha iniziato a sperimentare tanti stili di danza diversi. Ha partecipato ad “Amici” nel 2008. Da professionista ha ballato, tra gli altri, per Anastacia, Liza Minelli, Renato Zero e in diversi musical. È una ballerina del Cirque du Soleil, con cui ha anche fatto un tour di un anno in una nave da crociera. È stata nel cast del Notre Dame de Paris per un anno, dal 2016 a metà del 2017. È laureata in Arti e Scienze dello spettacolo.

 

 

 

Alberto a 12 anni si innamora di salti e acrobazie vedendo Notre Dame in televisione. Impara a farli seguendo i video su you tube. A 16 anni frequenta una scuola di ginnastica acrobatica. Nel 2007 fonda con alcuni amici il Team Vertical Limite, un gruppo di ballerini e acrobati con cui partecipa a spettacoli sempre più importanti. Un infortunio sembra arrestare la sua passione che, invece, riprende con determinazione. Decide di fare l’acrobata a tempo pieno. Partecipa ad alcuni provini ed entra al Notre Dame de Paris, dov’è anche swing, cioè l’acrobata che conosce anche la parte di tutti gli altri.

 

 

E la Ricerca ringrazia con i… risultati

Importante riconoscimento al lavoro di Tes! Il 29 giugno scorso la rivista scientifica internazionale, il Journal of Tissue Engineering and Regenerative Medicine, ha pubblicato un articolo che descrive i risultati del progetto di ricerca realizzato dai ricercatori di Tes e dell’Università di Padova, in collaborazione con i medici del Centro trasfusionale dell’ospedale di Belluno. Questo lavoro definisce le caratteristiche terapeutiche di un innovativo emocomponente, chiamato membrana leuco-fibrino-piastrinica, che viene prodotto dai medici trasfusionisti bellunesi per la terapia rigenerativa della cartilagine articolare. La membrana è un prodotto autologo, realizzato a partire dal sangue dei pazienti, che viene concentrato tramite aferesi nelle sue componenti principali: piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti. Come abbiamo avuto modo di spiegare già nei numeri precedenti, la ricerca di Tes ha permesso di stabilire che i benefici terapeutici della membrana leuco-fibrino-piastrinica derivano proprio dall’elevato contenuto di tali elementi. Nel dettaglio le piastrine producono delle proteine chiamate fattori di crescita, che svolgono un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei tessuti e nella formazione di nuovi vasi che porteranno il sangue al tessuto rigenerato; i globuli bianchi producono delle proteine dette citochine, che regolano lo stato di infiammazione del tessuto danneggiato. La fibrina conferisce alla membrana una struttura resistente, ma elastica ed estremamente manipolabile, che rende questo emocomponente facilmente suturabile sul sito del danno da riparare. Inoltre, la rete di fibrina che costituisce la struttura della membrana permette un rilascio controllato nel tempo delle proteine e delle cellule in essa intrappolate, garantendo un effetto terapeutico prolungato. Alla fine, la membrana va incontro ad un processo di biodegradazione allo scopo di lasciare spazio al nuovo tessuto rigenerato. Infine, è stato dimostrato che nella membrana leuco-fibrino-piastrinica anche le cellule staminali circolanti risultano estremamente concentrate rispetto alle condizioni fisiologiche. Questo facilita enormemente la procedura di estrazione di cellule staminali dal sangue, che acquisisce un ulteriore valore terapeutico come fonte di cellule ad alto potere rigenerativo. Proprio grazie alla consolidata partnership tra Avis, Abvs e la Fondazione Tes, che si occupa di ricerca nel campo della medicina rigenerativa, si è raggiunto questo importante traguardo scientifico. Il lavoro di ricerca contribuisce all’ampliamento delle conoscenze scientifiche sulle potenzialità terapeutiche del sangue, un tessuto dalle risorse inesauribili, che ancora deve essere scoperto in tutto il suo enorme potenziale.

dott.ssa Silvia Barbon, ricercatrice TES

Veneto Cup & Kids 2018: prossimo fine settimana gare a Conegliano e Selva di Trissino

 

Siamo arrivato all’ultimo fine settimana da definire “pieno”, un termine usato molte volte in questa stagione ricca di appuntamenti che ora va verso la chiusura. Sabato 1 settembre, con l’Off Track Giovanissimi, a Conegliano si concluderà la Veneto Cup Kids. Un altro degli appuntamenti più noti, in una stagione che ha riservato molte novità di rilievo. Le gare si disputeranno nell’area permanente dedicata in zona industriale Campidui, via Don Felice Benedetti, da vari anni concessa dalla sensibilità dell’Amministrazione Comunale al Conegliano Bike Team che vi ha realizzato una notevole serie di varianti percorso e zone tecniche per gli allenamenti dei giovanissimi e la gara. Il programma prevede ritrovo e verifiche tessera dalle 13.30 alle 15 nell’area gara, appunto in Zona Industriale Campidui a Conegliano. Seguirà la riunione tecnica con le partenze che inizieranno alle 15.30.

Domenica 2 settembre, tutti a Selva di Trissino per la 12a Gnocco Bike Trofeo Moving. E’ la penultima prova Veneto Cup 2018 e una rapida scorsa alle classifiche di categoria dice che poche sono ormai “blindate” mentre per la maggior parte saranno determinanti le prestazioni nelle ultime due gare: questa di Selva di Trissino e la finale del 16 settembre a Torre di Mosto. Team Bike Castelgomberto e Sereno Pellizzaro, annunciano novità sul tracciato della Gnocco Bike  di domenica: si è resa disponibile un’area nelle vicinanze della zona di partenza ed arrivo, dove hanno realizzato un tratto di percorso che sarà così ancora più “a vista” del pubblico. Il programma di giornata inizierà alle 7.30 con le consuete verifiche. Due le partenze, alle 9.30 Agonisti e Master, a seguire verso le 11.30 il secondo start per le giovanili.

A due prove dal termine e con la Veneto Cup Kids che conclude, è ora di annunciare l’evento delle premiazioni finali di stagione, che sarà ospitato come nelle ultime edizioni da Banca Prealpi nell’Auditorium della sede centrale a Tarzo. L’appuntamento per premiati, società ed appassionati è per il pomeriggio di sabato 6 ottobre.

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Info, classifiche e foto su www.trevisomtb.it

Comitato organizzatore Veneto Cup

Servizio Civile in Avis: in Veneto 18 posti per giovani tra i 18 e 28 anni

È uscito il bando per il Servizio civile in Avis. Un’opportunità unica di crescita e arricchimento personale, umano e professionale per giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliano mettersi in gioco nel campo della solidarietà e del sociale.

In Veneto i posti a disposizione sono in totale 18: 2 presso la sede di Avis regionale a Treviso, 2 presso le Avis provinciali di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona, 1 presso le Avis comunali di Chioggia e San Donà di Piave, altri 2 alle Avis comunali di Rovigo e Verona.

Molti i “settori” in cui opereranno i giovani che scelgono il periodo in Avis: dall’accoglienza alla chiamata dei donatori di sangue e plasma, dalla promozione della donazione nelle scuole e tra la popolazione all’organizzazione di eventi, dalla comunicazione (anche presso la redazione del periodico e l’ufficio stampa regionale) alle attività di segreteria, in base alle necessità delle sedi. Sono previste 30 ore settimanali per 12 mesi.

 

Oltre a concrete esperienze di solidarietà, il Servizio civile nazionale (Scn) permette ai ragazzi di partecipare gratuitamente a numerosi corsi di formazione organizzati dall’Avis in collaborazione con partner e co-promotori delle attività sul territorio. Viene, inoltre, riconosciuto da alcune Università in termini di crediti formativi e di tirocinio, e garantisce un rimborso da parte dello Stato pari a 433,80 euro mensili.

Come si diventa volontari di Servizio civile in Avis?

Basta avere un’età compresa tra i 18 e i 28 anni e collegarsi al sito di Avis nazionale www.avis.it, scegliendo nel menù in alto “Unisciti a noi” e poi cliccando su “Servizio civile” fino al bando 2018. Sono indicati i vari progetti, cercare quello del Veneto. Sul sito è disponibile tutta la documentazione da compilare e presentare entro la scadenza del 28 settembre 2018. Una volta iscritti, si parteciperà alle selezioni che terranno conto della valutazione del proprio curriculum e dell’esito di un colloquio con un’apposita commissione. Al termine di questi incontri, una graduatoria decreterà ufficialmente chi potrà svolgere il periodo di Scn in Avis!

Sul prossimo numero di “Dono&Vita” troverete un articolo a riguardo, oltre al manifesto ufficiale della campagna nazionale che ha come testimonial alcuni ragazzi veneti.  Per qualsiasi informazione si può contattare la segreteria di Avis regionale Veneto, in via ospedale 1 a Treviso, con tel. 0422 405088.

(Ufficio stampa Avis Veneto)

Rugby protagonista al “Memorial Nicola Prati”

È sempre emozionante, per il suo carico di significati e valori, l’appuntamento annuale con il “Memorial Nicola Prati”, tornato a giugno agli impianti sportivi di San Pietro Incariano (Verona). Organizzato sotto l’aspetto tecnico/sportivo dal Rugby Club Valpolicella, di cui Avis provinciale Verona è partner da sei anni, ha visto nel tempo anche la collaborazione dei Avis regionale Veneto e comunale Verona.

L’intento, come per le passate edizioni, è stato quello di coinvolgere formazioni under 16 e under 18 di società sportive del Triveneto, con i relativi accompagnatori e famiglie, per divulgare i valori dello sport e del volontariato del sangue.

In questa edizione, per cause indipendenti dagli organizzatori Avis, la manifestazione non è stata inserita nel calendario degli avvenimenti di spicco promulgati dal Comitato Veneto Rugby. Ciò ha comportato la totale assenza delle squadre under 18, focalizzandosi su squadre under 16 dell’ambito territoriale adiacente alla provincia di Verona.

La giornata si è svolta comunque al meglio, tra momenti di gioco agonistico, svago, chiacchierate con ragazzi e accompagnatori.

Al termine si sono svolte le premiazioni, presentate dal presidente di Rugby Club Valpolicella e dal referente Avis Ezio Aldrighetti.

I trofei sono stati consegnati ai giocatori dalla mamma di Nicola Prati, prematuramente scomparso e al quale è dedicato il torneo.

 

 

Preoccupa il calo dei medici in ospedale: da un’inchiesta di “Dono&Vita” l’allarme di Avis e Anaao Assomed Veneto

Nella nostra regione la scarsità di medici e personale sanitario nei Centri trasfusionali degli ospedali pubblici sta mettendo in crisi l’intero sistema sangue e la generosità di migliaia di veneti. Sono all’ordine giorno, infatti, le lamentele e le segnalazioni negative da parte di donatori, dirigenti Avis e professionisti del settore. Le riduzioni di orari e di personale, le lunghe attese per la refertazione degli esami e per donare, ma anche l’aumento delle responsabilità per i pochi medici rimasti, stanno minando la tenuta dell’intero sistema trasfusionale.

Lo stesso accade praticamente in tutte le altre discipline sanitarie dove si assiste ad un preoccupante fenomeno di “fuga” dei medici dal pubblico al privato.

A denunciarlo, in una conferenza stampa congiunta a Mestre il 5 luglio 2018, sono Avis regionale Veneto e il sindacato dei dirigenti medici Anaao Assomed Veneto.

In Veneto, in questi ultimi mesi – dichiara il dott. Adriano Benazzato, Segretario regionale Anaao Assomed sono passati dal pubblico al privato oltre 50 medici, altri sono andati in pensione senza essere sostituiti, pochi hanno partecipato ai concorsi pubblici (alcuni andati deserti). Nei prossimi cinque anni lasceranno il Servizio Sanitario Regionale, per motivi anagrafici, molti dirigenti medici determinando un saldo negativo di circa 1.000 medici al 2022”.

Nello specifico del settore trasfusionale, inoltre, un’inchiesta del periodico di Avis regionale “Dono&Vita”, a firma del direttore Beppe Castellano, apre uno scenario molto preoccupante. “Nel giro di un anno sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, in Veneto, sei concorsi pubblici per titoli ed esami rivolti ad aspiranti dirigenti medici di medicina trasfusionale – si legge – 3 o 4 soltanto offrivano contratti a tempo indeterminato e quindi una certa sicurezza professionale ed un futuro a chi avesse scelto di impegnarsi in un settore molto delicato e in continua evoluzione”.

 “Quella del medico trasfusionista è una specialità medica su cui si basa tutta la sanità pubblica – spiega il presidente di Avis Veneto, Giorgio Brunello nonostante ciò, è ormai numericamente al minimo storico, con conseguente riduzione di orari nei Centri trasfusionali dove donano i nostri donatori, proprio in tempi in cui, invece, le donazioni dovrebbero essere il più possibile incrementate perché continuano a calare. E si sa, senza sangue, la sanità si ferma”. Tra l’altro, la medicina trasfusionale non è neppure riconosciuta come scuola di specializzazione nelle facoltà di medicina. “In pochi scelgono di diventare medici immunoematologi, perché l’impressione è che si stia tornando al passato, quando i Centri di raccolta del sangue erano nei sottoscala – afferma ancora Brunello – mentre la complessità odierna della Medicina trasfusionale imporrebbe tutt’altra considerazione”.

Ma l’inchiesta di Dono&Vita, che ha una diffusione di oltre 100mila copie in Veneto e in Italia, affronta anche il problema più generale. Un allarme periodico, negli ultimi anni, da parte dei sindacati dei medici che il più delle volte è passato sotto silenzio.

“Dopo 40 anni dalla sua istituzione, il Servizio sanitario nazionale versa in pessima salute, e la prognosi rimane riservata – aveva scritto Anaao Assomed al nuovo Governo

D’altra parte una strategia complessiva di ridimensionamento dell’intervento pubblico e del ruolo e del numero dei medici, produce un peggioramento senza precedenti delle loro condizioni di lavoro, fino a spingerli alla fuga dagli ospedali, e rende sempre più difficile ed ineguale l’accesso dei cittadini ai servizi”.

E non è tutto, sempre più medici specialisti italiani “fuggono” all’estero per non tornare più. Generalmente sono i più capaci e promettenti che potrebbero far crescere la qualità della Sanità italiana, oppure quelli che con anni di esperienza potrebbero trasferire quest’ultima alle nuove generazioni. Secondo i dati di Ministero della Salute, riportati nell’inchiesta, nel 2009 avevano chiesto la documentazione per esercitare all’estero 396 professionisti, nel 2014 erano già 2.363 (+600%), mentre l’età media dei medici italiani è sempre più alta.

Avis regionale Veneto e Anaao Assomed Veneto hanno perciò deciso di far sentire insieme la propria voce.

(Ufficio stampa Avis regionale Veneto)

A Verona sede Avis “a porte aperte” per la Giornata del donatore

Sede Avis aperta per la “Giornata mondiale del donatore”. L’idea è dell’Avis comunale di Verona.

“Dal 14 giugno del 2004 viene festeggiata la Giornata mondiale del donatore di sangue, proclamata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in onore della nascita, nel 1868, del biologo viennese Karl Landsteiner.

Nel 1901 egli scoprì 3 dei 4 gruppi sanguigni A, B, O e nel 1940, assieme all’immunologo A.Wiener, il fattore Rhesus, dividendolo in RH positivo (i possessori di questo fattore, circa l’85%) e RH negativo (il restante 15% circa di non possessori), elementi indispensabili nella compatibilità tra individui nelle trasfusioni di sangue.
A Landsteiner venne conferito nel 1930 il Nobel per la Medicina ed è grazie a Lui e ai suoi colleghi professionisti che da inizio Novecento si possono salvare milioni di vite e fare sempre maggiori avanzamenti nella medicina, nelle terapie e nella chirurgia. Ad oggi la necessità di sangue è un problema quotidiano. Il suo fabbisogno non si verifica solamente in presenza di condizioni o eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti, ma anche per interventi chirurgici, nella cura di malattie gravi quali tumori e leucemie e per trapianti di organi e tessuti. Il sangue costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza, non è riproducibile in laboratorio e dipende esclusivamente dalla donazione.

Un gesto gratuito, anonimo, periodico, responsabile e volontario da parte di persone maggiorenni, in buono stato di salute, di peso superiore ai 50 kg.

La giornata del 14 giugno, noi come Avis comunale di Verona, la festeggeremo nella sede di Via Ponte Aleardi 1, dalle ore 8.30 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.30 con open bar (aperitivo ore 12.30 e 18.30), gadget e volantini.

Sono invitati tutti i nostri donatori e i cittadini interessati a conoscere la donazione e il servizio che da 70 anni Avis offre a Verona”.

Giacomo Bonadiman, Silvia Refrontolotto e Ilenia Rossini

“In calo donatori e donazioni. Avis Veneto e Assessorato Sanità invitano a donare

Un grazie immenso a chi già dona, un invito a diventare donatore a chi non lo è! Perché senza sangue la sanità si ferma! 

Avis regionale Veneto e Assessorato regionale alla Sanità lanciano insieme l’invito al dono dei cittadini al dono, in occasione della Giornata mondiale del donatore, che si celebra il  14 giugno.

“Donatori e donazioni non bastano! Non crescono abbastanza le donazioni di sangue, i nuovi iscritti e i soci totali – spiega il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, in vista della “Giornata mondiale del donatore” che si celebra il 14 giugno.

Una giornata che rischia di diventare “amara” per la nostra realtà veneta, specie con l’arrivo dell’estate, da sempre il periodo più critico per il settore trasfusionale,

Non è andata affatto meglio per le donazioni di plasma, passate da 30.823 del 2016 a 27.920 del 2017, con un -9.42%.

“Siamo di fronte a una tendenza nazionale – dice l’Assessore alla Sanità della Regione, Luca Colettoche va invertita con nuove azioni di sensibilizzazione. Pur in un momento di difficoltà, i veneti spiccano comunque per la loro generosità, tanto che l’autosufficienza regionale in sangue ed emocomponenti è stata confermata sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018, rispondendo quindi alla domanda per le numerose e complesse attività sanitarie svolte in Veneto. Anche se, va sottolineato, calano seppur di poco, le trasfusioni di emazie grazie ad una più puntuale verifica dell’appropriatezza terapeutica ed all’implemetazione del Programma Patient Blood Manegement, attraverso il quale viene adottata una strategia a livello di Azienda sanitaria per ridurre i fattori di rischio trasfusionale ancor prima dell’eventuale trasfusione a seguito per esempio di un intervento chirurgico programmato”.

Quest’anno, al 30 aprile 2018, si è assistito ad una leggera ripresa: 58.250 donazioni di sangue intero rispetto alle 57.848 dei primi quattro mesi del 2017, con un più 0.69%.

La situazione è però diversa nelle varie province: Vicenza è in lieve calo, mentre Venezia è in ripresa, come Padova e Verona. Per Rovigo e Treviso la situazione non è cambiata e si conferma il decremento.

E questo proprio quando si assiste all’aumento delle donazioni di organi (anche grazie alla possibilità di esprimere la propria volontà a donare dopo la morte al rinnovo della carta d’identità) e di trapianti, che stanno facendo balzare il Veneto in cima alla classifica nazionale.

Una situazione preoccupante, perché senza sangue entra in crisi l’intera sanità veneta, e con essa il delicato settore dei trapianti stessi.

Una preoccupazione che diventa ancora più alta, perché stanno calando i donatori – spiega Brunello – dal momento che i nostri soci invecchiano e i giovani donano poco. I nuovi iscritti, nel 2017, erano già un migliaio in meno rispetto all’anno precedente: 9.737 contro i 10.927.

Tendenza che deve essere invertita. Le Avis, dalla regionale alle comunali, passando per le provinciali, ce la stanno mettendo tutta, anche con una presenza sempre più forte nelle scuole oltre con una miriade di iniziative diverse. Rinnovato anche il sito www.avisveneto.it e i social, per fornire più informazioni possibili su come diventare donatori.

Ad oggi, in Veneto, sono iscritti all’Avis regionale oltre 136mila soci-donatori.

“Non bastano –ribatte Brunello – donare il sangue è un gesto semplice, ma fondamentale. Un gesto generosa salva vita, che non ha alcun paragone. Nella giornata dedicata al donatore, Avis rivolge un grazie immenso a chi già lo compie e un invito forte a pensarci per chi non lo ha ancora fatto”.

 

 

Alberi “avisini” allo Street Marketing Festival di Padova per avvicinare alla donazione

Simpatici “alberi avisini” per avvicinare in modo originale ed insolito i cittadini alla donazione del sangue. Si trovano nell’area dedicata all’Avis allo “Street Marketing Festival” in corso nel centro di Padova fino a domenica 27 maggio. Il Festival è dedicato alle strategie di comunicazione pubbliche con denominatore comune la strada, per sorprendere i consumatori in momenti e luoghi insoliti.

Aperta anche al volontariato, la campagna di comunicazione Avis prevede l’installazione di una foresta di alberi di legno con rami rossi che protendono verso il cielo, richiamando metaforicamente le vene del braccio. Come nelle vene scorre il sangue, nei rami scorre la linfa: gli alberi rappresentano, quindi, un’interpretazione “leggera” e poetica delle vene.

All’inizio della manifestazione l’opera si presenta spoglia, come alberi in inverno. Il pubblico viene invitato a prendere le “foglie” (adesivi che vengono distribuiti in giro per la città), avvicinarsi alla foresta dell’Avis e appenderle ai rami, creando così la chioma dell’albero. Dopo aver donato la foglia all’albero, la persona stessa riceverà un dono. Il piccolo e simbolico premio ricorda l’importanza del gesto del donare. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della promozione e organizzazione di campagne di comunicazione sociale, informazione e sensibilizzazione al dono del sangue di Avis regionale Veneto. Accanto alla stampa associativa, al passaparola, all’informazione e promozione nel corso di eventi e alle attività educative nelle scuole (dalla primaria agli Istituti Superiori), negli ultimi anni ha anche investito molto nella formazione dei volontari per l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione, al fine di fornire strumenti capaci di avvicinarsi in maniera più immediata ed efficace al mondo giovanile.

In linea con questa tendenza è la partecipazione di Avis Veneto allo Street Marketing Festival (insieme al Coordinamento Giovani regionale Avis, ad Avis provinciale Padova e all’Avis comunale di Padova) che, grazie al contributo dell’illustratrice Martina Tonello, intende avvicinare i cittadini ad Avis con un approccio interattivo ed innovativo.

L’inaugurazione giovedì 24 maggio, con intervento del presidente di Avis regionale Veneto Giorgio Brunello, ha aperto l’area degli alberi, alla quale tutti possono accedere per appendere la propria foglia della solidarietà. M.R.

 

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