“Cyberbullismo: nemico feroce, ma non imbattibile”. Il Prof. Francesco Pira per Dono&Vita su un problema attualissimo

Francesco Pira, oltre ad essere tutto ciò che potete leggere in coda all’articolo, è per noi prima di tutto un grande amico. Della Redazione e dell’Avis. Innumerevoli sono stati, negli anni, le collaborazioni con l’Associazione e il nostro giornale: ci inviava dall’Università di Gorizia anche i suoi migliori studenti di comunicazione per “farsi le ossa” e imparare come “si fa” un periodico che parla a più di 100mila volontari. Da sempre si occupa di comunicazione digitale, dei suoi pregi, dei suoi difetti e dei suoi pericoli. Con questo articolo, attualissimo, che ci ha concesso riapriamo anche la rubrica “Penne d’oro”. Fu inaugurata proprio da Francesco nel 2011. Nata dall’esigenza di ovviare all’informazione sempre più veloce e schizofrenica, cercando di riscoprire il gusto dello “scrivere”, della lettura, dell’approfondimento. Vi troverete via via “pezzi” di colleghi giornalisti, comunicatori, scrittori, poeti, tutti amici dell’Avis che “sanno usare la penna” (e la testa) e i quali molte volte hanno collaborato con la nostra Redazione o… viceversa. Saranno invitati dal direttore a scrivere liberamente su queste pagine virtuali (ma anche sul periodico a stampa) senza alcun paletto e nessuna preclusione di stili, argomenti, storie da raccontare. Tutti, ne siamo certi, aggiungeranno qualche tassello in più al nostro vivere, e crescere, quotidiano. Buona lettura. La Redazione

I genitori accusano la scuola, la scuola accusa i genitori. Nel frattempo i ragazzi continuano a vivere nella loro dimensione e le istituzioni sottovalutano il problema. Si è creato un cortocircuito preoccupante e in questo vulnus il cyberbullismo rischia di proliferare. Possiamo considerare il cyberbullismo un allarme sociale o quasi.
Non si tratta più di episodi circostanziati, che di volta in volta possono essere affrontati. Gli ultimi dati nazionali parlano di un caso di cyberbullismo al giorno. Quelli europei piazzano l’Italia ai primi posti. Oggi esiste una forte rappresentazione del sé e una grande voglia di apparire. Prevaricare gli altri e mortificarli, e far vedere a tutti come si è bravi a farlo, fa parte di questa voglia di mettersi in mostra.

Noi che giocavamo nei cortili per interi pomeriggi, dopo aver fatto i compiti, a volte stentiamo a capire come si possono trascorrere ore ed ore seduti sul divano con in mano il tablet o lo smartphone. Ed anche i giovani genitori che comprano tablet di ultima generazione o I-Phone super accessoriati sottoscrivendo finanziamenti nei megastore dei centri commerciali ai loro figli a volte dicono “ai nostri tempi…”

A noi maschietti pre-adolescenti bastavano un centinaio di figurine Panini, i doppioni per movimentare un pomeriggio che poteva essere noioso. Alle nostre dirimpettaie femminucce invece Barbie anche spelacchiate da pettinare. Oggi nelle scuole si fanno corsi di formazione per docenti e si cerca di coinvolgere i genitori. In decine di scuole in Italia ed in Europa, dove i dirigenti sono più sensibili, e forse anche più preoccupati, le parole che fanno paura sono sexting e cyber bullismo.

Sexting è l’invio e/o la ricezione e/o la condivisione di testi, video o immagini sessualmente esplicite/inerenti la sessualità. Spesso sono realizzate con lo smartphone o il tablet, e vengono diffuse attraverso whatsapp o tramite la condivisione con il bluetooth. Dirigenti scolastici ci hanno detto, in varie parti della Sicilia, che di casi ce ne sono stati. Ma che la sensibilità degli insegnanti e l’intervento delle autorità hanno tamponato, almeno per ora. L’altra parola che fa spaventare docenti e genitori siciliani è la versione digitale del bullismo.

Il cyberbullismo consiste in atteggiamenti e comportamenti da parte di pre-adolescenti o adolescenti, finalizzati ad infastidire, offendere, spaventare, imbarazzare, umiliare la vittima predestinata. Spesso un compagno o una compagna di scuola. Le aggressioni sono frequenti, continue e intenzionali. Bullismo e uso inconsapevole del proprio corpo nella fase pre -adolescenziale non sono fenomeni nuovi. Ma ciò che è radicalmente cambiato è il contesto sociale e il sistema di relazioni al suo interno.

In una recente ricerca condotta in quattro paesi europei Italia, Spagna, Inghilterra e Bosnia Erzegovina sono stati raccolti 2000 questionari compilati in forma anonima da preadolescenti e adolescenti. I trend sono simili, con qualche punta su bulli e cyberbulli in Italia e Inghilterra. L’andamento è simile in tutti i paesi rispetto alle vittime di atti di bullismo indiretti e diretti, così come di cyberbullismo. Da quanto emerge dalla ricerca europea, in Italia le percentuali di bullismo sono più elevate rispetto ad altri paesi. Consideriamo che se parametriamo i dati italiani, è patrimonio comune il fatto che al sud si denunciano questi fatti meno che al nord. Nessuna differenza significativa è possibile rilevare tra paesi per quel che riguarda appunto il cyberbullismo. In Bosnia Erzegovina i cyberbulli usano soprattutto il cellulare rispetto al pc. In Italia e in Europa cresce la preoccupazione tra i genitori. In molti paesi europei esistono scuole per genitori per comprendere rischi e opportunità delle nuove tecnologie.

Cosa possono fare i genitori

Ma proviamo a tracciare una mappa su che cosa può fare un genitore. Oggi accade, purtroppo che il virtuale sostituisca il reale. In molti incontri a cui ho partecipato in vari istituti scolastici ho raccomandato ai genitori di scoprire cosa i loro figli condividono attraverso il tablet o lo smartphone, e soprattutto cosa trasmettono. Evitare che sulla rete viaggino dati personali, foto e video spinti. E’ molto facile che un cyber bullo posso usare questi materiali per ricattarli. Ho scoperto in molti incontri che i genitori in Italia non conoscono l’esistenza del social ASK.FM molto frequentato da pre-adolescenti. Tra i 60 e i 70 milioni di persone il numero degli iscritti. L’Italia è tra i paesi che lo utilizzano di più, con Brasile, Turchia e Stati Uniti. Il sito esiste dal 2010. E’ nato in Lettonia. Le controversie sono il pane quotidiano. Per Ilja Terebin, il fondatore non è il male assoluto: “La verità – ha spiegato in un’intervista – è che i genitori non sanno come i figli socializzano. Essi pensano che quando vanno a scuola, per esempio, tutto quello che fanno è risolvere i problemi di matematica. Se sapessero ciò di cui i ragazzi in realtà parlano, sarebbero molto più spaventati. Su Ask.fm possono vederlo. Ma certe cose accadono ovunque, sia online che offline”.

Un figlio che subisce violenze da un cyber bullo deve essere aiutato e sostenuto. E’ opportuno consigliare alla vittima di non reagire con sms o altre forme di comunicazione in risposta alle provocazioni. Occorre conservare tutto quello che viene trasmesso dal cyber bullo come prova. Contattare il provider e chiedere di bloccare quanto è stato pubblicato o inviato. Naturalmente poi avvisare la Polizia Postale.

Passiamo al capitolo sexting. Il termine nasce dall’unione delle parole sex (sesso) e texting (invio di testi). Molti pre-adolescenti e adolescenti, ci sono stati parecchi casi anche in Sicilia, per conquistare un ragazzo o una ragazza trasmetto immagini erotiche, in pose molto accattivanti attraverso lo smartphone o il tablet. A volte la fiducia di questi ragazze o ragazzi viene tradita da chi riceve che fa girare attraverso whatsapp le immagini. O nelle peggiore delle ipotesi le trasmette a siti porno. Come ho avuto di spiegare in diverse trasmissioni televisive o radiofoniche, tutto nasce per il rapporto che il pre-adolescente o l’adolescente ha con il proprio corpo. E soprattutto perché spesso la minorenne o il minorenne non comprende cosa può portare inviare l’immagine del proprio corpo in rete. È ormai moda tra i teenagers veicolare queste immagini attraverso whatsapp, ormai il mezzo più usato per la trasmissione. Le immagini vengono registrate ovunque: a casa, nei bagni delle scuole, durante le feste. A volte le stesse ragazze o gli stessi ragazzi creano dei veri e propri set. Per questo è importante che papà e mamma siano formati nel loro percorso di genitorialità a sostenere anche l’urto di un problema simile. Quindi trasmettere autostima, consapevolezza dell’uso delle tecnologie, la comprensione delle terribili conseguenze di un uso disinvolto del proprio corpo. Tutto molto difficile, ma va fatto.

I nuovi termini

L’evoluzione continua della tecnologia sta modificando in modo profondo la società, il sistema di relazioni, di esercizio del potere, i valori di riferimento. Nascono nuove definizioni delle quali stiamo tutt’ora cercando di definire i contenuti: Mobile Born (i più piccoli capaci di usare tablet e smarphone meglio degli adulti), Digitali nativi (pre adolescenti e adolescenti), Immigrati Digitali (chi è stato costretto ad usare le nuove tecnologie per lavorare) e Famiglia digitale (dove i componenti dialogano attraverso la rete più che a casa o di persona).

La rete rappresenta un’occasione unica per tutti noi, in termini di conoscenza, ma questa condivisione della cultura e della conoscenza non deve diventare, invece, pericolosa nel momento in cui  utilizziamo il web per delle devianze che non sono assolutamente sopportabili. Utilizzare i nuovi strumenti per vivere la propria dimensione. Magari con il vantaggio che oggi con i calciatori puoi chattare sui social e non guardarli in una figurina. E che la bambola virtualmente puoi vestirla con capi di alta moda. Qualcosa è cambiato ma non perdiamo il senso della comunità, anche sul web, che ci regalava il cortile.

 

Prof. Francesco Pira

Brevi note biografiche del Prof. Francesco Pira

Francesco Pira, è professore di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Coordinatore Didattico del Master in “Manager della Comunicazione Pubblica”  e di Comunicazione Pubblica e d’Impresa presso lo IUSVE l’Università Salesiana di Venezia e Verona. È visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid.  Svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Dal 1997 svolge indagini su vecchi e nuovi media, pre-adolescenti e adolescenti. Ha intrapreso una battaglia personale contro il Cyberbullismo e il sexting. Su questi temi ha tenuto: conferenze in Italia e all’Estero con studenti, corsi di formazione per docenti e genitori ed è stato nominato come Esperto in progetti PON e del Ministero della Pubblica Istruzione rivolti agli Istituti Scolastici.

Saggista e Giornalista è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. Opinionista dei quotidiani on line La Voce di New York,  Affari Italiani e del magazine Spot and Web, è Direttore Editoriale del giornale on line Scrivo Libero dove tutte le domeniche pubblica un Video Editoriale e firma la Rubrica PIRATERIE, dedicata alle nuove tecnologie, nelle pagine culturali del quotidiano “La Sicilia”. Scrive per riviste specializzate.

È attualmente consulente di Avis regionale Calabria. È stato relatore in convegni internazionali e conferenze in India, Thailandia, Grecia, Danimarca, Francia, Croazia, Slovenia, Spagna, Portogallo e Belgio. Nel 2010 e nel 2011 è stato coordinatore scientifico e moderatore dell’International Communication Summit che ha visto la presenza di Alastair Campbell, ex portavoce di Tony Blair e di Zygmunt Bauman, uno dei più noti sociologi e influenti pensatori contemporanei. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica e giornalistica, è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto numerosi Premi nazionali e internazionali.

Le novità della nuova legge sul terzo settore. In attesa dei decreti attuativi, che cosa cambia per Avis

A seguito dell’articolo di Giorgio Groppo su “Dono&Vita” n° 3/2017, facciamo il punto sull’avanzamento della Riforma del Terzo Settore, prestando attenzione a cosa dovrebbe cambiare (il condizionale è ancora d’obbligo) per noi Avis da gennaio 2018.

Passerà in second’ordine la definizione di OdV (Organizzazioni di Volontariato, di APS (Associazioni di Promozione sociale) e dal 2019 sparirà la sigla “Onlus” (Organizzazione non lucrativa di Utilità Sociale). Tutte saranno definite ETS (Enti Terzo Settore). Verranno riconosciute le Reti Associative, composte da più associazioni presenti in almeno 10 regioni, che svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione a supporto degli ETS (interessa Avis).

Per le attuali OdV, APS e Onlus è previsto il riconoscimento automatico di ETS, con inserimento diretto nel Registro Unico (RU) Nazionale del Terzo Settore (gestito dalle Regioni) se entro febbraio 2019 provvederanno a modificare il proprio Statuto in linea col nuovo Codice.

La rete Avis in ciò agirà in modo coordinato: il Nazionale sta valutando i necessari adeguamenti che discuteremo e approveremo nelle future assemblee, per consentire a ciascuna sede di recepirli nel rispetto dei tempi stabiliti. Tutte le Avis, come le altre Odv, avranno perciò tutto il 2018 per analizzare la situazione e decidere come modificare il proprio Statuto.

Per gli ETS inseriti nel RU (comprese le Avis) sarà più semplice ottenere il riconoscimento della personalità giuridica: basterà il solo notaio, senza attendere i tempi dell’attuale iter degli uffici regionali, per mettere al riparo i dirigenti associativi da responsabilità personali nello svolgimento dell’attività volontaria. Una pratica finora trascurata da molte nostre sedi che sarà alla portata di tutti e fortemente raccomandata.

Trasparenza: obbligatori per tutti gli ETS i libri sociali: libro dei soci, dei verbali d’assemblea e dei bilanci. Obbligo di rendicontazione annuale al RU e di pubblicazione degli stessi sul sito internet.

Trattamento fiscale: con l’inserimento nel RU degli ETS, già da gennaio 2018 ci potremo avvalere delle nuove disposizioni fiscali, che confermano le opportunità (5xmille stabilizzato, Servizio Civile Universale) e le agevolazioni in vigore per il Volontariato, proponendo minori restrizioni per eventuali attività di carattere commerciale.

Avere la partita IVA non comporterà più l’esclusione e sarà possibile svolgere attività commerciali non prevalenti (max 50%). Per gli ETS non commerciali basterà il semplice rendiconto economico e finanziario. Il superamento dei limiti stabiliti e l’eventuale attività commerciale comporteranno un regime fiscale più oneroso, ma sempre agevolato. Fermi restando ovviamente gli obblighi previsti per le attività commerciali: licenze, autorizzazioni, tipo di contabilità…

Il tutto è in attesa dei pareri di conformità della Comunità Europea e di una quarantina di Decreti applicativi ancora mancanti. Nel frattempo teniamoci informati, seguendo magari convegni specifici, per favorire il confronto interno sui temi in continua evoluzione.

I giovani che hanno scelto di svolgere un anno di Servizio civile in Avis sono 14 in Veneto. Nella sede regionale di Treviso sono arrivate Gloria e Seynabou, mentre Cristina è entrata in servizio a San Donà di Piave, Simona alla Comunale di Rovigo, Silvia e Ilenia (Comunale di Verona), Valentina e Veronica (Provinciale di Padova), Giulio e Sara (Provinciale di Rovigo), Chiara e Alvise (Provinciale Venezia) e Andrea Salvatore e Deborah Ayorkor alla Provinciale di Verona.

Era pronta ad attenderli una intensa formazione a tutto campo. Ben 94 ore di corsi e incontri, tra novembre e dicembre 2017, per capire il senso di un impegno così particolare, le sue regole e i suoi ambiti, la necessità di lavorare in gruppo, i progetti, il ruolo che riveste nella società odierna, il rapporto con le altre realtà del panorama del volontariato.

Il primo mese è dedicato alla formazione “generale”, si svolge tra le sedi Avis di Treviso e Mestre (Ve), e vede assieme i ragazzi del Sc di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Relatori il formatore Alessandro Caputo, Elena Galbiati (coordinatrice progetto scuola regionale), Luigi Piva (Esecutivo Avis Veneto), Ketty Bosco e Antonella Auricchio (Avis nazionale) e i volontari della Croce Rossa.

Il mese di dicembre, invece, è dedicato alla formazione specifica in ambito Avis: dalla mission, la storia, i valori e l’organizzazione di Avis al sistema trasfusionale italiano, il sangue e i suoi componenti, il loro utilizzo, la selezione del donatore, gli stili di vita per l’idoneità, la tutela sanitaria, la gestione dei social network associativi, dei siti web, gli strumenti comunicativi, la chiamata dei donatori, il servizio di accoglienza, l’attività del prelievo, la comunicazione con gli stranieri, le iniziative di sensibilizzazione sul territorio, la tutela della privacy, dei dati personali dei donatori, le Consulte Giovani, la ricerca scientifica Avis-Tes, il dono a scuola, l’esperienza dei Grest estivi…

I corsi si tengono tra la sede Avis di Mestre e la sede della Fondazione Tes a Padova, con relatori Alberto Corocher (ingegnere), Luigi Piva, Giovanni Lenzo (direttore sanitario Avis regionale), Irene Pattarello, Manuela Fossa e Giovanna Gobbo (formatrici Avis provinciale Venezia e Admo), Elena Galbiati, Laura Elia e Paola Introvigne (progetto Scuola regionale), Giuseppe Castellano (direttore Dono&Vita), il prof. PierPaolo Parnigotto, presidente Fondazione Tes assieme alle ricercatrici Silvia Barbon ed Elena Stocco, giovani biologhe che stanno portando avanti ricerche sulla rigenerazione dei tessuti da cellule staminali.

Luigi Piva, Referente Avis Conferenza regionale volontariato

Avis Resana in campo per l’APE, nella Partita del Cuore 2014

L’avis di Resana si fa in tre…per l’A.p.e.! Per raccogliere fondi per l’Associazione per il progresso Ematologico per promuovere la ricerca sull’Emofilia e la donazione di sangue l’Avis di Resana è scesa in campo per la terza edizione della “partita del cuore” che si è svolta presso gli impianti sportivi parrocchiali di Resana in occasione della tradizionale “Serata Avis”. Una trentina di “calcioamatori” si sono divisi in tre squadre, rigorosamente “griffate” Avis Resana, per un mini torneo di calcio all’insegna dell’amicizia e della solidarietà. In campo tutti avisini più qualche “ospite” e simpatizzante Avis e così nelle tre squadre si sono affrontati, l’un contro l’altro “armati”, i due vice presidenti dell’avis di Resana Stefano Bosa e Andrea Busato e i consiglieri Giovanni Di Napoli, Antonio Comunale e Nicolò Basso. Il tutto sotto l’attento sguardo della presidente Gloria Santinon che era a bordo campo a “dispensare”, assieme al resto del direttivo, dolci e gelati per tutti i presenti. Il risultato finale? Ma che c’importa? Ha vinto l’Avis e la voglia di mettersi in gioco per una giusta causa… mentre in campo tra palloni andati a finire fuori campo e giocatori rimasti senza fiato… lo spettacolo calcistico è rimasto in linea con la brutta figura fatta dall’Italia di Prandelli ai mondiali! Ma l’importante in questo caso non sono i gol fatti o subiti, ma piuttosto la buona volontà nel mettersi a disposizione per una giusta causa come quella portata avanti dall’Avis di Resana e dall’A.p.e.

Avis Resana

Tutti insieme, tanti colori, una sola Avis
Tutti insieme, tanti colori, una sola Avis

Concerto Telethon a Castelfranco Veneto

A Castelfranco Veneto

Concerto Avis/Telethon il 20 dicembre

 

Straordinario Natale con i giovani alla Chiesa S. Maria della Pieve di Castelfranco Veneto.

Nell’ambito delle iniziative per Telethon e per aiutare la ricerca scientifica sulle malattie rare, l’Avis cittadina, in collaborazione con il Coordinamento del Volontariato Laboratorio Scuola e il patrocinio del Comune di Castelfranco, ha organizzato un concerto di Natale per venerdì 20 dicembre, alle ore 20.30, ad ingresso libero.

Ad esibirsi saranno il Coro “Le Cinque Note” dell’Istituto comprensivo di Vedelago, diretto da Chiara Cattapan, il coro “Magiche Note” di Selva del Montello diretto da Elisa Gastaldon con Loris Sovernigo alla tastiera, la voce solista Fabiana Visentin, accompagnata alla tastiera da Elena Basso, le voci soliste Marta Ferronato e Sonia Battilana. Presenta Laura Squizzato.

Collaborano il Coordinamento del Volontariato di Castelfranco, gli Alpini di Castelfranco, Castello di Godego e Castione di Loria.

A Resana la prima donna presidente

E’ Gloria Santinon, insegnante di 29 anni, il nuovo presidente dell’Avis di Resana. E’ stata nominata dal neo-eletto direttivo dell’Avis Comunale per il prossimo quadriennio e avrà come vice presidenti

Gloria Santinon

Andrea Busato e il presidente uscente Stefano Bosa.

Una novità per l’Avis di Resana che mai aveva avuto in passato una donna “al comando” e che con la prof.ssa Santinon ha voluto dare un tocco “rosa” a tutto il direttivo visto che sono state assegnate delle cariche anche a Fernanda Corredato, segretaria, e Anna Candiotto, amministratore.

Spero di poter essere all’altezza del mio predecessore e del ruolo che mi è stato assegnato”, queste le prime parole della neo presidentessa che ha poi invitato tutto il direttivo ad un lavoro di “squadra”. “Negli ultimi anni la nostra avis è stata tra le più attive e innovative a livello nazionale – ha aggiunto la Santinon – l’intenzione è quella di continuare con quanto fatto nelle scuole, con lo sport e con le tante iniziative che l’avis di Resana ha promosso”.

Questo il direttivo rinnovato: Gloria Santinon (presidente), Andrea Busato (vice presidente vicario), Stefano Bosa (vice presidente), Fernanda Corredato (segretaria), Anna Candiotto (amministratore). Consiglieri: Leopoldo Bottero, Paolo Bottero, Paolo Bragagnolo, Renata Bresolin, Giovanni Di Napoli, Paola Marin, Nicola Mason, Andrea Menoncello, Maria Obetti, Giuseppe Perin. Revisori dei Conti: Plinio Fior, Antonio Comunale, Sergio Moras.

 

Molte le iniziative in cantiere per l’associazione ad iniziare dalla dodicesima edizione del concorso “Il sangue e la donazione”, che si concluderà con le premiazioni sabato 23 marzo, per continuare poi con lo sport e la sesta edizione della “Avis Champions league”, il 25 aprile, e con la promozione della donazione nelle varie manifestazioni sportive comunali. Per quanto riguarda i numeri dell’associazione c’è da segnalare che nel 2012 l’Avis di Resana ha raggiunto il proprio record di donazioni (660 sacche raccolte) e ha accolto ben 32 nuovi donatori, altro record assoluto!.

 

Avis, Ape e Tes insieme per la ricerca sull’emofilia

La firma dell’accordo Ulss 8 – Avis – Ape – Tes

È stata firmata a Castelfranco Veneto (Tv) la convenzione che di fatto darà il via ad una ricerca innovativa sulla rigenerazione delle cellule nel delicatissimo campo ematologico. La firma è a quattro mani, perchè quattro sono le realtà coinvolte nel progetto. L’Ulss 8 (ha firmato il direttore generale dott. Renato Mason) di Asolo-Castelfranco-Montebelluna mette a disposizione i locali e le attrezzature del Centro trasfusionale e le reparto di Ematologia dell’ospedale di Castelfranco, Tes- Fondazione per la biologia e la medicina della rigenerazione (ha firmato il presidente prof. Pierpaolo Parnigotto) mette le risorse umane ed economiche assieme ad Avis regionale in rappresentanza di tutte le Avis venete (ha firmato il presidente regionale dott. Alberto Argentoni) e ad Ape (ha firmato il presidente Paolo Targhetta).

Il progetto è quindi co-finanziato, nasce da un’idea condivisa dall’ematologia castellana diretta dal dottor Giuseppe Tagariello (responsabile del comitato tecnico-scientifico di APE) e da TES nella persona del suo presidente professor Parnigotto, costerà intorno ai 50 mila euro l’anno e sarà sviluppato nell’arco di più anni, probabilmente 3-4. Ci saranno periodiche valutazioni sullo stato di avanzamento della ricerca e sui risultati.

La ricerca sull’artropatia emofilica

Il progetto, nato su proposta dell’Avis provinciale ad Ape e Tes, rappresenta la prosecuzione delle ricerche condotte presso il Centro per le Malattie del sangue-Centro per l’emofilia dell’ospedale di Castelfranco nella sua lunga esperienza della cura dell’artropatia emofilica dal dottor Tagariello e il suo gruppo e dal dottor Alberto Ricciardi, primario ortopedico. Finora la maggior parte delle proposte terapeutiche offerte ai pazienti emofilici sono state la sinoviectomia  chirurgica (sino agli anni ’90) e la sinoviortesi chimica o radio-isotopica più di recente. Di pari passo si è sviluppata, nei casi più avanzati ed irreversibili, un’esperienza ormai consolidata nella sostituzione protesica delle articolazioni irrimediabilmente compromesse. Ultimamente, in pazienti con condropatia iniziale (lesioni minime cartilaginee), si sta facendo strada un approccio conservativo “biologico”. Queste metodologie prevedono la possibilità di espiantare cellule cartilaginee del soggetto malato e, dopo coltivazione “ex vivo”, il tessuto ottenuto può essere successivamente re-inserito a scopo riparatorio nelle cartilagini danneggiate.

 

Ricerca sulla cura dell’emofilia

 

 

Il numeroso pubblico con presidenti Avis, medici, dirigenti Ulss

 

 

 

Questo ambizioso progetto di ricerca propone il ricorso alla terapia cellulare. Obiettivo è isolare i progenitori endoteliali da sangue periferico umano e di verificarne in vitro la capacità di produrre i fattori VIII e IX. L’emofilia, infatti, è una malattia genetica ereditaria legata al cromosoma X dovuta ad una alterazione del gene che codifica per i fattori coagulanti VIII o IX rispettivamente per emofilia A e B. Studi hanno dimostrato che tra i maggiori siti di produzione del fattore VIII ci sono le cellule endoteliali dei sinusoidi epatici. La terapia attuale per il trattamento dell’emofilia si basa sulla somministrazione dei fattori di coagulazione mancanti, mentre futuri approcci clinici prevedono lo sviluppo di terapia genica o cellulare.

I dati preliminari ottenuti in vitro potrebbero in futuro, se confermati, permettere  in l’impiego di tali cellule in una sperimentazione in vivo su modello animale emofilico. Lo scopo della ricerca sarebbe quindi quello di permettere al paziente la produzione “endogena” di fattore VIII o IX anziché la somministrazione sostitutiva endovenosa con concentrati della coagulazione come avviene oggi.

 

“La firma di oggi rappresenta una stupenda dimostrazione di quanto possa fare la collaborazione tra diverse realtà, tra Avis –ha sottolineato Alberto Argentoni, presidente di Avis regionale – Lavorare in rete, mettere insieme risorse umane ed economiche per il conseguimento di un obiettivo comune, specie quando questo riguarda la salute dei cittadini e la ricerca, è fondamentale in questi tempi di difficoltà. L’Italia è fanalino di coda in Europa per i finanziamenti  pubblici alla ricerca scientifica e iniziative come questa sono un esempio da seguire”.

 

“E’ bello che il nostro volontariato del sangue Avis abbia fatto questa scelta di andare oltre la pur insostituibile donazione del sangue– commenta Paolo Targhetta, presidente di Ape- di venire incontro, tutti insieme, alla ricerca, per dare speranza a chi è malato, con risultati che speriamo possano cambiare tante vite. Ape, con le sue 32 Avis del territorio dell’Ulss 8, è orgogliosa di poter contribuire ad una ricerca così importante”.

 

 

 

 

L’Avis di Loria in gita al lago d’Iseo

I partecipanti alla gita

Domenica 24 Giugno 2012 noi soci Avis di Loria e simpatizzanti dell’Associazione abbiamo potuto trascorrere una bellissima giornata al Lago d’Iseo e Franciacorta. Ho subito accolto con entusiasmo l’invito a partecipare a questa gita, non solo perché attratta dalla bellezza dei luoghi di destinazione, ma soprattutto per conoscere meglio tanti altri miei paesani che gratuitamente e generosamente donano il sangue a persone che ne hanno bisogno.

Un clima gioioso e allegro ha contraddistinto il viaggio fin dall’inizio. Già mentre aspettavamo il pullman per la partenza non sono mancate battute spiritose che hanno stemperato l’imbarazzo di chi, come me, era la prima volta che partecipava ad un’uscita del gruppo.

In tarda mattinata siamo arrivati ad Iseo e, con l’aiuto di una guida turistica, abbiamo visitato il centro della cittadina.

Uno splendido scorcio del Lago

Subito dopo ci siamo imbarcati su una motonave a nostro esclusivo utilizzo ed abbiamo fatto il giro del lago, ammirando i monasteri e le bellissime residenze storiche che si affacciano sulla riva. A mezzogiorno abbiamo pranzato in un agriturismo tra le colline della Franciacorta. Era un posto incantevole e la compagnia ha reso ancora più speciale l’occasione. Nel pomeriggio abbiamo visitato un monastero e una cantina di vini pregiati.

Abbiamo parlato molto tra di noi, anche per conoscerci meglio e confrontare le sensazioni che ciascuno stava vivendo in quel momento. Per me è stata un’occasione importante per conoscere persone che ho visto spesso in paese ma con cui non ho mai avuto modo di parlare. Non nascondo che sono salita a bordo del pullman per il ritorno un po’ dispiaciuta, perché la giornata stava ormai volgendo al termine e mi stavo proprio divertendo. Arrivati a Loria, ho salutato la compagnia e ci siamo dati appuntamento alla prossima uscita, alla quale sicuramente non mancherò!

Francesca Loro

AVIS E SALUTE

Ogni giorno il nostro cervello lavora duramente anche se noi a volte non ci pensiamo, ma lo conosciamo bene? sappiamo che disturbi può avere? Così per chi volesse saperne di più e poter affrontare informati eventuali difficoltà ad esso legate, L’Avis-Aido di Riese Pio X propongono una serata medico informativa aperta a tutti, presso la sala municipale di Riese Pio X, il giorno Venerdì 26 ottobre 2012 alle ore 20,30 naturalmente l’ingresso è libero.

Argomento: “ESPLORANDO IL NOSTRO CERVELLO E LA NOSTRA MENTE, I DISTURBI COGNITIVI PIU’ FREQUENTI DELL’ ETA’ ANZIANA”.

Relatori: la Dott.ssa Giovanna Cecchetto – medico geriatra e la Dott.ssa Elisa Civiero – psicologa.

Vi aspettiamo.

Lucia

Gli avisini pedalano in compagnia? Pure le nubi scacciano via!

La partenza (clicca sulle foto per la Galleria in FB)

Alla “Pedalata ecologica”, manifestazione ciclistica nazionale non competitiva, organizzata dall’Avis regionale Veneto e dai Gruppi ciclistici Avis di Castelfranco e Asolo sono stati più di 200 i partecipanti. Il tempo incerto dovuto alla perturbazione “Poppea” – che ha causato parecchi danni in Veneto nei giorni precedenti – ha impedito che fossero almeno il doppio, come da previsioni e prenotazioni.

L’iniziativa è tornata in terra trevigiana e si è svolta domenica 2 settembre, con ritrovo e partenza in Piazza dei Donatori di sangue (davanti al palazzetto dello sport) di Castelfranco Veneto. Puntualissimi gli arrivi al ritrovo (era previsto per le 7,30) degli oltre 200 ciclisti avisini provenienti da tutta la regione e oltre. Con il vice presidente regionale Avis Francesco Joppi in testa – per onor di cronaca, a bordo di auto cabriolet… – ad aprire il “serpentone” bianco, rosso e blu (erano ovviamente dominanti i colori Avis) gli allegri ciclisti sono partiti per un suggestivo itinerario.

Questo infatti era il percorso di 50-60 chilometri: Castelfranco, Fanzolo di Vedelago, Altivole, Asolo, Monfumo, Castelcucco, Farra di Soligo, Fonte Alto, San Zenone degli Ezzelini, Ca’ Rainati, Spineda di Riese, Poggiana, Bella Venezia, con ritorno a Castelfranco. Città murate, dolci campagne venete e terre ricche di storia e di scorci artitettonici e artistici di sicuro richiamo. La velocità di “crociera” era rigorosamente amatoriale, proprio per restare sempre tutti assieme e godersi compagnia e panorami.

Per i colli di Asolo...

A metà percorso, sui colli asolani, il punto di ristoro organizzato dall’Avis di Asolo. Un “rinfresco” quanto mai necessario visto che, per l’occasione, il sole ha scacciato con decisione le nubi che minacciavano pioggia. Un occhio di riguardo anche da “lassù”, per i “soliti raccomandati” dell’Avis…

All’arrivo non poteva mancare il ristoro per tutti i partecipanti, organizzato dall’Avis Castelfranco e dal Gruppo ciclistico Avis, e le premiazioni per i vari gruppi avisini. Il più numeroso in assoluto è stato quello di Cittadella, farcito tra l’altro di numerose cicloamatrici. Hanno collaborato all’organizzazione l’Avis provinciale di Treviso e le Avis comunali di Castelfranco e Asolo  con i loro Gruppi ciclistici, il G.S.Postumia 73 Dino Liviero e la Federazione ciclistica italiana oltre a numerosissimi sostenitori (privati e aziende) amici del Gruppo ciclistico avisino castellano. I Comuni di Castelfranco e Asolo e la provincia di Treviso hanno patrocinato l’iniziativa.

Una splendida giornata di sport e amicizia, documentata sulla pagina Facebook di Dono&Vita da una ricca galleria di immagini a cura della Redazione e di Ottaviano Cereser ©.

B.C.

 

Tanta musica dall’Avis-Aido di Riese Pio X

Per tutti i fan dei NOMADI e per chi vuole passare una serata in allegria ascoltando le loro canzoni, l’appuntamento è per sabato 30 giugno 2012 alle ore 21.00 presso il teatro Margherita a Riese Pio X (nel parco dietro al Comune), dove  i  “VIVO FORTE” nomadi cover band ci trascineranno con la loro musica. Speriamo che il tempo non faccia i capricci, ma in caso di pioggia il concerto si farà nella palestra comunale e naturalmente l’ingresso è libero.

Il concerto, organizzato dall’Avis-Aido di Riese Pio X in collaborazione con il Comune, vuole iniziare in allegria la “festa del donatore” del giorno seguente domenica 1° luglio. Quest’anno infatti ricorrono il 54° anniversario dell’Avis e il 29° dell’Aido, due bei traguardi che meritano di essere ricordati come si deve.

Vi aspettiamo numerosi.

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