L’Avis al girone finale dei Campionati mondiali di pallavolo di Torino, grazie a Regionale Piemonte e FIPAV

La Nazionale italiana di Pallavolo sta facendo sognare milioni di italiani, in quest’ultimo periodo incollati letteralmente al video per seguire la marcia, finora trionfale, degli azzurri. Qualificatasi, alla grande, al girone finale a 6 di Torino (che si svolgerà dal 26 al 30 settembre quando è prevista la finalissima), la nazionale di volley avrà anche il sostegno di tutta l’Avis nazionale grazie alla Regionale Piemonte che proprio nei giorni scorsi Avis regionale Piemonte ha presentato la collaborazione con l’organizzazione dei Campionati mondiali di pallavolo. Per l’occasione, insieme alla FIPAV Piemonte è stata realizzata una bella maglietta con scritto: “Non fare muro, dona sangue e passaparola”. Ecco come il presidente di Avis Piemonte, Giorgio Groppo, ha presentato l’iniziativa sul sito di Avis nazionale.

A Torino i donatori di sangue per tifare a favore dello sport pulito

Quest’anno l’Avis Regionale Piemonte, forte dei suoi 100.000 donatori attivi che ne fanno la più grande associazione della nostra Regione, ha ritenuto di partecipare ai Campionati Mondiali di Pallavolo che si terranno a Torino dal 26 al 30 settembre p.v. La scelta è dettata dal fatto che l’Avis ama la vita, cura la salute dei suoi donatori e la Sicurezza del ricevente e per questo vuole cogliere l’occasione di questo abbinamento con una prestigiosa manifestazione a livello mondiale di uno sport pulito, frequentato da giovani e famiglie, proprio per questo può avere una grande valenza promozionale. 

Dobbiamo garantire l’autosufficienza di sangue dei nostri ospedali e per fare questo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti e lo sport è un veicolo importante, mentre tanti donatori di sangue fanno già sport con passione e amicizia. Il torneo iridato si sviluppa in quattro fasi, la prima e seconda in Italia e Bulgaria (due gironi per Nazione) , la terza e la quarta, quella conclusiva, a Torino dal 26 al 30 Settembre 2018. Nella fase conclusiva di Torino ci sarà anche Avis Piemonte a propagandare il dono del sangue, soprattutto verso le giovani generazioni, con uno stand all’esterno ed un’autoemoteca da visionare e uno all’interno del Palazzetto, dove saranno distribuite le maglie Avis, grazie all’interessamento di Ezio Carazzato ed i suoi rapporti con il Presidente Regionale Fipav, Ezio Ferro. Così la pensiamo noi, e allora nei giorni dei Campionati Mondiali tiferemo per tutte le squadre, nella speranza ci facciano gioire, e I’Italia ci faccia sognare. Noi speriamo che vinca l’Italia, ma sicuramente vinceranno lo sport pulito e l’Avis !

Giorgio Groppo, Presidente Regionale Avis Piemonte

Parte da Pordenone la collaborazione fra Avis e le Comunità Mormoni presenti in Italia

Avis ancora una volta dimostra la sua totale aconfessionalità e il suo “dialogo” con ogni tipo di religione. È recentissima una bella iniziativa fra Avis provinciale di Pordenone e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (più conosciuta come Chiesa Mormone). L’autoemoteca Avis è infatti entrata nella sede della chiesa di Pordenone per una donazione collettiva.
Per Avis provinciale di Pordenone era presente il presidente Alessio Buodo, l’iniziativa è diventerà patrimonio anche di Avis nazionale.
Il rappresentante dell’ufficio di presidenza, il friulano Carmelo Agostini, ha annunciato infatti un progetto di collaborazione nazionale per dedicare una giornata speciale all’anno alla promozione e donazione di sangue nelle comunità mormoni d’Italia.

Il vescovo della comunità Mormone pordenonese, Simone Abis (al centro nella foto) ha donato lui stesso il sangue per la prima volta e ha preannunciato l’intenzione di aprire la comunità al territorio. Oltre 30 i nuovi donatori che si sono sottoposti all’idoneità.

“Dopo Pordenone – ci ha riferito il consigliere nazionale Avis Carmelo Agostini (a destra in foto con felpa Avis) – sarà la volta del “Palo” (così è chiamata una diocesi provinciale mormone, ndr) di Trieste dove ci recheremo con l’autoemoteca. È da tempo che è aperto il dialogo con ogni religione. Fra le comunità musulmane del Friuli, per esempio, sono già 800 coloro che si sono avvicinati all’Avis. Per quanto riguarda la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni il progetto comune è di interessare il coordinamento delle oltre 100 Comunità in tutta Italia che riuniscono oltre 24mila fedeli”.

Il primo “Palo” in Italia (dove i mormoni sono presenti dalla metà dell’800, accolti dalla Chiesa Valdese) fu costituito a Milano nel 1971. In Veneto le congregazioni più numerose sono a Venezia e Verona. La Chiesa Mormone è una delle 13 religioni ufficiali presenti sul territorio italiano, ha firmato infatti l’Intesa con lo Stato nel 2012.

Molti sono i falsi miti da sfatare sui mormoni, a cominciare dalla poligamia. Su ogni argomento ci si può informare sul loro sito italiano. (b.c.)

Corleone: s’inaugura nuovo centro raccolta, con i veneti di “Riso fa Buon sangue” e il presidente Argentoni

È un toponimo tristemente legato a tutt’altre vicende, quello dello splendido comune di Corleone. Ma grazie anche all’Avis e alle forze immense dei valori del Volontariato tutto, per Corleone sabato 5 agosto sarà una data storica. Si inaugura infatti il Centro fisso di raccolta Sangue voluto dalla locale Avis e ottenuto dopo anni di impegno. L’inaugurazione si svolge alle ore 17 nella sede del Centro in via Neve n. 23. Saranno presenti, fra gli altri: il presidente nazionale Avis Alberto Argentoni; il presidente regionale Salvatore Mandarà; il vicepresidente vicario Emilio Russo; il presidente provinciale, Salvatore Calafiore e la presidente di Avis Corleone Enza Crapisi. L’iniziativa ha anche il sostegno dell’Unicredit e si svolge con il supporto del CeSVoP.

Poi tutti in piazza Falcone e Borsellino (la Villa Comunale), dove dalle ore 21 saranno protagonisti i cabarettisti e i comici di Riso fa buon sangue, la compagnia nazionale che gira l’Italia per sensibilizzare sulla donazione attraverso il buon umore. Sono invitati naturalmente tutti i cittadini. L’ingresso è libero.

“Il territorio corleonese – sottolinea la neo presidentessa Crapisi (nella foto con il suo predecessore Gian Franco Scianni)  – ha ottime potenzialità per contribuire all’autosufficienza regionale nel fabbisogno di sangue. Infatti, l’Avis di Corleone, che opera da vent’anni, ha raggiunto punte importanti nel campo della donazione (circa 900 sacche all’anno) che le permettono di dare un massiccio contributo al Centro Trasfusionale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, in aiuto a quanti sono nel bisogno e nella sofferenza. Adesso con il Centro fisso – continua la Presidente – l’Aavis di Corleone potrà fare molto di più e migliorare l’attività svolta con ancora più elevati standard di sicurezza per la donazione del sangue. Siamo riconoscenti a Unicredit per l’aiuto economico che ha voluto dare, perché grazie a questo preziosissimo e indispensabile contributo ha permesso di completare un progetto difficile nella realizzazione, ma molto ambizioso”.

L’Avis di Corleone, tra l’altro, è formata da tanti e attivissimi donatori giovani, questo anche grazie al servizio civile nazionale che in questi anni ha avvicinato moltissimi giovani siciliani alla nostra Associazione.

È un momento molto significativo per tutta l’Avis nazionale – ha affermato il presidente Argentonie per diversi motivi. Innanzitutto è la dimostrazione che c’è un’Italia della solidarietà più forte di chi vuole associare alcune zone a stereotipi negativi. In secondo luogo, l’apertura di un centro di raccolta moderno e a norma avviene in una zona che tutto l’anno presenta criticità per il raggiungimento dell’autosufficienza. Con sedi più efficienti vogliamo facilitare l’afflusso dei donatori, garantire la massima qualità e sicurezza e ridurre al minimo le criticità. Infine, questa apertura rappresenta un segno concreto di partnership con il mondo profit, grazie alla donazione di Unicredit e alla loro azione di responsabilità sociale”.

Per conoscere meglio la realtà “vera” di Corleone e della sua Avis, “sfruttiamo” l’intervista di Sofia Facchin, dell’ufficio stampa di “Riso fa Buon Sangue” alla presidente Crapisi. http://www.risofabuonsangue.it/conosciamo-avis-comunale-corleone-e-enza-crapisi-presidente/#more-4245

Un abbraccio agli amici corleonesi (ciao Mattea) da tutta la redazione di Dono&Vita. (b.c.)

Passaggio consegne alla Consulta giovani. Tornano le Avisiadi a settembre

Sara Iob Francesco Marchionni
Sara Iob e Francesco Marchionni

Passaggio di testimone alla Consulta Giovani di Avis nazionale. La coordinatrice nazionale Sara Iob, 23 enne friulana eletta nel 2013, ha lasciato l’incarico per nuovi impegni di lavoro. A guidare la Consulta fino alle prossime elezioni, nel settembre del 2017, sarà Francesco Marchionni, di Aprilia (Latina) già componente della Consulta stessa (per l’Area Lazio).

Un avvicendamento veloce e che di fatto non cambia molto, perché Sara continuerà a dare una mano. “Siamo abituati a lavorare sempre in squadra e tutti insieme”, hanno spiegato entrambi in un’intervista al nostro periodico a margine dell’assemblea di Avis nazionale.Per ora la Consulta (di cui fanno parte anche i due giovani veneti Federico Marangoni e Kevin Costa, del veronese) sta lavorando ad alcuni importanti eventi. Prevista infatti tutta una serie di iniziative per festeggiare con idee innovative e originali il 90° di fondazione dell’Avis nazionale che cadrà nel 2017: “perché non diventi un semplice traguardo, ma un passaggio, una nuova partenza per il rilancio della nostra grande Associazione”.

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Avisiadi2010 – Sulmona
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Avisiadi2006 – Sportilia
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Avisiadi 2006
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formazione Veneto – Avisiadi 2006

Uno degli avvenimenti, vero è proprio “prologo” del 90°, sarà l’organizzazione delle Avisiadi 2016. Si svolgeranno a Milano, che le ospiterà grazie alla vittoria della rappresentativa del giovani della Lombardia nell’ultima edizione del 2010 (foto) svoltasi a Sulmona. Fu infatti l’Abruzzo, nel 2006 prima edizione delle “Avisiadi moderne” (altre due edizioni si erano svolte all’inizio degli anni ’90) ad aggiudicarsi i giochi nell’anno degli ultimi Mondiali di Calcio vinti dall’Italia a Sportilia (Forlì-Cesena). Pubblichiamo alcune immagini dell’epoca con la nostra rappresentativa Veneta che, pur sparuta e unica formata al 50% da ragazze, si comportò con onore. A rinforzarla nel torneo di calcetto furono chiamati addirittura un lombardo (il neo addetto stampa di Avis nazionale Filippo Cavazza) e un ragazzo “prestato” dalla Calabria.

Michela Rossato – Foto Beppe Castellano

 

Da Udine, nuovi stimoli comunicativi per i giovani avisini

Gazebo, incontri nelle scuole, eventi sportivi…alzi la mano chi di noi non si è mai trovato, negli eventi promozionali, un po’ impacciato nel comunicare l’idea del dono. I giovani avisini del Friuli Venezia Giulia hanno voluto incentrare il forum interregionale 2015 su questo importantissimo tema. Nella due giorni udinese, il dott. Stefano Carbone, psicologo esperto di lavoro in rete e sviluppo di comunità, ha introdotto i ragazzi alle regole del sistema comunicativo. Tali presupposti sono strumenti imprescindibili per un’attività difficile come comunicare un tema immateriale quale quello del dono: immaterialità che necessariamente comporta diverse chiavi di lettura soggettive del concetto. In un epoca dove l’analfabetismo funzionale colpisce quasi il 50% della popolazione, risulta sempre più difficile elaborare strumenti comunicativi coinvolgenti e, allo stesso tempo, efficaci. L’obiettivo è quello di stimolare il livello primordiale umano, quello dei sentimenti, il più genuino. Tale percorso è possibile solo coinvolgendo il proprio interlocutore non su quello che facciamo ma, piuttosto, sull’idea di cui siamo portatori: per trasmetterla dobbiamo essere noi i primi a conoscerla profondamente. I partecipanti hanno potuto confrontarsi tramite il sistema del World Cafè prima di cimentarsi concretamente nei gruppi di lavoro: dal gazebo, alle interviste fino all’analisi dei materiali comunicativi Avis…chissà che non sia stato gettato il seme della prossima campagna di sensibilizzazione avisina.

Barbara Iannotta
Andrea Catania

Un sistema trasfusionale all’avanguardia, un convegno e un “addio”

È iniziato stamane presso l’Istituto Superiore di Sanità, e terminerà nel pomeriggio alle 17, il convegno “Il Sistema Sangue Europeo: l’Italia entra in Circolo”. È stato organizzato dall’ISS per concludere il percorso di accreditamento e certificazione dei Centri trasfusionali italiani, portato avanti faticosamente in questi ultimi anni dal Centro Nazionale Sangue. Sono presenti tutti i presidenti nazionali delle associazioni di donatori volontari (Vincenzo Saturni per l’Avis), il presidente della Simti Claudio Velati e tutti i protagonisti ai massimi livelli del mondo trasfusionale italiano.DSC_0005

Un mondo che è radicalmente cambiato, portato all’avanguardia europea e mondiale (come ha dichiarato il dottor R. Guerra, (direttore generale della prevenzione sanitaria, Ministero della Salute) grazie alla tenacia e alla professionalità del Dottor Giuliano Grazzini, direttore e fondatore del Centro Nazionale Sangue. Il dottor Grazzini dal 30 giugno ha lasciato l’incarico e il convegno di oggi, per tutti i numerosissimi relatori e presenti al Convegno, è un’occasione anche per festeggiarlo. Noi di Dono&Vita, come sempre, lo facciamo raccontando i fatti e la storia, con un’intervista in esclusiva pubblicata sull’ultimo numero di giugno 2015.DSC_0016

Otto anni di Cns e finalmente il Paese è “rete trasfusionale”

di Beppe Castellano

Era febbraio del 2007, la Legge Trasfusionale del 219 del 2005, tanto faticosamente redatta negli anni precedenti, muoveva i suoi primi, concreti, passi. Tappa fondamentale fu la nomina del direttore dell’istituendo Centro nazionale sangue che avrebbe dovuto coordinare tutto il complesso – e allora in verità piuttosto scombinato – Sistema trasfusionale. Il Ministero scelse il dottor Giuliano Grazzini, toscano verace di Lucca. Dono&Vita, ancor prima che si insediasse e “mettesse su” il nascente Cns, mentre era di passaggio a Verona quel febbraio, lo intervistò in anteprima nazionale (qui a lato).

Dal primo luglio di quest’anno Giuliano Grazzini ha lasciato il suo incarico. Ha scelto di “andare in pensione” (si fa per dire, come vedremo) o, almeno, di non essere più sotto pressione continuamente.

Il mondo, nel frattempo, è cambiato. Ma il “mondo trasfusionale” è invece evoluto in senso contrario e positivo,  nonostante i tagli che dall’inizio della crisi economica nel 2008 hanno falcidiato anche tutta la Sanità o, meglio, le 21 “diverse” Sanità regionali. Non lo diciamo noi, ma lo ha dichiarato a Dono&Vita la dottoressa Maria Rita Tamburrini, Direzione generale della Prevenzione sanitaria, Ministero della salute:

DSC_0030“Il Dottor Grazzini ha avuto il merito di portare il sistema trasfusionale italiano ai livelli attuali partendo da zero – ci ha detto la dottoressa Tamborrini (nella foto, al convegno, la prima da sinistra) – nel 2005 (emanata la nuova legge, ndr) non c’era nulla… Il Cns l’ha costruito da zero e, grazie anche ai suoi collaboratori, l’ha fatto crescere fino ad arrivare alla costruzione di una rete trasfusionale nazionale degna di questo nome. È iniziata con il Cns ed è stata in questi anni un grande successo. La riqualificazione del nostro Sistema trasfusionale è riuscita come ci si aspettava. Mettere insieme le 21 regioni con uno stesso sistema di qualità non era una cosa semplice. È grazie al Centro nazionale sangue, tutto nel suo insieme, diretto da Grazzini – continua Tamborrini – che siamo riusciti ad avere un Sistema trasfusionale all’avanguardia. È l’attività del Cns: tecnica, scientifica, di formazione, di coordinamento di questi anni ci ha permesso di giungere a un punto di arrivo, il Plasma master file, richiestoci dall’Europa, ma anche di nuova partenza”.

E a proposito di partenze, non potevamo certo fare a meno, come periodico Avis, di finire anche noi il lavoro cominciato e “braccare” Grazzini per ottenere l’ultima intervista da Direttore Cns.

Dottor Grazzini: giugno 2007 – giugno 2015. Otto anni di vera e propria “rivoluzione” dei Sistema trasfusionale italiano partendo dal nulla: facciamo un po’ di storia?

“Nulla nulla, proprio no, dai… Per prima cosa siamo però partiti dai dati di sistema, omogenei, che non c’erano. Cosa essenziale  per poter governare tutta la complessa macchina trasfusionale italiana. Poi a bbiamo iniziato un lavoro intenso di coordinamento, in stretta collaborazione con il Ministero della Salute, per porre le basi della costruzione di una reale rete trasfusionale italiana”.

Con il sistema federalista delle “Sanità regionali” la cosa non era semplice…

“Certamente no, lo sapevamo già che la cosa non sarebbe stata facile, credo però che siamo riusciti a realizzaree tutto il realizzabile. E forse anche di più, grazie alla sinergia che – non smetterò mai di dirlo – c’è stata con le istituzioni, i colleghi professionisti e le associazioni di donatori volontari”.

Per la dottoressa Tamburrini è un grande punto di arrivo ma anche di ripartenza…

“Certamente di ripartenza. Abbiamo lavorato, tutti, per la qualità,  sulla formazione, per dare all’autosufficienza una struttura tecnico-scientifica in un sistema di programmazione che potesse avere una sua logica “nazionale”. Perché la legge è e sempre propugnerà l’autosufficienza non frazionabile, sovraziendale e sovraregionale”.

Questo anche a livello di qualità e sicurezza…

“Qualità e sicurezza non possono che essere di livello omogeneo in qualunque parte del Paese, questo è stato il nostro lavoro anche negli ultimi anni con il grande sforzo di tutti su accreditamento e certificazione europeo.

Eredità di otto anni, quindi, che lascerà a chi seguirà?

“Non lasciamo certo un sistema perfetto, ma certamente lasciamo un Sistema trasfusionale con una “entropia positiva”, che “bolle” positivamente e canalizzato su un giusto percorso. Chi proseguirà il cammino dovrà a mio avviso mettere a frutto tutto ciò che di positivo si è riuscito a fare”.

L’ultima cosa portata avanti dal direttore Grazzini è stato il nuovo, emanando, questionario pre-donazione che dovrebbe vedere la luce entro l’estate.

“Una delle ultime è stato il fatto di rispondere sempre più ai dettami di massima sicurezza per il sangue e suoi derivati. È stato un grande lavoro di ricerca, coordinato da noi sul territorio con i Servizi trasfusionali. Questo per avere una selezione dei donatori sempre più accurata e che dia sempre maggiori garanzie al paziente. Le garanzie di sicurezza che l’ammalato ricevente attende. Non dimentichiamolo mai, per chi lavoriamo tutti. Il paziente si attende da noi e ha il diritto di ricevere:

a) che il sangue e i suoi componenti e derivati ci siano quando ne ha bisogno;

b) che tale terapia dia gli esiti attesi e che deve dare, che sia di buona qualità;

c) che non porti ulteriori malattie e che sia quindi totalmente sicuro.

Questi sono i tre imperativi a cui tutto il Sistema trasfusionale deve rispondere. E qualità è tutto ciò che, tutti insieme, abbiamo fatto per l’accreditamento dei centri. È nostro dovere garantire ai cittadini standard di prodotti e di servizi certi, verificati, trasparenti e conformi agli standard europei. In questo un grosso pungolo e impegno diretto è venuto dalle associazioni di donatori, che ringrazio insieme ai colleghi”.DSC_0010

La domanda sorge spontanea, conoscendo il soggetto che, “ a riposo”, è difficile che rimanga. Che progetti ha il dottor Grazzini dopo il primo (anzi il 7) luglio?

“Dopo farò certamente qualcosa ancora nel settore, mettendomi a disposizione del Sistema a titolo praticamente gratuito. Cercherò di lavorare su un altro piano, dando il mio contributo a livello esperenziale. Lavorerò molto per la formazione in medicina trasfusionale di alto livello. In particolare per i master in medicina trasfusionale delle Università di Firenze e Napoli, le uniche in Italia in cui sono presenti questi corsi. Con il patrocinio di fiods, poi, abbiamo pensato di “internazionalizzare” questo master in collaborazione con l’Università di Buenos Aires e con il Sistema sangue francese che da già un forte contributo all’Argentina in termini di conoscenza. Un progetto che sta nascendo e in cui ci sia condivisione di scienza, di esperienze, di competenze. Perché se in Europa si chiede omogeneità e pari sicurezza, questo deve essere esteso al resto del mondo”.

A corredo dell’intervista le dichiarazioni di Grazzini raccolte in tempo reale a Roma da Alessandra Luppi (Ufficio Comunicazione Avis Emilia Romagna) e Beppe Castellano.

Chikungunya: torna allarme in Europa e Italia, occhio alla zanzara tigre

Il Centro nazionale sangue, sul proprio sito sulla base di una segnalazione (un documento di risk assessment) dell’European Centre for Disease and Control (ECDC) il 1° luglio ha lanciato l’allarme sul rischio Chikungunya che potrebbe interessare anche l’Italia. In particolare per i turisti che si recano nei Caraibi. Responsabile, come anni fa, la zanzara Aedes aegypti. La “comune” (ormai) “zanzara tigre” che ci “preleva” anche di giorno. Ecco il comunicato integrale del CNS.

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La zanzara tigre

L’infezione da virus Chikungunya è trasmessa dalla zanzara della specie Aedes aegypti, attiva nelle ore diurne; in più del 75% dei casi i soggetti infettati sviluppano una sintomatologia caratterizzata da febbre alta, mialgia, rash cutaneo e artralgia, che può persistere per settimane. Nei restanti casi (25%) i soggetti viremici sono asintomatici o presentano una sintomatologia moderata. L’outbreak era cominciato nell’Isola di Saint Martin a dicembre 2013 e si era successivamente esteso ai Caraibi nella prima metà del 2014. Nelle ultime quattro settimane numerosi casi autoctoni sono stati segnalati in Costa Rica ed El Salvador (America centrale) e questa situazione epidemiologica ha indotto l’European Centre for Disease and Control (ECDC) a pubblicare un documento di risk assessment.

In Europa il rischio di diffusione è correlato all’importazione del virus attraverso soggetti/pazienti viremici, che rientrano dalle aree endemiche in paesi, come l’Italia, dove il vettore competente (zanzare della specie Aedes) è presente. Alla luce di questa nuova situazione sono disponibili sul sito del CNS le disposizioni relative alle misure di prevenzione da adottare.

Ad oggi casi importati di infezione sono già stati segnalati in Europa (Francia, Spagna, Italia, Olanda). Grande attenzione deve, pertanto, essere posta alla possibilità che nel corso dell’estate, in Europa, si possano verificare casi autoctoni, determinati dalla trasmissione dell’infezione attraverso il vettore competente, che raccoglie il virus da casi importati.

Dal documento ECDC  si evince che l’outbreak sta interessando ad oggi numerose aree del Centro America e dei Caraibi, frequentemente mete di viaggi per molti italiani (vedi Figura 2, pag 4 Documento ECDC allegato).

Alla luce di questa situazione, considerando la capacità diffusiva del virus Chikungunya e la possibilità che soggetti viremici asintomatici possano donare il sangue, si raccomanda di diffondere ed applicare rigorosamente le disposizioni contenute nella specifica circolare emanata dal CNS, consistenti nel rafforzare la raccolta delle informazioni anamnestiche  nei donatori di sangue relative ai viaggi, con particolare attenzione alle aree attualmente interessate dall’outbreak, ed, in caso di anamnesi positiva, nell’applicazione del criterio di sospensione temporanea per 28 giorni. In caso di riscontro di donatore con diagnosi accertata di infezione da Chikungunya, deve essere applicato il criterio di sospensione temporanea per 120 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.

Si raccomanda inoltre di indagare approfonditamente nei donatori di sangue la presenza di sintomi caratteristici dell’infezione e di aumentare la consapevolezza dei donatori stessi sull’importanza di segnalare tempestivamente la comparsa di questi sintomi successivamente alla donazione, fornendo al donatore tutte le informazioni utili per il loro riconoscimento.
– See more at: Centro nazionale sangue

Come difendersi: EPICENTRO

Risolta la questione donazioni/pensioni grazie all’azione di tutti

Da Avis Nazionale:

Nella seduta del 29 ottobre il Senato ha approvato definitivamente l’emendamento che estende la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche alle giornate dedicate alla donazione di sangue ed emocomponenti.
La votazione complessiva sul DDL recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (ddl n. 1015-B).ha avuto 174 voti favorevoli, 53 contrari e un astenuto.

“Comunichiamo con viva soddisfazione – ha dichiarato il presidente di AVIS NAZIONALE, Vincenzo Saturni – che grazie all’impegno delle associazioni di donatori è stato ripristinato in via definitiva al Senato il riconoscimento a fini pensionistici della giornate di donazione di sangue ed emocomponenti, come previsto dalla legge 219/05.
Per il raggiungimento di questo non semplice traguardo è doveroso ringraziare tutti coloro -volontari delle nostre sedi, esponenti della società civile e del terzo settore, parlamentari e membri del governo- che a vario titolo ci hanno sostenuto.
Con soddisfazione di tutti siamo arrivati in tempi brevi ad una risoluzione definitiva del problema, che ha sanato un’ingiustizia e ha ribadito il valore etico e sociale della donazione, un gesto semplice e generoso che i nostri donatori mettono in atto ogni giorno”.
Di seguito l’articolo de “IL SOLE 24 ORE” del 30 ottobre

Previdenza. Validi anche congedo parentale e donazioni di sangue

Pensione integra con i «figurativi»

I contributi figurativi relativi ad assenze per donazione di sangue e per congedo parentale non determineranno più una riduzione dell’assegno di pensione anticipata.
Il Dl 101/2013 convertito in legge risolve i dubbi riguardanti l’applicazione del taglio del trattamento pensionistico (un punto percentuale per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni e due punti per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60) qualora si scelga il trattamento anticipato indipendentemente dall’età anagrafica.
In base alla riforma previdenziale, tale riduzione non si applica a chi matura il requisito di anzianità contributiva (attualmente 41 anni e 5 mesi per le donne e 42 anni e 5 mesi per gli uomini) entro il 2017 se la stessa è determinata da prestazione effettiva di lavoro, astensione obbligatoria per maternità, per obblighi di leva, per infortunio, malattia e Cig ordinaria. Con il Dl 101/2013 ora anche i contributi figurativi per donazioni del sangue e congedo parentale vengono conteggiati per determinare l’anzianità contributiva.
Sempre in tema di tutela dagli effetti della riforma previdenziale del 2011, viene precisato che nella salvaguardia prevista dal Dl 201/2011 rientrano anche i lavoratori esonerati dipendenti di Regioni, Asl ed enti strumentali e che l’esonero si considera in corso se concesso a fronte di domande presentate prima del 4 dicembre 2011.
Sempre in tema di riforma previdenziale, con norma di interpretazione autentica dell’articolo 24, comma 3 del Dl 201/2011 si precisa che il conseguimento di un dipendente delle Pa di un qualsiasi diritto al pensionamento entro il 31 dicembre 2011 comporta obbligatoriamente l’applicazione del regime di accesso e dei termini di decorrenza ante riforma. Inoltre viene stabilito che il limite ordinamentale per il collocamento a riposo d’ufficio non viene modificato dall’incremento dei requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dal Dl 201/2011 e che al raggiungimento di tale limite l’amministrazione ha l’obbligo di cessare il rapporto di lavoro. Le due interpretazioni hanno la finalità di evitare il sorgere di c
ontenziosi.

 

“Il prezzo e il valore”: A Report la compravendita di plasma e organi

Lunedì 21 ottobre torna Milena Gabanelli con la trasmissione d’inchiesta più seguita e indipendente del panorama televisivo italiano. E Report “apre” con un argomento che sta particolarmente a cuore ai donatori volontari.

Si chiama “Il prezzo e il valore” la pillola con cui la nota trasmissione di RAI3 apre ogni puntata di questa stagione autunnale. Il prossimo lunedì tratterà il tema della donazione di sangue e organi, mettendo a confronto la realtà italiana e quelle estere: dalla vendita di plasma in Germania agli Stati Uniti, passando dalla compravendita di reni in India.
Abbiamo chiesto a Milena Gabanelli qualche anticipazione sulla puntata.

«Il prezzo e il valore è un approfondimento che dedichiamo ad alcuni temi etici importanti. Non ha un taglio di inchiesta e non vuole stabilire alcuna verità assoluta. Si tratta di proporre agli spettatori uno spunto per farsi qualche domanda. Tutto si può comprare? È giusto dare un prezzo ad ogni cosa che abbia un valore? Ci sembrava giusto dedicare uno spazio della trasmissione a questioni che non hanno una sola risposta ma che generano in ognuno di noi delle riflessioni, anche profonde come nel caso di questa settimana.»

Lunedì tocca infatti al sangue e agli organi. Ha scoperto qualcosa che non sapeva o che non si aspettava?

«Nulla che non sapessi, in realtà. Ma come tutti gli argomenti che toccano la sfera del personale e hanno a che fare con la vita umana, mi sono resa conto che anche questo tema è molto più complesso di quanto appare in un primo momento. Si tratta di stabilire cosa e come dare qualcosa di sé, e quali sono i confini da non valicare. Non è semplice fare delle leggi. Per questo ho deciso di includere, nei confronti tra ciò che si può o non può fare in Italia e all’estero, anche l’utero in affitto. Non mi è possibile stabilire principi assoluti e dunque non li proporremo.»

Quindi nessuna conclusione? Nessun punto fermo su cosa sia giusto o sbagliato?

«Non dico questo. Dico che da una parte c’è il rispetto della vita umana, della dignità e dei bisogni delle persone. Dall’altra c’è la necessità di stabilire una legge chiara e applicabile. Non volevo avere un approccio moralistico ma è evidente che alcune cose saltano all’occhio e fanno riflettere. Ho scoperto, ad esempio, che negli Stati Uniti si vende il sangue a due prezzi diversi. Se non hai tatuaggi o piercing ti danno di più. Come dire: ci saranno due pazienti a cui andrà sangue con un diverso margine di rischio. Non è proprio rassicurante…»

(Un grazie a 450grammi, giornale online dell’Avis Emilia Romagna)

Sara Iob, 21 anni friulana, nuova coordinatrice nazionale Avis Giovani

Arriva dal Friuli Venezia Giulia la giovanissima coordinatrice della Consulta giovani di Avis nazionale. Sara Iob, 21 anni, raccoglie l’deale testimone di Claudia Firenze, Toscana. La nomina è avvenuta a Milano dove si è svolta lo scorso week end la prima riunione della nuova Consulta Nazionale Avis Giovani. Si sono ritrovati oltre 50 giovani volontari tra i 18 e 30 anni in rappresentanza di 18 Avis Regionali.

federico-kevinPer il Veneto erano presenti Federico Marangoni e Kevin Costa.
Nel corso dell’incontro sono stati nominati il nuovo Esecutivo nazionale Giovani e la Coordinatrice del gruppo, la ventiduenne Sara Iob del Friuli Venezia Giulia.

Studentessa di Relazioni Pubbliche a Gorizia, negli ultimi anni Sara ha dato un forte impulso alla rinascita del gruppo Avis Giovani nella sua regione ed è arrivata a occupare importanti incarichi associativi, tra cui quello di Segretario dell’Avis Provinciale di Udine e quello di Consigliere Regionale. Nella foto accanto è con Lisa Pivetta (Friuli, 37 anni), a sua volta il più giovane presidente di Avis regionale in Italia.DSC_0380

«Uno dei principali obiettivi della Consulta – ha dichiarato Sara poco dopo la sua nomina – sarà quello di incrementare la visibilità di Avis nei luoghi di incontro dei giovani e sui mezzi di comunicazione maggiormente utilizzati dalle nuove generazioni. In tale ottica, ci impegneremo a promuovere Radio Sivà all’interno e all’esterno della nostra Associazione, con l’intenzione di accrescere sempre di più la professionalità dei nostri collaboratori e di favorire il coinvolgimento di nuovi volontari su tutto il territorio nazionale».

Gli altri componenti dell’Esecutivo giovani nazionale sono: Elisa Amadori dalla Sardegna, Alice Simonetti dalle Marche, Marica Venditti dalla Lombardia, Antonino Calabrese dalla Basilicata, Francesco Marchionni dal Lazio, Ciro Alessio Marrone dalla Sicilia. Nella foto sotto l’deale “passaggio di consegne” fra “vecchi” e nuovi componenti dell’Esecutivo giovani nazionale.

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I nuovi componenti della Consulta Nazionale Avis Giovani sono invece: Abruzzo: Stefano De Flaviis, Valeria Stati, Maria Mancini; Basilicata: Valentina Grande, Francesco Mastroberti; Calabria: Lucio Cassano, Laura Lupia, Stefano Rizzo; Campania: Carmela Sannico, Francesco De Cicc, Maria Rosa Fresa; Emilia Romagna: Nicole Porro, Agnese Maria De Luca, Stefano Pedrazzi; Friuli Venezia Giulia: Alberto Favaro, Giuseppe Armenio; Lazio: Jessica D’Eusebio, Stefania Felline; Lombardia; Alessia Camioli, Natalia Novachuk, Marche: Chiara Cesaretti, Natasha Zingales; Molise: Federica Ianeri; Piemonte: Giada Bono, Lorenzo Finetti, Alessio Gaggero; Puglia: Antonio Marco De Nitto, Luisa Sgarra, Gabriele Vilardi; Sardegna: Gabriele Carboni, Giacomo Coinu; Sicilia: Lorenzo Billeci, Gianni Frasca; Toscana: Eleonora Arfaioli, Diego Armini, Francesco Bassini; Trentino: Stefano Baldessarini, Giacomo Pasquazzo, Giorgio Tommasi; Umbria: Sara Minestrini, Giulio Provvidenza, Andrea Romitelli; Veneto: Kevin Costa e Federico Marangoni.

Eccoli tutti assieme, qua sotto, iper sorridenti per l’obiettivo della Redazione di Dono&Vita-AvisSOS. Sulla pagina Facebook DONOEVITA.IT un’ampia galleria di immagini della due-giorni milanese. DSC_0338

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