Adelante, Avas! Cronaca della Giornata mondiale del donatore di Sangue in Argentina

La cerimonia ufficiale  per la “Giornata mondiale del donatore di sangue” si è tenuta quest’anno in Argentina. La manifestazione si è svolta contemporaneamente in 15 province argentine e ha avuto il suo momento ufficiale nell’assemblea plenaria del  14 giugno a Buenos Aires, alla presenza del rappresentante dell’Onu, di alte cariche dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dell’Organizzazione Pan Americana

Il presidente Fiods Gianfranco Massaro e Alberto De Nacimiento, presidente Avas, nello stand di Avas Argentina

(Pao), di 2 ministri argentini (sanità e pubblica istruzione), del presidente della Fiods e delle rappresentative di molti Paesi stranieri. Non si è trattato di un fatto occasionale per l’Argentina.

Il Governo ha intrapreso una campagna per promuovere la donazione di sangue volontaria e periodica, che attualmente copre solo il 16% del fabbisogno trasfusionale locale, e l’obiettivo è arrivare a un milione di donatori volontari. Avis ha un rapporto particolare con quella terra, dove vivono milioni di discendenti di nostri connazionali e dove da alcuni anni supportiamo la crescita dell’associazionismo dei donatori volontari di sangue con il progetto “Avis in Argentina: un legame di sangue che si rinnova.”. Questo progetto ha  portato alla nascita dell’associazione Avas (Associazione volontari Argentini del sangue), che è presente già in 3 province argentine e che si sta diffondendo in maniera significativa. Lo stand di Avas  presso la sede dell’assemblea plenaria era l’unico a non essere organizzato da un organismo governativo.

Abbiamo avuto l’onore di essere chiamati a tenere una relazione nel corso della manifestazione: “Il donatore di sangue nei processi economici”, presentando l’esperienza del sistema trasfusionale italiano e illustrando i nostri risultati con particolare riferimento all’efficienza e alla complessiva economicità dello stesso. Abbiamo cercato di motivare il ruolo strategico dell’associazionismo nel raggiungimento di questi risultati. Le ricerche internazionali dimostrano che 1 euro investito nel volontariato produce un rendimento tra i 3 e gli 8 euro, senza contare la maggior sicurezza trasfusionale e l’effettiva possibilità di raggiungere l’autosufficienza. C’è stato molto interesse per la nostra esperienza, con richieste di chiarimenti e approfondimenti. Tanto apprezzamento ci ha stimolato orgoglio per l’immagine di Avis nel mondo.

Il manifesto ufficiale

Il viaggio è stato anche l’occasione per verificare i risultati del nostro progetto in Argentina. Il bilancio è positivo: l’Avas si sta diffondendo ed entro l’anno costituirà una federazione nazionale, così da poter avere rappresentanza presso il Governo federale, il modello organizzativo che vede l’associazionismo come principale agente di proselitismo e fidelizzazione si sta imponendo anche presso i responsabili politici e sanitari, i dirigenti Avas incontrati  sono molto motivati e attivi.

È stato molto bello, la sera al termine della manifestazione ufficiale, trovarci tutti insieme per commentare l’evento davanti all’immancabile piatto di carne e ad uno (o più) bicchieri di buon vino. C’erano una trentina di dirigenti Avas e ci hanno raccontato dei loro progetti e delle loro speranze. Il piccolo seme di solidarietà, posto con l’aiuto di Avis, ha trovato terra fertile in Argentina, specie tra le comunità di origine italiana. Davvero un legame di sangue che si rinnova. Adelante Avas!

Alberto Argentoni, presidente Avis Veneto

Alberto Argentoni allo stand Avas

 

 

 

Cena Avas, in primo piano Gino Foffano e Alberto Argentoni

Europa e modello trasfusionale italiano

Tutti i principali attori del sistema sangue si sono dati appuntamento a Lucca, il 25 e 26 maggio, per il convegno “Il modello italiano, l’Europa e le sue regole, il futuro”. 
L’incontro, incentrato sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture trasfusionali, è stato ospitato nell’elegante cornice della Fondazione Campus, nella frazione di Monte San Quirico. Oltre 150 gli ospiti dell’evento, che si sono confrontati sul tema dei nuovi standard europei di qualità e sicurezza, ai quali l’Italia dovrà adeguarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2014. Da più parti è emersa la necessità di coesione tra tutte le parti in campo (Istituzioni, società scientifica, medici e associazioni di volontariato) per raggiungere questo obiettivo, che risulta imprescindibile per il futuro delle attività di raccolta e trasfusionali. A tale proposito, un’interessante riflessione è giunta da Simona Carli, responsabile del Centro regionale sangue Toscana, che ha auspicato un maggiore solidarietà tra i singoli sistemi locali: “Al traguardo dovremo arrivarci assieme e nessuno potrà permettersi di rimanere indietro. Per questo motivo, quelle regioni virtuose che hanno già raggiunto ottimi risultati nel processo di adeguamento potrebbero offrire un valido aiuto a chi deve compiere ancora molti passi in avanti”. Le disomogeneità presenti nel nostro Paese sono state evidenziate anche dal presidente della Simti, Claudio Velati, che ha voluto mostrare anche l’altro lato della medaglia, ponendo l’accento sulle nostre peculiarità: “Cresce l’attenzione internazionale verso il modello italiano e ci sono Paesi, come il Regno Unito e la Grecia, che guardano con interesse alla nostra realtà e al ruolo che in essa ricoprono le associazioni di volontariato. Dobbiamo essere consci della ricchezza che siamo in grado di esprimere attraverso la tipologia di servizio che offriamo ai malati e dobbiamo, infine, avere la consapevolezza che ciò che pervade tutte le nostre attività è una forte componente etica”. Della stessa opinione anche il direttore del Centro nazionale sangue, Giuliano Grazzini, che ha più volte evidenziato la valenza scientifica e morale dei criteri posti dall’Europa, introdotti per tutelare prima di tutto la salute dei pazienti. Grazzini, inoltre, una partecipazione più incisiva dei Centri regionali sangue nella diffusione della consapevolezza che i requisiti minimi rappresentano un’opportunità di crescita e una profonda spinta innovativa. “Si percepisce la necessità di aumentare la forza dei singoli anelli che compongo la catena della struttura. Funzionale a questo obiettivo – ha aggiunto il direttore del Cns – è la ridefinizione degli obiettivi strategici a medio e lungo termine e la formazione professionale di tutti soggetti coinvolti, come i medici trasfusionisti, i responsabili dei Centri di coordinamento e compensazione e i dirigenti associativi”. All’incontro ha partecipato anche il presidente dell’ Avis nazionale, Vincenzo Saturni, che ha analizzato il ruolo del volontariato nel processo di qualità del sistema trasfusionale: “le associazioni di donatori, fortemente radicate nel territorio e portatrici di aspetti valoriali importantissimi, possono svolgere un compito fondamentale in questo ambito. È sufficiente sottolineare l’importanza della promozione del dono tra la popolazione, con la sua valenza sociale, l’avvio a donazione esclusivamente di donatori preparati ed aggiornati sulle tematiche sanitarie ed associative, oltre alle attività di raccolta. In questo contesto si inserisce a pieno titolo – ha concluso Saturni – la raccolta associativa, che si basa su solidi presupposti come l’empatia, la solidarietà e la periodicità”. Positive le riflessioni conclusive di Claudio Velati che, riprendendo le parole del past president di Simti, Giuseppe Aprili, ha proposto l’istituzione di un tavolo di lavoro sui requisiti minimi, dove tutti i protagonisti possano confrontarsi e unire le proprie forze verso un unico, grande obiettivo: quello di portare il sistema sangue italiano in Europa!

Boris Zuccon (da www.avis.it)

 

Scuole superiori: presentato il nuovo sussidio Avis

Sussidio Avis per la scuola: destinatari licei, istituti tecnici e professionali

È nato il nuovo sussidio didattico ed educativo elaborato dal gruppo nazionale Avis Scuola e destinato ai dirigenti scolastici e ai docenti delle scuole secondarie di 2° grado: licei, istituti tecnici e istituti professionali.

Il nuovo sussidio (presentato nel corso dell’ultima assemblea nazionale Avis) si rivolge ancora al secondo ciclo di istruzione, in quanto interessato dal riordino degli indirizzi di studio e dalle nuove indicazioni nazionali e linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

Il libro ha l’ok del Ministro Mariastella Gelmini che, in una sua lettera di presentazione, riconosce il contributo dell’Avis allo sviluppo della cultura del dono.

Il nuovo testo si articola in tre parti che si riferiscono al contributo di esperti del mondo scolastico e formativo in tema di competenze di Cittadinanza attiva e responsabile e di Costituzione; alla documentazione di progetti realizzati in varie scuole di diverse regioni d’Italia sullo stesso tema; alla lettura critica delle linee guida e delle indicazioni nazionali per offrire utili spunti ai dirigenti scolastici e docenti allo scopo di far apprendere ai giovani studenti competenze di cittadinanza attiva e per conoscere la nostra carta Costituzionale.

Il sussidio è nato grazie all’intero gruppo scuola dell’Avis nazionale e al prof. Piero Cattaneo, disponibili a presentare il nuovo testo nelle realtà territoriali che vogliano promuoverlo nelle scuole già nell’anno scolastico 2011/2012.                 

Giovani Avis, un meeting per far rete

Tre i gruppi di lavoro, tre i percorsi diversi per capire e concretizzare le dinamiche di gruppo e l’obiettivo finale della “rete”. Quella rete che, a livello giovanile, in Avis sembra venire quasi naturale ed essere molto più attiva, vivace e organizzata. Basta vedere come usano in modo intelligente le nuove tecnologie di comunicazione. Questo non senza confronto di idee, di culture e di modus operandi diverse

Con il camper-emoteca

in base alle realtà locali di provenienza. Molto proficuo è sicuramente stato il meeting estivo di quest’anno della Consulta giovani nazionale. L’incontro, cui hanno partecipato oltre 60 giovani da tutta Italia, è stato organizzato a Strassoldo in provincia di Udine, dabato 18 e domenica 19 giugno, con la preziosa collaborazione di Avis Friuli e Veneto e delle rispettive Commissioni giovani.

I partecipanti si sono divisi in tre gruppi di lavoro per riflettere, confrontarsi e soprattutto -essendo giovani – agire efficacemente nel volontariato nell’ambito dell’interazione, della costruzione di reti efficaci sulla base di buone prassi. Vivacità, senza preconcetti, nelle varie discussioni e simulazioni che si sono snodate nelle due-giorni per giungere – sotto la supervisione di formatori e facilitatori – a conclusioni e obiettivi comuni. Un successo

In plenaria, Sabato 18

formativo e auto-formativo che “lieviterà” sicuramente in Avis, a tutti i livelli, portando aria più fresca e “frizzante”. Un vento nuovo, ma che non soffia a caso o in direzioni divergenti. Basta stare ad ascoltarli e , soprattutto, lasciarli muovere e agire. E a proposito di agire e interagire, anche in questa occasione sulle onde dell’etere e in streaming web ha funzionato a pieno ritmo “Radio Sivà” condotta da Raffaele Raguso (Taranto) e Monica Fusaro (Cosenza). Intervistati a “microfono battente” i dirigenti “senior” presenti: Antonio Tombolillo per l’Esecutivo nazionale, Claudio Dalpioluogo per il consiglio nazionale, Carmelo Agostini presidente Avis Friuli Venezia Giulia, Francesco Joppi vicepresidente Avis Veneto, ma anche tanti giovani già “navigati” o alla prima esperienza di meeting. Ospite d’eccezione, tra gli altri, Gioia Lovison, padovana presidente delle radio Universitarie on web (ormai oltre 20 in tutta Italia). Assieme a Claudia Firenze, coordinatrice della Consulta giovani nazionale, Gioia è stata intervistata e si è subito “coinvolta” nel progetto di rete delle Radio giovani avisine. Fra la Consulta giovani e la rete di Radio delle Università, insomma, sta per nascere una stretta collaborazione futura.

Particolarmente squisita è stata l’ospitalità dei giovani friulani, sempre al lavoro sia nei gruppi con gli altri coetanei, sia nella “logistica” di cena e ballo serale, ispirato agli anni ’70. Dal Veneto, invece, è arrivato il nuovo camper-emoteca con il quale i giovani avisini hanno voluto posare.

Beppe Castellano

Ampio servizio fotografico su http://www.facebook.com/donoevita#!/donoevita

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Un salto di… “gioia di donare” a Milano, Varese, L’Aquila

“Scopri la gioia di donare subito”: questo il claim che ha invaso le piazze di tre note città nell’intento da parte delle Avis provinciali di riferimento di lanciare una nuova

L'Aquila

campagna di informazione e di sensibilizzazione alla donazione del sangue con un occhio di riguardo rivolto ai giovani. Varese per prima, Milano a seguire e per ultima la città de L’Aquila, sono così diventate protagoniste di una campagna multi soggetto dove semplici e comuni ragazzi hanno “prestato” i loro volti per esprimere e lanciare un messaggio chiaro e forte dedicato alla raccolta del sangue. Ragazzi e ragazze che esprimono la loro gioia di donare attraverso un salto verso il cielo rappresentando tutta la positività e il piacere di dedicare se stessi agli altri con un semplicissimo gesto, la donazione del sangue. L’idea della nuova campagna si è basata proprio su due priorità essenziali: informare sulla donazione del sangue e coinvolgere attivamente i giovani. Si è cercato così di trovare una chiave di lettura che permettesse di sfruttare l’idea alla base della campagna coniugandola con un’azione dinamica capace di creare interattività e partecipazione da parte dei giovani. Tutte le immagini della campagna sono state inoltre contestualizzate in luoghi facilmente riconoscibili della città di riferimento, nell’intento proprio di esprimere il forte radicamento, il legame e la vicinanza dell’Associazione con i cittadini del territorio della rispettive province. Davvero unica l’esperienza che ha coinvolto il team talk nella realizzazione della campagna nella città dell’Aquila e che li ha portati a toccare con mano il disastro lasciato dal terribile terremoto che 2 anni fa colpì il territorio. Un’esperienza unica dal lato emotivo (con scossa di terremoto inclusa… giusto per non privarci di nulla) e che ha permesso di condividere con grande entusiasmo le giornate di lavoro dedicate alla realizzazione del progetto di comunicazione

La campagna è stata realizzata da Talk, gruppo di giovani consulenti creativi, che vede il diretto coinvolgimento di Silvia Maggioni in qualità di art director (tra l’altro l’inventrice nel 2006 del logo del Gruppo giovani nazionale), Biagio di Ruocco per la fotografia, Andrea Benedet come copywriter, e il contributo organizzativo e di coordinamento di Alessandro Coda.

Pubblichiamo tre immagini di una campagna “frizzante”, fatta da giovani con i giovani. Sognando, perché no, che un giorno si possa “saltare di gioia” in qualche città veneta.

Per  scoprire chi e cosa è talk, prossimamente sarà in funzione il sito:  www.talkspace.it

Milano

 

 

 

 

Varese

 

Perché “notizie Avis dall’Italia”?

Semplicemente perché a Dono&Vita in questi ultimi 15 anni sono sempre arrivate tante notizie dalle Avis italiane. E continuano ad arrivare. Molti, infatti, ci tenevano e ci tengono ad apparire sulle nostre pagine. Oggi possiamo, finalmente, accontentare non solo chi vuole far circolare le sue idee anche fra i nostri lettori, ma anche accontentare l’innata ciriosità della Redazione nello scoprire e pubblicare notizie e idee stimolanti, belle, curiose…

b.c.

America Latina, un progetto che “corre”

Millenium Goal. Tra progetto e realizzazione. Ovvero, terzo convegno – ottimamente organizzato da Avis Friuli Venezia Giulia, presieduta da Carmelo Agostini – sul progetto di cooperazione internazionale con il coinvolgimento di otto Paesi dell’America Latina. Dopo la fase di studio di fattibilità degli ultimi mesi, il progetto è quasi giunto alla sua fase operativa e tutti sono ora in attesa di questo “gemellaggio” transoceanico, che ha l’obiettivo di promuovere anche nei Paesi latino-americani un modello di struttura trasfusionale basato sulla donazione volontaria, anonima, non retribuita, periodica e associata. “In questo progetto – come ha detto il presidente nazionale Vincenzo Saturni – Avis porta i suoi 84 anni di storia e di attività e mette a disposizione il know-how dei tanti dirigenti e volontari avisini per diffondere, anche fuori dai nostri confini nazionali, la cultura del dono e della solidarietà”.

Vincenzo Saturni

La terza conferenza internazionale

Il programma della terza conferenza internazionale, organizzata da Avis per questo progetto, svoltasi a Trieste il 3-4 giugno scorso, prevedeva anche la cerimonia ufficiale di firma del progetto, ad opera dei rappresentati del Ministero degli Affari Esteri italiani (finanziatore del progetto), dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’area Pan-Americana e di Avis nazionale. Purtroppo, per motivi legati al completamento dell’iter progettuale, la cerimonia dovrà essere rimandata e i progettisti di Avis nazionale sono al lavoro per consegnare al più presto l’ultima aggiornata versione della proposta operativa, in modo che il Ministero degli esteri la possa visionare, approvare e rendere esecutiva entro l’autunno. La cornice entro cui si è svolto l’incontro, ha dato modo ai rappresentanti dei Paesi latini di conoscere una delle realtà di eccellenza del mondo trasfusionale italiano. Come sottolineato anche dall’Assessore regionale alla Salute, Integrazione Socio Sanitaria e Politiche Sociali, Prof. Vladimir Kosic, il Friuli Venezia Giulia è la regione con il più alto numero di donatori per 1000 abitanti e rappresenta una delle eccellenze in termini di autosufficienza su scala nazionale. Tale posizione deve fornire uno stimolo in ambito etico per ampliare il più possibile la solidarietà, esportando i nostri modelli vincenti per garantire anche ad altri paesi l’obiettivo strategico dell’autosufficienza, inteso così in termini mondiali. In ambito locale, inoltre, la regione Friuli ha all’attivo già numerose iniziative per sostenere e promuovere la cooperazione internazionale (in particolare con la Fondazione Italiana Fegato in Argentina e con il progetto di classificazione della disabilità in Honduras). Tra le autorità presenti anche il neo-eletto presidente Fiods, Gianfranco Massaro, che ha colto l’occasione per esortare i rappresentanti dei Paesi intervenuti a considerare la Fiods come una preziosa risorsa per le costituende associazioni di volontari del sangue nei paesi latinoamericani, per fare rete e crescere insieme. Un concetto ribadito dal Segretario generale Fiods, il francese Jean Marie Durant.

Alcuni interventi durante il convegno

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L’intervento del Veneto in assemblea nazionale

È stato condiviso da tutti i delegati veneti, nel corso di un incontro ieri sera, l’intervento del presidente dell’Avis regionale, Alberto Argentoni all’assemblea nazionale Avis, in corso a Bergamo. Ecco il testo.

La riunione dei delegati veneti

Amici delegati, gentili ospiti dell’Avis lombarda e bergamasca, un caloroso saluto dalla delegazione di Avis Veneto.

L’Assemblea di quest’anno in occasione dell’anniversario per i 150 anni dell’unità nazionale è occasione per riflettere e ribadire i fondamenti dello stare insieme e del bene comune nazionale ma anche associativo. Al di là di ogni retorica sono proprio l’adesione a un progetto complessivo e il  confronto democratico che danno significato e concretezza all’unitarietà.

La nostra associazione, che ha un’età veneranda quasi quanto lo stato unitario, ha sempre avuto come collanti un ricco e condiviso  patrimonio valoriale e una serie di obiettivi essenziali.  Per noi,  due domande. Si è modificato il quadro valoriale? Possiamo dire di aver raggiunto tutti i nostri obiettivi associativi?

Il quadro valoriale rimane immutato ma la sua declinazione è meno lineare e la sua trasmissione più complessa. Volontariato, solidarietà  e gratuità sono strategici e attuali specie con  la riforma del welfare nazionale  che si sta sviluppando  su presupposti diversi dall’universalità dei servizi e dall’uguaglianza tra i cittadini.

Ed ancora, siamo  “condannati” all’obiettivo dell’autosufficienza  in sangue ed emoderivati che è, sempre e a tutti i livelli, da ridefinire e riconquistare in un ottica di globalizzazione del sistema. Inoltre, i traguardi  di qualità e sicurezza della medicina trasfusionale sono in continua revisione e  si sviluppano in un quadro organizzativo che deve scontare risorse sempre più limitate.

C’è quindi bisogno di un’associazione nazionale con una efficace articolazione a rete,  che sia protagonista nel sistema trasfusionale e nel contesto del volontariato nazionali ma anche internazionali. Sicuramente Avis gode  di credito e autorevolezza per la  sua storia, la diffusione e i risultati raggiunti  ma ormai da alcuni anni viviamo una tensione e un disagio interni che ci logorano e rendono meno sereno il nostro stare insieme.

Questo è da considerarsi naturale per una realtà composita e articolata come è Avis. Allora si tratta di indirizzare in maniera positiva la tensione e di far maturare l’energia che il disagio sprigiona. Avis Veneto è convinta che tutti vogliamo il bene dell’ammalato, la sicurezza del donatore, l’uniformità di trattamento dei cittadini, la pari dignità dei soci. Dobbiamo approfondire il confronto sul contesto di riferimento (welfare e sistema trasfusionale) e riflettere sul  modello associativo (statuto e organizzazione).

Il tentativo di replicare il percorso di rinnovamento associativo che ha visto il suo esordio lo scorso anno con l’incontro di Caposuvero è stato un segnale positivo ma si è trasformato anche in un’occasione mancata. Le cause sono varie: assenze di rilievo, riproposizioni scontate, un revisionismo facilmente strumentalizzabile e poi un carente sostegno all’iniziativa sia nella tempistica che nei successivi contributi. Quel percorso va ripreso, prendendo spunto dalle problematiche comuni,  sia quelle vecchie come il complesso quadro giuridico di riferimento sia quelle nuove come l’adeguamento alla normativa del Plasma Master File ed ai Criteri minimi per l’autorizzazione all’esercizio delle unità di raccolta. Ma anche da quelle istituzionali come le relazioni tra associazione e socio persona giuridica o fisica, e quelle organizzative come l’articolazione associativa e le modalità di operare nel territorio. Si tratta di questioni fondamentali, di evidente competenza nazionale, che dovrebbero vedere impegnato attivamente tutto il Consiglio Nazionale.

Quali obiettivi concreti?

Contribuire a far riformare le leggi di riferimento, come quella sul volontariato,  o a farle applicare,  come per  i Piani sangue regionali.  Il lavoro dei gruppi istituiti da Avis Nazionale e dedicati a questa attività non è mai decollato! Difficoltà logistiche e calendario sovraffollato di impegni? Scarsa adesione e convinzione? Mancato coinvolgimento dei consiglieri nazionali?

La nuova normativa sui plasmaderivati sta imprimendo al sistema trasfusionale nazionale un cambiamento che si può tranquillamente definire epocale. I tavoli tecnici si stanno susseguendo e moltiplicando e il volontariato è chiamato a dare il suo supporto ma si è già evidenziata la fragilità del sistema e un approccio piuttosto minimalista: ci si adegua alla normativa punto! C’è il pericolo concreto di un disinvestimento nel sistema sangue. Le premesse sono preoccupanti. Ci riferiamo al vergognoso comportamento della politica verso il volontariato in tema di 5 x 1000 e di  agevolazioni  sulle tariffe di postalizzazione. Ma, soprattutto,  alla situazione che si sta creando nelle regioni sottoposte a piano di rientro del deficit sanitario. Da questa Assemblea deve partire un forte segnale di solidarietà e di denuncia politica di fronte a manovre destrutturanti e senza una progettualità concertata con tutte le componenti sociali e sanitarie.

L’approccio ai tavoli sanitari nazionale e regionali è minimalista perché la componente politica è assente e i tecnici ci considerano spesso solo dei “fastidi indispensabili”. Ma la legge 107/90 e la 219/05 hanno un respiro ben diverso: ci coinvolgono in programmazione e articolazione ovvero ci responsabilizzano sul  modello organizzativo e sull’attività di raccolta. Ed ancora, l’associazione ha un valore sociale che va oltre l’ambito sanitario e si incardina nelle vita culturale e nel welfare delle nostre comunità. Se mancano le occasioni istituzionali di confronto con la politica dobbiamo richiederle a gran voce, se non c’è attenzione per l’associazione o coerenza rispetto agli impegni presi dobbiamo denunciarlo. Solo così potremo portare fino in fondo i nostri obiettivi per un reale sistema paese su sangue , emoderivati e plasma.  Ed in questo non è indifferente l’ organizzazione della raccolta associativa che sapremo promuovere e realizzare. Dobbiamo confrontarci sui vari modelli organizzativi e scambiarci le esperienze sulle buone pratiche già realizzate. Il modello italiano di sistema trasfusionale, fondato sul preminente ruolo del volontariato dei donatori associati – periodici- non remunerati, è osservato attentamente da altri Paesi per le sue peculiarità e suoi effetti, e con la cooperazione internazionale lo stiamo direttamente suggerendo e sostenendo nei paesi dell’America latina.

Abbiamo apprezzato il documento di indirizzi e considerazioni proposto da Avis in occasione della Conferenza programmatica indetta dal CNS nell’Aprile scorso e la promozione di una discussione interna all’associazione rispetto all’esplicitazione dei criteri minimi di autorizzazione all’esercizio per le unità di raccolta. Come Avis siamo, però,  ancora carenti nella conoscenza precisa di tutte le realtà associative e trasfusionali regionali e locali. Dovremmo impegnarci tutti per  costruire un sistema di comunicazione e informazioni associative più efficienteE’ un  passo che noi riteniamo  ormai ineludibile, non solo per l’attività di programmazione dell’autosufficienza  ma anche per una reale associazione,  in rete e al passo con i tempi.

Sul piano associativo, si stanno evidenziando molte conflittualità in ordine ai rapporti tra soci mentre le istituzioni preposte al confronto e alle decisioni si stanno svuotando di autorevolezza e incisività. Si coglie una spontanea tendenza dell’associazione  all’autoreferenzialità e alle deregulation. Le cause: uno statuto non confezionato “su misura” e ritenuto da molti, a torto,una semplice formalità, una classe dirigente che non sa rinnovarsi e quindi con tendenze oligarchiche, una indisponibilità (si badi bene non carenza) di risorse per ristrutturare l’organizzazione associativa. A fronte di tutto ciò, si rileva una generale ritrosia a riprendere in mano il percorso di riforma dello statuto associativo. Questo è comprensibile alla luce delle difficoltà politiche e formali solo da poco superate ma il cambiamento è ineludibile. Pena la dissoluzione dell’associazione nazionale. Tutto deve partire da un nuovo patto associativo che, come già detto, ribadisca i valori e riformuli obiettivi e strumenti attuativi.

Non è difficile prevedere il risultato di questo percorso, se i presupposti saranno chiari e le volontà sincere, sarà sempre un’associazione nazionale unitaria con una sua nuova articolazione, che dovrà essere più leggera ed efficiente ma soprattutto più adeguata ai cambiamenti culturali, comportamentali e politici che stiamo vivendo e un po’ anche subendo.

Concludiamo accennando al mancato accoglimento della nostra disponibilità di entrare nell’Esecutivo di Avis Nazionale. Si è trattato di un momento delicato ma  crediamo di avere agito con concretezza e lealtà testimoniando la nostra volontà di lavorare in rete per una Avis più unita e più grande. In questa ottica, vogliamo segnalare il proficuo lavoro che stiamo facendo con le Avis regionali del Friuli Venezia Giulia, del trentino e dell’Alto Adige nei campi della promozione, della formazione e della comunicazione ed, inoltre,  il progetto internazionale Bessy che ci vede assieme ad Avis Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna ma anche a Croce Rossa di Slovenia e Croazia e al Centro Nazionale Sangue di Albania per il rafforzamento di un network nel campo dei rispettivi sistemi trasfusionali.

“E’ difficile dire cosa è impossibile, dato che il sogno di ieri è la speranza di oggi e la realtà di domani.”

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

 

Avis News, il quotidiano dell’Assemblea nazionale

I concomitanza con l’avvio della 75ª Assemblea nazionale Avis, che si sta svolgendo questo week end a Bergamo, è tornato “alle stampe” il quotidiano “Avis News”. Supplemento al periodico nazionale Avis Sos, esce in tre numeri (venerdì, sabato e domenica) riportando tutte le notizie “fresche di giornata”. È stampato in 800-1000 copie ogni numero e vede collaborare insieme l’Ufficio stampa di Avis nazionale, la redazione di “Dono & Vita”, i giovani della Consulta nazionale e di Radio Sivà. Qua sotto la prima pagina del numero di oggi, venerdì 20 maggio. Il pdf dello “speciale assemblea 2011” è scaricabile integralmente dal sito nazionale www.avis.it.

Il numero di venerdì

Francesca Martini: “Donatore con ‘conto in banca’ per la salute” e s’impegna per le tariffe postali

La veneta Francesca Martini si impegna anche sulle tariffe postali per il volontariato

“Con il suo stile di vita corretto, è come se il donatore di sangue mettesse su un “conto in banca” la propria salute. Tutelando se stesso e chi aiuta con il suo prezioso dono”.

La dott.ssa Francesca Martini, Sottosegretario al Ministero della Salute, elogia gli avisini per la loro scelta di vita, da cui dipende quella di tante altre persone. Intervenendo all’assemblea generale, prima, e in diretta ai microfoni di “Radio Sivà” subito dopo,  la Martini ha sottolineato il ruolo

Il sottosegretario accolta dal presidente nazionale

indispensabile di Avis nel tessuto sanitario nazionale.

“Oggi più che mai la vostra e le altre associazioni che si occupano della raccolta del sangue sono dei pilastri del sistema sanitario italiano – ha detto – perché garantiscono autosufficienza, sicurezza e qualità. Conquistate attraverso la generosità e la collaborazione dei tanti soci donatori, ma anche un’ottima organizzazione, la presenza capillare sul territorio e un preciso percorso tecnico-scientifico”.

Il Sottosegretario ha, quindi,  voluto sottolineare l’orgoglio dell’essere donatori, che sarebbe bellissimo animasse anche i giovani.

Mesi fa sono stata avvicinata da un anziano che mi fa fatto vedere, con gioia, il suo tesserino con annotate le tante donazioni di sangue effettuate nel corso della vita – ha proseguito – Il mio augurio è che anche un numero crescente di giovani possa avvicinarsi alla donazione e sentir crescere in sé questo stesso orgoglio, che è poi una presa di coscienza del valore insostituibile della donazione stessa”.

Interrogata sulla spinosa questione dell’aumento delle tariffe postali per la stampa associativa, che sta mettendo in difficoltà Avis e le altre associazioni di volontariato, la Martini ha  assicurato un suo impegno.

“Prendo atto di questa sollecitazione e senza dubbio alcuno prendo a cuore la questione, perché ritengo che la stampa associativa, per il ruolo che riveste in fatto di promozione dei valori del volontariato, vada incoraggiata. Se non a costo zero per la spedizione, comunque a costi contenuti”.

Dopo il suo intervento alla platea di avisini, il Sottosegretario ha seguito tutta la relazione morale del presidente Vincenzo Saturni e l’intervento della Senatrice Alessandra Galloni, per poi rispondere alle domande in diretta dei ragazzi della Radio Web “Radio Sivà”.

Michela Rossato

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