Parte da Pordenone la collaborazione fra Avis e le Comunità Mormoni presenti in Italia

Avis ancora una volta dimostra la sua totale aconfessionalità e il suo “dialogo” con ogni tipo di religione. È recentissima una bella iniziativa fra Avis provinciale di Pordenone e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (più conosciuta come Chiesa Mormone). L’autoemoteca Avis è infatti entrata nella sede della chiesa di Pordenone per una donazione collettiva.
Per Avis provinciale di Pordenone era presente il presidente Alessio Buodo, l’iniziativa è diventerà patrimonio anche di Avis nazionale.
Il rappresentante dell’ufficio di presidenza, il friulano Carmelo Agostini, ha annunciato infatti un progetto di collaborazione nazionale per dedicare una giornata speciale all’anno alla promozione e donazione di sangue nelle comunità mormoni d’Italia.

Il vescovo della comunità Mormone pordenonese, Simone Abis (al centro nella foto) ha donato lui stesso il sangue per la prima volta e ha preannunciato l’intenzione di aprire la comunità al territorio. Oltre 30 i nuovi donatori che si sono sottoposti all’idoneità.

“Dopo Pordenone – ci ha riferito il consigliere nazionale Avis Carmelo Agostini (a destra in foto con felpa Avis) – sarà la volta del “Palo” (così è chiamata una diocesi provinciale mormone, ndr) di Trieste dove ci recheremo con l’autoemoteca. È da tempo che è aperto il dialogo con ogni religione. Fra le comunità musulmane del Friuli, per esempio, sono già 800 coloro che si sono avvicinati all’Avis. Per quanto riguarda la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni il progetto comune è di interessare il coordinamento delle oltre 100 Comunità in tutta Italia che riuniscono oltre 24mila fedeli”.

Il primo “Palo” in Italia (dove i mormoni sono presenti dalla metà dell’800, accolti dalla Chiesa Valdese) fu costituito a Milano nel 1971. In Veneto le congregazioni più numerose sono a Venezia e Verona. La Chiesa Mormone è una delle 13 religioni ufficiali presenti sul territorio italiano, ha firmato infatti l’Intesa con lo Stato nel 2012.

Molti sono i falsi miti da sfatare sui mormoni, a cominciare dalla poligamia. Su ogni argomento ci si può informare sul loro sito italiano. (b.c.)

Fiods: da 28 Paesi di Europa, America e Africa in Veneto per parlare del futuro del dono del sangue nel mondo

Tutto il mondo dei Donatori volontari di sangue sarò presente questo fine settimana in Veneto. E stavolta “mondo” non è usato come eufemismo. Arriveranno da Europa, Americhe e Africa, infatti, i rappresentanti dei donatori di sangue volontari, gratuiti, periodici delle Associazioni di volontariato del sangue che aderiscono alla Fiods (Federazione internazionale organizzazioni donatori di sangue). L’occasione è il 10° Seminario internazionale Fiods che si svolgerà a Cison di Valmarino (TV) venerdi 27 e sabato 28 ottobre.

Sarà occasione, nella splendida cornice di Castelbrando, per fare il punto sulla situazione della donazione di sangue e plasma nel mondo. Un “mercato” – in particolare per i medicinali plasmaderivati – in continua espansione che toccherà nel 2021 oltre 21 miliardi di dollari l’anno, sia nei paesi occidentali, sia soprattutto in quelli in via di sviluppo. “Sottilineiamo, come Fiods, che la “donazione” deve essere gratuita e volontaria, non dazione a pagamento come avviene ancora in tante parti del mondo. Questo per la sicurezza del donatore, ma soprattutto del ricevente finale”, afferma con forza Gianfranco Massaro, presidente italiano della Fiods al suo secondo mandato. “E non serve andare molto lontano. Per trovare donatori di plasma a pagamento basta andare nella vicina Austria, in Germania, in Repubblica Ceca e Slovacchia, Paesi della UE. L’opera della Fiods è quella di far crescere sempre più nel mondo, anche nei paesi in via di sviluppo, la donazione volontaria e gratuita sul modello che nacque esattamente 90 anni fa in Italia con il dottor Formentano, fondatore dell’Avis. Questo per evitare che un “farmaco” essenziale alla vita non sia mercificato”.

Al Seminario di Castelbrando parteciperanno i rappresentanti delle associazioni di volontariato del sangue provenienti da 28 Paesi. 81 in tutto, compresa l’Asia, sono le Nazioni che esprimono associazioni presenti in Fiods.

“Non è un caso se, proprio quest’anno, il seminario si tiene in Italia e in Veneto – dice Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto – la nostra Avis regionale, infatti, è stata promotrice già da molti anni di progetti di cooperazione internazionale con la Bolivia, l’Argentina, El Salvador e altro Paesi dell’America Latina. Il modello italiano che preserva sangue e plasma dalla compravendita antietica, grazie ai dirigenti Avis Veneto e nazionali, viene a poco a poco esportato nel mondo”. 

Al Seminario, che si aprirà venerdì pomeriggio, ma che avrà il suo clou per tutta la giornata di sabato parteciperanno tra gli altri:

Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, Maria Rita Tamburrini, della Direzione generale prevenzione del Ministero della Salute, Ufficio trapianti, sangue ed emocomponenti; Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue; Alberto Argentoni, presidente (veneto) di Avis nazionale, Pierluigi Berti, Presidente della Simti, la società scientifica di Medicina trasfusionale e Immunoematologia e Andrea Tieghi, presidente di Emoservizi-Avis nazionale.

Ecco il programma

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Un anno di “Sangue sicuro in Africa”: 20mila euro per 3mila trasfusioni

Padova, 30/09/2014 – Sono quasi 10.000 i clienti dei supermercati Alì, dei Centri Alìper e delle profumeria Unix che quest’anno hanno scelto di mettere Medici con l’Africa Cuamm al centro della loro “spesa”. Per la precisione 9.559 persone che hanno rinunciato a oggetti per la cucina o il bagno, buoni ingresso e buoni sconto, destinando invece il ricavato della loro raccolta punti alle mamme e ai bambini di Angola, Etiopia, Tanzania e Uganda. Alì, come di consueto, ha raddoppiato ciascuna donazione, portando il totale a 19.118 euro.

La consegna dell assegno al Cuamm
La consegna dell assegno al Cuamm

Un assegno di tale ammontare è stato consegnato al direttore dei Medici CUAMM, don Dante Carraro, da Marco Canella, responsabile finanziario di Alì supermercati. Era presente per l’Avis, partner dell’iniziativa, il presidente regionale Gino Foffano.

A che cosa saranno destinate nel concreto queste risorse? “La solidarietà fa buon sangue” è lo slogan del progetto. L’obiettivo è garantire la disponibilità di sangue sicuro a bambini e donne in gravidanza nei 4 ospedali dove è attivo il programma “Prima le mamme e i bambini”. Ovunque nel mondo la donazione del sangue è un gesto d’amore; in Africa non è mai scontato perché spesso mancano donatori disponibili, strumenti per testare il sangue raccolto o presidi per conservarlo. Accade così che un’emorragia provochi, con drammatica facilità, la morte di una giovane mamma o di un bambino colpito da malaria. Negli ospedali africani infatti il 60-80% delle trasfusioni salvavita sono destinate ai bambini, soprattutto per curare la malaria e alle donne, specie per far fronte a emergenze ostetriche. Per garantire una trasfusione sicura è necessario presidiare tutte le componenti del ciclo trasfusionale, dalla formazione di medici e infermieri locali sulla corretta gestione delle trasfusioni, al coinvolgimento delle scuole e autorità per incentivare sempre più persone alla donazione, fino a garantire la presenza in ogni ospedale di attrezzature per eseguire i test sul sangue raccolto e di strutture per conservarlo adeguatamente.

«Solo un anno fa la banca del sangue qui a Wolisso non esisteva ancora, al suo posto c’era solo un edificio vuoto – dichiara Arianna Bortolani, internista Cuamm all’ospedale di Wolisso Poi a settembre l’inaugurazione, l’inizio delle attività e con esse anche delle prime difficoltà: senza il generatore, dovevamo trasportare tutte le sacche nel frigorifero dell’ospedale ogni volta che saltava la luce (praticamente ogni giorno). E i donatori? Neanche i familiari più stretti a volte accettano di donare sangue ai loro cari. Manca ancora la cultura della donazione, sostituita al contrario dai pregiudizi più strani sui rischi per il donatore: diventare pazzo, non riuscire ad avere figli. La strada è ancora lunga, certo, ma è emozionante vedere i primi risultati del lavoro di sensibilizzazione, educazione e promozione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione».

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Don Dante Carraro, insieme a Gino Foffano,  mostra una maglietta che viene data ai donatori volontari in Africa per promuovere il dono gratuito.

Questa testimonianza che arriva dall’Ospedale di Wolisso fornisce un’idea molto precisa del lavoro che c’è da fare e che grazie al contributo dei clienti Alì e al coinvolgimento di Avis verrà potenziato in Etiopia e si estenderà agli altri tre ospedali. «Il fabbisogno totale stimato nei 4 ospedali è di 3.000 donazioni all’anno dichiara don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – . Di queste 1.800 circa riguardano le emergenze ostetriche. Ad Alì e Avis, e a tutti i clienti Alì, Aliper e Unix va la nostra riconoscenza e gratitudine. Saper tante persone capaci di guardare fuori dai nostri confini, in questi tempi in cui siamo ripiegati su noi stessi, è un segnale che conforta e ci sprona a fare sempre di più».

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«Anche quest’anno il nostro Gruppo non ha voluto far mancare il proprio sostegno ad un progetto così importante – afferma Marco Canella, Responsabile Finanziario di Alì S.p.A. Siamo contenti di aiutare due realtà riconosciute e radicate come Cuamm e Avis e vogliamo innanzitutto ringraziare i nostri clienti che continuano a credere a questa missione devolvendo i punti della loro Carta Fedeltà. Convinti che insieme si possa fare molto anche per la donazione di sangue sicuro in Africa, in Gruppo Alì non farà mancare il suo piccolo contributo, certo che iniziative come questa possano migliorare la vita di tante persone che hanno bisogno».

«Il contributo di Avis è per lo più finalizzato alla creazione di un’organizzazione locale che sia in grado di sostenere l’opera di informazione, sensibilizzazione e formazione nei confronti dei donatori di sangue locali – sottolinea Gino Foffano, presidente Avis Regionale del Veneto. Sappiano che è un compito non facile, non di immediata realizzazione, ma non impossibile.

Esperienze simili sono già in atto, con Avis capofila, nei Paesi dell’America Latina. Oltre all’indispensabile supporto tecnico e logistico che il progetto prevede, il compito specifico di Avis è quello di formare dei partners sul territorio che sappiano gestire l’intero processo organizzativo che il sistema trasfusionale richiede. La raccolta fondi di Avis Regionale Veneto continua fino a dicembre».

Fiocco azzurro in casa Avis-Bessy: nasce l’Adriatic Blood Network

Venerdì 19 settembre si è tenuta a Trieste l’Assemblea costituente di Adriatic Blood Network, uno dei principali risultati del progetto di cooperazione internazionale BESSY. Si tratta di una rete composta da attori chiave che hanno a che fare con la donazione di sangue e che operano a livello regionale e/o nazionale nell’Area Adriatica. Attualmente fanno parte del Network: AVIS Regionale Veneto, AVIS Regionale Emilia Romagna, AVIS Regionale Friuli Venezia Giulia ,AVIS SRC Mestre, l’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria 10 “Veneto Orientale”; Slovenia Red Cross; Blood Transfusion Centre of Slovenia; Albanian Ministry of Health; Albanian Organization of Voluntary Blood Donors; Croatian Red Cross; Croatian Institute of Transfusion Medicine.

Nel corso dell’Assemblea è stato eletto presidente il Dottor Giorgio Brunello, già Presidente di Avis Provinciale Venezia. (lds)

“Urima Pavasia”, albanesi e kosovari insieme ad Avis a Portogruraro

Anche l’Avis alla “Urima Pavasia”, la festa dell’Associazione Kosova di Portogruaro nel sesto anniversario della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo. All’oratorio di Lison di Portogruaro vi hanno partecipato oltre 200 persone, numerosissimi bambini e ragazzi kossovari e albanesi. L’assessore Irina Drigo ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Sami Binakay, presidente di Kosova, ha ringraziato la Drigo per il simbolico conferimento della cittadinanza italiana ai minori figli di immigrati: iniziativa che si ripeterà il 2 giugno. Molto applauditi i rappresentanti dell’Avis di Lison, Emanuele Faccini e dell’Avis regionale, Danilo Riedi, che hanno ribadito il significato universale della donazione del sangue. Riedi ha augurato a tutti di poter rientrare in patria, mentre a chi ha scelto di rimanere in Italia di potersi integrare e di avere una seconda patria. La serata è stata animata da numerosi artisti kosovari ed albanesi che hanno eseguito canzoni e musiche tradizionali. Gjelosh Hajdari e Ali Kurtaj, Ymer Kurtajm, Ledni Bytyqi, Besim Morina, Mentor Mazreilu si sono alternati nel canto accompagnandosi con la Qifeli (Ciftelia) strumento a due corde pizzicate di origine albanese, Sharki (tre corde di origine turca) e la Lahuta (una sola corda) derivata dalla Lira bizantina.

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Venezia: “Sangue etico” convegno internazionale su Progetto Bessy

Il  Convegno Conclusivo del progetto di cooperazione internazionale BESSY (Blood Ethical good for Social capital and SafetY)  si terrà Martedì 10 dicembre 2013 – dalle 9:00 alle 16:00  a Venezia presso il Palazzo “ Grandi Stazioni” Fondamenta Santa Lucia 23, Cannaregio.

Si tratta di un importante occasione sia per presentare i prodotti e gli strumenti che il progetto ha creato, sia per condividere ed elaborare le riflessioni nate dal progetto e definire i possibili sviluppi futuri.

Tra i prodotti/strumenti che verranno presentati vi saranno:

1) la campagna di comunicazione SPOT OF RED che ha diffuso, soprattutto tra i giovani, l’importanza della donazione attraverso una serie di concorsi (video e di grafica) sul tema della donazione di sangue.
2) Il software gestionale Assoweb-Bessy  sviluppato con tecnologia web e pensato per la gestione a 360° delle Associazioni di Donatori (attività associative, medico-sanitarie e di raccolta, in totale integrazione con l’attività svolta dai Centri Trasfusionali di riferimento.
3) Il portale web per lo scambio e la condivisione di informazioni e documenti finalizzato al supporto alle organizzazioni coinvolte nel sistema nazionale del sangue ed impegnate nelle procedure di accreditamento.
4) il VKC, Virtual Know-how Center, un sistema di classificazione, reperimento e gestione delle iniziative più significative nella comunicazione e formazione della donazione nell’area adriatica

Inoltre, verranno sottoscritti gli accordi di collaborazione tra i partner del progetto Bessy e del costituendo Adriatic Blood Network (ABN) che si occuperà di proseguire quanto iniziato con il progetto Bessy.

Nel corso del Convegno vi saranno anche momenti di discussione e scambio (attraverso tavole rotonde e workshop) dedicati alla definizione di indicazioni e buone pratiche da condividere con i politici che si occupano di donazione a livello Regionale, Nazionale ed Europeo.

Sangue africano: un progetto in comune fra Avis, Cuamm, Alì-Aliper

È stata presentata oggi a Treviso, presso la sede di Avis regionale, una nuova sinergia tra Avis del Veneto, Alì Supermercati e Medici con l’Africa Cuamm dal titolo “Sangue sicuro per le mamme e i bambini in Africa”. Come spiegato da Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, per far fronte alle richieste di quattro ospedali (Aber in Uganda, Chiulo in Angola, Tosamaganga in Tanzania e Wolisso in Etiopia) servono circa 2.000 trasfusioni all’anno. Negli ospedali africani il 60-80% delle trasfusioni salvavita sono destinate ai bambini, soprattutto per curare la malaria, e alle donne, specie per far fronte a emorragie ostetriche, ha precisato il dott. Massimo La Raja, medico Cuamm: “per garantire una trasfusione sicura è necessario presidiare tutte le componenti del ciclo trasfusionale: dalla indicazione trasfusionale corretta e tempestiva alla disponibilità di donatori a basso rischio, alla sicurezza biologica e immuno-ematologica”.

Da sinistra: Marco Canella, Gino Foffano, Don Dante Carraro, Massimo La Raja.
Da sinistra: Marco Canella, Gino Foffano, Don Dante Carraro, Massimo La Raja.

Un progetto inedito, in cui tre realtà fortemente radicate nel territorio regionale fanno rete con l’obiettivo speciale di garantire la fornitura di sangue sicuro a bambini e donne in gravidanza in quattro ospedali dell’Africa a sud del Sahara, attraverso il coinvolgimento delle Avis Provinciali e la raccolta punti di Alì Supermercati. Con 100 punti di spesa, si potrà donare 1€ ad Avis e Medici con l’Africa Cuamm. E non solo, Alì Supermercati raddoppierà la donazione portandola a 2€. Una solidarietà che si moltiplica, quindi, soprattutto dopo il grande successo dello scorso anno che ha permesso ad Alì di donare a Medici con l’Africa Cuamm oltre 87.854 € per l’ospedale di Mikumi in Tanzania. Da quest’anno, nel progetto, entra anche l’Avis Veneto, con il duplice ruolo di sostenitore della raccolta fondi (con un conto corrente dedicato) e con un supporto tecnico, logistico e culturale in loco.

Le difficili condizioni igienico-sanitarie e le endemie presenti nei Paesi africani rendono la donazione di sangue indispensabile per far continuare la vitaha spiegato il presidente di Avis regionale, Gino FoffanoLa stessa Avis, nel 1927, è nata dopo il dramma dell’ennesima giovane madre morta di emorragia da parto. L’ematologo Vittorio Formentano decise di fondare un’organizzazione di donatori volontari, controllati e periodici perchè il sangue negli ospedali ci fosse sempre e fosse sicuro. Quella che oggi da noi è diventata una certezza, in molti altri Paesi del mondo è ancora solo una speranza. Vogliamo che questa speranza diventi realtà e per questo abbiamo deciso di collaborare con i Medici per l’Africa-Cuamm e con Alì Supermercati, nel tentativo di creare un’organizzazione locale che sia in grado di sostenere l’opera di reclutamento di donatori di sangue e che possa davvero cambiare le cose. Oltre all’indispensabile supporto tecnico e logistico che il progetto prevede, il compito specifico di Avis è quello di formare dei partner  sul territorio, che sappiano gestire l’intero processo organizzativo che il sistema trasfusionale richiede”.Uno

A sostegno dell’iniziativa, l’Avis metterà in campo le esperienze maturate nel campo della cooperazione internazionale che attualmente  sta sviluppando in alcuni Paesi dell’America Latina: in Bolivia è nata l’ABDS (Associazione Boliviana Donatori Sangue), in Argentina l’AVAS (Associazione Volontari Argentini Sangue). “Fondamentale sarà intervenire in sinergia e in collaborazione con le realtà locali regionali e nazionali, proponendo un’integrazione e un supporto a quanto già fanno.

“Anche quest’anno il nostro Gruppo non ha voluto far mancare il proprio sostegno ad un progetto così importante – afferma Marco Canella, responsabile amministrativo di Alì S.p.A.- Siamo contenti di aiutare due realtà  riconosciute e radicate come Cuamm e Avis e vogliamo innanzitutto ringraziare i nostri clienti che continuano a credere a questa  missione devolvendo i punti della loro Carta Fedeltà. Anche la proprietà Alì ha voluto mantenere fede al proprio impegno, allargando quest’anno la partnership ad Avis, sicuri che siano piccoli gesti come questo a migliorare la vita di chi è meno fortunato di noi”.DSC_0153

Con l’occasione Alì Supermercati ha inoltre consegnato a Medici con l’Africa Cuamm il ricavato aggiuntivo della raccolta punti 2012/2013, che, per un valore di 10.584 euro, va a integrare la somma già destinata all’ospedale di Mikumi in Tanzania, portando il totale donato oltre quota 98.000 euro.

Avis regionale ha aperto per l’iniziativa un conto corrente dedicatopresso la Banca Monte dei Paschi di Siena, agenzia 2687 di viale IV Novembre 84/c a Tr eviso: intestato Avis Regionale Veneto – conto corrente n. 61165563

iban n. IT 21 P 01030 12081 000061165563

Un’italiana alla guida dei Giovani della Fiods

Alice Simonetti
Alice Simonetti

Sarà la 25enne Alice Simonetti, anconetana, a guidare per il prossimo triennio la Commissione Giovani Internazionale della FIODS (Federazione Internazionale Organizzazioni donatori di sangue). L’elezione è avvenuta oggi nel corso del XIII Forum internazionali Giovani della Fiods stessa, in corso di svolgimento ad Amsterdam fino a domani.

Questo il commento a caldo della neopresidente IYC: “Oggi è stata una grande giornata per i giovani donatori e per Avis. Non solo la delegazione italiana ha dato il meglio di sé nel workshop su webradio Sivà, ma la nostra preparazione ed autorevolezza a livello internazionale si sono rese evidenti con questa bella conquista nel Board IYC 2013-2016. La fiducia e l’esempio che diamo a tutti i volontari dovrebbe farci capire quante cose straordinarie abbiamo fatto finora e quanto sia importante lavorare al massimo per continuare a mantenere questi livelli. Per riprendere una citazione emersa in questo Forum incredibile: pain is temporary, pride is forever! W l’Avis”.

La delegazione dei giovani avisini ad Amsterdam
La delegazione dei giovani avisini ad Amsterdam

Alice è di Chiaravalle in provincia di Ancona, avvocato praticante, vanta già un curriculum associativo di tutto rispetto. Nel settembre 2012 infatti, dopo aver a lungo fatto parte dei gruppi giovani locali, entra dell’Esecutivo della Consulta Nazionale AVIS Giovani e, in campo internazionale, è alla seconda partecipazione ad un Forum IYC, quest’anno come capo delegazione.

L’elezione di Alice, avvenuta oggi ad Amsterdam durante i lavori del XIII Forum Internazionale dei Giovani FIODS, è motivo di grande soddisfazione per tutta l’Avis ed è diretta conseguenza della fiducia che la presidenza di Avis Nazionale ha riservato alla Consulta Nazionale in questi ultimi anni, fiducia ripagata dall’impegno che ha caratterizzato tutti gli eventi della Consulta e dalla crescita associativa dei suoi membri, quasi tutti inseriti nei rispettivi Consigli locali.

Servizio a cura di Lucia Delsole

Alice, La prima da sinistra, all'ultimo Forum nazionale Giovani di Firenze. Alla sua sinistra le "colleghe" in Consulta nazionale: Claudia Firenze, Lidia Pastore, Silvia Apollonio, Lucia Delsole e il presidente nazionale Vincenzo Saturni.
Alice, La prima da sinistra, all’ultimo Forum nazionale Giovani di Firenze. Alla sua sinistra le “colleghe” in Consulta nazionale: Claudia Firenze, Lidia Pastore, Silvia Apollonio, Lucia Delsole e il presidente nazionale Vincenzo Saturni.

Afghanistan: atterrate 700mila unità di Fattore VIII dell’Aip per gli emofilici

È partito il progetto umanitario per l’esportazione di medicinali plasmaderivati

Inviati 700 flaconi da 1.000 U.I. di Fattore VIII e 35 di Fattore IX per pazienti emofilici a Kabul

L'Hercules dell'Aviazione Militare con i plasmaderivati.
L’Hercules dell’Aviazione Militare con i plasmaderivati.

Roma, 17 aprile 2013. Sono stati consegnati oggi alle 16 circa all’Ospedale Esteqlal di Kabul, Afghanistan, 700 confezioni di medicinali plasmaderivati prodotti in Italia da plasma di donatori italiani volontari e non remunerati.

L’Italia è un Paese autosufficiente per quanto riguarda gli emocomponenti labili (sangue ed emocomponenti), non è autosufficiente per medicinali come l’Albumina e produce una quota di Fattore VIII in eccesso rispetto al fabbisogno nazionale. Questi farmaci rappresentano spesso dei veri e propri salvavita per pazienti affetti da emofilia e malattie emorragiche congenite.  Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo, solo il 25% dei malati emofilici ha accesso alle terapie. Oggi, grazie al lavoro di sinergia tra Ministero della Salute, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Esteri e Centro Nazionale Sangue e all’impegno delle Regioni italiane che sostengono il progetto, il nostro Paese potrà contribuire alla cura di queste persone.

I contenitori refrigerati nella stiva.
I contenitori refrigerati nella stiva.

‘L’ Italia può contare su una solida rete di Strutture Trasfusionali e Professionisti che nel 2012 hanno permesso di produrre 775.000 Kg di plasma – ha dichiarato Giuliano Grazzini, Direttore del Centro Nazionale Sangueproveniente dalle donazioni volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite dei donatori di sangue (in Italia sono circa 1.700.000) rappresentati dalle Associazioni e Federazioni dei Donatori di Sangue AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES. A Kabul è in corso uno studio sul trattamento dei pazienti emofilici nell’ambito del Programma di collaborazione a valenza umanitaria e scientifica per l’utilizzo razionale ed etico di Fattore VIII da plasma nazionale in essere tra il Centro Nazionale Sangue e la Fondazione IRCCS Ca Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano”.

Si tratta della prima iniziativa nazionale nell’ambito dell’Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano per l’esportazione a fini umanitari di farmaci plasmaderivati approvato il 7 febbraio u.s. dalla Conferenza Stato Regioni. Nei prossimi due anni saranno realizzate ulteriori spedizioni in Afghanistan, Egitto, India e Albania per un totale di 36.000 flaconi di Fattore VIII grazie alla disponibilità delle Regioni che sono o saranno a breve coinvolte: Abruzzo, Basilicata, P.A. Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, P.A. Trento, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Tutte regioni aderenti all’Accordo Interregionale Plasma (AIP) di cui il Veneto è capofila. Saranno inoltre implementati programmi e progetti di ricerca per migliorare le competenze e le pratiche cliniche nei Paesi interessati.

Un momento della Giornata mondiale per l'Emofilia
Un momento della Giornata mondiale per l’Emofilia

‘E’ viva la soddisfazione di tutti gli attori coinvolti nel progetto e in particolare delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue – ha dichiarato Aldo Ozino Caligaris Coordinatore CIVIS pro tempore – che vedono valorizzato il dono e l’impegno dei propri volontari in un’iniziativa solidaristica di respiro internazionale’.

Il Presidente di AVIS NAZIONALE, Vincenzo Saturni – presente a Roma alla IX Giornata mondiale dell’Emofilia e per un incontro dello stesso CIVIS –  ha aggiunto che per ‘AVIS la cooperazione internazionale, al pari della raggiungimento dell’autosufficienza nazionale, è un obiettivo strategico. Siamo felici che questo progetto si sia potuto concretizzare e ci auguriamo che anche altri Paesi seguano il nostro esempio’.

L’evento è caduto proprio nell’ambito delle celebrazioni della IX Giornata Mondiale dell’Emofilia promosse dalla Federazione delle Associazioni Emofilici: con lo slogan ‘Close the gap’, FedEmo intende sensibilizzare la comunità sulla necessità di colmare il divario esistente per garantire a tutti i pazienti, in tutto il mondo, le cure adeguate. Per l’occasione, FedEmo ha organizzato un “Open Day” a Roma, presso San Giovanni Battista dè Genovesi, sede designata quale “Ambasciata Temporanea dell’Emofilia”. L’incontro istituzionale prevedeva inizialmente una Tavola Rotonda ed una Conferenza stampa. Nel pomeriggio invece si sono svolti alcuni simposi tematici fra cui quello del “Progetto Afghanistan”.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’Areonautica Militare. Qui il servizio sul loro sito: http://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/9giornatamondialeemofilia170413.aspx

 

I donatori veneti e argentini salutano insieme Papa Francesco

Martedì, 19 marzo, Roma sarà invasa da centinaia di migliaia di persone (e centinaia di capi di Stato e di Governo) per l’insediamento del nuovo Papa Francesco ed ex Vescovo di Buenos Aires, al secolo Jorge Mario Bergoglio. In tale occasione non potevamo non inserire due testimonianze dirette. La prima è del Presidente regionale Alberto Argentoni che, due anni fa, ha avuto occasione di assistere alla messa di Pentecoste del futuro Papa. La seconda è del Presidente dell’Associazione Volontari Argentini Sangue (AVAS) che è nata proprio grazie all’Avis e all’Abvs nel 2005. Un benvenuto a Roma e un arrivederci da Buenos Aires dal mondo  dei donatori volontari di Sangue che fanno dello spirito che si evince dalle prime affermazioni del nuovo Papa un impegno di vita quotidiana.

 

La testimonianza del presidente regionale Avis

Si dice, tra verità ed ironia, che gli argentini siano degli italiani che parlano spagnolo e pensano di essere americani. All’annuncio dell’elezione a Papa del Cardinale argentino Bergoglio ho avuto un sottile, ma spontaneo moto di compiacimento. Non solo per il cognome italiano, ma anche in quanto donatore di sangue Avis.

Immagino il Vostro stupore: che c’azzecca?

La ragione sta nel progetto. “Avis-Avas: un legame di sangue che si rinnova”. AVAS: Associazione Volontari Argentini del Sangue.  Dal 2005, Avis collabora con i rappresentanti delle comunità italiane in Argentina per promuovere la nascita di un’associazione di donatori volontari del sangue. In Argentina (come in tutto il Sud America) è poco diffuso l’associazionismo dei donatori sangue. Quando c’è bisogno si chiamano i parenti e gli amici o si fanno gli annunci alla radio: come da noi fino a una quarantina di anni fa. Noi dell’Avis abbiamo raccontato la storia dei nostri 85 anni e mostrato i risultati raggiunti. Su una cosa possiamo dire che l’Italia non è seconda a nessuno al mondo: la nostra legislazione sulla donazione di sangue da cittadino volontario, periodico, non remunerato e l’organizzazione del nostro associazionismo dei donatori di sangue. Avis, con i suoi 1.200.000 soci attivi, è la più grande associazione nazionale di donatori di sangue al mondo.

I tre dirigenti avisini con Daniel Fontana, funzionario del Ministero della Salute Argentina

In Argentina abbiamo già contribuito a creare una decina di gruppi di donatori in cinque diverse provincie e così si è potuto richiedere il riconoscimento giuridico dell’associazione. Il legame umano che si è creato con gli amici argentini è  molto forte: sono orgogliosi dell’origine italiana, hanno mantenuto l’uso dei dialetti e il ricordo delle tradizioni, sono molto uniti e organizzati. La loro solidarietà ha creato un’estesa rete di scuole e di ospedali che si fregiano del titolo  “italiano”. Potete, quindi, immaginare l’entusiasmo e l’orgoglio con cui hanno aderito alla nostra proposta di essere promotori di un’ associazione con uno scopo così importante per il Paese che li ha accolti, che loro hanno contribuito a far crescere e che  è quello dove sono nati i loro figli.

Per finire, un aneddoto personale . Nel 2011 sono stato invitato a rappresentare l’Italia, come relatore in occasione della celebrazione ufficiale della Giornata mondiale del donatore di sangue, organizzata dall’ONU a Buenos Aires. La giornata si celebra ogni anno il 14 Giugno, nel periodo della festa cristiana della Pentecoste. Io, assieme ai miei amici Gino Foffano e Adriano Ebo, abbiamo partecipato alla Santa Messa presso la Cattedrale di Buenos Aires: celebrata proprio dal Cardinale Jorge Mario Bergoglio. Quando si dice il destino! Il mio ricordo: una figura ascetica, una celebrazione semplice, un parlare pacato, ma appassionato e autorevole. Sul contenuto dell’omelia non mi pronuncio, il mio spagnolo non me lo permetteva  ancora! Ne avevo colto soltanto il contenuto più profondo che, a sentire le sue prime parole da Papa, non può essere che confermato. Benvenuto a Roma, Papa Francesco!

Alberto Argentoni

Altare e ambone da dove l’ex Arcivescovo Bergoglio celebrava la Messa

Il saluto e il messaggio del presidente AVAS Alberto Denacimiento

Cari Amici dell’Avis:

La scelta dil papa Francesco ha stato per noi una gioia, con cuasi tutti che parlavo, anche io, mi hanno manifestato la emozione fine alle lacrima che avviamo sentito nel momento che la TV ha comunicato che il nuovo Papa era il cardenale Bergoglio; non solo per essere Argentino sino perche tutto il popolo ama il Cardinale.

Un uomo semplice, umile dedicato sempre a aiutare ai poveri e a tutti quelli che erano vittima dil lavoro schiavo. Se lo poteva vedere viaggiando nella metro insieme a tutti, non voleva auto ni autista, solo lo aiutava una segretaria che lavoraba 5 giorni alla settimana.

Sono molti i momenti che tutti ricordano della sua umilita. Sempre sereno, de pensiero chiaro, aveva una parola che encoragiava a tutti che avevano bisogno.

Alberto Denacimiento e Alberto Argentoni

In Argentina il suo lavoro non ha stato facile, uomo di caracter forte y visione chiara, non si stave zitto di fronte a nessuno; il governo non andava a sentire le sue omelie perché sempre diceva la verità di ogni momento. Parlaba de la umiltà, era sempre disposto ad ascoltare a tutti, sempre con parole calde per i bambini.

Per tutti quelli che voliamo una chiesa dove la fratelanza e il amore siano il nostro norte, una chiesa semplice che ascolte il popolo, una chiesa senza grandi fastuosita, Francesco è la scelta giusta.

Non ho avuta la fortuna di conoscerlo personalmente, solo con le sue opere. Noi sempre ricorderemo a Francesco come “el cura villero”, il prete delle ville (villaggi, ndr).

Alberto Denacimiento, presidente AVAS Argentina

E Papa Francesco, oggi 19 marzo, non si è smentito. Non solo è sceso dalla Papamobile (per la disperazione della “sicurezza”) per baciare un disabile, ma il nocciolo della sua predica di insediamento non può che esortare a fare ancor meglio chi, come i Donatori di ogni latitudine, fa qualcosa gratuitamente per gli altri. Senza distinzioni di razza, censo, religione, cultura…

“Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza”, ha detto  il Pontefice. “La tenerezza non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà – ha poi ripetuto – della tenerezza”.

“Voglio chiedervi un favore – ha detto tra l’altro papa Francesco – camminiamo tutti uniti, prendiamoci cura gli uni degli altri, prendetevi cura tra di voi, non facciamoci del male, curiamo la vita, curiamo la famiglia, curiamo la natura, curiamo i bambini, curiamo gli anziani”. “Non ci sia odio – ha proseguito -, non ci siano contrasti, lasciamo da parte l’invidia, dialoghiamo. Tra di noi, questo desiderio di aiutarci a vicenda vada crescendo nel cuore e avviciniamoci a Dio” (fonte: ANSA).

B.C.

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