Pedala, vinci e dona con l’Avis!

Nel circuito ciclistico veneziano, è “caccia” ai biglietti della “Lotteria-Nordest” che aiuterà l’attività promozionale Avis.

A breve si svolgerà la terza prova del MTB Nordest, il circuito di mountain bike, che vede attivati anche i

La partenza a San Donà

volontari locali dell’Avis sui campi di gara delle cinque prove previste, di cui due già disputate in quel di San Donà di Piave (Ve) e Zenson (Tv).

I prossimi appuntamenti sono programmati per il 10, il 17 e il 31 luglio prossimi, rispettivamente a San Stino di Livenza, a Concorda Sagittaria e a Pramaggiore. L’Asd Unione ciclistica Udace-Venezia, curatrice dell’intera manifestazione, ricorda che quest’anno in occasione della 5ª edizione del “MTB Nordest”, è stata istituita una lotteria con premi interessanti.

Il costo di un biglietto è di solo un Euro. Saranno acquistabili ad ogni tappa del circuito o rivolgendosi a dirigenti e iscritti delle società organizzatrici (Asd Magicabike, Asd Mazzonetto, Asd Malgher, Asd Sagittabike e Asd Pramaggiore). L’estrazione avverrà in occasione della gara finale, prevista per il 31 luglio a Pramaggiore (Ve), dove saranno decretati i leader del trofeo Nordest.

Volontari Avis al lavoro

Da sottolineare che parte del ricavato andrà all’Avis provinciale di Venezia, vera macchina promozionale della donazione di sangue. Insomma, un’occasione davvero “economica” per tentare la fortuna e allo stesso tempo contribuire a rafforzare la sensibilità verso il gesto nobile della donazione.

Diego Urban

8 maggio: i “Cavalieri-Donatori” si giocano i play offs a Bologna

Di corsa, in campo e a donare!
I Cavaliers in una azione di gioco

Un’intera squadra sportiva testimonial dell’Avis e a un passo dai play offs di football americano. Ad una settimana dal debutto nel massimo campionato, domenica 20 febbraio a Bologna, la squadra dei “Cavaliers” Volksbank di Castelfranco ha debuttato anche in solidarietà. Diciannove giocatori, capitanati da Marco Cecchin, hanno deciso di diventare donatori di sangue e di aiutare il prossimo. Il 12 febbraio si sono quindi presentati al Centro Trasfusionale del Ca’ Foncello di Treviso per sottoporsi agli esami di idoneità, sull’esempio dei due già donatori appartenenti alla squadra e per mantenere fede alla promessa fatta all’Avis, di cui portano orgogliosamente il logo sulla maglia da un paio d’anni. “Oggi i Cavaliers diventano testimonial Avis a tutti gli effetti e con il loro gesto lanciano ai giovani e agli sportivi un chiaro messaggio di invito al dono del sangue – ha dichiarato Wanda Pradal, amministratrice e responsabile settore sport per l’Avis provinciale di Treviso – questa loro iniziativa collettiva è una dimostrazione di quanto l’Avis e il mondo dello sport siano sempre più uniti, sempre più sulla stessa linea di generosità e aiuto al prossimo. Dal rugby al calcio, dall’automobilismo al basket, sono molti gli sportivi che nella Marca trevigiana sposano

E... in centro trasfusionale

la nostra mission”. “Sin dall’esordio in campionato in serie B dell’anno scorso, l’Avis di Castelfranco ci ha sostenuto e incoraggiato – ha sottolineato il capitano dei Cavaliers, Marco Cecchin – Abbiamo voluto portare sulle maglie il logo fino alla vittoria al Silver Bowl che ci ha promossi in serie A. Ora manteniamo la promessa di diventare donatori anche perché è giusto che chi è in buona salute come noi possa aiutare chi ha bisogno. La donazione non ci indebolisce, ma ci rafforza. Nel fisico e nella mente”.“Donare il sangue, infatti, non fa assolutamente male agli sportivi e questi ragazzi lo hanno capito – ha spiegato il primario del Centro Trasfusionale, dott. Giovanni Battista Gajo – Oggi si sottopongono agli esami di idoneità, ma anche se avessero donato, nel giro di poco tempo avrebbero ripristinato ciò che hanno “perso” con la donazione. C’è poi la  giovane età che gioca a loro favore”. Una grande soddisfazione anche per il presidente dell’Avis di Castelfranco, Diego Peloso, che ha accompagnato i ragazzi a Treviso: “Sono momenti importanti perché ci dimostrano che nei giovani i valori veri ci sono. Oggi i Cavaliers ci danno una grande lezione di vita e ci spronano a continuare con ancor più entusiasmo il nostro impegno di volontari e la sensibilizzazione al dono del sangue della popolazione”. La “carriera” della Volksbank Cavaliers è recente, ma tutta in salita. Nata appena tre anni fa, la squadra ha esordito in alcune amichevoli ufficiali nel 2009 (contro le ben più quotate squadre di Ferrara, Padova, Bologna, Vicenza), riuscendo nel grande salto e nell’iscrizione nel campionato di serie B della FIF (Federazione Italiana Football). La stagione scorsa è stata esaltante: una sola sconfitta, in casa contro gli American Felix Molinella. Squadra poi incontrata nel Silver Bowl (la finale di Serie B) a Pontremoli il 30 maggio 2010, vinta dai Cavaliers. Nel campionato FIDAF (Federazione italiana di american football), girone D Nord Italia, iniziato domenica 20 febbraio 2011, i Cavaliers hanno sfidato le Aquile Ferrara (21-28), i Chiefs di Ravenna (48-32 e 50-46) i Neptunes di Bologna (6-34, partita d’esordio) e gli Hurricanes di Vicenza (27-18). I “Cavalieri” avisini non si sono smentiti e, per niente “indeboliti” dal prelievo di inizio campionato, si accingono a giocarsi l’ingresso ai play offs contro i Neptunes Bologna. La partita è prevista a Bologna l’8 maggio alle 16.

 

Nel “nostro” anno, volontari veri

“Nell’anno europeo del volontariato… i bisogni della persona come spazio di condivisione” è il titolo-slogan scelto dall’Avis provinciale di Treviso per una profonda analisi sul suo ruolo associativo. Lo spunto viene dal Parlamento Europeo, che ha indicato il 2011 l’anno europeo del volontariato, con l’intento di promuovere in modo più deciso la nostra cultura e i nostri valori. È uno stimolo forte quello che viene proposto, perché suscita profonde riflessioni e importanti valutazioni nell’ambito del volontariato trevigiano in generale e in quello avisino, in particolare, focalizzando l’attenzione sulla nostra identità e sul nostro ruolo. Anche noi dobbiamo confrontarci con i cambiamenti che riguardano la società, le logiche dei mercati, il mondo del lavoro e i mutamenti che generano nuove e significative responsabilità. I problemi economici e finanziari connessi alla crisi che stiamo attraversando ci impongono di riscoprire quotidianamente i nuovi settori, nei quali dobbiamo orientare il nostro agire, con l’attenzione puntata verso la centralità della persona come spazio di condivisione, di conoscenza di sé e degli altri. L’urgenza del fare, per dare concretezza ai nostri riferimenti etici e morali, ci impone sempre più un agire solidale per costruire assieme agli altri le future comunità di vita, che devono essere possibilmente più umane, più giuste, più attente alle emergenze. Dobbiamo fare nostro anche un costante impegno di crescita culturale, focalizzato sulla missione associativa, che si deve realizzare tramite il continuo dialogo con la cittadinanza e con le istituzioni. L’attività del volontariato non ha una funzione puramente strumentale quale “produttore di beni sociali”, ambito in cui troppe volte viene limitato dalle interpretazioni politiche, ma deve invece coltivare un’azione in grado di far nascere un soggetto capace di divenire punto di riferimento, creando strategie per progetti sociali al servizio della persona, anche in autonomia rispetto alla politica. Dobbiamo essere convinti di quello che facciamo ed avere il coraggio di pensare e agire diventando stimolo di civilizzazione, con coerenza e nel rispetto della nostra storia. Dobbiamo dar voce agli ammalati nelle sedi istituzionali, dobbiamo difendere gli ultimi. Dobbiamo mettere al servizio della società l’esperienza che ci contraddistingue e i valori sui quali fondiamo il nostro operare. Partendo dai bisogni e dalle aspirazioni delle persone, dobbiamo avere la capacità di creare una cultura del dono come progetto che guarda al futuro in maniera sempre più strutturata ed organizzata.

Gino Foffano, presidente Avis provinciale

 

Crisi e donazioni al centro dell’assemblea provinciale di Treviso

L’anno 2011 non è iniziato al meglio per la raccolta sangue in provincia di Treviso. Una serie di fattori ha determinato, tra gennaio e febbraio, un calo delle donazioni del 5 per cento rispetto agli standar dell’Avis, dopo la positiva chiusura dell’anno 2010. La raccolta complessiva del Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale di Treviso (che coordina la raccolta sangue nelle tre Ulss) si era, infatti, attestata al + 2%, centrando l’obiettivo indicato dalla Regione Veneto. Primi segnali negativi, invece, si erano avuti dall’indice di donazione: lo scorso anno abbiamo raccolto 46,26 sacche ogni mille abitanti, a fronte di una media regionale di 52,70 che ha fatto scivolare la Marca trevigiana al penultimo posto fra le province venete. Lo stesso dicasi per le cessioni intraregionali del Dipartimento, che sono state 3.021, con una diminuzione dell’1,6%, mentre quelle extraregionali sono state 1400, con una diminuzione del 21,8%. “Sono dati a cui la nostra provincia, sempre tra le prime in Veneto, non è abituata, ma che trovano il loro perché in una serie di fattori evidenti –spiega il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano – primo tra tutti la crisi del lavoro che sta demoralizzando anche i nostri soci. Parlando con loro, lo si percepisce chiaramente. È molto difficile pensare al prossimo quando si vive in prima persona una situazione di incertezza, quando si è in cassa integrazione, si hanno figli ancora piccoli, la casa da pagare. Quando si ha un lavoro da precario e una famiglia da mandare avanti. Sempre per quanto riguarda il mondo del lavoro le piccole aziende sono diventate restìe a concedere al dipendente la giornata per andare a donare. Il lavoratore ci rinuncia per non avere e creare problemi al proprio datore di lavoro. Questo di fatto contribuisce a rallentare la raccolta del sangue e innesca nel socio un processo psicologico che lo mortifica. Un altro fattore che ha inciso molto è stata l’influenza – prosegue Foffano – che a differenza dello scorso anno, ridotta anche grazie alla massiccia vaccinazione pubblica, quest’anno ha colpito parecchio, mettendo a letto anche i nostri donatori”. I mesi di gennaio e febbraio 2011 sono stati i peggiori da questo punto di vista, ma la situazione è in lenta ripresa con marzo, come lo stesso Foffano ha evidenziato nel corso dell’assemblea provinciale, ospitata il 19 marzo dalle Avis di Mansuè e Portobuffolè. L’Avis sta incoraggiando i suoi 31.226 soci attivi. Ci sono Centri trasfusionali che hanno già registrato un incremento significativo, altri che stanno faticando un po’, ma la ripresa c’è, così come  c’è un dato positivo che riguarda i nuovi iscritti. L’anno 2010 si è chiuso, infatti, con un incremento dell’1,74, che ha portato le nuove leve a 2.517 e che premia il lavoro delle 90 Avis comunali  della Marca, impegnate a fare sensibilizzazione sul territorio a favore del dono del sangue con incontri e conferenze pubbliche e nelle scuole, iniziative sportive, musicali, concorsi artistici, di poesie… Resta comunque la necessità di incrementare il numero dei nuovi donatori, che da alcuni anni  nella Marca rappresentano poco più che la naturale sostituzione di coloro che terminano l’attività donazionale per limiti di età o problemi di salute.  

Castelfranco: doppio dono salvavita ai Vigili del Fuoco

La consegna dell'apparato

Si chiama 02-Pack l’utilissimo dono che il 17 febbraio l’Avis comunale di Castelfranco Veneto ha fatto ai Vigili del Fuoco della città. Si tratta di un inalatore che, una volta messo in funzione, innesca una reazione chimica che produce ossigeno nel momento in cui serve. Prodotto dall’Azienda Trifoot di Verona, è uno strumento facile da usare, non pericoloso durante gli incendi, maneggevole ed utilissimo in caso di intossicazioni, di cui il distaccamento di Castelfranco dei Vigili del Fuoco sarà primo fruitore in Veneto. Nell’occasione l’Avis comunale ha dotato i Vigili del Fuoco anche di nuove batterie per il defibrillatore donato loro dall’associazione qualche tempo fa. Alla doppia consegna sono intervenuti il capo distaccamento di Castelfranco, Paolo Galante e alcuni vigili del fuoco, il presidente dell’Avis di Castelfranco, Diego Peloso, il vice Renato Zamperin e, in rappresentanza della ditta Trifoot, Luigi Angeli.

“Gita” a Trecenta per capire la Ricerca

Una delegazione dell’Avis provinciale di Treviso ha fatto visita, il 19 febbraio, ai laboratori della Fondazione Tes, di cui l’Avis è partner, per conoscerne da vicino l’attività. Accompagnate dal presidente dell’Avis

La dott.ssa Di Liddo spiega le ricerche TES

regionale, Alberto Argentoni e provinciale, Gino Foffano, una cinquantina di persone tra consiglieri dell’Esecutivo e del Direttivo provinciale, presidenti e consiglieri delle Avis comunali, si sono intrattenute insieme, per alcune ore, nel laboratorio di Tes che ha sede presso l’ospedale di Trecenta (Ro). Il presidente, prof. Pier Paolo Parnigotto e la dott.ssa Rosa Di Liddo, ricercatrice responsabile del Laboratorio, hanno spiegato, anche attraverso filmati, quella che è tutta l’attività della fondazione, basata sull’isolamento delle cellule staminali da sangue periferico dei donatori con finalità la ricostruzione dei tessuti.

Gino Foffano al microscopio

“L’impatto associativo della visita è stato molto positivo –commenta Foffano – anche per la possibilità data ai partecipanti di vedere attraverso il microscopio quanto spiegato. Abbiamo voluto organizzare questa visita, come Provinciale, per dare a tutti la possibilità di toccare con mano l’impegno di Tes e dei suoi ricercatori. Avis regionale e la nostra tra le altre Provinciali sta dando loro una mano anche economicamente, lo stesso Centro trasfusionale di Treviso con il suo primario, dott. Gajo e la sua equipe, collabora in prima linea nel campo delle cellule staminali, ed è giusto che i nostri dirigenti e consiglieri a tutti i livelli ne conoscano l’impegno. Che vedano dove e come vengono impiegati i fondi che si raccolgono per Tes e che speriamo di riuscire ad incrementare”. Anche per poter a loro volta, come dirigenti, sensibilizzare i propri associati e l’opinione pubblica a fare ancora di più. E la disponibilità, in tal senso, è nata subito spontanea, come sempre accade nelle Avis della Marca trevigiana. La delegazione provinciale, prima in Veneto ad organizzare una visita di questo tipo, è rimasta infatti affascinata da quanto ha appreso a Trecenta e alcuni presidenti delle Comunali hanno già avanzato l’idea di ospitare il prof. Parnigotto

Alberto Argentoni e il Prof. Parnigotto

in occasione di conferenze ed incontri nei propri paesi per sensibilizzare avisini e opinione pubblica sul lavoro di Tes. “Credo che questo sia molto significativo e dimostri, ancora una volta, il salto di qualità delle nostre Avis di base e la grande sensibilità dei nostri dirigenti comunali – conclude Foffano – che ormai sanno andare oltre la propria realtà locale, riuscendo a cogliere nelle nostre proposte un arricchimento di conoscenze a beneficio della collettività e dei malati”.

Tes, Fondazione per la biologia e la medicina della rigenerazione, basa la sua ricerca sulle cellule staminali adulte, tratte principalmente dal sangue di donatori volontari. Nata nel 2006, ha una convenzione con l’Azienda Ulss 18 di Rovigo per lo svolgimento dell’attività di ricerca all’interno dei laboratori dell’ospedale di Trecenta, dove lavora anche il Centro Interdipartimentale della biologia e della medicina della rigenerazione dell’Università di Padova. Da subito, Tes ha deciso di mantenere uno stretto rapporto con il territorio veneto, sia con le Università (in particolare quella di Padova) che con le Ulss (in particolare con la 18 di Rovigo e la 9 di Treviso), scegliendo come partner principale l’Avis Veneto, in modo da coniugare la ricerca scientifica con la solidarietà e il volontariato. Lo studio delle cellule staminali è uno dei campi più interessanti ed affascinanti della ricerca scientifica sulla vita. Sono, infatti, precursori di tutte

L'attenzione degli avisini

le cellule che compongono gli organi e i tessuti di un individuo. Entrano in gioco durante lo sviluppo e l’accrescimento, producendo le cellule che costituiranno l’individuo adulto e dando luogo poi alle cellule di sostituzione quando, in età adulta, le cellule dei tessuti (pelle, osso e muscolo) sono danneggiate o usurate. Il primo, straordinario risultato di Tes , è collegato al primo trapianto di trachea al mondo, nel 2008. Su una 31enne è stata inserita la trachea “ingegnerizzata” preparata dai professori Pier Paolo Parnigotto (presidente di Tes) e Mariateresa Conconi, direttore e ricercatrice del Dipartimento di scienze farmaceutiche all’Università di Padova. In pratica, alla paziente è stato tolto il bronco malato, sostituito da una trachea presa da cadavere e ricellularizzata con il meotodo di Pernigotto e Conconi.

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