Eccoci con il nuovo maquillage di “Dono” online

Due anni fa lanciammo, in occasione dell’assemblea regionale 2011 a Vittorio Veneto, il nuovo sito di “Dono&Vita”. Il 20 aprile, in occasione della 42ª assemblea regionale prevista a Vicenza, sarà l’occasione per presentare ai delegati presenti il nuovo “vestito” del nostro-vostro giornale online.

Se il mondo “corre”, la tecnologia (internet in particolare) corre a velocità quadrupla. Quindi anche noi ci adeguiamo. Non solo a “correre” – poiché fermarsi e rallentare per riflettere fa sempre un gran bene – ma a essere fruibili in modo più moderno e piacevole da chi corre, sì, ma vuol avere sempre con sè le notizie della “sua” Avis.

Ci abbiamo “lavorato” qualche mese, a mettere a punto – con confronti e suggerimenti anche in Comitato di redazione – il nuovo “DonoWeb”. Speriamo di averlo reso davvero più appetibile soprattutto da parte di quel pubblico – ci siamo accorti dai “gradimenti” delle varie notizie – che sul web ci è più affezionato: i giovani, i giovanissimi (molti i minorenni), le donne.

Giovani Avis "strilloni" promoter per Dono&Vita
Giovani Avis “strilloni” promoter per Dono&Vita

Sulla base di questo target privilegiato, cercheremo quindi anche di “tarare” le notizie che più possano coinvolgere. Oltre, si capisce, a quelle istituzionali e prettamente associative.

 

Ma vediamo le principali novità che potrete gustare da oggi collegandovi a www.donoevita.it e, magari, passando dalla pagina facebook donoevita.it e promuovendola fra i vostri contatti. Da sottolineare che l’aggiornamento riguarda non solo il design e la grafica, ma anche la struttura e le funzionalità.

– Nello specifico il sito è pronto per tutte le risoluzioni: dai maxi schermi da cinema, agli smartphone con gli schermi più piccoli. Iphone, ipad, blackberry, smartphone o tablet di ogni genere non avranno più problemi.

– Abbiamo poi condensato i due menu in un menu unico semplificato, eliminando le sezioni che secondo le nostre statistiche venivano visitate poco o per nulla. Abbiamo fatto in modo che le ultime notizie siano immediatamente visibili direttamente dalla home; –

– Abbiamo dato più risalto alle notizie in evidenza; non solo, ora c’è la possibilità di evidenziarle ulteriormente attraverso lo slideshow presente in home;

– La testata fotografica (slideshow) fa da padrona ed è un colorato sollievo per gli occhi;

– Possibilità di pubblicare video in modo semplice e conciso;

– Gallerie fotografiche più leggere e fruibili;

– Risolti alcuni bug minori che davano problemi con alcuni browsers.

Il resto delle novità – il sito sarà sempre e comunque in divenire – vi invitiamo a scoprirle cliccandoci ogni giorno. Aspettiamo ovviamente vostri commenti e suggerimenti.

Buona lettura, buona navigazione e un grande CIAO dalla vostra redazione centrale.

RedazioneDonoVita
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Ciao... lettori
Ciao… lettori

 

Treviso non si smentisce: è donna anche il presidente provinciale

Vanda Pradal nuova presidente dell’Avis provinciale. 

Per la prima volta una donna guida i 30mila donatori della Marca

Passaggio di consegne: da Foffano a Pradal
Passaggio di consegne: da Foffano a Pradal

È Vanda Pradal la nuova presidente dell’Avis provinciale di Treviso.

Il nuovo Consiglio Direttivo dell’associazione, eletto il 23 marzo scorso, ha scelto la sua nuova guida per il quadriennio 2013-2017, e con lei la squadra dell’Esecutivo.

63 anni, di Falzè di Piave-Sernaglia della Battaglia, ex presidente della stessa Avis comunale, da dieci anni ricopriva ruoli di spicco in Avis provinciale ed è stata vice presidente e amministratrice con il presidente che le passa il testimone, Gino Foffano.

È la prima presidente donna a guidare l’Avis provinciale che, proprio nell’ultima tornata di rinnovi, ha visto elette 23 donne presidenti di Avis comunali (su 90 Avis totali).

“È un impegno importante e delicato quello che mi viene affidato e ringrazio tutti della stima dimostratami ancora una volta – dichiara la neo presidente Pradal – Cercherò di fare del mio meglio, certa della collaborazione di tutti coloro che con me sono stati scelti per portare avanti la missione dell’Avis e le sfide presenti e future”.

Chiarissime, a tale proposito, le sue idee. “Occorre risollevare le donazioni di sangue in tutta la Marca, penalizzate dalla crisi economica che a chi perde il lavoro sta togliendo anche l’entusiasmo e la gioia del dono. La crisi sta toccando molto da vicino il volontariato, risorsa che invece è preziosissima per l’intera società”. Altra sfida è mantenere alto il livello di sicurezza e qualità delle unità di raccolta periferiche. Non ultimo, avvicinare nuovi donatori e avviare una formazione di chi, oltre a donare, ha le capacità e la volontà di impegnarsi in prima persona anche a livello associativo.

“L’importante è che il nostro sia sempre un lavoro di squadra, perché solo insieme si ottengono i risultati migliori”.

L’Avis provinciale conta ad oggi 31.623 donatori attivi.

Ecco il nuovo Consiglio Esecutivo:

presidente Vanda Pradal, vice presidenti Walter Tonon (Mogliano) e Stefano Pontello (Postioma), segretario Graziano Badocco (Motta di Livenza) e amministratore Luciano Damelico (Roncade).

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Il nuovo esecutivo di Treviso (seduti) e il nuovo Consiglio e Collegio dei Sindaci

Gli altri consiglieri sono Elena Cappelletto (Treviso), Luciano Sommariva (Vittorio Veneto), Giancarlo Battistella (Mareno di Piave), Lorenza Zuglian (Preganziol), Mario Bassotto (Asolo), Silvano Marchesan (Altivole), Daniela Moro (Maserada), Mario Favret (Codognè), Paolo Targhetta (Castelfranco), Paolo Dussin (Riese Pio X), Aldo Piva (Paese), Ivano Cavallin (Istrana), Michele Rodighiero (Villorba), Alessandro Bon (Volpago del Montello), Alberto Maniero (Conegliano), Gianni Zamperin (Vedelago).

Collegio dei sindaci:  Lucia Momesso (Gorgo al Monticano), Matteo Bigliardi (Pieve di Soligo, Refrontolo), Marco Vanzin (Valdobbiadene).

Ufficio Stampa Avis provinciale Treviso

 

Da Avis ricevi più di ciò che dai…

INTERVISTA AL PRESIDENTE REGIONALE USCENTE ALBERTO ARGENTONI

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Il presidente Argentoni

Alberto Argentoni, presidente regionale eletto dopo l’assemblea regionale di Castelfranco Veneto 2005, è giunto alla fine dei suoi due mandati. Otto anni in cui il mondo, l’Italia, il Veneto stesso sono cambiati profondamente. Otto anni in cui anche l’Avis è cambiata in modo a volte rutilante, ma in cui sicuramente è cresciuta. In “numeri” di forza associativa – come vedremo – e in donazioni, ma soprattutto in consapevolezza, cultura associativa e attività che vanno ben oltre i confini del Veneto e del Paese. Anni in cui, soprattutto gli ultimi, si è cominciato a fare i conti con la crisi e con i “tagli” alla Sanità in generale e al welfare in particolare.

Esempio eclatante: gli aumenti delle tariffe postali per i periodici del Terzo settore che dal 2010 hanno messo in ginocchio (e il più delle volte fatto “morire”) centinaia di testate del volontariato in Italia. Da “Dono&Vita”, fra i pochi sopravvissuti grazie a chi (presidente, esecutivo, consiglio regionale e da gran parte delle Avis provinciali e comunali) ci ha creduto fino in fondo siamo partiti con l’intervista-chiacchierata su questo lungo percorso che termina a Vicenza il 20 aprile. Più esattamente dalle copertine di questi otto anni della presidenza Argentoni.

Eccoli qua, presidente, sono un bel mucchio. Otto anni di parole, ma soprattutto di fatti, per Avis regionale.

Ma quanti sono? Davvero un bella pila… abbiamo scritto tanto, ma raccontando il tanto che hanno fatto tutte le Avis e non solo.

Ecco, diamo un po’ di “numeri”? All’inizio del tuo primo mandato i soci Avis-Abvs erano poco più di 122mila, con oltre 197mila donazioni. Oggi (ci basiamo sui dati 2011, per una stima del 2012 ) “lasci” quasi 140mila soci e poco meno di 230mila donazioni. Soddisfatto?

Sono bei numeri. sì. Soprattutto se pensiamo che abbiamo messo tutto l’impegno possibile nell’assicurare il necessario supporto trasfusionale ai nostri ammalati e non solo. Anche l’apporto del Veneto – che ha “tenuto” come incremento di donazioni/consumi rispetto ad altre grandi regioni – all’autosufficienza nazionale è cresciuto: quest’anno abbiamo superato le 16mila unità inviate fuori regione. Deve essere motivo di soddisfazione per tutti i nostri donatori e dirigenti.

AVIS REGIONALE VENETO E ABVS – DATI STATISTICI AL 31/12/2012

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Tanti donatori in più, impegnati e convinti nel donare, ma forse meno “presenti” nella vita associativa?

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una mezza rivoluzione, parlo come figura del donatore periodico. Sono entrati tantissime nuove leve, giovani perlopiù e tante donne. Il periodo di crisi, anche lavorativa, ci mostra un nuovo “tipo” di donatore. Con meno tempo per partecipare attivamente alla vita associativa, ma con le stesse, se non rafforzate, motivazioni etiche.

Tu hai partecipato anche alla stesura della nascente “Carta Etica” di Avis nazionale. Quali, appunto, le nuove motivazioni di chi diventa donatore?

Dopo 85 anni dalla fondazione dell’Avis le “basi” sono sostanzialmente le stesse: fare qualcosa per gli altri. Ma è molto più complicato oggi, soprattutto nei grandi centri, fare “comunità”. È un donatore molto più informato, grazie anche alle nuove forme di comunicazione. Come associazione dobbiamo stare al passo coi tempi, quando non si riesce a coinvolgere il socio con i metodi tradizionali bisogna imparare a usare i nuovi mezzi: insomma passare dalla “comunità” alla “community”. Qui siamo, obiettivamente, ancora un po’ indietro. Certo, la nostra “forza” – soprattutto nei piccoli centri – è ancora il contatto umano e il radicamento sul territorio, ma oggi questa forza può trasformarsi in debolezza. I giovani si trovano e comunicano in modo “globale”, si confrontano per agire, anche a distanza. Dobbiamo imparare a metterci ancora di più in gioco trovando nuove strade di coinvolgimento e aggregazione. Forse siamo ancora un po’ troppo legati alle nostre piccole realtà e tradizioni.

Potranno avere un ruolo, in questo senso, per il contatto diretto Avis-socio gli Uffici di chiamata?

Sono un servizio importantissimo sia per il donatore – che può meglio organizzare anche il suo, di tempo – sia per i Servizi trasfusionali che possono meglio gestire le donazioni rispetto ai fabbisogni reali. Noi, che come associazioni siamo “titolari” della chiamata, non dobbiamo limitarci al “servizio”, ma possiamo trasformare il momento del contatto con la chiamata in un momento di promozione e informazione. Ma per far ciò c’è bisogno di messaggi brevi e chiari e di operatori (volontari o meno) preparati e formati in questo senso. È una delle prossime sfide.

Sistema trasfusionale del Veneto e i rapporti con le istituzioni. Breve commento sugli ultimi otto anni?

I problemi da risolvere non sono mai mancati, ma abbiamo tenuto botta e abbiamo cercato di superarli al meglio. A mio parere, però, da parte dei tecnici e delle istituzioni se fino a un certo punto si è riusciti a far crescere il sistema (diciamo fino alla formazione del Frat), da qualche anno si è persa un po’ per strada la capacità di innovare e di fare ulteriori progressi.

Insomma il Veneto-Regione si è un po’ adagiata sugli allori in campo trasfusionale?

Se non “adagiati”, sicuramente si è un po’ persa la capacità di incidere, di trovare soluzioni nuove per far evolvere il sistema anticipando i tempi com’è sempre stata, in questo settore, prerogativa del Veneto. L’altalena di politici e tecnici, con più o meno capacità di incidere, ci ha un po’ penalizzati. Innovare si può, su “spinta” nostra (che non è mai mancata) “passione” da parte dei tecnici e la classe politica che recepisce i problemi. Se manca uno di questi fattori, ecco che si resta a un buon livello, ma non ci sono quei “colpi d’ala” necessari per crescere e rimanere all’avanguardia. Ora qualcosa sembra muoversi, per esempio sui Plasmaderivati, con prospettive nuove.

Passiamo ad un bilancio personale prettamente associativo. Quali i tuoi ricordi più belli, di quanto sei riuscito a fare in questi anni?

Intanto di quanto “siamo” riusciti a fare. Devo infatti ringraziare il gruppo dell’Esecutivo e dei collaboratori, sempre un po’ “matti” anche loro nel seguirmi. Abbiamo messo in campo tanti progetti, più o meno riusciti, ma tutti – ci tengo a dirlo – finanziati con fondi trovati fuori dalla “routine” delle attività associative. Alcuni hanno avuto un certo successo, altri non sono stati recepiti a sufficienza dalle provinciali e comunali. Questo probabilmente anche per la penuria – come si diceva prima – di risorse umane da far partecipare ai convegni o alle attività di formazione.

Parte dell'esecutivo regionale uscente
Parte dell’esecutivo regionale uscente

Va bene, non vuoi dircelo. E se ti citiamo due tue vere “invenzioni” personali in cui ti sei speso in prima persona? Parliano della Festa regionale per la Giornata mondiale del Donatore di sangue (la prima a Villa Pisani di Stra nel 2006) e la Fondazione TES per la ricerca sulle cellule staminali a cui le Avis hanno dato una vera e propria “trasfusione” di idee e fondi?

La collaborazione Avis-TES è nata fra il 2007 e 2008. Sono stato agevolato dal mio essere medico e dal credere in un collegamento alla pari con l’Università. Poi ad aiutarci c’è stato da subito l’entusiasmo di moltissimi dirigenti e donatori stessi. Quando si parla di ricerca “pura” a fni di solidarietà, la risposta e l’interesse anche culturale delle Avis e dei donbatori soprattutto giovani è concreto, reale. Dovunque si sia parlato o si parli di TES e di ricerca applicata c’è stato sempre un grande interesse e coinvolgimento diretto. Per quanto riguarda la Festa regionale è ormai divenuta una vera tradizione e riusciamo ogni anno ad aggregare centinaia e migliaia di donatori e non donatori da ogni parte della Regione.

La Festa regionale (Giornata mondiale del Donatore) 2012 a Pianezze di Valdobbiadene
La Festa regionale (Giornata mondiale del Donatore) 2012 a Pianezze di Valdobbiadene

Tra l’altro è stata la prima di questo genere in Italia…

Come regionale, sì. È anche un indice della compattezza e dell’unitarietà della nostra Avis, sia pur con tutti i miei limiti dovuti al mio carattere un po’ spigoloso.

Che cosa farai dopo, ormai “scaduto” da Presidente regionale? Oltre, naturalmente, a essere ovviamente “assunto” come redattore in Dono&Vita? Sia ben chiaro: stesso stipendio da… presidente = zero.

Qualcuno mi “chiama” in nazionale, ma si vedrà. Intanto mi sono messo a disposizione della mia Provinciale. La proposta di “lavoro” come redattore la accetto volentieri. Mi piace e mi diverte scrivere e ho avuto grandi soddisfazioni in questi anni con Dono&Vita. Quel che mi dispiace è che, causa l’aumento delle spese per le Avis di base, parte dei nostri soci ne sono rimasti privi. Dono&Vita, tra l’altro, non è stato sostituito – per informare i donatori su ciò che accade e perché accade – da nessun altro tipo di mezzo informativo aggiornato e tempestivo. Poniamoci noi tutti, come redazione che ha pur già dato il massimo, l’obiettivo di migliorare – anche a livello web – la già alta qualità dell’informazione e fare in modo che il flusso di notizie sia sempre più libero.

Ultima domanda. L’impegno come presidente di una grande regionale porta via tempo anche alla vita privata e costa fatica e grattacapi. Rimpianti? Lo rifaresti?

Assolutamente non ho rimpianti, ho avuto la fortuna di avere a fianco ottimi amici in esecutivo e collaboratori. Non posso che ripeterlo, ho avuto tante soddisfazioni e vi assicuro che da Avis ricevi molto più di quello che dai…

Intervista di Beppe Castellano

Marca trevigiana: record di donne all’Avis

Un quarto dei nuovi presidenti è donna!

È il primo, “rivoluzionario” risultato dei rinnovi delle 90 Avis comunali della Marca trevigiana. In 23, per lo più giovani e alcune anche mamme, sono state elette tra febbraio e marzo quali guida della propria Avis di base per il mandato 2013-2017.

Sei sono le riconferme, diciassette le nuove entrate.

Non era mai successo prima nella Marca e all’assemblea dell’Avis provinciale, sabato 23 marzo ad Onigo di Pederobba, hanno fatto il loro esordio. Sono donne le presidenti delle Avis di Borso del Grappa, Castelcucco, Castello di Godego, Cessalto, Cornuda, Crespano del Grappa, Istrana, Mansuè, Maserada, Monastier, Montebelluna, Motta di Livenza, Paese, Pederobba, Pieve di Soligo, Resana, Roncade, San Fior, Santa Maria della Vittoria, Treviso, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto.

Ma sono donne anche molti consiglieri di Esecutivi e Direttivi, e ci sono donne anche tra i revisori dei conti.

Entusiasta il presidente uscente dell’Avis provinciale, Gino Foffano, che ha sempre puntato su una maggiore presenza rosa in associazione. “Un simile risultato non può che essere positivo. Ho avuto modo di constatare personalmente, in tanti anni di volontariato, l’importanza della presenza femminile all’interno di qualsiasi contesto sociale. Il contributo che le donne sanno dare in termini di sensibilità e praticità, abituate come sono a gestire molti fronti insieme (come famiglia e lavoro), è in molti casi più attento rispetto a quello degli uomini. Oggi come oggi, la loro testa e il loro cuore sono necessari anche all’Avis, perchè loro sanno essere vicine in modo diverso alle persone. Credo che con questi numeri di donne e uomini insieme, con le qualità che ciascuna delle due parti possiede, l’Avis trevigiana in un certo senso si completi”.

Ed è felice di vedere che cominciano ad entrare nei Consigli direttivi anche i primi consiglieri di origine straniera (un esempio su tutti l’Avis di Castelfranco, con il primo consigliere ghanese). “È il segno che ormai chi mette radici e famiglia nel nostro territorio, comincia anche a partecipare serenamente e con responsabilità alla vita sociale e associativa. D’altra parte, già il 2% dei nostri donatori è di origine straniera e questo è un percorso del tutto naturale”.

Tante soddisfazione per Foffano, che lascia l’incarico da presidente dopo due mandati consecutivi e che lascia un’Avis cresciuta sia in numero di donatori (passati da 28.600 nel 2005 ai 31.623 di oggi) sia di donazioni (passate dalle 45.773 di allora alle 51.465 di oggi).

“Il lavoro svolto dai presidenti, dai Consigli direttivi e dai volontari che in questi otto anni mi hanno accompagnato, ha prodotto una importante crescita della raccolta di sangue, in linea con la programmazione richiesta dalla regione Veneto, soddisfacendo pienamente l’autosufficienza del nostro Dipartimento e contribuendo a quella regionale e nazionale. Da un punto di vista associativo, c’è stato l’impegnativo percorso per l’accreditamento e certificazione delle Unità mobili di raccolta, che ora devono avere gli stessi requisiti e norme richiesti ai Centri trasfusionali, così come la tracciabilità della sacca di sangue in tutte le sue fasi. Nella Marca ciò ha comportato la riduzione dei nostri punti di raccolta sangue da 60 a 38, ma senza che ci sia stata un calo delle donazioni. Anzi, negli ultimi 4 anni come provincia abbiamo sempre migliorato. E nel 2012 la tendenza positiva è stata confermata con un +2,39%.

Uno dei lavori in cui ci siamo maggiormente impegnati in questi ultimi anni, poi, è stato quello di lavorare quanto più possibile in rete con le Avis di base, d’accordo con Avis regionale. Per quanto riguarda le attività, sarà necessario organizzare gli Uffici di chiamata, attivando i supporti tecnologici in collaborazione con le Aziende sanitarie e  completare il percorso di attuazione dei Dipartimenti Interaziendali insistendo sull’adeguamento delle normative che li riguardano. Non da ultimo, bisognerà terminare il percorso di certificazione che ci permetterà di entrare nel programma europeo del Plasma Master File, traguardo di estrema importanza. Lascio sereno l’incarico da presidente, perchè ho la certezza che l’Avis provinciale continuerà a lavorare bene e in modo corale, raccogliendo tutte le sfide che si troverà davanti”.

Durante l’assemblea, alla quale hanno partecipato 400 delegati in rappresentanza delle 90 Avis comunali, il Direttivo provinciale, i consiglieri trevigiani impegnati in Avis regionale e nazionale, medici e collaboratori, sono stati resi noti i dati che riguardano l’Avis provinciale.

Sono seguite le votazioni per l’lezione del nuovo Consiglio Direttivo che entro metà aprile sceglierà il nuovo presidente e i suoi più stretti collaboratori.

Ecco i 21 consiglieri neo eletti dell’Avis provinciale di Treviso tra cui sarà scelto il nuovo presidente: Vanda Pradal, Walter Tonon, Stefano Pontello, Elena Cappelletto, Luciano Sommariva, Giancarlo Battistella, Lorenza Zuglian, Mario Bassotto, Silvano Marchesan, Daniela Moro, Bernardino Spaliviero, Mario Favret, Paolo Targhetta, Luciano Damelico, Paolo Dussin, Aldo Piva, Ivano Cavallin, Graziano Badocco, Michele Rodighiero, Alessandro Bon, Alberto Maniero.

 

Alcune delle dirigenti Avis (nuove e riconfermate) trevigiane (foto Armando Sartor)

 

I donatori veneti e argentini salutano insieme Papa Francesco

Martedì, 19 marzo, Roma sarà invasa da centinaia di migliaia di persone (e centinaia di capi di Stato e di Governo) per l’insediamento del nuovo Papa Francesco ed ex Vescovo di Buenos Aires, al secolo Jorge Mario Bergoglio. In tale occasione non potevamo non inserire due testimonianze dirette. La prima è del Presidente regionale Alberto Argentoni che, due anni fa, ha avuto occasione di assistere alla messa di Pentecoste del futuro Papa. La seconda è del Presidente dell’Associazione Volontari Argentini Sangue (AVAS) che è nata proprio grazie all’Avis e all’Abvs nel 2005. Un benvenuto a Roma e un arrivederci da Buenos Aires dal mondo  dei donatori volontari di Sangue che fanno dello spirito che si evince dalle prime affermazioni del nuovo Papa un impegno di vita quotidiana.

 

La testimonianza del presidente regionale Avis

Si dice, tra verità ed ironia, che gli argentini siano degli italiani che parlano spagnolo e pensano di essere americani. All’annuncio dell’elezione a Papa del Cardinale argentino Bergoglio ho avuto un sottile, ma spontaneo moto di compiacimento. Non solo per il cognome italiano, ma anche in quanto donatore di sangue Avis.

Immagino il Vostro stupore: che c’azzecca?

La ragione sta nel progetto. “Avis-Avas: un legame di sangue che si rinnova”. AVAS: Associazione Volontari Argentini del Sangue.  Dal 2005, Avis collabora con i rappresentanti delle comunità italiane in Argentina per promuovere la nascita di un’associazione di donatori volontari del sangue. In Argentina (come in tutto il Sud America) è poco diffuso l’associazionismo dei donatori sangue. Quando c’è bisogno si chiamano i parenti e gli amici o si fanno gli annunci alla radio: come da noi fino a una quarantina di anni fa. Noi dell’Avis abbiamo raccontato la storia dei nostri 85 anni e mostrato i risultati raggiunti. Su una cosa possiamo dire che l’Italia non è seconda a nessuno al mondo: la nostra legislazione sulla donazione di sangue da cittadino volontario, periodico, non remunerato e l’organizzazione del nostro associazionismo dei donatori di sangue. Avis, con i suoi 1.200.000 soci attivi, è la più grande associazione nazionale di donatori di sangue al mondo.

I tre dirigenti avisini con Daniel Fontana, funzionario del Ministero della Salute Argentina

In Argentina abbiamo già contribuito a creare una decina di gruppi di donatori in cinque diverse provincie e così si è potuto richiedere il riconoscimento giuridico dell’associazione. Il legame umano che si è creato con gli amici argentini è  molto forte: sono orgogliosi dell’origine italiana, hanno mantenuto l’uso dei dialetti e il ricordo delle tradizioni, sono molto uniti e organizzati. La loro solidarietà ha creato un’estesa rete di scuole e di ospedali che si fregiano del titolo  “italiano”. Potete, quindi, immaginare l’entusiasmo e l’orgoglio con cui hanno aderito alla nostra proposta di essere promotori di un’ associazione con uno scopo così importante per il Paese che li ha accolti, che loro hanno contribuito a far crescere e che  è quello dove sono nati i loro figli.

Per finire, un aneddoto personale . Nel 2011 sono stato invitato a rappresentare l’Italia, come relatore in occasione della celebrazione ufficiale della Giornata mondiale del donatore di sangue, organizzata dall’ONU a Buenos Aires. La giornata si celebra ogni anno il 14 Giugno, nel periodo della festa cristiana della Pentecoste. Io, assieme ai miei amici Gino Foffano e Adriano Ebo, abbiamo partecipato alla Santa Messa presso la Cattedrale di Buenos Aires: celebrata proprio dal Cardinale Jorge Mario Bergoglio. Quando si dice il destino! Il mio ricordo: una figura ascetica, una celebrazione semplice, un parlare pacato, ma appassionato e autorevole. Sul contenuto dell’omelia non mi pronuncio, il mio spagnolo non me lo permetteva  ancora! Ne avevo colto soltanto il contenuto più profondo che, a sentire le sue prime parole da Papa, non può essere che confermato. Benvenuto a Roma, Papa Francesco!

Alberto Argentoni

Altare e ambone da dove l’ex Arcivescovo Bergoglio celebrava la Messa

Il saluto e il messaggio del presidente AVAS Alberto Denacimiento

Cari Amici dell’Avis:

La scelta dil papa Francesco ha stato per noi una gioia, con cuasi tutti che parlavo, anche io, mi hanno manifestato la emozione fine alle lacrima che avviamo sentito nel momento che la TV ha comunicato che il nuovo Papa era il cardenale Bergoglio; non solo per essere Argentino sino perche tutto il popolo ama il Cardinale.

Un uomo semplice, umile dedicato sempre a aiutare ai poveri e a tutti quelli che erano vittima dil lavoro schiavo. Se lo poteva vedere viaggiando nella metro insieme a tutti, non voleva auto ni autista, solo lo aiutava una segretaria che lavoraba 5 giorni alla settimana.

Sono molti i momenti che tutti ricordano della sua umilita. Sempre sereno, de pensiero chiaro, aveva una parola che encoragiava a tutti che avevano bisogno.

Alberto Denacimiento e Alberto Argentoni

In Argentina il suo lavoro non ha stato facile, uomo di caracter forte y visione chiara, non si stave zitto di fronte a nessuno; il governo non andava a sentire le sue omelie perché sempre diceva la verità di ogni momento. Parlaba de la umiltà, era sempre disposto ad ascoltare a tutti, sempre con parole calde per i bambini.

Per tutti quelli che voliamo una chiesa dove la fratelanza e il amore siano il nostro norte, una chiesa semplice che ascolte il popolo, una chiesa senza grandi fastuosita, Francesco è la scelta giusta.

Non ho avuta la fortuna di conoscerlo personalmente, solo con le sue opere. Noi sempre ricorderemo a Francesco come “el cura villero”, il prete delle ville (villaggi, ndr).

Alberto Denacimiento, presidente AVAS Argentina

E Papa Francesco, oggi 19 marzo, non si è smentito. Non solo è sceso dalla Papamobile (per la disperazione della “sicurezza”) per baciare un disabile, ma il nocciolo della sua predica di insediamento non può che esortare a fare ancor meglio chi, come i Donatori di ogni latitudine, fa qualcosa gratuitamente per gli altri. Senza distinzioni di razza, censo, religione, cultura…

“Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza”, ha detto  il Pontefice. “La tenerezza non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà – ha poi ripetuto – della tenerezza”.

“Voglio chiedervi un favore – ha detto tra l’altro papa Francesco – camminiamo tutti uniti, prendiamoci cura gli uni degli altri, prendetevi cura tra di voi, non facciamoci del male, curiamo la vita, curiamo la famiglia, curiamo la natura, curiamo i bambini, curiamo gli anziani”. “Non ci sia odio – ha proseguito -, non ci siano contrasti, lasciamo da parte l’invidia, dialoghiamo. Tra di noi, questo desiderio di aiutarci a vicenda vada crescendo nel cuore e avviciniamoci a Dio” (fonte: ANSA).

B.C.

Se si fa rete davvero… I risultati di vedono! Avis e Admo insieme

Nell’Assemblea di Avis Nazionale del 2012 è stato firmato un protocollo d’intesa formale tra Avis e Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo); ma la collaborazione nella nostra regione era iniziata già da tempo perché il dono è sempre dono e unire le forze è il sistema migliore per puntare ad una promozione più proficua. E in un viaggio in pullman, durante una chiacchierata con il nostro Presidente Regionale Alberto Argentoni, è nata l’idea di aiutare in maniera più incisiva l’Admo e in particolar modo, per iniziare, il centro tipizzazioni di Venezia, dove i volontari possono fare il prelievo per il primo step che li fa entrare nella banca dati nazionale dei possibili donatori di midollo.

La promozione nelle piazze e nelle scuole, dove i pochi ma appassionati e generosi volontari Admo attualmente attivi operano senza sosta, è necessaria.. ma come fare un passo in più? I donatori Avis sono di per sé persone disponibili verso il dono e l’aiuto del più debole; ed è così che abbiamo pensato di rivolgerci direttamente a loro, partendo dal Centro Raccolta Avis presso l’Ospedale dell’Angelo a Mestre, dove da qualche mese Irene sta facendo accoglienza ai nostri donatori e promuovendo anche con dolcezza e competenza la possibilità di farsi tipizzare, parlando con i giovani dai 18 ai 37 anni.

“Quando mi hanno proposto di seguire questo progetto ho accettato senza pensarci troppo perché quando ho ricominciato a donare non ho sprecato molto tempo a decidere se tipizzarmi o meno, è stata una tappa naturale quasi ovvia – dice Irene – Poi l’incontro con Michele, tutta la documentazione letta, le testimonianze e i racconti sono stati un paracadute per me in questo viaggio. Ogni giorno puntuale ore 8.00 iniziano le donazioni. Io ho già montato il mio “ufficio portatile”: un cartello con su scritto informazioni Admo, i volantini esposti e qualche giornale Admo aperto alla pagina giusta. Subito dopo aver dato un’occhiata veloce alla fila di donatori cerco di scrutare chi tra loro ha dai 18 ai 37 anni, poi osservo chi legge il cartellone che invita a farsi tipizzare, piano mi avvicino (e mi ripeto:” non sto vendendo pentole!”) e poi inizio a parlare, consegno i volantini informativi, scambio due chiacchiere. I primi giorni tentenno pensando che forse la strategia non funziona e poi invece ecco che inizia la salita: un po’ alla volta li convinco e inizio a fare una tipizzazione al giorno, poi passo a due; dipende dai giorni, a volte 3, altri 1, altri ancora 5 o 7 o a volte anche nessuno. Dopo due mesi arrivo ai 40 e comincio a pensare che voglio arrivare assolutamente ai 50 e non posso farli passare inosservati. Approfitto della pasticceria al piano zero e in un sacchettino metto cinque cioccolatini, ci metto un fiocchetto e scrivo il numero 50. Alla cinquantesima tipizzata spetta il premio! È stato divertente vedere la sua faccia un po’ stupita anche perché lei ha giusto giusto 37 anni!”

E dall’esperienza positiva di Irene partiamo, sperando di allargare l’iniziativa agli altri centri di donazione!

Manuela Fossa

QUALE FUTURO? DECIDIAMOLO NOI!

I giovani ci sono? Non ci sono?? Non viene dato loro spazio??? Domande che ricorrono in tutti i discorsi associativi, in tutte le assemblee. Ho imparato in questi anni di esperienza nei gruppi giovani ai vari livelli che le risposte dipendono da molte variabili: la creazione di intese particolari tra i volontari under 35, la tendenza dei senior a lasciare o non lasciare spazio a proposte e innovazione, la forza della passione che ci spinge e la tendenza ad assumersi le responsabilità o al contrario ad evitarle.

Di una cosa però sono certa.. se non si chiede non si ottiene, se non si gioca non si vince! E quindi? E quindi proviamoci; candidiamoci ai Consigli Direttivi, dal livello Comunale in su.

Da quando sono all’interno della Commissione Giovani Regionale ho sempre avuto la possibilità di partecipare agli Esecutivi e ai Direttivi Regionali; è stato ed è impegnativo ma è anche una grande opportunità di crescita associativa e personale. Alcune volte le richieste del Gruppo Giovani sono state accolte senza difficoltà, altre abbiamo dovuto lottare; ma questi ultimi due mandati sono stati di grande apertura. Adesso è arrivato il momento di metterci in gioco con ancora più forza! Io ci proverò.. ma invito anche voi a farlo, a livelli diversi, con compiti diversi.. ma proviamoci!

Il futuro dei Gruppi giovani comunali, provinciali e regionale è nelle mani di chi vorrà portare avanti quello che di buono è stato fatto, correggere quello che non è riuscito bene e proporre cose nuove. E’ necessario, per il futuro dei giovani a livello regionale, avere dei riferimenti in ogni provincia che facciano da tramite e da coordinamento, che portino le idee e i progetti dal basso verso l’alto e viceversa. E’ necessario che qualcuno esprima la voglia di prendere in mano il gruppo, rinforzarlo, guidarlo.

A nessuno si chiede la luna, qualcuno mi ha detto che “quando avrete fatto quello che potete, avrete fatto anche quello che dovete”! Io vi passo la palla.. ma se non viene raccolta nessuno può lamentarsi del fatto che poi non veniamo valorizzati o ascoltati; “giochiamo”, proviamo ad essere degli “onesti calciatori” (cit.) e i risultati arriveranno!

Manuela Fossa

“L’uomo dalle braccia d’oro” a Conegliano (Tv)

Il lancio dei palloncini

L’Auditorium “Dina Orsi” di Conegliano ha ospitato la premiazione della terza edizione del concorso artistico-letterario “L’uomo dalle braccia d’oro”, promosso ed organizzato dall’Avis di Conegliano con il patrocinio del Comune.

Il tema “Un gesto d’amore“, ha coinvolto professori, classi e studenti di ogni età delle scuole di Conegliano, accomunando giovani e meno giovani nelle vesti di genitori, parenti, amici e compagni di scuola, a vario titolo in questa iniziativa.

Partecipare all’evento è stata una forma di condivisione e di crescita.

Non è stato facile per la giuria, composta da membri interni al Consiglio Avis e da membri esterni (il prof. Carmelo Ciccia presidente Società “Dante Alighieri” -Comitato di Conegliano e la dott.ssa Renata Parolo, avisina, docente psicopedagogista) scegliere fra le opere, tutte meritevoli, quelle che più potevano interpretare e dare un senso al tema affidato.

Tutti i 29 coloratissimi disegni e i fantasiosi 27 racconti realizzati dai ragazzi delle scuole inferiori e le 18 poesie composte dai più grandi, sono stati esposti.

La premiazione è iniziata all’esterno con il lancio di variopinti palloncini da parte dei ragazzi, ed è proseguita all’auditorium con la cerimonia condotta da Mirko Villanova, mentre il gruppo “Il convito musicale” ha scandito le immagini di fondo e accompagnato la voce degli stessi “autori” che hanno interpretato per una platea assorta e partecipante i racconti e le poesie scritte per l’Avis.

Uno ad uno i segnalati, i referenti delle classi e i vincitori.

Sezione racconti: classe IVª scuola primaria I° grado “O. Mantovani” e la classe IIIª C scuola secondaria I° grado “G.B. Cima”.

Sezione disegni: classi IVª scuola primaria I° grado “San Francesco” e classe Iª A scuola secondaria I° grado “G.B. Cima”.

Sezione poesie: ha vinto l’Istituto professionale per l’Industria ed Artigianato “I. Pittoni”, con primo classificato Manuel Di Meo della IVª B TS (tecnico servizi termici) con la poesia “Insieme”, seconda classificata Francesca Callegari della IVª A MA (tecnico moda) con la poesia “Solidarietà” e terza Chiara Comin Chiara della Vª A MA (tecnico moda) con la poesia “Gratitudine”.

 

 

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