Dalla Campana di Rovereto fino a San Miniato in bici lungo la via Francigena per 600 chilometri

Gruppo di ciclisti avisini con il sindaco

Dalla Campana dei Caduti di Rovereto (Tn) è partito l’11 giugno un gruppo di cicloturisti vicentini con l’intento di percorrere tutta la Romea Strata in bicicletta fino a Fucecchio-San Miniato (Pi), punto di innesto della Romea Strata con la Via Francigena. Il tragitto comprende tutta la Via Romea Vicetia, da Rovereto a Montagnana, un tratto della Via Romea Annia e la Via Romea Nonantolana-Longobarda. Si sono fermati a Valli del Pasubio nella frazione di Sant’Antonio, a Montagnana nella frazione di Borgo Frassine, a Nonantola, a Zocca località Montalbano, ad Abetone-Cutigliano frazione Cutigliano, per concludere a San Miniato. Circa 600 chilometri lungo il percorso che già anticamente portava i pellegrini dal nord-est d’Italia a Roma. Maurizio Dotto, Giovanni Bortoli, Gastone Mantovan, Giuliano Volpe, Antonio Coronin e Luciano Boschetti, originari di Torrrebelvicino e Schio, in maggioranza donatori Avis Schio-altovicentino, hanno deciso di percorrere l’antica via di pellegrinaggio per vivere un’esperienza di fede e di cultura legata al territorio nazionale. Portando con sé i colori e il logo Avis sul completo da ciclista dell’Avis Schio-altovicentino.

 

Vicenza città torna a “invadere” con i giovani centro e….Palladio

Avisini nel gazebo
Nuove avisine

Dopo il successo dello scorso anno, l’Avis comunale di Vicenza è tornata alla settimana della prevenzione al centro commerciale “Palladio”. L’iniziativa consiste in una serie di incontri con medici e laboratori specialistici, associazioni onlus e sportive per informare e sensibilizzare i clienti dei negozi e i cittadini tutti in fatto di prevenzione di diverse patologie e sui corretti stili di vita. Un’occasione anche per parlare di donazione che l’Avis vicentina ha colto al volo, allestendo uno stand al quale i volontari si sono alternati ogni giorno, anche rispondendo ai microfoni di Radio Vicenza. Altra iniziativa in mezzo alla gente ha visto, invece, gli avisini in centro città, in occasione della “Giornata mondiale per la donazione del sangue”.  Un bel gruppetto di giovani volontari si è dato appuntamento il 14 giugno all’Ultima spiaggia in Piazza San Biagio a Vicenza per la manifestazione “Music’n Drinks”. Con un gazebo informativo, simpatici cartelli e pettorine che li rendevano visibili, gli avisini si sono avvicinati a parecchi cittadini, per lo più giovani, coinvolgendoli in divertenti siparietti e lanci di messaggi di solidarietà. Un’idea che ha incuriosito i passanti e fatto riflettere, con il sorriso, sull’importanza della donazione.

 

 

 

Da Mario Rigoni Stern: “Donare”, un pezzo inedito di letteratura del ‘900 dedicato all’Avis per il suo 50°

Ho consultato ora quattro vocabolari per sapere come i linguisti definiscono il verbo transitivo “donare”. Con sfumature più o meno sottili dicono tutti la medesima cosa, ma chi fa professione di scrivere molte volte, anzi sempre, deve guardare anche alle sfumature e a queste sottigliezze, e scegliere quelle tra le definizioni che più si addicono al suo stato d’animo e alla situazione contingente. Ecco, allora, che per i donatori dell’Avis sceglierei questa: “Donare volontariamente, con assoluta liberalità, senza esigere nessuna ricompensa o restituzione”. E alla voce “sangue”? Non avevo mai notato come tanto spazio fosse dedicato a questo sostantivo.

Ma tra tante definizioni scelgo questa che mi sembra la più semplice: “Tessuto fluido, che circola nell’apparato cardiovascolare degli organismi superiori. È un liquido vischioso, opaco, di colore rosso scarlatto nelle arterie e rosso scuro nelle vene, il peso specifico ecc.”.

Ma su questo sangue migliaia di migliaia di pagine sono state scritte in ogni lingua, e sin dall’antichità: trattati scientifici, e poi il sangue dei martiri di ogni fede, sangue di soldati, di rivoluzione, di sterminio, di vendetta, di mafia, di terrorismo, sangue sulle autostrade, sangue di incidenti sul lavoro. Quanto! Troppo sangue, essenza vitale, è stato irrorato sul nostro pianeta Terra: piccola aiola che ci fa tanto crudeli. Eppure… Eppure c’è anche chi il sangue lo dona con assoluta liberalità quando un altro simile qualsiasi ne ha bisogno, e niente chiede in cambio. O, solo, una fratellanza o una cena annuale, o un bicchiere di vino alla domenica dopo la messa, ma non con i donatari bensì con i donatori.

Ecco: migliaia e migliaia di pagine scritte sul sangue o su “fatti di sangue” e niente, o poco, su chi il sangue lo dona. Ma forse è meglio così perché tra loro vale il detto evangelico non sappia la mano destra quello che fa la sinistra; ma quando in treno, o sull’autobus, o al mercato, o sul lavoro incontrate uno o una che sul petto ha un piccolo distintivo dove da una mano distesa il sangue che cola viene raccolto da due mani protese, allora, guardatelo con profondo rispetto perché quella è una decorazione che più di ogni altra vale.

DONARE – Mario Rigoni Stern

Mario Rigoni Stern è stato uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Il suo romanzo più noto è “Il sergente nella neve” in cui racconta in modo autobiografico della ritirata di Russia. Legatissimo alla sua Asiago (dov’è nato nel 1921 e morto nel 2008) e all’Altopiano, aveva una particolare sensibilità verso la natura e la montagna. Il giornalista Sergio Frigo nel sito www.iluoghidirigonistern.it:

“Con la sua scrittura limpida e profonda, complessa, mai complicata, ha definito i contorni, consolidato i significati, impreziosito il volto di un’identità locale che ha sempre concepito come accessibile a tutti coloro che – pur vivendo nelle contraddizioni della contemporaneità – avessero sguardo limpido e cuore puro”.

Nei suoi scritti il senso di appartenenza alla comunità e il rispetto per la natura e le persone, il senso dell’accoglienza e della condivisione. Da qui, quindi, questo scritto per i donatori e l’Avis di Asiago. Un’Avis che ha visto nascere 50 anni fa e al quale era molto vicino. Scoperta questa chicca nell’opuscolo per il 50° di Avis Asiago preparato da Andrea, figlio di uno dei fondatori e primo presidente Giovanni Pinaroli (in foto con Rigoni Stern), ne facciamo omaggio anche a tutti i donatori del Veneto per i 50 anni di Avis regionale. 

Sabato 24 marzo a conclusione dell’Assemblea dell’Avis provinciale di Vicenza, che si svolgerà dalle 15 proprio ad Asiago presso il Palazzo del Turismo MIllepini, è prevista una serata di canti e testimonianze. È stata organizzata da Andrea Pinaroli in occasione del 50° di fondazione e in memoria di Giovanni e di tutti i “pionieri” avisini dell’Altopiano. Si svolgerà dalle 20 presso l’Oratorio san Rocco e vedrà la partecipazione della Shola cantorum San Matteo di Asiago e del coro L’Eco delle Valli di Lusiana. Due cori, tra l’altro, “farciti” di donatori avisini.

Un “semplicemente grazie” ad Andrea Pinaroli ed a tutta l’Avis Altopiano di Asiago per il bel regalo e per la foto inedita. 

Cima Grappa è vera “capitale” per il dono, la solidarietà e la condivisione senza barriere di sigle e colori

Il suggestivo Ossario di Cima Grappa, nel vicentino, ha ospitato  il “Raduno interregionale dei donatori di sangue”, giunto alla ventunesima edizione.

Vi hanno partecipato molte personalità politiche regionali e locali, ma soprattutto tantissimi donatori di sangue Avis, Fidas, Rds, Aido e Admo giunti anche da Svizzera, Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia e Trentino, oltre che da tutte le province venete.

Un bellissimo colpo d’occhio di persone che si spendono per gli altri, in una cornice unica per panorama e significato. La giornata è da sempre un momento per ricordare il ruolo fondamentale dei donatori, a qualunque sigla appartengano, per ritrovarsi e trascorrere insieme qualche ora in amicizia.

Vicenza: stand Avis al centro Palladio

Avis comunale e provinciale vicentine alla settimana della prevenzione al centro commerciale “Palladio” di Vicenza.

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Una cordata di studi medici e associazioni durante l’estate ha messo in campo competenze e professionisti per informare e sensibilizzare i tanti clienti dei negozi del Palladio su diversi fronti di prevenzione.

Un’occasione imperdibile per l’Avis di Vicenza, che ha allestito uno stand tra l’altro molto visibile, con i volontari (tra i quali lo stesso presidente della Provinciale, Marco Gianesini) che si sono alternati ogni giorno per informare sulla donazione di sangue, plasma e piastrine, su come avvicinarsi e collaborare all’associazione.

Al suo “esordio” al centro commerciale, la stessa Avis è stata anche protagonista di un collegamento-intervista su Radio Vicenza.

 

Bassano del Grappa: una “Città del Dono” per promuovere solidarietà

Una “città del dono” che promuove la donazione in tutte le sue forme, mettendo in campo tutte le associazioni che se ne occupano.

È stata ufficializzato a Bassano del Grappa, presenti il sindaco Riccardo Poletto, il direttore sanitario Ulss 7 Bortolo Simoni, l’Assessore alle Attività sociali Erica Bertoncello, il responsabile del Progetto Giovanni Spitale e i rappresentanti di Avis, Rds, Fidas e Admo un coordinamento per avvicinare studenti e cittadini alla cultura della solidarietà.

La città di Bassano è molto attiva in tal senso e i numeri parlano chiaro dal momento che conta 6.600 donatori di sangue totali (Avis, Rds, Fidas) 3200 iscritti all’Aido e 1000 potenziali donatori di midollo osseo.

Ma i numeri possono e devono aumentare, aumentando nel contempo le speranze di guarigione e di salvare la vita a chi ne ha bisogno. Un passo in avanti in questo lo offre l’ufficio anagrafe del Comune presso cui, al momento di richiedere la nuova carta d’identità elettronica, si possono ricevere informazioni sulle associazioni del dono, oltre che iscriversi in modo volontario all’Aido per donare, un giorno, post mortem, i propri organi.

Dimt di Vicenza: gioie e dolori. Intervista alla responsabile Alberta Alghisi

La dott.ssa Alberta Alghisi dirige il DIMT (Dipartimento medicina trasfusionale) della provincia di Vicenza. Grazie al collaboratore Enrico Iseppi,  facciamo il punto della situazione nel vicentino con alcune domande alla responsabile.

Qual è la situazione attuale nella provincia di Vicenza, quali problematiche e difficoltà?

Da gennaio a luglio 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, abbiamo registrato un aumento delle donazioni pari al 1,8%. Nonostante ciò, essendosi verificato un ancor più importante aumento delle necessità trasfusionali, nei primi mesi dell’anno siamo spesso stati in situazioni di carenza e questa situazione ci ha talvolta impedito di inviare a Padova le unità concordate in sede di programmazione regionale. Negli ultimi mesi abbiamo un po’ recuperato, ma resta fondamentale che le associazioni  spingano i soci a prenotarsi, riempiendo le agende e garantendo un costante afflusso di donatori.

Quali difficoltà si stanno incontrando nella suddivisione della provincia di Vicenza in 2 Ulss?

Nessuna difficoltà: il Dipartimento oggi  funziona bene, siamo una squadra all’interno della quale non ci sono né protagonismi, né personalismi. La Regione ci ha garantito le sostituzioni del personale medico e sanitario che è venuto meno per trasferimenti o pensionamenti e questo permette di lavorare bene e di mantenere tutta l’attività. Le Direzioni delle due Ulss sono attente alle problematiche del Dipartimento e ci supportano.

Il rapporto con le associazioni dei donatori?

E’ molto buono: si è instaurata una buona dialettica sia di confronto che di scambio di idee. Il sistema che le associazioni hanno scelto per la chiamata dei donatori è veramente buono, semplice ed efficace: qualsiasi socio può prenotarsi per la donazione o farsi prenotare dalla propria associazione di appartenenza. Abbiamo razionalizzato l’attività riducendo quasi del tutto i tempi di attesa. Purtroppo, può ancora succedere che non si riesca ad essere del tutto “puntuali” rispetto all’orario della prenotazione, per vari motivi. Raramente organizzativi (come tutti i sistemi informatici anche il nostro talvolta si ferma), più frequentemente legate a problematiche di tipo sanitario (alcuni donatori richiedono più tempo per la valutazione durante la visita medica, alcune volte il medico deve intervenire per prestare assistenza a seguito di malori avvenuti in corso di donazione…): vorrei ribadire a questo proposito che la donazione è un atto sanitario e come tale va considerato e gestito. Vi garantisco che tutto il personale che lavora nei Centri Raccolta lo fa con il massimo impegno e dedizione.

Come vede il futuro a programmi e accordi, come si può migliorare il sistema, quali gli obiettivi a medio e lungo termine?

Il futuro sicuramente sarà impegnativo, a breve verrà discussa a livello regionale la programmazione della raccolta per il prossimo anno. Nel 2017 Vicenza ha supportato Padova nel suo fabbisogno di sangue, mentre le altre provincie sono impegnate a supportare Verona (che come Padova, essendo sede universitaria, richiama pazienti da tutta Italia), la regione Lazio e la Sardegna. All’interno dell’Osst (Organismo di supporto scientifico e tecnico), a cui partecipano anche i rappresentanti delle associazioni dei donatori, si è concordato che queste continuino nel loro impegno volto alla fidelizzazione dei donatori. Infatti, a fronte di un elevato numero di aspiranti donatori, una gran parte non si presenta poi per effettuare la prima donazione e un altro considerevole numero non continua a donare.

Attualmente, i donatori della nostra provincia donano mediamente 1,86 volte all’anno a testa, basterebbe aumentare anche solo lievemente questa frequenza, senza che vi sia ovviamente alcuna controindicazione di tipo sanitario, per garantire il sangue necessario a livello dipartimentale, regionale e per far fronte agli impegni presi con le regioni carenti. Gli obiettivi rimangono sempre gli stessi: garantire che tutti i nostri pazienti abbiano sangue, plasma e piastrine, migliorare ancora l’organizzazione all’interno del Dipartimento e il dialogo con le associazioni.

Le sue impressioni finali, quindi…

Sono più che positive! Nonostante l’impegno e la responsabilità che mi compete, il lavoro mi gratifica, i rapporti con il personale sanitario e con le direzioni sono ottimi e, grazie alla collaborazione di tutti, mi sento parte di una squadra che funziona.

 

 

 

 

La dottoressa Diamantini dal 1° novembre lascia il Centro trasfusionale di Bassano. Il suo saluto ai donatori Avis

Dopo quasi quattro lustri, la dott.ssa Diamantini lascia l’incarico di responsabile del Servizio trasfusionale di Bassano del Grappa. Ai donatori delle diverse associazioni che vi fanno riferimento rivolge un saluto. Ecco quello inviato agli amici dell’Avis.

Carissimi donatori,

dal primo novembre 2017 sarò in pensione e mi pare doveroso salutarvi tutti attraverso il vostro periodico. Mi pare ieri che ho preso servizio presso il Centro trasfusionale dell’Ospedale di Bassano… invece sono passati ben 36 anni!

Davanti agli occhi mi passano un’infinità di volti e di persone che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Alcuni non ci sono più ed è a loro che va il mio pensiero perché mi hanno insegnato molto e mi hanno fatto appassionare a questa professione: primo tra tutti il primario Tullio Cesco e poi tanti donatori.

Ho avuto la fortuna di conoscere i figli ed i nipoti di quei primi donatori, tanti hanno lasciato il testimone alle nuove generazioni.

La raccolta di sangue e plasma nel nostro territorio è tradizionalmente molto buona, in quanto la cultura della donazione è molto radicata nelle nostre famiglie, ma non bisogna abbassare la guardia. Per questo è importante che le associazioni come la vostra ci aiutino a mantenere l’autosufficienza non solo dei nostri ospedali, ma anche del Dipartimento provinciale.

Lascio un Servizio trasfusionale che ha raccolto nel 2016 più di 12mila donazioni e spero che l’esempio di tante persone sia raccolto dai giovani.

I donatori devono sentirsi inseriti in un contesto più ampio, provinciale e regionale.

Il progresso e la qualità della medicina moderna passano anche attraverso la sicurezza trasfusionale e l’autosufficienza in sangue ed emoderivati. Ora nessun obiettivo è raggiungibile senza una pianificazione delle azioni, cioè, in altre parole, senza programmazione. Quindi, per garantire l’autosufficienza bisogna che ci siano più attori: da una parte le associazioni di donatori che orientano i cittadini alla donazione di sangue, tutelandoli e motivandoli, dall’altra il Servizio trasfusionale che esegue la raccolta e propone la terapia con emocomponenti, assicurando l’appropriatezza della cura e la sicurezza delle trasfusioni e garantendo che nulla andrà sprecato del sangue donato.

Vi saluto e mi raccomando di continuare l’impegno dei “vecchi” donatori con le conoscenze di oggi perché donare sangue, oltre ad essere un dovere civile, é anche un atto che nobilita l’essere umano. Non abbiate paura di donare.

dott.ssa Armanda Diamantini, Responsabile della S.S.D. Medicina Trasfusionale – Ospedale San Bassiano-Bassano del Grappa (Vi)

A Lupia Poianella l’Avis ha fatto 30!

Trent’anni è una ricorrenza importante per un’Avis comunale, che va a celebrare l’evento consapevole che può essere uguale a tanti altri, ma che sono i “suoi” primi trenta e vanno festeggiati alla grande. Lo meritano anche tutti quelli che si sono impegnati nel tempo perché quell’Avis nascesse, perché i donatori si sentissero a casa propria e per spingere molti a voler entrare in quella bellissima casa.

Ecco perché a Lupia Poianella è stata festa grande, il 15 luglio. Dopo la SS. Messa, tutto si è svolto sotto la tensostruttura a  Poianella preparata per la sagra paesana e messa a disposizione  dalla Pro loco.

Dopo il pranzo sociale ed uno spettacolo di cabaret, presente anche il presidente dell’Avis provinciale di Vicenza, Marco Gianesini, sono state conferite le benemerenze ai donatori che hanno raggiunto i vari traguardi donazionali. Tutti sono stati chiamati e fatti salire sul palco: da chi ha ricevuto il distintivo  delle otto donazioni a chi ha ricevuto la benemerenza delle cento donazioni, perché la Comunale di Lupia e Poianella trova corretto dare lustro e visibilità per una sera a persone che compiono il gesto di donare senza proclami né suoni di tromboni o grancasse. Molti contestano tale veduta, ma noi siamo convinti che ci siano molti cialtroni e ciarlatani che salgono su palchi o carri dove trovano visibilità e lustro senza meritare niente, soprattutto se politici o esponenti di qualsiasi ente e anche associativi. Un atteggiamento talvolta registrato anche in Avis, purtroppo. Noi riteniamo opportuno valorizzare i veri atteggiamenti di solidarietà e gratuità.

Enrico Iseppi

Nelle foto i premiati con le 50 donazioni: Battistella Antonia, Chemello Renato, Clavello Renato, Contro Giuliano, Iseppi Demetrio, Masiero Flaviano, Miotti Pierangelo, Gonzato Stefano. Con le 75: Barcaro Flavio, Giusmin Severino, Parise Luigi. Con le 100: Bigarella Vittorino, Iseppi Enrico.

Quando le avisine donano… in Rosa. Bassano e la donazione interassociativa

Bella iniziativa a Bassano da parte delle tre Associazioni del dono del sangue. In 36 hanno risposto con un sorriso e il braccio teso alla prima edizione del “Rosa day”, la giornata organizzata da Avis, Rds (Reparto donatori sangue-ANA) e Fidas di Bassano del Grappa dedicata alla donazione delle donne. In maglia rosa le avisine, in rosso le colleghe, per tutta la mattinata del 1° giugno si sono alternate ai lettini del Centro Trasfusionale dell’ospedale San Bassiano, creando un bel colpo d’occhio.

“Un modo per sottolineare il valore della donna nella nostra società – hanno spiegato i dirigenti delle due associazioni – e per ringraziarla di quanto si spende anche per il prossimo”. “Pur limitate a due donazioni l’anno, le nuove iscritte sono quasi la metà del totale dei nostri donatori – ha spiegato il presidente dell’Avis bassanese, Giuseppe Sciessere – e questo è un dato molto significativo sul loro impegno”. All’iniziativa hanno aderito anche ragazze molto giovani, grazie al passaparola e all’esempio di familiari o amici. “È giusto aiutare chi ha bisogno, farlo tutte insieme per una volta, è ancora più bello”. Il 25 novembre, giornata nazionale contro la violenza sulle donne, è prevista la seconda edizione. “Una data proposta da una donatrice e che troviamo quanto mai adatta – ha concluso il presidente dell’Avis provinciale di Vicenza, Marco Gianesini, in maglia bianca con logo – tanto che pensiamo già di darle un respiro più ampio, con donne che donano in contemporanea in tutti i Ct del territorio vicentino”. E perché no anche in tutto il Veneto?

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