Pronto il “marchio” per plasmaderivati “Doc”. Ufficializzato il 16 giugno?

I medicinali plasmaderivati italiani, ottenuti in conto lavorazione dal plasma dei donatori volontari, potranno fregiarsi di uno speciale pittogramma che ne attesterà e ne certificherà l’origine “Docg”. Ne ha dato l’annuncio all’80ª Assemblea nazionale Avis, venerdì 20 maggio, il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue. La giuria del concorso, riservato agli studenti dell’Unione Europea bandito a fine 2015 dal Ministero della Salute, ha già selezionato infatti un vincitore (o un gruppo di vincitori, visto che era aperto anche a intere classi e associazioni) che però è ancora “top secret”.

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“Di certo, ha dichiarato il dottor Liumbruno – raggiunto dopo l’annuncio in assemblea dalla nostra redazione – posso dire che è molto bello e significativo”. Sarà probabilmente la stessa Ministra Beatrice Lorenzin a presentarlo ufficialmente a breve. “Come ipotesi – ha dichiarato Liumbruno al nostro giornale – si è pensato che miglior occasione non possa esserci che la manifestazione in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che stiamo organizzando a Roma il 16 giugno prossimo”.

Il pittogramma, quindi, come riportato in pratica nel bando di concorso del Ministero della Salute “verrà stampato su tutte le confezioni esterne dei medicinali plasmaderivati distribuiti n Italia e prodotti da plasma nazionale, favorendo così la promozione della conoscenza e del ruolo sociale della donazione di sangue volontaria, anonima, solidaristica, responsabile e non retribuita”.

Plasma fresco
Plasma appena raccolto

In pratica si tratta del famoso marchio “A Denominazione di Origine Controllata e Garantita” per il plasma nazionale. È fin dal 1986, anno della primissima convenzione di c/lavorazione del plasma di una Regione (il Veneto, per l’esattezza) che i nostri donatori e loro dirigenti chiedono una “certificazione di origine” per valorizzare il proprio dono. Un esperimento “corsaro” venne tentato proprio dal Veneto in quegli anni, facendo applicare un’etichetta (da Plasma Veneto) sui prodotti. L’alzata di scudi e le minacce di denuncia da parte di tutte le multinazionali farmaceutiche – che continuavano ad immettere sul mercato medicinali d’importazione da plasma di dubbia provenienza – fece fare immediata marcia indietro alla Regione Veneto. Sarà finalmente obbligatorio, ora, il marchio di qualità e provenienza per i plasmaderivati italiani? In Francia già lo è da tempo.

“Non sarà obbligatorio per legge – ha precisato lo stesso dottor Liumbruno – teoricamente inserirlo sarà facoltà delle aziende di plasmaderivazione che si aggiudicheranno la produzione dei plasmaderviati dai vari Accordi interregionali. Certo possono avere ampia facoltà le Regioni nel poter imporre alle case farmaceutiche tale obbligo in fase di indizione di gara”.

Tre delle nuove aggregazioni di Regioni per la plasmaderivazione, in questo senso, hanno ancora in corso l’iter per le gare d’appalto. Sarebbero in tempo, quindi, a inserirlo nei capitolati. Quella con capofila il Veneto, invece, ha già concluso la gara assegnando la trasformazione del plasma alla CLS Behring. Sarebbe quindi necessario che, pur non obbligata dalla gara già conclusa, l’azienda stessa adottasse autonomamente il pittogramma “Plasma Doc” non appena disponibile. Lo meritano per il proprio impegno di ogni giorno i Donatori volontari di tutte le regioni aderenti e, in particolare, quelli del Veneto. Regione che per prima si è battuta, proprio da metà degli anni ’80, perché il plasma nazionale (più sicuro già allora di quello “a pagamento” proveniente dall’estero che tanti lutti ci ha portato) fosse valorizzato al massimo.

Beppe Castellano

80ª Assemblea nazionale Avis. Approvato lo Statuto della nuova Fondazione

Era certamente uno dei punti fondamentali dell’intera Assemblea nazionale Avis, l’80ª, svoltasi a Mantova dal 20 al 22 maggio: l’approvazione dello Statuto della nuova Fondazione Avis. Un tema che ha fatto discutere, anche animatamente, le Avis a vari livelli nell’ultimo anno, Lo Statuto della Fondazione Avis, che verrà ora inviato alla Prefettura di Milano per l’eventuale approvazione governativa (o i suggerimenti di variazione di alcuni punti) è stato definitivamente approvato nella mattinata di domenica 22 maggio. I rappresentanti delegati di tutti i soci Avis italiani (oltre un milione 320mila) hanno votato punto per punto i 16 articoli che compongono lo Statuto e l’articolato intero. Oltre tre quarti, una media fra il 75 e l’80% dei delegati, i voti favorevoli che si sono discostati di pochi punti da un articolo all’altro.

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Vincenzo Saturni, presidente nazionale Avis

Lo Statuto, come ha ribadito più volte in questi mesi il presidente nazionale Vincenzo Saturni – sottoscrivendone l’impegno con la replica finale – nel caso venga variato dalla prefettura negli “articoli di sostanza” (in particolare l’art.10) DOVRA’ TORNARE all’esame sia del Consiglio nazionale, sia soprattutto dell’Assemblea che, sovrana in democrazia, l’ha licenziato. Decisiva l’insistenza su questa linea di alcune Regionali fra cui il Veneto. All’interno della delegazione veneta il confronto su questo tema è stato molto acceso e franco fra i delegati espressi dalle Provinciali Avis.

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Gino Foffano, presidente Avis regionale Veneto nel suo intervento

Questo fino alla sintesi e alla linea comune concordata dal Presidente regionale Gino Foffano, che guidava la delegazione e che ne ha annunciato il voto favorevole nel suo intervento. Ma che cosa è e a che cosa servirà la nascente Fondazione Avis?

Riportiamo dall’organo ufficiale di Avis nazionale “Avis Sos news” distribuito nei giorni dell’Assemblea:

“La Fondazione sarà coinvolta nel coordinamento e nella promozione di ricerche in diversi ambiti come la sociologia, la psicologia, la statistica, il marketing sociale, la medicina, l’economia, le scienze giuridiche, il marketing sociale e tanti altri ancora.

“Il fenomeno della donazione, della gratuità e della disponibilità verso gli altri – si legge nella relazione morale del Consiglio nazionale letta da Saturni in apertura dei lavori – è oggetto di numerose ricerche sia a livello nazionale sia internazionale (propensione alla donazione, azione proattiva, stili di vita sani e positivi, aspetti demografici ed immigrazione). La forte connotazione sanitaria della nostra attività e la missione di AVIS – prosegue la relazione – indicano la possibilità di essere parte attiva e propositiva per analisi approfondite”.

Da qui la proposta di dare vita a un soggetto in grado di coordinare, sostenere e realizzare ricerche “fondamentali oggi per avviare dibattiti di rilievo sugli argomenti che ci coinvolgono, orientando le scelte di un sistema sanitario e di welfare in profonda evoluzione”. Organismo tecnico-consultivo della Fondazione sarà un Comitato Etico Scientifico, che avrà funzioni tecnico-consultive in merito al programma annuale delle iniziative da realizzare.

Beppe Castellano

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La folta, e sempre puntualmente presente in sala, delegazione di Avis Veneto

 

Un calcio “creativo”, a Rimini per l’Avis

È finita 4-2 per i comici di Colorado e Zelig che hanno battuto gli avisini venerdì 17 allo stadio “Neri” di Rimini. L’incontro è stato organizzato, in occasione della 77ª Assemblea nazionale, per raccogliere fondi a favore delle zone terremotate dell’Emilia. Il calcio visto in campo è stato corretto e perfino “serio”, fino a un certo punto…

Questo se si eccettuano nell’ordine: invasioni di campo da parte di barelle e barellieri, strani aggeggi motorizzati con comici e bandiere Avis sul prato a partita in corso, guardalinee che si scambiavano la casacca con giocatori entrando in campo di straforo… Per tacer poi di ambulanze che percorrevano il giro-pista a sirene spiegate (e in quel frangente l’Avis metteva nel sacco il primo pallone). Per tentare di recuperare negli ultimi minuti, poi, la formazione avisina ha adottato perfino un modulo calcistico inedito. Sarà certamente motivo di prossimi corsi di approfondimento per allenatori a Coverciano…

“Con un 6-7-6 in campo, il risultato è sempre sicuro. Peccato aver cambiato modulo solo negli ultimi minuti, se no s’aveva la partita in tasca. Maremma maya… lalalalal”. Questa è stata la dichiarazione a “caldo” dell’improvvisato coach Avis (Marco Arfaioli da Montaione, Firenze). Ha diretto come peggio poteva una raffazzonata nazionale Avis che – nonostante la più “verde” età media rispetto agli avversari – più che a Rimini, sembrava giocasse a Caporetto.

“Sconfitta immeritata per la nazionale Avis contro i comici di Colorado… Ma il “sindaco di Ibiza” (uno dei più scatenati avversari, soprattutto nei fuori-campo, ndr) io lo farei senatore a vita”, ha aggiunto Mister Arfà su Facebook subito dopo la partita, difendendo i suoi ragazzi. In verità poi ha confessato, tramite un social network, che ad alcuni dei suoi uomini ha dovuto spiegare le regole base del gioco prima che entrassero in campo. Di più, quindi, non ci si poteva attendere dai biancovestiti avisini, nonostante la “trasfusione” di un uomo di “peso” (Max Pisu) che ha cambiato casacca preferendo giocare fin dall’inizio con Avis.

Ma a difendere i “nostri” ci ha pensato l’indiavolato tifo del pubblico che al grido di “vogliamo il vostro sangue…”, ha sventolato bandiere Avis a profusione invitando i comici a entrare “in squadra” donando, se non qualche calcio d’angolo, almeno qualche sacca di “rosso a DOC”. In “campo” (si fa per dire, faceva da assistente coach) anche il presidente nazionale Vincenzo Saturni che ha dato il calcio d’inizio del secondo tempo, mentre molto più prudentemente il presidente regionale di Avis Emilia Romagna, Andrea Tieghi, si è gustato il match dalla tribuna.

In attesa del “processo del lunedì”, con tutti gli esperti di pall… calcio che si inoltreranno in dichiarazioni ufficiali e ponderate, noi facciamo prima a far parlare direttamente le immagini realizzate dalla nostra redazione. Qui una breve galleria, il grosso sulla pagina Facebook di Dono&Vita.

 

Beppe Castellano

Breve cronaca e tante immagini dell’ultimo Consiglio nazionale 2009/2013

Si sono conclusi questa mattina, con un’ultima riunione, i lavori del Consiglio Nazionale 2009-2013. In attesa dell’ufficializzazione delle nuove nomine (prevista per domenica), per alcuni consiglieri si è trattato di un saluto all’organo di governo di AVIS Nazionale, per altri una tappa di un cammino che li vedrà ancora protagonisti nel quadriennio 2013-2017. I lavori sono stati principalmente dedicati a un bilancio politico-associativo delle Assemblee delle Avis regionali svoltesi nello scorso mese di aprile.

A tutte le Assemblee, come tradizione, hanno partecipato in rappresentanza del Consiglio Nazionale i diversi consiglieri. Comune è stata la sensazione di assemblee regionali molto partecipate, alcune vissute anche come esperienze formative per i dirigenti. Sergio Valtolina, responsabile comunicazione, ha citato la sua presenza in Puglia e in Abruzzo. In questa ultima regione ha portato i saluti a Pasquale Colamartino, consigliere uscente diventato oggi coordinatore del Centro regionale sangue. Colamartino, in occasione del raduno regionale di Vasto, è stato nominato presidente onorario.

In tutte le assemblee si è fatto il punto sul percorso di accreditamento che dovrà essere compiuto entro il 31 dicembre 2014 e in molti casi il dibattito si è soffermato sui ritardi dei pagamenti delle ASL o sul mancamento adeguamento all’inflazione dei rimborsi associativi.

Con spirito critico e costruttivo, Maruska Fusini, ha sottolineato la buona presenza femminile in alcune assemblee regionali, come il Friuli, dove proprio una donna ha preso la guida dell’Avis regionale. Al tempo stesso, però, ha evidenziato il significativo calo di donne e giovani nel futuro Consiglio Nazionale.

Filippo Cavazza

Radio Sivà, la bella voce che l’Assemblea racconterà

La "voce" di Radio Sivà
La “voce” di Radio Sivà

Alla tre giorni riminese non poteva mancare la neonata Radio Sivà, la web radio avisina lanciata ufficialmente l’8 aprile scorso e già ascoltata in tutta Italia da avisini e non su www.radiosiva.it. A gestire la programmazione e l’aggiornamento di musica e contenuti editoriali è Carlotta Ponzio, giovane speaker di Novara con esperienza decennale nel settore radiofonico.

Il fil rouge è la positività: buone notizie dal mondo e dalla vita associativa e musica che mette di buonumore, con i classici più amati e le novità discografiche. In che modo Radio Sivà racconterà la 77ª assemblea nazionale?

Nel corso dei lavori – spiega Carlotta – raccoglierò presso la mia postazione fissa interviste e commenti a caldo di ospiti e partecipanti, che verranno poi trasmessi all’interno della programmazione della radio. Non mancherò agli eventi serali per raccogliere sul campo voci ed emozioni in occasione della partita di venerdì sera, del concerto di sabato e della Notte rossa.

Chiunque quindi potrà parlare ai microfoni di Radio Sivà. Mi aspetto una grande partecipazione, soprattutto – ma non solo – da parte dei giovani avisini. D’altronde, questo progetto è nato da una loro idea e lo stanno sostenendo con grande entusiasmo.

Giorgia Chiaro

Stasera allo stadio “Neri” di Rimini, calcio e risate per beneficenza

Per chi, dopo la prima giornata di assemblea va già “nel pallone”, basta andare in serata allo stadio “Romeo Neri”di Rimini! Il pallone sarà infatti protagonista assoluto, questa sera venerdì 17 (gli scaramantici stanno facendo gli scongiuri sul tempo metereologico), della partita benefica “Il buon calcio fa buon sangue” promossa da Avis Regionale Emilia Romagna, Emoservizi e Colorado and Friends Charity Team, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e Comune di Rimini.

Il manifesto che tappezza tutta rimini
Il manifesto che tappezza tutta Rimini

A partire dalle ore 20.30 l’Avis nazionale schiererà in campo una sua rappresentativa di volontari (con nomi dei calciatori ancora top secret, ma sono grandi “nomi” riminesi) contro una squadra notissima composta dai comici delle due fortunate trasmissioni televisive “Zelig” e “Colorado”. I loro calciatori sono Enzo Polidoro, Stefano Vogogna, Gianluca Impastato, Max Pisu, Lele D’Ambrosio, Francesco Rizzuto, Didi Mazzilli, Nando Timoteo, Giuseppe Bonini, Andrea Caponi, Francesco Nicotera, Andrea Possa, Giovanni Cacioppo, Pablo Scarpelli, Marco Dondarini, Andrea Bove, Rubens Piccinelli, Fausto Solidoro, Francesco Palmisano, Gianluca Arena, Gianluca Angei, Massimo Penza.

Obiettivo della serata, oltre a far divertire, è raccogliere fondi da destinare alle sedi delle Avis dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio dello scorso anno. Quanto raccolto sarà, infatti, versato sul conto corrente solidale voluto da Avis Regionale Emilia Romagna e Avis Regionale Lombardia per sostenere le sedi danneggiate delle province di Bologna, Ferrara, Mantova e Modena. L’ingresso allo stadio sarà libero e sarà possibile contribuire con un’offerta o acquistando le magliette firmate dagli artisti del Colorado and Friends Charity Team (chissà se prima o dopo l’uso…). Nel corso della serata saranno distribuiti simpatici gadget e materiale informativo sulla donazione e sugli stili di vita consapevoli, e ci saranno parecchie sorprese e gag riservate al pubblico.

A fare gli onori di casa saranno il sindaco della città romagnola, Andrea Gnassi, e il presidente della Provincia, Stefano Vitali, mentre il calcio di inizio sarà battuto dal presidente dell’Avis Nazionale, Vincenzo Saturni, e dal presidente dell’Avis Emilia-Romagna, Andrea Tieghi. A Marco Corona, speaker di “Radio Sabbia” molto noto in Romagna, sarà affidata la telecronaca della partita per il pubblico presente allo stadio. Il divertimento è assicurato!

La nostra redazione, impegnata anche nel “confezionare” il foglio quotidiano dell’Assemblea nazionale “Avis News”, sarà ovviamente anch’essa “in campo”. Non certo per tirar calci, ma per documentare con penne e macchine fotografiche tutta la serata.

Intanto a Bologna, tramite la Regionale Emilia Romagna, abbiamo trovato che s’allenava…

clic!

Iniziata alle 14 la 77ª Assemblea nazionale Avis

Dalla Carta Etica al calcio, dal Libro bianco alla musica, dalle elezioni alla notte rossa. Si preannuncia impegnativa e variegata, la 77ª assemblea generale dell’Avis, che si apre oggi al Palacongressi di Rimini. Fino a domenica 19 maggio, sono più di mille i delegati avisini (provenienti da tutta Italia) che si ritrovano per fare il punto sulla situazione trasfusionale italiana e sull’Avis, in particolare. In primo piano le novità, ma anche le sfide e le difficoltà che in questo periodo di crisi stanno minando risorse ed entusiasmi. “Generazioni in solidarietà” è il titolo dell’assemblea scelto da Avis Nazionale, che di generazione in generazione mantiene salda la sua mission e la sua solidarietà verso chi ha bisogno.

Il Palacongressi di rimini, sede dell'Assemblea
Il Palacongressi di Rimini, sede dell’Assemblea

Davvero ricco il programma della tre giorni, che si apre oggi alle 14 con la presentazione del lavoro svolto dal Consiglio nazionale, dal Collegio sindacale, dalla Commissione sanitaria e dalla Consulta dei Giovani. Subito dopo la pausa caffè, (prevista dalle 16.30 alle 17), la ripresa dell’assemblea sarà affidata alla prima novità: la presentazione del Libro bianco del Sistema trasfusionale, redatto dal Cergas (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza sanitaria e sociale) dell’Università “Bocconi” di Milano. A seguire la seconda novità: la Carta Etica di Avis, realizzata con il contributo del prof. Giuseppe Scaratti, docente di Psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La Carta Etica, preannunciata nel corso dell’assemblea generale del 2012, a Montecatini Terme, vede la luce dopo un intero anno di lavoro da parte di un gruppo di persone in seno all’Avis e sarà presentata in maniera insolita ed originale da un ospite d’eccezione, il comico e attore Max Pisu, da tanti anni testimonial dell’Associazione. Dopo la cena nei propri alberghi, tutti allo stadio di Rimini (ingresso gratuito) per una serata davvero speciale. Sul campo da gioco, infatti, alle 20,30 si sfideranno a colpi di pallone la Nazionale Avis e il charity team composto da celebri personaggi delle trasmissioni televisive “Zelig” e “Colorado Café”.

La mattinata di domani, sabato 18 maggio, sarà dedicata dalle 8.30 alle 11 ai seminari interattivi sulle quattro tematiche: “La selezione del donatore – Corso ECM”; “Novità fiscali ed amministrative per una corretta e responsabile gestione associativa”; “Le competenze da sviluppare nelle azioni formative con le scuole”; “Quali dati condividere per un’Avis di tutti”. Chiusi i seminari, si comincia alle 11.30 con gli interventi delle delegazioni delle Avis regionali, che proseguiranno anche dopo il pranzo. Le repliche e le votazioni sul bilancio consuntivo chiuderanno i lavori assembleari, ma non le porte del Palacongressi. Domani sera, infatti, ospiterà il concerto della Fisorchestra Italiana, diretta dal Maestro Vincenzo Mininno, evento promosso dall’Avis Regionale Puglia. Al termine, dalle 22.40, avrà inizio la “Notte Rossa”, con un Flash mob in piazza Cavour e una serata di promozione del dono del sangue presso un locale in Lungomare Tintori 5. La restituzione in plenaria della sintesi dei seminari interattivi, la presentazione del bilancio preventivo, la discussione, le repliche e la votazione per il rinnovo delle cariche associative nazionali chiuderanno la mattinata di domenica. Buona assemblea a tutti! M.R.

L’intervento del Veneto in assemblea nazionale

È stato condiviso da tutti i delegati veneti, nel corso di un incontro ieri sera, l’intervento del presidente dell’Avis regionale, Alberto Argentoni all’assemblea nazionale Avis, in corso a Bergamo. Ecco il testo.

La riunione dei delegati veneti

Amici delegati, gentili ospiti dell’Avis lombarda e bergamasca, un caloroso saluto dalla delegazione di Avis Veneto.

L’Assemblea di quest’anno in occasione dell’anniversario per i 150 anni dell’unità nazionale è occasione per riflettere e ribadire i fondamenti dello stare insieme e del bene comune nazionale ma anche associativo. Al di là di ogni retorica sono proprio l’adesione a un progetto complessivo e il  confronto democratico che danno significato e concretezza all’unitarietà.

La nostra associazione, che ha un’età veneranda quasi quanto lo stato unitario, ha sempre avuto come collanti un ricco e condiviso  patrimonio valoriale e una serie di obiettivi essenziali.  Per noi,  due domande. Si è modificato il quadro valoriale? Possiamo dire di aver raggiunto tutti i nostri obiettivi associativi?

Il quadro valoriale rimane immutato ma la sua declinazione è meno lineare e la sua trasmissione più complessa. Volontariato, solidarietà  e gratuità sono strategici e attuali specie con  la riforma del welfare nazionale  che si sta sviluppando  su presupposti diversi dall’universalità dei servizi e dall’uguaglianza tra i cittadini.

Ed ancora, siamo  “condannati” all’obiettivo dell’autosufficienza  in sangue ed emoderivati che è, sempre e a tutti i livelli, da ridefinire e riconquistare in un ottica di globalizzazione del sistema. Inoltre, i traguardi  di qualità e sicurezza della medicina trasfusionale sono in continua revisione e  si sviluppano in un quadro organizzativo che deve scontare risorse sempre più limitate.

C’è quindi bisogno di un’associazione nazionale con una efficace articolazione a rete,  che sia protagonista nel sistema trasfusionale e nel contesto del volontariato nazionali ma anche internazionali. Sicuramente Avis gode  di credito e autorevolezza per la  sua storia, la diffusione e i risultati raggiunti  ma ormai da alcuni anni viviamo una tensione e un disagio interni che ci logorano e rendono meno sereno il nostro stare insieme.

Questo è da considerarsi naturale per una realtà composita e articolata come è Avis. Allora si tratta di indirizzare in maniera positiva la tensione e di far maturare l’energia che il disagio sprigiona. Avis Veneto è convinta che tutti vogliamo il bene dell’ammalato, la sicurezza del donatore, l’uniformità di trattamento dei cittadini, la pari dignità dei soci. Dobbiamo approfondire il confronto sul contesto di riferimento (welfare e sistema trasfusionale) e riflettere sul  modello associativo (statuto e organizzazione).

Il tentativo di replicare il percorso di rinnovamento associativo che ha visto il suo esordio lo scorso anno con l’incontro di Caposuvero è stato un segnale positivo ma si è trasformato anche in un’occasione mancata. Le cause sono varie: assenze di rilievo, riproposizioni scontate, un revisionismo facilmente strumentalizzabile e poi un carente sostegno all’iniziativa sia nella tempistica che nei successivi contributi. Quel percorso va ripreso, prendendo spunto dalle problematiche comuni,  sia quelle vecchie come il complesso quadro giuridico di riferimento sia quelle nuove come l’adeguamento alla normativa del Plasma Master File ed ai Criteri minimi per l’autorizzazione all’esercizio delle unità di raccolta. Ma anche da quelle istituzionali come le relazioni tra associazione e socio persona giuridica o fisica, e quelle organizzative come l’articolazione associativa e le modalità di operare nel territorio. Si tratta di questioni fondamentali, di evidente competenza nazionale, che dovrebbero vedere impegnato attivamente tutto il Consiglio Nazionale.

Quali obiettivi concreti?

Contribuire a far riformare le leggi di riferimento, come quella sul volontariato,  o a farle applicare,  come per  i Piani sangue regionali.  Il lavoro dei gruppi istituiti da Avis Nazionale e dedicati a questa attività non è mai decollato! Difficoltà logistiche e calendario sovraffollato di impegni? Scarsa adesione e convinzione? Mancato coinvolgimento dei consiglieri nazionali?

La nuova normativa sui plasmaderivati sta imprimendo al sistema trasfusionale nazionale un cambiamento che si può tranquillamente definire epocale. I tavoli tecnici si stanno susseguendo e moltiplicando e il volontariato è chiamato a dare il suo supporto ma si è già evidenziata la fragilità del sistema e un approccio piuttosto minimalista: ci si adegua alla normativa punto! C’è il pericolo concreto di un disinvestimento nel sistema sangue. Le premesse sono preoccupanti. Ci riferiamo al vergognoso comportamento della politica verso il volontariato in tema di 5 x 1000 e di  agevolazioni  sulle tariffe di postalizzazione. Ma, soprattutto,  alla situazione che si sta creando nelle regioni sottoposte a piano di rientro del deficit sanitario. Da questa Assemblea deve partire un forte segnale di solidarietà e di denuncia politica di fronte a manovre destrutturanti e senza una progettualità concertata con tutte le componenti sociali e sanitarie.

L’approccio ai tavoli sanitari nazionale e regionali è minimalista perché la componente politica è assente e i tecnici ci considerano spesso solo dei “fastidi indispensabili”. Ma la legge 107/90 e la 219/05 hanno un respiro ben diverso: ci coinvolgono in programmazione e articolazione ovvero ci responsabilizzano sul  modello organizzativo e sull’attività di raccolta. Ed ancora, l’associazione ha un valore sociale che va oltre l’ambito sanitario e si incardina nelle vita culturale e nel welfare delle nostre comunità. Se mancano le occasioni istituzionali di confronto con la politica dobbiamo richiederle a gran voce, se non c’è attenzione per l’associazione o coerenza rispetto agli impegni presi dobbiamo denunciarlo. Solo così potremo portare fino in fondo i nostri obiettivi per un reale sistema paese su sangue , emoderivati e plasma.  Ed in questo non è indifferente l’ organizzazione della raccolta associativa che sapremo promuovere e realizzare. Dobbiamo confrontarci sui vari modelli organizzativi e scambiarci le esperienze sulle buone pratiche già realizzate. Il modello italiano di sistema trasfusionale, fondato sul preminente ruolo del volontariato dei donatori associati – periodici- non remunerati, è osservato attentamente da altri Paesi per le sue peculiarità e suoi effetti, e con la cooperazione internazionale lo stiamo direttamente suggerendo e sostenendo nei paesi dell’America latina.

Abbiamo apprezzato il documento di indirizzi e considerazioni proposto da Avis in occasione della Conferenza programmatica indetta dal CNS nell’Aprile scorso e la promozione di una discussione interna all’associazione rispetto all’esplicitazione dei criteri minimi di autorizzazione all’esercizio per le unità di raccolta. Come Avis siamo, però,  ancora carenti nella conoscenza precisa di tutte le realtà associative e trasfusionali regionali e locali. Dovremmo impegnarci tutti per  costruire un sistema di comunicazione e informazioni associative più efficienteE’ un  passo che noi riteniamo  ormai ineludibile, non solo per l’attività di programmazione dell’autosufficienza  ma anche per una reale associazione,  in rete e al passo con i tempi.

Sul piano associativo, si stanno evidenziando molte conflittualità in ordine ai rapporti tra soci mentre le istituzioni preposte al confronto e alle decisioni si stanno svuotando di autorevolezza e incisività. Si coglie una spontanea tendenza dell’associazione  all’autoreferenzialità e alle deregulation. Le cause: uno statuto non confezionato “su misura” e ritenuto da molti, a torto,una semplice formalità, una classe dirigente che non sa rinnovarsi e quindi con tendenze oligarchiche, una indisponibilità (si badi bene non carenza) di risorse per ristrutturare l’organizzazione associativa. A fronte di tutto ciò, si rileva una generale ritrosia a riprendere in mano il percorso di riforma dello statuto associativo. Questo è comprensibile alla luce delle difficoltà politiche e formali solo da poco superate ma il cambiamento è ineludibile. Pena la dissoluzione dell’associazione nazionale. Tutto deve partire da un nuovo patto associativo che, come già detto, ribadisca i valori e riformuli obiettivi e strumenti attuativi.

Non è difficile prevedere il risultato di questo percorso, se i presupposti saranno chiari e le volontà sincere, sarà sempre un’associazione nazionale unitaria con una sua nuova articolazione, che dovrà essere più leggera ed efficiente ma soprattutto più adeguata ai cambiamenti culturali, comportamentali e politici che stiamo vivendo e un po’ anche subendo.

Concludiamo accennando al mancato accoglimento della nostra disponibilità di entrare nell’Esecutivo di Avis Nazionale. Si è trattato di un momento delicato ma  crediamo di avere agito con concretezza e lealtà testimoniando la nostra volontà di lavorare in rete per una Avis più unita e più grande. In questa ottica, vogliamo segnalare il proficuo lavoro che stiamo facendo con le Avis regionali del Friuli Venezia Giulia, del trentino e dell’Alto Adige nei campi della promozione, della formazione e della comunicazione ed, inoltre,  il progetto internazionale Bessy che ci vede assieme ad Avis Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna ma anche a Croce Rossa di Slovenia e Croazia e al Centro Nazionale Sangue di Albania per il rafforzamento di un network nel campo dei rispettivi sistemi trasfusionali.

“E’ difficile dire cosa è impossibile, dato che il sogno di ieri è la speranza di oggi e la realtà di domani.”

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

 

Avis News, il quotidiano dell’Assemblea nazionale

I concomitanza con l’avvio della 75ª Assemblea nazionale Avis, che si sta svolgendo questo week end a Bergamo, è tornato “alle stampe” il quotidiano “Avis News”. Supplemento al periodico nazionale Avis Sos, esce in tre numeri (venerdì, sabato e domenica) riportando tutte le notizie “fresche di giornata”. È stampato in 800-1000 copie ogni numero e vede collaborare insieme l’Ufficio stampa di Avis nazionale, la redazione di “Dono & Vita”, i giovani della Consulta nazionale e di Radio Sivà. Qua sotto la prima pagina del numero di oggi, venerdì 20 maggio. Il pdf dello “speciale assemblea 2011” è scaricabile integralmente dal sito nazionale www.avis.it.

Il numero di venerdì

Francesca Martini: “Donatore con ‘conto in banca’ per la salute” e s’impegna per le tariffe postali

La veneta Francesca Martini si impegna anche sulle tariffe postali per il volontariato

“Con il suo stile di vita corretto, è come se il donatore di sangue mettesse su un “conto in banca” la propria salute. Tutelando se stesso e chi aiuta con il suo prezioso dono”.

La dott.ssa Francesca Martini, Sottosegretario al Ministero della Salute, elogia gli avisini per la loro scelta di vita, da cui dipende quella di tante altre persone. Intervenendo all’assemblea generale, prima, e in diretta ai microfoni di “Radio Sivà” subito dopo,  la Martini ha sottolineato il ruolo

Il sottosegretario accolta dal presidente nazionale

indispensabile di Avis nel tessuto sanitario nazionale.

“Oggi più che mai la vostra e le altre associazioni che si occupano della raccolta del sangue sono dei pilastri del sistema sanitario italiano – ha detto – perché garantiscono autosufficienza, sicurezza e qualità. Conquistate attraverso la generosità e la collaborazione dei tanti soci donatori, ma anche un’ottima organizzazione, la presenza capillare sul territorio e un preciso percorso tecnico-scientifico”.

Il Sottosegretario ha, quindi,  voluto sottolineare l’orgoglio dell’essere donatori, che sarebbe bellissimo animasse anche i giovani.

Mesi fa sono stata avvicinata da un anziano che mi fa fatto vedere, con gioia, il suo tesserino con annotate le tante donazioni di sangue effettuate nel corso della vita – ha proseguito – Il mio augurio è che anche un numero crescente di giovani possa avvicinarsi alla donazione e sentir crescere in sé questo stesso orgoglio, che è poi una presa di coscienza del valore insostituibile della donazione stessa”.

Interrogata sulla spinosa questione dell’aumento delle tariffe postali per la stampa associativa, che sta mettendo in difficoltà Avis e le altre associazioni di volontariato, la Martini ha  assicurato un suo impegno.

“Prendo atto di questa sollecitazione e senza dubbio alcuno prendo a cuore la questione, perché ritengo che la stampa associativa, per il ruolo che riveste in fatto di promozione dei valori del volontariato, vada incoraggiata. Se non a costo zero per la spedizione, comunque a costi contenuti”.

Dopo il suo intervento alla platea di avisini, il Sottosegretario ha seguito tutta la relazione morale del presidente Vincenzo Saturni e l’intervento della Senatrice Alessandra Galloni, per poi rispondere alle domande in diretta dei ragazzi della Radio Web “Radio Sivà”.

Michela Rossato

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