In Veneto tremila donatori tra i nuovi cittadini: Avis, Comunità islamica e Caritas insieme per il dono

“Non esistono stranieri, solo sconosciuti…” (Freya Stark, poetessa, cittadina britannica e italiana, nata a Parigi nel 1893, morta ad Asolo nel 1993)

Il Veneto, ma in genere tutta l’Italia, “invecchia” sempre più. E sempre più donatori, raggiunta la soglia limite stabilita dalla legge, lasciano per raggiunti limiti di età l’attività donazione. I giovani sono sempre meno, il ricambio allo stato attuale langue, mentre i bisogni sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma… il 13% degli alunni/studenti nelle nostre scuole sono rappresentati da “nuovi italiani”. Da qui, e dai dati mondiali su Pil pro capite, tasso di natalità, speranza di vita alla nascita ed età media in vari Paese dal “primo” al “quarto” mondo, siamo partiti per una piccola inchiesta sul numero a stampa in distribuzione a settembre-ottobre. È necessaria una “trasfusione di sangue nuovo” e una nuova fase di accoglienza ed inclusione per chi entra pacificamente in Italia e nel nostro Veneto in cerca di un presente e un futuro meno tragico, rispetto ai Paesi di provenienza. Il numero di Dono&Vita è stato presentato venerdì 5 ottobre a Mestre, in una conferenza stampa, mentre il pdf completo potete trovarlo qui: settembre2018pdf

Il direttore

Il Veneto è la terza regione d’Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna) per numero di studenti di origine straniera. In numeri assoluti (Fonte Miur) erano 91.641 nel 2017, con un’incidenza percentuale complessiva del 13%. Un bambino su 6 (15,5%) è di origine straniera nella scuola dell’infanzia e primaria, un dato che scende al 13% nella secondaria di 1° grado e al 9% nella secondaria di 2° grado. Di questi oltre il 27% sono di origine africana.

In Veneto i “nuovi cittadini” rappresentano il 10% della popolazione, circa 485mila e l’11% complessivo dei contribuenti Irpef.

Fra i residenti in Veneto i cittadini di origine straniera con meno di 55 anni sono l’89%, mentre la percentuale per gli autoctoni precipita al 64% (fonte Istat). Ancora più significativi i dati che riguardano gli ultra 65enni: vanno dal 22,3% dei “veneti”, a solo il 3,3% dei nuovi cittadini. Che tradotto significa che i nuovi cittadini sono per la maggior parte giovani.

Analizzando questi e altri dati, il periodico di Avis regionale Veneto, “Dono&Vita”, nel numero attualmente in distribuzione, ha voluto aprire una finestra sul tema immigrati e donazione.

Proprio i nuovi cittadini, infatti, se ben informati e coinvolti, contribuiranno in modo significativo alla donazione di sangue e plasma in Veneto e in Italia, dove la natalità cala costantemente e l’età media continua a salire. “Sappiamo che il tema è scottante, ma è evidente che saranno i nuovi cittadini a invertire la tendenza anche in Avis – spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello.

Dai dati di alcune Avis comunali campione, emerge che in Veneto i donatori di origine straniera iscritti dall’associazione sono intorno al 2 per cento del totale. Con tutti e cinque i Continenti rappresentati. I Paesi dell’Est sono tra i più presenti ovunque, in particolare Romania, Ucraina e Moldavia, con una forte presenza femminile. Seguono l’Albania, il Marocco e il Senegal. Sul fronte asiatico, i donatori iscritti all’Avis provengono soprattutto da India, Bangladesh e Sri Lanka. Altri arrivano in percentuali minori da ogni parte del mondo (alcune Avis hanno anche una quarantina di diversi Paesi di provenienza), mentre pochissimi sono i cinesi, al massimo 1 o 2 per Avis, quando presenti. Sono per lo più giovani, sotto i 40 anni e più della metà dona da oltre dieci anni, con traguardi anche significativi per numero di donazioni. Le donne hanno ormai raggiunto gli uomini, con un rapporto di 44 a 56 per cento.

“Un 2 per cento è un bel numero da cui partire. Corrisponde a quasi 3mila persone. Per far aumentare questo numero Avis regionale vuol mettere in campo azioni e progetti destinati a tutti gli immigrati regolari in Veneto, perché possano dare il proprio contributo come cittadini. Le diverse comunità di nuovi cittadini sono alla ricerca di occasioni di impegno solidale e gli ammalati hanno bisogno anche del loro sangue che ha lo stesso colore per tutti, anche se la pelle ne ha di diversi” – continua Brunello – l’integrazione passa anche attraverso il dono al prossimo”.

Per Don Marino Callegari, già delegato Caritas del Triveneto “Sono il volontariato e l’attività nella scuola le strade maestre per una vera inclusione dei nuovi cittadini, come già molte esperienze positive in Veneto stanno dimostrando”.  

D’altra parte, anche il credo islamico considera il dono una cosa buona. Tanji Bouchaib, marocchino, coordinatore della Federazione islamica del Veneto (circa 200 Comunità locali), che conta già dei donatori di sangue, spiega infatti che “Il Corano dice che “se salvi una vita, salvi il mondo, quindi anche il dono di sangue e organi è caldeggiato. In molti nostri Centri culturali vi è già materiale Avis, ma bisogna approfondire l’informazione corretta sulla donazione fra le nostre comunità”.  

Da qui l’idea lanciata oggi insieme da Avis Regionale e Federazione islamica: organizzare insieme un evento-incontro con tutti i responsabili dei 200 Centri culturali islamici in Veneto e dei rispettivi dirigenti Avis locali per condividere e conoscerci meglio reciprocamente. Per spiegare la donazione del sangue, l’iter sanitario da seguire e l’organizzazione dell’associazione.

 

Le buone azioni fanno notizia: torna il Proemio Samaritano

Le buone azioni non fanno rumore. Il Proemio Nazionale Samaritano istituito dall’Avis nasce per sfatare questo mito.

Con cadenza biennale, dal 1996, si svolge nella Riviera del Brenta (Ve) l’evento che rende omaggio a coloro che hanno compiuto e/o compiono gesti di solidarietà in silenzio, senza clamori. L’intento è quello di evidenziare la valenza dello spirito di donazione, del donarsi a chi ha bisogno in tutti i suoi aspetti.

Non è un premio fisico, ma un riconoscimento morale, da cui il nome proemio. Nel 2016 vinse Mauro Lunelli, clown umanitario. L’invito di Avis è di segnalare persone che rispecchino questo profilo.

Ci sarà anche una sezione esclusiva dedicata alle scolaresche o ai singoli studenti che collaborano con gesti di amicizia all’integrazione di quanti arrivano da Paesi colpiti dalla guerra.

Nelle segnalazioni si dovranno specificare le generalità dei partecipanti e le motivazioni dell’indicazione. Le segnalazioni saranno giudicate da due commissioni. Una nominata da Avis Nazionale si riunirà il 27 ottobre e sceglierà i cinque finalisti. L’altra, composta da trenta studenti delle scuole superiori di Dolo, si riunirà il 17 novembre e sceglierà il Samaritano 2018 tra i cinque finalisti.

La cerimonia finale si svolgerà a Dolo, luogo di origine del concorso, il 3 dicembre 2018 al Teatro Cinema “Italia”.

Le segnalazioni di “persone buone” vanno inviate per posta a Proemio Nazionale Samaritano, c/o Avis Riviera del Brenta, via Brusaura 30, 30031 Dolo (Ve), oppure via fax al numero 041 5100754 o via email a rivieradelbrenta.comunale@avis.it. Va indicato anche chi segnala e, se possibile, messa a conoscenza per l’autenticazione l’Avis comunale del territorio locale.

 

 

 

Donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche: al via informazioni e tipizzazioni nelle piazze del Veneto

Torna puntuale, anche quest’anno, “Match it now” l’evento nazionale dedicato alla donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche. Dal 15 al 23 settembre (ma in veneto anche fino a metà ottobre), medici, volontari, medici e personale sanitario saranno nelle piazze a fornire informazioni ai cittadini. Nelle postazioni allestite in piazza sarà possibile, inoltre, accedere al primo screening necessario per iscriversi al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) che consiste in una breve visita medica e in un semplice prelievo di sangue. Si possono iscrivere al Registro i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Promosso dal Centro nazionale Trapianti, Centro nazionale sangue, Registro italiano donatori di midollo osseo (IBMDR), dalla Federazione Admo e dalla Federazione Adoces, la settimana è patrocinata dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico nazionale Italiano-Coni.

In Veneto le città coinvolte saranno parecchie e ad oggi l’elenco è questo: il 15 settembre Vicenza in piazza dei Signori (dalle ore 15 alle 20), il 15 e 16 Conegliano (Tv) presso l’Expo, il 22 settembre Treviso in piazza Monti di Pietà, Venezia, Mestre in piazzetta Coin, Arzignano (Vi) in piazza Marconi (ore 15-20), Bassano del Grappa (Vi) in piazza Libertà (15-20), domenica 23 settembre Oderzo (Tv) in piazza Grande e Mareno di Piave (Tv) in piazza Municipio in collaborazione con Avis e Aido, il 29 e 30 settembre Feltre (Bl) in largo Castaldi, sabato 6 ottobre Cittadella (Pd) in piazza Pierobon, Piove di Sacco (Pd) in piazza Risorgimento, Este (Pd) in piazza Maggi, Abano Terme (Pd) in zona pedonale, Montagnana (Pd), Pozzonovo (Pd),  domenica 7 ottobre Susegna (Tv) alla Fiera dei libri in cantina-Castello Costaldo, sabato 13 ottobre Padova al Liston davanti Palazzo Moroni.

In molte città del Veneto, inoltre, verranno illuminate le facciate di edifici storici e municipi. A Venezia le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan e a Mestre la Torre e il Municipio.

Sul sito www.matchitnow.it è presente l’elenco completo degli eventi in programma e delle piazze italiane coinvolte. Inoltre saranno disponibili sul sito anche i dati aggiornati in tempo reale dei donatori che si iscriveranno al Registro nell’arco della settimana.

 

 

Servizio Civile in Avis: in Veneto 18 posti per giovani tra i 18 e 28 anni

È uscito il bando per il Servizio civile in Avis. Un’opportunità unica di crescita e arricchimento personale, umano e professionale per giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliano mettersi in gioco nel campo della solidarietà e del sociale.

In Veneto i posti a disposizione sono in totale 18: 2 presso la sede di Avis regionale a Treviso, 2 presso le Avis provinciali di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona, 1 presso le Avis comunali di Chioggia e San Donà di Piave, altri 2 alle Avis comunali di Rovigo e Verona.

Molti i “settori” in cui opereranno i giovani che scelgono il periodo in Avis: dall’accoglienza alla chiamata dei donatori di sangue e plasma, dalla promozione della donazione nelle scuole e tra la popolazione all’organizzazione di eventi, dalla comunicazione (anche presso la redazione del periodico e l’ufficio stampa regionale) alle attività di segreteria, in base alle necessità delle sedi. Sono previste 30 ore settimanali per 12 mesi.

 

Oltre a concrete esperienze di solidarietà, il Servizio civile nazionale (Scn) permette ai ragazzi di partecipare gratuitamente a numerosi corsi di formazione organizzati dall’Avis in collaborazione con partner e co-promotori delle attività sul territorio. Viene, inoltre, riconosciuto da alcune Università in termini di crediti formativi e di tirocinio, e garantisce un rimborso da parte dello Stato pari a 433,80 euro mensili.

Come si diventa volontari di Servizio civile in Avis?

Basta avere un’età compresa tra i 18 e i 28 anni e collegarsi al sito di Avis nazionale www.avis.it, scegliendo nel menù in alto “Unisciti a noi” e poi cliccando su “Servizio civile” fino al bando 2018. Sono indicati i vari progetti, cercare quello del Veneto. Sul sito è disponibile tutta la documentazione da compilare e presentare entro la scadenza del 28 settembre 2018. Una volta iscritti, si parteciperà alle selezioni che terranno conto della valutazione del proprio curriculum e dell’esito di un colloquio con un’apposita commissione. Al termine di questi incontri, una graduatoria decreterà ufficialmente chi potrà svolgere il periodo di Scn in Avis!

Sul prossimo numero di “Dono&Vita” troverete un articolo a riguardo, oltre al manifesto ufficiale della campagna nazionale che ha come testimonial alcuni ragazzi veneti.  Per qualsiasi informazione si può contattare la segreteria di Avis regionale Veneto, in via ospedale 1 a Treviso, con tel. 0422 405088.

(Ufficio stampa Avis Veneto)

Preoccupa il calo dei medici in ospedale: da un’inchiesta di “Dono&Vita” l’allarme di Avis e Anaao Assomed Veneto

Nella nostra regione la scarsità di medici e personale sanitario nei Centri trasfusionali degli ospedali pubblici sta mettendo in crisi l’intero sistema sangue e la generosità di migliaia di veneti. Sono all’ordine giorno, infatti, le lamentele e le segnalazioni negative da parte di donatori, dirigenti Avis e professionisti del settore. Le riduzioni di orari e di personale, le lunghe attese per la refertazione degli esami e per donare, ma anche l’aumento delle responsabilità per i pochi medici rimasti, stanno minando la tenuta dell’intero sistema trasfusionale.

Lo stesso accade praticamente in tutte le altre discipline sanitarie dove si assiste ad un preoccupante fenomeno di “fuga” dei medici dal pubblico al privato.

A denunciarlo, in una conferenza stampa congiunta a Mestre il 5 luglio 2018, sono Avis regionale Veneto e il sindacato dei dirigenti medici Anaao Assomed Veneto.

In Veneto, in questi ultimi mesi – dichiara il dott. Adriano Benazzato, Segretario regionale Anaao Assomed sono passati dal pubblico al privato oltre 50 medici, altri sono andati in pensione senza essere sostituiti, pochi hanno partecipato ai concorsi pubblici (alcuni andati deserti). Nei prossimi cinque anni lasceranno il Servizio Sanitario Regionale, per motivi anagrafici, molti dirigenti medici determinando un saldo negativo di circa 1.000 medici al 2022”.

Nello specifico del settore trasfusionale, inoltre, un’inchiesta del periodico di Avis regionale “Dono&Vita”, a firma del direttore Beppe Castellano, apre uno scenario molto preoccupante. “Nel giro di un anno sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, in Veneto, sei concorsi pubblici per titoli ed esami rivolti ad aspiranti dirigenti medici di medicina trasfusionale – si legge – 3 o 4 soltanto offrivano contratti a tempo indeterminato e quindi una certa sicurezza professionale ed un futuro a chi avesse scelto di impegnarsi in un settore molto delicato e in continua evoluzione”.

 “Quella del medico trasfusionista è una specialità medica su cui si basa tutta la sanità pubblica – spiega il presidente di Avis Veneto, Giorgio Brunello nonostante ciò, è ormai numericamente al minimo storico, con conseguente riduzione di orari nei Centri trasfusionali dove donano i nostri donatori, proprio in tempi in cui, invece, le donazioni dovrebbero essere il più possibile incrementate perché continuano a calare. E si sa, senza sangue, la sanità si ferma”. Tra l’altro, la medicina trasfusionale non è neppure riconosciuta come scuola di specializzazione nelle facoltà di medicina. “In pochi scelgono di diventare medici immunoematologi, perché l’impressione è che si stia tornando al passato, quando i Centri di raccolta del sangue erano nei sottoscala – afferma ancora Brunello – mentre la complessità odierna della Medicina trasfusionale imporrebbe tutt’altra considerazione”.

Ma l’inchiesta di Dono&Vita, che ha una diffusione di oltre 100mila copie in Veneto e in Italia, affronta anche il problema più generale. Un allarme periodico, negli ultimi anni, da parte dei sindacati dei medici che il più delle volte è passato sotto silenzio.

“Dopo 40 anni dalla sua istituzione, il Servizio sanitario nazionale versa in pessima salute, e la prognosi rimane riservata – aveva scritto Anaao Assomed al nuovo Governo

D’altra parte una strategia complessiva di ridimensionamento dell’intervento pubblico e del ruolo e del numero dei medici, produce un peggioramento senza precedenti delle loro condizioni di lavoro, fino a spingerli alla fuga dagli ospedali, e rende sempre più difficile ed ineguale l’accesso dei cittadini ai servizi”.

E non è tutto, sempre più medici specialisti italiani “fuggono” all’estero per non tornare più. Generalmente sono i più capaci e promettenti che potrebbero far crescere la qualità della Sanità italiana, oppure quelli che con anni di esperienza potrebbero trasferire quest’ultima alle nuove generazioni. Secondo i dati di Ministero della Salute, riportati nell’inchiesta, nel 2009 avevano chiesto la documentazione per esercitare all’estero 396 professionisti, nel 2014 erano già 2.363 (+600%), mentre l’età media dei medici italiani è sempre più alta.

Avis regionale Veneto e Anaao Assomed Veneto hanno perciò deciso di far sentire insieme la propria voce.

(Ufficio stampa Avis regionale Veneto)

“In calo donatori e donazioni. Avis Veneto e Assessorato Sanità invitano a donare

Un grazie immenso a chi già dona, un invito a diventare donatore a chi non lo è! Perché senza sangue la sanità si ferma! 

Avis regionale Veneto e Assessorato regionale alla Sanità lanciano insieme l’invito al dono dei cittadini al dono, in occasione della Giornata mondiale del donatore, che si celebra il  14 giugno.

“Donatori e donazioni non bastano! Non crescono abbastanza le donazioni di sangue, i nuovi iscritti e i soci totali – spiega il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, in vista della “Giornata mondiale del donatore” che si celebra il 14 giugno.

Una giornata che rischia di diventare “amara” per la nostra realtà veneta, specie con l’arrivo dell’estate, da sempre il periodo più critico per il settore trasfusionale,

Non è andata affatto meglio per le donazioni di plasma, passate da 30.823 del 2016 a 27.920 del 2017, con un -9.42%.

“Siamo di fronte a una tendenza nazionale – dice l’Assessore alla Sanità della Regione, Luca Colettoche va invertita con nuove azioni di sensibilizzazione. Pur in un momento di difficoltà, i veneti spiccano comunque per la loro generosità, tanto che l’autosufficienza regionale in sangue ed emocomponenti è stata confermata sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018, rispondendo quindi alla domanda per le numerose e complesse attività sanitarie svolte in Veneto. Anche se, va sottolineato, calano seppur di poco, le trasfusioni di emazie grazie ad una più puntuale verifica dell’appropriatezza terapeutica ed all’implemetazione del Programma Patient Blood Manegement, attraverso il quale viene adottata una strategia a livello di Azienda sanitaria per ridurre i fattori di rischio trasfusionale ancor prima dell’eventuale trasfusione a seguito per esempio di un intervento chirurgico programmato”.

Quest’anno, al 30 aprile 2018, si è assistito ad una leggera ripresa: 58.250 donazioni di sangue intero rispetto alle 57.848 dei primi quattro mesi del 2017, con un più 0.69%.

La situazione è però diversa nelle varie province: Vicenza è in lieve calo, mentre Venezia è in ripresa, come Padova e Verona. Per Rovigo e Treviso la situazione non è cambiata e si conferma il decremento.

E questo proprio quando si assiste all’aumento delle donazioni di organi (anche grazie alla possibilità di esprimere la propria volontà a donare dopo la morte al rinnovo della carta d’identità) e di trapianti, che stanno facendo balzare il Veneto in cima alla classifica nazionale.

Una situazione preoccupante, perché senza sangue entra in crisi l’intera sanità veneta, e con essa il delicato settore dei trapianti stessi.

Una preoccupazione che diventa ancora più alta, perché stanno calando i donatori – spiega Brunello – dal momento che i nostri soci invecchiano e i giovani donano poco. I nuovi iscritti, nel 2017, erano già un migliaio in meno rispetto all’anno precedente: 9.737 contro i 10.927.

Tendenza che deve essere invertita. Le Avis, dalla regionale alle comunali, passando per le provinciali, ce la stanno mettendo tutta, anche con una presenza sempre più forte nelle scuole oltre con una miriade di iniziative diverse. Rinnovato anche il sito www.avisveneto.it e i social, per fornire più informazioni possibili su come diventare donatori.

Ad oggi, in Veneto, sono iscritti all’Avis regionale oltre 136mila soci-donatori.

“Non bastano –ribatte Brunello – donare il sangue è un gesto semplice, ma fondamentale. Un gesto generosa salva vita, che non ha alcun paragone. Nella giornata dedicata al donatore, Avis rivolge un grazie immenso a chi già lo compie e un invito forte a pensarci per chi non lo ha ancora fatto”.

 

 

Sei donatori in famiglia: gli Umana superano le cento donazioni

Splendido esempio di famiglia avisina nella settimana che celebra la “Giornata del donatore”, giovedì 14 giugno.

A Montebelluna, nel trevigiano, la famiglia Umana ha superato le cento donazioni di sangue e plasma. Sempre con il sorriso, un po’ d’ansia e l’emozione di un gesto tanto semplice quanto importante!

Giuseppe di 59 anni e Giovanna Scandiuzzi di 54, sono donatori Avis dagli anni Ottanta e hanno “trasmesso” la passione per la donazione a tutti e quattro i figli: Matteo di 24, le gemelle Paola e Marta di 23 anni e Andrea di 18.

Al Centro trasfusionale dell’ospedale “San Valentino” di Montebelluna, dove donano abitualmente, la famiglia è stata festeggiata dai dirigenti Avis e dal personale sanitario, quale esempio da seguire in vista della Giornata mondiale del donatore, che si celebra il 14 giugno.

“Una bella testimonianza di quanto l’ambiente familiare sia importante nel trasmettere valori positivi – ha dichiarato Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso che li ha accolti. “I nostri genitori hanno fatto da traino alla nostra scelta di donare, noi a nostra volta a compagni di classe ed amici – spiegano le ragazze.

“L’Avis l’abbiamo poi conosciuta meglio a scuola e ci siamo ancor più convinti – continua Matteo, che ha frequentato l’istituto agrario come le sorelle e il “piccolo” di casa, Andrea, in questo periodo alle prese con la maturità. Tutti più o meno concordi sul perché siano ancora troppo pochi i giovani che scelgono di donare: “serve maggiore informazione, ma anche maggior coraggio da parte dei nostri coetanei. La paura dell’ago è spesso una scusa alla pigrizia di dire sì, lo faccio. Il timore lo abbiamo e lo proviamo ogni volta tutti. Ma si supera, e ciò che si riceve è indescrivibile perché si salva una vita”.

“Queste testimonianze sono il più bel messaggio per la popolazione tutta e la dimostrazione che chiunque, in buona salute, può donare – conclude il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello – questa famiglia e questi ragazzi sono il miglior biglietto da vista dell’intera associazione”.

 

(Michela Rossato- Foto di Beppe Castellano)

Rugby: Memorial “Nicola Prati” domenica 10 giugno con Avis

Si terrà domenica 10 giugno, sui campi di San Pietro in Cariano (Vr), casa del Rugby Club Valpolicella, la quarta edizione del Memorial “Nicola Prati”. Il torneo di rugby Seven è organizzato dal Rugby Club Valpolicella assieme all’Avis nel ricordo di Nicola, ragazzo avisino scomparso nel 2014 che permise l’avvio della partnership tra la società giallorossa e l’associazione dei donatori.

Assieme al club giallorosso saranno direttamente coinvolte nell’organizzazione e nel supporto l’Avis comunale di San Giovanni Lupatoto, l’Avis comunale di San Pietro in Cariano, l’Avis comunale di Verona (70 anni di attività), l’Avis provinciale di Verona (60 anni di attività) e per la prima volta anche Avis regionale (che festeggia, invece, 50 anni) che darà il proprio patrocinio, a testimonianza dell’importanza assunta dal torneo e che, edizione dopo edizione, richiama ad un impegno istituzionale e ufficiale sempre crescente. Quest’anno saranno impegnate le Under 18 e Under 16 di importanti società del panorama ovale italiano.

“Il torneo è anche occasione per rendere partecipi gli atleti e gli accompagnatori circa il bisogno di donare sangue, portando avanti la nostra campagna di sensibilizzazione che trova nel Rugby Club Valpolicella un motore importante – racconta Ezio Aldrighetti, responsabile del rapporto tra il club di San Pietro in Cariano e l’Avis.

“Si è appena conclusa una stagione in cui abbiamo avuto un grande riscontro di partecipazione alle tematiche del dono da parte dei giocatori e degli spettatori, sempre numerosi sugli spalti dello stadio di Via Tofane in occasione delle partite casalinghe del Santamargherita – prosegue Aldrighetti a proposito della stagione della Prima Squadra giallorossa. “Ringraziamo come sempre lo staff dirigenziale che sempre si presta con la massima disponibilità a soddisfare le nostre richieste. Mi auguro di proseguire anche nel prossimo futuro questo proficuo rapporto di collaborazione, augurando fin da subito in bocca al lupo a tutte le formazioni giallorosse”.

Un ringraziamento, infine, per il West Verona del Presidente Mario Ramundo, la cui squadra ha giocato i campionati di C1 e C2 con il logo Avis sulla maglia: “E’ un simbolo di testimonianza e vicinanza per noi molto importante – conclude Aldrighetti.

 

Alberi “avisini” allo Street Marketing Festival di Padova per avvicinare alla donazione

Simpatici “alberi avisini” per avvicinare in modo originale ed insolito i cittadini alla donazione del sangue. Si trovano nell’area dedicata all’Avis allo “Street Marketing Festival” in corso nel centro di Padova fino a domenica 27 maggio. Il Festival è dedicato alle strategie di comunicazione pubbliche con denominatore comune la strada, per sorprendere i consumatori in momenti e luoghi insoliti.

Aperta anche al volontariato, la campagna di comunicazione Avis prevede l’installazione di una foresta di alberi di legno con rami rossi che protendono verso il cielo, richiamando metaforicamente le vene del braccio. Come nelle vene scorre il sangue, nei rami scorre la linfa: gli alberi rappresentano, quindi, un’interpretazione “leggera” e poetica delle vene.

All’inizio della manifestazione l’opera si presenta spoglia, come alberi in inverno. Il pubblico viene invitato a prendere le “foglie” (adesivi che vengono distribuiti in giro per la città), avvicinarsi alla foresta dell’Avis e appenderle ai rami, creando così la chioma dell’albero. Dopo aver donato la foglia all’albero, la persona stessa riceverà un dono. Il piccolo e simbolico premio ricorda l’importanza del gesto del donare. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della promozione e organizzazione di campagne di comunicazione sociale, informazione e sensibilizzazione al dono del sangue di Avis regionale Veneto. Accanto alla stampa associativa, al passaparola, all’informazione e promozione nel corso di eventi e alle attività educative nelle scuole (dalla primaria agli Istituti Superiori), negli ultimi anni ha anche investito molto nella formazione dei volontari per l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione, al fine di fornire strumenti capaci di avvicinarsi in maniera più immediata ed efficace al mondo giovanile.

In linea con questa tendenza è la partecipazione di Avis Veneto allo Street Marketing Festival (insieme al Coordinamento Giovani regionale Avis, ad Avis provinciale Padova e all’Avis comunale di Padova) che, grazie al contributo dell’illustratrice Martina Tonello, intende avvicinare i cittadini ad Avis con un approccio interattivo ed innovativo.

L’inaugurazione giovedì 24 maggio, con intervento del presidente di Avis regionale Veneto Giorgio Brunello, ha aperto l’area degli alberi, alla quale tutti possono accedere per appendere la propria foglia della solidarietà. M.R.

 

Volley e Basket: a Treviso “Dono&Sport” con centinaia di donatori sulle gradinate

Un pubblico record delle grandi occasioni al Palaverde di Villorba (Tv) per la prima delle due giornate “Dono& Sport” organizzate dall’Avis provinciale di Treviso. Oltre 700 donatori hanno sostenuto – tra i 5mila tifosi sugli spalti – la squadra del cuore, l’Imoco Volley, nonostante la caduta in casa.

Quella di domenica 25 febbraio è stata una giornata di festa, divertimento e solidarietà per sensibilizzare al dono del sangue. Sul parquet, per la 20a giornata di regolar season di volley A1, le Pantere dell’Imoco hanno sfidato la formazione fiorentina Savino Dal Bene Scandicci.

Il pubblico è stato accolto all’ingresso dall’arco gonfiabile Avis e dai palloncini con i colori delle squadre. All’interno del palazzetto i volontari del gruppo giovani ed eventi dell’Avis provinciale sono stati impegnati a distribuire gadget e fornire informazioni sul dono del sangue.

Le Pantere, grazie alla disponibilità della società, hanno indossato la maglia Avis all’ingresso in campo. Sugli spalti le centinaia di donatori che avevano ricevuto il biglietto omaggio dall’Avis. I volontari da novembre e sino allo scorso 18 febbraio erano stati omaggiati di due biglietti, uno per sé e l’altro per un accompagnatore, con la speranza di avvicinarlo alla donazione.

L’evento “Dono&Sport” si ripeterà domenica 11 marzo, per la 24^ giornata di campionato A2 di pallacanestro maschile, quando la Tvb (Universo Treviso Basket) sempre a Villorba scenderà in campo contro gli emiliani della Kleb Basket Ferrara.
Imoco, Tvb e Avis hanno siglato da tempo un patto: considerare lo sport come occasione di aggregazione per contribuire alla tutela della salute e alla promozione di corretti stili di vita, soprattutto tra i giovani. La collaborazione nasce per incentivare l’avvicinamento del mondo giovanile alla donazione del sangue e all’Associazione, facendo leva sull’attrazione che lo sport esercita soprattutto nel territorio trevigiano.

«Quest’iniziativa dell’Avis rappresenta una finestra sul mondo della donazione di sangue e conferma che lo sport può essere un importante veicolo di valori. La partecipazione e l’entusiasmo dei nostri donatori è cresciuta edizione dopo edizione, oggi siamo alla quartaspiega Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso. Vogliamo sollecitare i nostri soci al dono costante e invitare chi ancora non è donatore a diventarlo. Nella Marca trevigiana i donatori Avis sono circa 33mila. E’ necessario averne di piùconclude la presidente per assicurare il ricambio generazionale e non far mai mancare il sangue alle strutture ospedaliere».

 

 

Si ringrazia il Press Office dell’Avis provinciale di Treviso e l’Ufficio stampa dell’Imoco Volley/Simone Fregonese e Michele Gregolin per le foto. 

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