In un fumetto la genesi dell’associazione e l’amicizia fra “opposti”. Disponibile per tutte le Avis, e non solo, su Emoservizi

Uno era medico, quindi “studiato”, un borghese: Vittorio Formentano. L’altro era un piccolo artigiano cesellatore e “comunista”: Giorgio Moscatelli. Del primo fu l’idea di fondare un’associazione di donatori volontari, quando solo i ricchi potevano “comprarsi la vita” con una trasfusione. Il secondo fu fra i primi 17 che subito risposero. La loro vita, da quel marzo del 1927, si intrecciò strettamente, affrontando dittatura, guerre, tragedie e anche contrasti personali. Divennero, insieme, il vero “spirito” di questa Avis che sta uscendo dal suo 90°. Lasciarono la “loro” Avis insieme, morendo nel 1977; il primo a settembre, il secondo a dicembre. Quasi a non poter star separati neanche lassù.

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È una storia bella, quella raccontata nell’albo, come ce ne sono poche. È edito da Avis nazionale, ma “pensato” per anni da un suo consigliere: Riccardo Mauri da Roma. È la storia di un’Italia – forse anche di un’Avis – che stiamo lentamente “perdendo”. Ben venga, quindi, una “rinfrescatina” per ricordare in modo efficace chi eravamo e siamo, come italiani e avisini. Ma come è nato il progetto? Sentiamo il suo ideatore, Riccardo Mauri, co-autore del soggetto.

“L’idea è nata dopo le celebrazioni dell’80°, dieci anni fa. Era nata in verità come progetto di una fiction  di quella che è stata una vera e propria avventura umana di due uomini tanto diversi, ma uniti da un ideale che continua a essere il nostro, anche oggi. E soprattutto da una amicizia che ha superato ogni ostacolo. Con l’aiuto di Pietro Varasi da Milano, che giovanissimo aveva collaborato con Formentano e Moscatelli, intervistammo i figli di Formentano Maria Benedetta e Saverio e la vedova di Moscatelli “Pinuccia” e nacque una bozza di soggetto. Ebbi poi numerosi contatti con la Rai, ma si sa… Le cose, nonostante l’apprezzamento di molti addetti ai lavori, ai “piani alti” sono andate per le lunghe. L’idea del fumetto, in fondo una fiction disegnata che “resta”, mi è arrivata tre anni fa, visitando Comix Roma. Un puro caso. Avvicinandomi allo stand della Scuola Internazionale di Comics e “buttando” là l’idea, trovai ampia collaborazione. Poi bisognava trovare i fondi e in questo ringrazio Fondazione Terzo Pilastro che ha finanziato il progetto permettendoci di pubblicarlo proprio in questo secondo semestre del 90°”.

Beppe Castellano

Disponibile su Emoservizi a 2 Euro

Il fumetto “II colore della vita. Una storia di coraggio e amicizia” di Avis nazionale, è stato presentato il 25 ottobre al Ministero dell’Università, istruzione e ric

erca a Roma e a Lucca Comics il 3 novembre. Nasce dalla collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics ed è realizzato con il contributo di Fondazione Terzo Pilastro di Roma ed Emoservizi, che ne cura la distribuzione. Arrivato nelle sedi Avis, il fumetto è un formidabile strumento anche per le scuole. Può essere richiesto a Emoservizi (2 euro/copia). La confezione da 90 copie costa 162 euro. Il soggetto è di Paolo Logli, Riccardo Mauri, Dante Palladino e Alessandro Pondi. La sceneggiatura è di Roberto Del Prà e Massimiliano Filadoro. Le 64 tavole a colori sono di Giampiero Wallnofer. Grazie a Fiods è tradotto anche in inglese, francese, spagnolo.

Corleone: s’inaugura nuovo centro raccolta, con i veneti di “Riso fa Buon sangue” e il presidente Argentoni

È un toponimo tristemente legato a tutt’altre vicende, quello dello splendido comune di Corleone. Ma grazie anche all’Avis e alle forze immense dei valori del Volontariato tutto, per Corleone sabato 5 agosto sarà una data storica. Si inaugura infatti il Centro fisso di raccolta Sangue voluto dalla locale Avis e ottenuto dopo anni di impegno. L’inaugurazione si svolge alle ore 17 nella sede del Centro in via Neve n. 23. Saranno presenti, fra gli altri: il presidente nazionale Avis Alberto Argentoni; il presidente regionale Salvatore Mandarà; il vicepresidente vicario Emilio Russo; il presidente provinciale, Salvatore Calafiore e la presidente di Avis Corleone Enza Crapisi. L’iniziativa ha anche il sostegno dell’Unicredit e si svolge con il supporto del CeSVoP.

Poi tutti in piazza Falcone e Borsellino (la Villa Comunale), dove dalle ore 21 saranno protagonisti i cabarettisti e i comici di Riso fa buon sangue, la compagnia nazionale che gira l’Italia per sensibilizzare sulla donazione attraverso il buon umore. Sono invitati naturalmente tutti i cittadini. L’ingresso è libero.

“Il territorio corleonese – sottolinea la neo presidentessa Crapisi (nella foto con il suo predecessore Gian Franco Scianni)  – ha ottime potenzialità per contribuire all’autosufficienza regionale nel fabbisogno di sangue. Infatti, l’Avis di Corleone, che opera da vent’anni, ha raggiunto punte importanti nel campo della donazione (circa 900 sacche all’anno) che le permettono di dare un massiccio contributo al Centro Trasfusionale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, in aiuto a quanti sono nel bisogno e nella sofferenza. Adesso con il Centro fisso – continua la Presidente – l’Aavis di Corleone potrà fare molto di più e migliorare l’attività svolta con ancora più elevati standard di sicurezza per la donazione del sangue. Siamo riconoscenti a Unicredit per l’aiuto economico che ha voluto dare, perché grazie a questo preziosissimo e indispensabile contributo ha permesso di completare un progetto difficile nella realizzazione, ma molto ambizioso”.

L’Avis di Corleone, tra l’altro, è formata da tanti e attivissimi donatori giovani, questo anche grazie al servizio civile nazionale che in questi anni ha avvicinato moltissimi giovani siciliani alla nostra Associazione.

È un momento molto significativo per tutta l’Avis nazionale – ha affermato il presidente Argentonie per diversi motivi. Innanzitutto è la dimostrazione che c’è un’Italia della solidarietà più forte di chi vuole associare alcune zone a stereotipi negativi. In secondo luogo, l’apertura di un centro di raccolta moderno e a norma avviene in una zona che tutto l’anno presenta criticità per il raggiungimento dell’autosufficienza. Con sedi più efficienti vogliamo facilitare l’afflusso dei donatori, garantire la massima qualità e sicurezza e ridurre al minimo le criticità. Infine, questa apertura rappresenta un segno concreto di partnership con il mondo profit, grazie alla donazione di Unicredit e alla loro azione di responsabilità sociale”.

Per conoscere meglio la realtà “vera” di Corleone e della sua Avis, “sfruttiamo” l’intervista di Sofia Facchin, dell’ufficio stampa di “Riso fa Buon Sangue” alla presidente Crapisi. http://www.risofabuonsangue.it/conosciamo-avis-comunale-corleone-e-enza-crapisi-presidente/#more-4245

Un abbraccio agli amici corleonesi (ciao Mattea) da tutta la redazione di Dono&Vita. (b.c.)

Alberto Argentoni eletto presidente nazionale Avis, il primo veneto in 90 anni

A mezzogiorno di oggi, per la prima volta in 90 anni di storia della più grande associazione di volontariato del sangue al mondo, un Veneto è diventato presidente nazionale. Si tratta del dottor Alberto Argentoni, 58 anni, di Eraclea. Si è appena conclusa, infatti, la votazione del Consiglio nazionale che doveva eleggere il Presidente dopo il rinnovo delle cariche associative con l’81ª Assemblea di Milano del maggio scorso.

Medico di famiglia ad Eraclea, sposato con Rossella, due figli, Alberto Argentoni ha una lunga militanza avisina oltre che nel volontariato in genere e di impegno nella società civile. È entrato in Avis all’età di 18 anni. È stato via via presidente dell’Avis provinciale di Venezia, dal 1999 al 2005, anno in cui divenne presidente dell’Avis regionale del Veneto. Carica che, alla fine dei due mandati previsti dallo statuto associativo, lasciò nel 2013 per entrare in Consiglio nazionale Avis. Nell’ultimo quadriennio è stato vice presidente vicario accanto al presidente Vincenzo Saturni.

Argentoni è stato anche sindaco del suo Comune, Eraclea, dal 1995 al 2004.Si è laureato in medicina nel 1983 a Padova, mentre nel 1987 è la specializzazione in Ematologia generale. È anche vice presidente della Fondazione Tes, che ha contribuito a far nascere e che si occupa di ricerche sulle cellule staminali per la ricostruzione tissutale e la cura dell’Emofilia. Anche come nuovo presidente di Avis nazionale, quindi, non perderà mai di vista l’obiettivo fondante di Avis: gli ammalati.

Ecco le sue prime dichiarazioni, raccolte subito dopo la nomina dall’Ufficio Stampa di Avis nazionale: “Sono consapevole  di assumermi una responsabilità particolarmente rilevante, in quanto la nostra Associazione è profondamente radicata sul territorio e contribuisce ogni giorno a garantire l’autosufficienza di sangue ed emocomponenti. Gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di di mantenere l’unitarietà e far crescere l’associazione come è stato in questi 90 anni”.

La squadra che lo affiancherà in Avis nazionale nei prossimi 4 anni è la seguente: vicepresidente vicario: Michael Tizza (Emilia Romagna), vicepresidente: Pasquale Pecora (Campania), segretario: Claudia Firenze (Toscana), tesoriere: Giorgio Dulio (Piemonte). Dell’esecutivo nazionale faranno parte anche: Tiziano Gamba (Lombardia), Giovanni Magara (Umbria), Domenico Nisticò (Calabria), Alice Simonetti (Marche).

Ad Alberto sono arrivate immediatamente le congratulazioni e la soddisfazione del presidente di Avis Veneto, Giorgio Brunello, a nome di tutti gli oltre 137mila avisini della nostra regione: “Congratulazioni Alberto e buon lavoro a te e a tutta la squadra. Il Veneto per la prima volta ricopre questo importante ruolo, siamo certi che farai e farete tutti del Consiglio nazionale un ottimo lavoro”.

Un grande augurio di buon lavoro anche dalla Redazione di Dono&Vita. Quanto prima, ovviamente, una intervista con il nostro nuovo presidente nazionale. (b.c.)

 

 

 

Pronto il “marchio” per plasmaderivati “Doc”. Ufficializzato il 16 giugno?

I medicinali plasmaderivati italiani, ottenuti in conto lavorazione dal plasma dei donatori volontari, potranno fregiarsi di uno speciale pittogramma che ne attesterà e ne certificherà l’origine “Docg”. Ne ha dato l’annuncio all’80ª Assemblea nazionale Avis, venerdì 20 maggio, il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue. La giuria del concorso, riservato agli studenti dell’Unione Europea bandito a fine 2015 dal Ministero della Salute, ha già selezionato infatti un vincitore (o un gruppo di vincitori, visto che era aperto anche a intere classi e associazioni) che però è ancora “top secret”.

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“Di certo, ha dichiarato il dottor Liumbruno – raggiunto dopo l’annuncio in assemblea dalla nostra redazione – posso dire che è molto bello e significativo”. Sarà probabilmente la stessa Ministra Beatrice Lorenzin a presentarlo ufficialmente a breve. “Come ipotesi – ha dichiarato Liumbruno al nostro giornale – si è pensato che miglior occasione non possa esserci che la manifestazione in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che stiamo organizzando a Roma il 16 giugno prossimo”.

Il pittogramma, quindi, come riportato in pratica nel bando di concorso del Ministero della Salute “verrà stampato su tutte le confezioni esterne dei medicinali plasmaderivati distribuiti n Italia e prodotti da plasma nazionale, favorendo così la promozione della conoscenza e del ruolo sociale della donazione di sangue volontaria, anonima, solidaristica, responsabile e non retribuita”.

Plasma fresco
Plasma appena raccolto

In pratica si tratta del famoso marchio “A Denominazione di Origine Controllata e Garantita” per il plasma nazionale. È fin dal 1986, anno della primissima convenzione di c/lavorazione del plasma di una Regione (il Veneto, per l’esattezza) che i nostri donatori e loro dirigenti chiedono una “certificazione di origine” per valorizzare il proprio dono. Un esperimento “corsaro” venne tentato proprio dal Veneto in quegli anni, facendo applicare un’etichetta (da Plasma Veneto) sui prodotti. L’alzata di scudi e le minacce di denuncia da parte di tutte le multinazionali farmaceutiche – che continuavano ad immettere sul mercato medicinali d’importazione da plasma di dubbia provenienza – fece fare immediata marcia indietro alla Regione Veneto. Sarà finalmente obbligatorio, ora, il marchio di qualità e provenienza per i plasmaderivati italiani? In Francia già lo è da tempo.

“Non sarà obbligatorio per legge – ha precisato lo stesso dottor Liumbruno – teoricamente inserirlo sarà facoltà delle aziende di plasmaderivazione che si aggiudicheranno la produzione dei plasmaderviati dai vari Accordi interregionali. Certo possono avere ampia facoltà le Regioni nel poter imporre alle case farmaceutiche tale obbligo in fase di indizione di gara”.

Tre delle nuove aggregazioni di Regioni per la plasmaderivazione, in questo senso, hanno ancora in corso l’iter per le gare d’appalto. Sarebbero in tempo, quindi, a inserirlo nei capitolati. Quella con capofila il Veneto, invece, ha già concluso la gara assegnando la trasformazione del plasma alla CLS Behring. Sarebbe quindi necessario che, pur non obbligata dalla gara già conclusa, l’azienda stessa adottasse autonomamente il pittogramma “Plasma Doc” non appena disponibile. Lo meritano per il proprio impegno di ogni giorno i Donatori volontari di tutte le regioni aderenti e, in particolare, quelli del Veneto. Regione che per prima si è battuta, proprio da metà degli anni ’80, perché il plasma nazionale (più sicuro già allora di quello “a pagamento” proveniente dall’estero che tanti lutti ci ha portato) fosse valorizzato al massimo.

Beppe Castellano

Passaggio consegne alla Consulta giovani. Tornano le Avisiadi a settembre

Sara Iob Francesco Marchionni
Sara Iob e Francesco Marchionni

Passaggio di testimone alla Consulta Giovani di Avis nazionale. La coordinatrice nazionale Sara Iob, 23 enne friulana eletta nel 2013, ha lasciato l’incarico per nuovi impegni di lavoro. A guidare la Consulta fino alle prossime elezioni, nel settembre del 2017, sarà Francesco Marchionni, di Aprilia (Latina) già componente della Consulta stessa (per l’Area Lazio).

Un avvicendamento veloce e che di fatto non cambia molto, perché Sara continuerà a dare una mano. “Siamo abituati a lavorare sempre in squadra e tutti insieme”, hanno spiegato entrambi in un’intervista al nostro periodico a margine dell’assemblea di Avis nazionale.Per ora la Consulta (di cui fanno parte anche i due giovani veneti Federico Marangoni e Kevin Costa, del veronese) sta lavorando ad alcuni importanti eventi. Prevista infatti tutta una serie di iniziative per festeggiare con idee innovative e originali il 90° di fondazione dell’Avis nazionale che cadrà nel 2017: “perché non diventi un semplice traguardo, ma un passaggio, una nuova partenza per il rilancio della nostra grande Associazione”.

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Avisiadi2010 – Sulmona
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Avisiadi2006 – Sportilia
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Avisiadi 2006
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formazione Veneto – Avisiadi 2006

Uno degli avvenimenti, vero è proprio “prologo” del 90°, sarà l’organizzazione delle Avisiadi 2016. Si svolgeranno a Milano, che le ospiterà grazie alla vittoria della rappresentativa del giovani della Lombardia nell’ultima edizione del 2010 (foto) svoltasi a Sulmona. Fu infatti l’Abruzzo, nel 2006 prima edizione delle “Avisiadi moderne” (altre due edizioni si erano svolte all’inizio degli anni ’90) ad aggiudicarsi i giochi nell’anno degli ultimi Mondiali di Calcio vinti dall’Italia a Sportilia (Forlì-Cesena). Pubblichiamo alcune immagini dell’epoca con la nostra rappresentativa Veneta che, pur sparuta e unica formata al 50% da ragazze, si comportò con onore. A rinforzarla nel torneo di calcetto furono chiamati addirittura un lombardo (il neo addetto stampa di Avis nazionale Filippo Cavazza) e un ragazzo “prestato” dalla Calabria.

Michela Rossato – Foto Beppe Castellano

 

80ª Assemblea nazionale Avis. Approvato lo Statuto della nuova Fondazione

Era certamente uno dei punti fondamentali dell’intera Assemblea nazionale Avis, l’80ª, svoltasi a Mantova dal 20 al 22 maggio: l’approvazione dello Statuto della nuova Fondazione Avis. Un tema che ha fatto discutere, anche animatamente, le Avis a vari livelli nell’ultimo anno, Lo Statuto della Fondazione Avis, che verrà ora inviato alla Prefettura di Milano per l’eventuale approvazione governativa (o i suggerimenti di variazione di alcuni punti) è stato definitivamente approvato nella mattinata di domenica 22 maggio. I rappresentanti delegati di tutti i soci Avis italiani (oltre un milione 320mila) hanno votato punto per punto i 16 articoli che compongono lo Statuto e l’articolato intero. Oltre tre quarti, una media fra il 75 e l’80% dei delegati, i voti favorevoli che si sono discostati di pochi punti da un articolo all’altro.

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Vincenzo Saturni, presidente nazionale Avis

Lo Statuto, come ha ribadito più volte in questi mesi il presidente nazionale Vincenzo Saturni – sottoscrivendone l’impegno con la replica finale – nel caso venga variato dalla prefettura negli “articoli di sostanza” (in particolare l’art.10) DOVRA’ TORNARE all’esame sia del Consiglio nazionale, sia soprattutto dell’Assemblea che, sovrana in democrazia, l’ha licenziato. Decisiva l’insistenza su questa linea di alcune Regionali fra cui il Veneto. All’interno della delegazione veneta il confronto su questo tema è stato molto acceso e franco fra i delegati espressi dalle Provinciali Avis.

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Gino Foffano, presidente Avis regionale Veneto nel suo intervento

Questo fino alla sintesi e alla linea comune concordata dal Presidente regionale Gino Foffano, che guidava la delegazione e che ne ha annunciato il voto favorevole nel suo intervento. Ma che cosa è e a che cosa servirà la nascente Fondazione Avis?

Riportiamo dall’organo ufficiale di Avis nazionale “Avis Sos news” distribuito nei giorni dell’Assemblea:

“La Fondazione sarà coinvolta nel coordinamento e nella promozione di ricerche in diversi ambiti come la sociologia, la psicologia, la statistica, il marketing sociale, la medicina, l’economia, le scienze giuridiche, il marketing sociale e tanti altri ancora.

“Il fenomeno della donazione, della gratuità e della disponibilità verso gli altri – si legge nella relazione morale del Consiglio nazionale letta da Saturni in apertura dei lavori – è oggetto di numerose ricerche sia a livello nazionale sia internazionale (propensione alla donazione, azione proattiva, stili di vita sani e positivi, aspetti demografici ed immigrazione). La forte connotazione sanitaria della nostra attività e la missione di AVIS – prosegue la relazione – indicano la possibilità di essere parte attiva e propositiva per analisi approfondite”.

Da qui la proposta di dare vita a un soggetto in grado di coordinare, sostenere e realizzare ricerche “fondamentali oggi per avviare dibattiti di rilievo sugli argomenti che ci coinvolgono, orientando le scelte di un sistema sanitario e di welfare in profonda evoluzione”. Organismo tecnico-consultivo della Fondazione sarà un Comitato Etico Scientifico, che avrà funzioni tecnico-consultive in merito al programma annuale delle iniziative da realizzare.

Beppe Castellano

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La folta, e sempre puntualmente presente in sala, delegazione di Avis Veneto

 

CIVIS a Lorenzin: non si può “saccheggiare” il volontariato.

I donatori volontari italiani, colonna insostituibile del Sistema Trasfusionale nazionale, esprimono ferma contrarietà alle ipotesi contenute nell’ultima proposta fatta dal Governo alla Conferenza Stato Regioni che, oltre ad equiparare erroneamente le Associazioni di donatori a “fornitori di beni e servizi”, impone un taglio lineare sommario ai rimborsi per le attività effettuate dalle stesse sulla base della normativa e delle specifiche convenzioni con il S. S. N., con il rischio di mandare in default l’intero sistema.

Roma, 27 aprile 2015 – Il CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue) costituito da AVIS, FIDAS, FRATRES e CRI sezione donatori, in rappresentanza degli oltre 1.700.000 donatori di sangue italiani, esprime sconcerto per i tagli confermati nella nuova proposta di intesa tra Regioni e Governo relativa al settore trasfusionale.

Risulta di fatto confermata l’intenzione di ridurre i rimborsi relativi alla mobilità extraregionale di sangue ed emocomponenti ed ai contributi previsti dalla Legge 219/’05 per le Associazioni e Federazioni di volontariato del sangue a svolgimento degli importanti compiti di promozione della donazione, di chiamata del donatore e di raccolta di sangue ed emocomponenti, orientando inoltre i cittadini verso stili di vita sani e positivi.

Questi possibili nuovi tagli, come già espresso con determinazione negli ultimi anni dal Civis, mettono a rischio gli sforzi volti ad assicurare in quantità, qualità e sicurezza le necessità di sangue e dei suoi derivati per tutti i cittadini bisognosi di terapia trasfusionale, vanificando un patrimonio che, inoltre, rappresenta un notevole risparmio per la sanità pubblica. Un risparmio che non può essere trascurato e, tantomeno, vanificato, ostacolando il funzionamento delle sedi associative e mettendo in crisi il sistema trasfusionale nazionale.

Per AVIS Vincenzo Saturni
Per FIDAS Aldo Ozino Caligaris
Per FRATRES Luigi Cardini
Per CRI – sezione donatori, Maria Teresa Letta

Proroga al 30 giugno accreditamento strutture trasfusionali: la posizione di AVIS nazionale

“In questi ultimi giorni sono balzate agli onori della cronaca alcune vicende che riguardano la donazione di sangue. La prima, datata fine 2014, riguarda la deroga contenuta nel cosiddetto decreto “mille proroghe” che di fatto sposta di sei mesi il termine ultimo per mettersi a norma sull’accreditamento delle strutture trasfusionali.
Le associazioni ne sono venute a conoscenza solo a cose fatte e questo ha creato non poche perplessità e disappunto. Sicuramente ci saranno state delle ragioni per la deroga, alcune comprensibili, altre meno, comunque non condivise con noi. Moltissime sedi Avis si sono impegnate duramente per essere in regola in tempi che dovevano essere certi e che in realtà non lo sono stati, con notevoli sforzi sia dal punto di vista umano sia economico, adoperandosi sino all’ultimo minuto utile per perseguire l’obiettivo prefissato e da tutti condiviso.

Ci auguriamo che questi sei mesi in più servano davvero a sistemare poche minuzie, ma riteniamo indispensabile che il termine del 30 giugno sia davvero non più derogabile. Ne va della serietà di tutto il sistema trasfusionale italiano, di cui le associazioni di volontariato sono un importantissimo attore. E ne va dell’impegno quotidiano dei nostri volontari e dei nostri donatori, un impegno solidale ed etico al servizio dei malati cui dobbiamo garantire una terapia trasfusionale sicura e di qualità.

E qui ci colleghiamo all’altra recente vicenda di cronaca, dalla quale risulterebbe che alcuni operatori pubblici si siano assentati in massa dal lavoro, adducendo tra le altre giustificazioni anche la donazione di sangue.

La donazione è un gesto gratuito e volontario, che deve essere sempre responsabile e consapevole. Un tale piccolo grande gesto di generosità gratuita mal si concilia con assenze strategiche. Èpur vero che l’astensione dal lavoro è consentita, ed è una conquista che è stata ottenuta con molti sacrifici, ma deve valere sempre il rispetto di un principio etico fondamentale, quello di non nuocere agli altri. Questo principio, che vale per ogni cittadino, ancor di più deve valere per chi si adopera per la pubblica utilità.

Ci auguriamo che il 2015 sia un anno in cui le sfide siano portate avanti con responsabilità e maggiore impegno, perché ce lo chiedono i malati bisognosi di sangue e farmaci plasmaderivati. Davanti a queste sfide l’Avis non si tirerà indietro, come ha sempre fatto nei suoi quasi 90 anni di storia”.


Vincenzo Saturni

Presidente AVIS NAZIONALE

Proemio Samaritano: 5 storie “semplici”, una su tutte: Marisa Bettio

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I Samaritani 2014

Ci sono persone di tutte le età che in silenzio, senza clamori, compiono gesti di grande bontà. Che aiutano chi ha bisogno, vicino o lontano. All’interno di associazioni o da sole. Storie bellissime di ragazzi che aiutano i compagni in difficoltà, di persone che danno una mano al vicino di casa, all’anziano solo, ai bambini sofferenti di Paesi lontani, ai migranti… La bontà non ha limiti e l’Avis ha istituito anni fa una sorta di proemio per conoscere questi non eroi, queste persone semplici che compiono gesti di ordinaria umanità generosamente, spontaneamente e senza attendersi lodi o ricompense. È il “Proemio nazionale Samaritano”, organizzato dall’Avis Riviera del Brenta con il patrocinio di Avis regionale Veneto e Avis nazionale, si tiene a dicembre. A cadenza biennale, è giunto quest’anno alla sua 16ª edizione. Le segnalazioni dei nomi sono stati inviate da Avis, associazioni di volontariato, culturali, sportive, sociali, parrocchiali, istituti scolastici e anche da singoli di tutta Italia. Una commissione composta da volontari Avis ha scelto i 5 finalisti; una seconda, formata da 30 studenti delle scuole superiori di Dolo (Ve), ha deciso quale fosse la storia più significativa. La premiazione si è svolta sabato 6 dicembre presso il Cinema Italia di Dolo. Come sempre era foltissimo il pubblico presente, praticamente tutto di giovani e di studenti. Un segnale dall’Avis, ancora una volta, alle nuove generazioni che la “positività” esiste, anche se troppe volte è silenziosa e non fa “notizia”. Per noi sì, “fa notizia” sempre. Il Samaritano 2014, deciso dalla giuria finale degli studenti, è risultata Marisa Bettio, ostetrica padovana che salva i neonati prematuri del Mali.

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Marisa Bettio

Lei non c’era a Dolo sabato 6 dicembre, era in India. Erano però presenti sua figlia e suo fratello. Ogni storia delle 5 che pubblichiamo per noi e per tutti coloro che erano presenti a Dolo, ha però ugual valore. Per ciò che queste persone fanno, senza suonare mai la grancassa. Non c’è una “prima” o “un’ultima”, dopo quella di Marisa, le abbiamo semplicemente messe in ordine di “distanza” da… Dolo.

Marisa Bettio vive a Noventa Padovana (Pd). Ostetrica, opera da volontaria in Mali, dove insegna alle donne del luogo (dove non c’è niente) come comportarsi per aiutare una mamma a partorire. In Mali vede mamme e bambini morire di malnutrizione, perciò quando riesce, acquista latte in polvere per sfamarli. Nei suoi frequenti viaggi, visita le madri nei villaggi più sperduti, fa nascere e si occupa dei neonati. Un giorno, salva da morte certa una neonata prematura abbandonata dalla madre (secondo un’usanza tribale), esponendola ai raggi del sole per riscaldarla (non ci sono incubatrici) e facendole bere qualcosa. Viene chiamata Maria Sole e oggi gode di ottima salute. Da quel giorno, Marisa è il punto di riferimento in caso di nascite premature e anche grazie a lei sta lentamente cambiando la cultura dell’abbandono.

Costantino Baratta è un muratore che vive a Lampedusa. Il 3 ottobre del 2013, assieme ad un amico, esce in barca per pescare. Mentre da lontano nota un insolito via vai di motovedette e pescherecci, vede che in acqua galleggiano e si sbracciano, sfinite, decine di persone, trasportate dalle correnti. Ne tira in barca più che può, tirandole per i vestiti, se li hanno. Non è facile, alcune scivolano, perchè sono sporche di nafta e nude. Tra i cadaveri vede una ragazza ancora viva che va alla deriva. La salva. In tutto gli devono la vita in 12, tutti eritrei, che ora stanno bene e vivono in Svezia, Germania e a Roma. Costantino rappresenta tutti gli eroi silenziosi di Lampedusa – i 6000 abitanti che da 20 anni accolgono i più disperati nelle loro case – e che conoscono, da sempre, il valore della solidarietà. Quella che non discrimina per colore della pelle, né per religione, né per nazionalità.

Antonella Bua, 36 anni, di Sassari, è nata talassemica. Per vivere, necessitavava di continue trasfusioni. Ne ha fatte 84, fino al giorno del trapianto di midollo osseo donato dal fratello, nel 1984. Aveva 6 anni. A seguirla il prof. Guido Lucarelli. Il trapianto ebbe avuto un buon esito e Antonella è guarita. Da allora è andata nelle scuole, ha tenuto conferenze, ha portato la propria testimonianza dove c’era bisogno. E si è dedicata interamente agli altri. È volontaria dell’Ail presso l’ematologia di Pesaro, collabora con l’Avis di Pesaro, ha partecipato all’organizzazione del progetto “Ehi tu, hai midollo?” nel 2013, partecipa a moltissime manifestazioni sportive, culturali, scolastiche e ricreative per sensibilizzare sul dono.

Elio Germano Conte, 71 anni, avisino con 100 donazioni di sangue, vive a San Mauro Torinese (To), è nonno di tre nipotini. Fa parte del gruppo Senior che si occupa di anziani (da attività ricreative a culturali), di una corale di Torino e da 10 anni dell’associazione onlus “La Ragnatela” che è impegnata nel poverissimo Nicaragua. Elio laggiù costruisce e ripara volontariamente (pagando di tasca propria viaggio, vitto e alloggio) le baracche del villaggio che l’associazione sostiene, mentre a Torino raccoglie fondi perchè i bambini di quel villaggio possano andare a scuola. Attualmente, l’associazione sostiene oltre 400 adozioni.

Silvano Fiorot, del 1931, di San Fior (Tv). Operaio, ha perso per tumore sia il figlio di 19 anni (nel 1982) che la moglie (nell ‘86). Rimasto solo con 2 figlie piccole, ha portato avanti il “testamento morale” del figlio ed ha fondato, a casa sua, l’Associazione lotta contro i tumori “Renzo Fiorot”. Poi ha creato alcuni ambulatori nei quali medici che esercitavano negli ospedali di Vittorio, Conegliano e al Cro di Aviano, visitavano gratuitamente. Dal 2004 ha una nuova sede e l’associazione diventa “Renzo e Pia Fiorot Onlus”: accompagna i pazienti per terapie e visite, fa assistenza domiciliare ai pazienti oncologici, è consultorio di prevenzione e psicologico, diagnostica, linfodrenaggio, ospita Gruppi di auto mutuo aiuto, corsi di formazione per volontari, conferenze pubbliche, progetti nelle scuole. Avis collabora con Fiorot.

Servizi a cura di Michela Rossato,

Beppe Castellano e Barbara Iannotta

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Samaritano 2014: c’è tempo fino al 21 ottobre per le segnalazioni

I Samaritani sul palco con le autorità
I Samaritani 2012 sul palco con le autorità

Ci sono persone di tutte le età che in silenzio, senza clamori, compiono gesti di grande bontà. Che aiutano chi ha bisogno, vicino o lontano. All’interno di associazioni o da sole. Storie bellissime di ragazzi che aiutano i compagni in difficoltà, di persone che danno una mano al vicino di casa, all’anziano solo, ai bambini sofferenti di Paesi lontani… La bontà non ha limiti e l’Avis ha istituito anni fa una sorta di premio per conoscere questi non eroi, queste persone semplici che compiono gesti di ordinaria umanità incessantemente e generosamente, spontaneamente e senza attendersi lodi o ricompense.

Si chiama “Proemio nazionale Samaritano”, è organizzato dall’Avis Riviera del Brenta con il patrocinio di Avis regionale Veneto e Avis nazionale, e si tiene a dicembre. A cadenza biennale, è giunto quest’anno alla sua 16^ edizione ed è aperto a tutti.

Le segnalazioni dovranno riguardare persone viventi, scolaresche o studenti e dovranno essere presentate per iscritto con le motivazioni. I nomi possono essere indicati da Avis, associazioni di volontariato, culturali, sportive, sociali, parrocchiali, istituti scolastici e anche da singoli.

Una commissione composta da volontari Avis sceglierà i 5 finalisti, mentre una seconda, formata da 30 studenti delle scuole superiori di Dolo (Ve), sceglierà la storia più significativa. La premiazione si svolgerà il 6 dicembre presso il Cinema Italia di Dolo.

Le segnalazioni devono essere inviate per posta, fax o e-mail ai seguenti indirizzi: Proemio Nazionale Samaritano c/o Avis Riviera del Brenta, Via Brusaura 30, 30031 Dolo (VE) tel e fax 041 5100754 349 5616749 email: rivieradelbrenta@venezia.avisveneto.it entro il 21 ottobre 2014.

Caterina Bellandi e "Milano 25"
Caterina Bellandi e “Milano 25”

Nel 2012 a vincere è stata Caterina Bellandi, una tassista molto celebre a Firenze e dintorni. Grazie al suo coloratissimo Milano25 e al suo costume da fata, allieta le giornate di adulti e bambini in difficoltà, dimostrandosi sul campo autentica campionessa di solidarietà.

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