C’erano una volta a Notre Dame un acrobata e una ballerina… Si sposano il 29 settembre a Modena e “donano” le loro non-bomboniere alla ricerca TES

Galeotto fu il tour di “Notre Dame de Paris”. Prova dopo prova, data dopo data, li ha portati dritti… all’altare! Un amore sbocciato nel 2016 tra le “mura” della Cattedrale, al più grande successo di sempre nella storia del musical italiano, tra ore di fatica e allenamenti, tra luci e fantastiche atmosfere, le voci di Lola Ponce e Giò di Tonno e le musiche del grande Riccardo Cocciante. Sembra scritta per un film, ma è tutta felicemente vera la storia di Beatrice Zancanaro e Alberto Poli. Beatrice ha 29 anni, è di Venezia ed è ballerina professionista. Alberto ne ha 28, è di Modena e fa l’acrobata. Si sposeranno il 29 settembre, nel modenese con l’intenzione di “abitare” a Jesolo (Ve), nelle pause di un lavoro che li porta in giro per il mondo. La proposta di matrimonio è arrivata in Turchia, “con un anello nascosto in un ovetto di cioccolato” sottolinea Beatrice, il corso pre matrimoniale l’hanno fatto a Los Angeles, il video di partecipazione a parenti e amici è stato girato in Arizona e inviato dal Messico. Assieme, ora, stanno dando vita all’AcroModernLab, progetto di laboratori di danza acrobatica per bambini e ragazzi da portare in giro per l’Italia e all’estero. Due giovani belli, molto innamorati e in formissima che, oltre ad avere in comune la grande passione per il movimento, lo spettacolo e le acrobazie, condividono il valore dell’altruismo, donando il sangue. Ci raggiungono in redazione, una calda mattina di agosto, per dirci che al loro matrimonio Avis ci sarà. Con Tes. Il loro racconto è tutto un guardarsi, sorridenti. “Per un giorno così felice abbiamo deciso di preferire alla classica bomboniera un contributo economico alla ricerca – spiega Beatrice – e dopo aver contattato varie Avis, la risposta entusiasta della regionale Veneto ci ha convinti a devolverlo a Tes, la fondazione, partner di Avis, che studia le malattie del sangue anche grazie a giovani ricercatrici. Questa cosa ci riempie di gioia”.  Mentre lo dice, Beatrice si emoziona. La sua mamma non c’è più e non potrà starle accanto, ma aiutare la ricerca potrà dare una speranza in più a tanti altri malati. Un gesto che verrà spiegato agli invitati con un biglietto, unito ad un piccolo gadget avisino. Sventolerà anche la bandiera dell’Avis, prontamente donata ai due piccioncini da redazione e segreteria regionale, a dire a tutti che “amore porta amore”. Auguroni…

Michela Rossato

 

Beatrice e Alberto, una grande passione!

Beatrice è stata nella Nazionale di ginnastica ritmica dal 2000 al 2008 per poi passare alla danza. Ad uno stage internazionale a Treviso ha ricevuto diverse borse di studio ed ha iniziato a sperimentare tanti stili di danza diversi. Ha partecipato ad “Amici” nel 2008. Da professionista ha ballato, tra gli altri, per Anastacia, Liza Minelli, Renato Zero e in diversi musical. È una ballerina del Cirque du Soleil, con cui ha anche fatto un tour di un anno in una nave da crociera. È stata nel cast del Notre Dame de Paris per un anno, dal 2016 a metà del 2017. È laureata in Arti e Scienze dello spettacolo.

 

 

 

Alberto a 12 anni si innamora di salti e acrobazie vedendo Notre Dame in televisione. Impara a farli seguendo i video su you tube. A 16 anni frequenta una scuola di ginnastica acrobatica. Nel 2007 fonda con alcuni amici il Team Vertical Limite, un gruppo di ballerini e acrobati con cui partecipa a spettacoli sempre più importanti. Un infortunio sembra arrestare la sua passione che, invece, riprende con determinazione. Decide di fare l’acrobata a tempo pieno. Partecipa ad alcuni provini ed entra al Notre Dame de Paris, dov’è anche swing, cioè l’acrobata che conosce anche la parte di tutti gli altri.

 

 

E la Ricerca ringrazia con i… risultati

Importante riconoscimento al lavoro di Tes! Il 29 giugno scorso la rivista scientifica internazionale, il Journal of Tissue Engineering and Regenerative Medicine, ha pubblicato un articolo che descrive i risultati del progetto di ricerca realizzato dai ricercatori di Tes e dell’Università di Padova, in collaborazione con i medici del Centro trasfusionale dell’ospedale di Belluno. Questo lavoro definisce le caratteristiche terapeutiche di un innovativo emocomponente, chiamato membrana leuco-fibrino-piastrinica, che viene prodotto dai medici trasfusionisti bellunesi per la terapia rigenerativa della cartilagine articolare. La membrana è un prodotto autologo, realizzato a partire dal sangue dei pazienti, che viene concentrato tramite aferesi nelle sue componenti principali: piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti. Come abbiamo avuto modo di spiegare già nei numeri precedenti, la ricerca di Tes ha permesso di stabilire che i benefici terapeutici della membrana leuco-fibrino-piastrinica derivano proprio dall’elevato contenuto di tali elementi. Nel dettaglio le piastrine producono delle proteine chiamate fattori di crescita, che svolgono un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei tessuti e nella formazione di nuovi vasi che porteranno il sangue al tessuto rigenerato; i globuli bianchi producono delle proteine dette citochine, che regolano lo stato di infiammazione del tessuto danneggiato. La fibrina conferisce alla membrana una struttura resistente, ma elastica ed estremamente manipolabile, che rende questo emocomponente facilmente suturabile sul sito del danno da riparare. Inoltre, la rete di fibrina che costituisce la struttura della membrana permette un rilascio controllato nel tempo delle proteine e delle cellule in essa intrappolate, garantendo un effetto terapeutico prolungato. Alla fine, la membrana va incontro ad un processo di biodegradazione allo scopo di lasciare spazio al nuovo tessuto rigenerato. Infine, è stato dimostrato che nella membrana leuco-fibrino-piastrinica anche le cellule staminali circolanti risultano estremamente concentrate rispetto alle condizioni fisiologiche. Questo facilita enormemente la procedura di estrazione di cellule staminali dal sangue, che acquisisce un ulteriore valore terapeutico come fonte di cellule ad alto potere rigenerativo. Proprio grazie alla consolidata partnership tra Avis, Abvs e la Fondazione Tes, che si occupa di ricerca nel campo della medicina rigenerativa, si è raggiunto questo importante traguardo scientifico. Il lavoro di ricerca contribuisce all’ampliamento delle conoscenze scientifiche sulle potenzialità terapeutiche del sangue, un tessuto dalle risorse inesauribili, che ancora deve essere scoperto in tutto il suo enorme potenziale.

dott.ssa Silvia Barbon, ricercatrice TES

Sei donatori in famiglia: gli Umana superano le cento donazioni

Splendido esempio di famiglia avisina nella settimana che celebra la “Giornata del donatore”, giovedì 14 giugno.

A Montebelluna, nel trevigiano, la famiglia Umana ha superato le cento donazioni di sangue e plasma. Sempre con il sorriso, un po’ d’ansia e l’emozione di un gesto tanto semplice quanto importante!

Giuseppe di 59 anni e Giovanna Scandiuzzi di 54, sono donatori Avis dagli anni Ottanta e hanno “trasmesso” la passione per la donazione a tutti e quattro i figli: Matteo di 24, le gemelle Paola e Marta di 23 anni e Andrea di 18.

Al Centro trasfusionale dell’ospedale “San Valentino” di Montebelluna, dove donano abitualmente, la famiglia è stata festeggiata dai dirigenti Avis e dal personale sanitario, quale esempio da seguire in vista della Giornata mondiale del donatore, che si celebra il 14 giugno.

“Una bella testimonianza di quanto l’ambiente familiare sia importante nel trasmettere valori positivi – ha dichiarato Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso che li ha accolti. “I nostri genitori hanno fatto da traino alla nostra scelta di donare, noi a nostra volta a compagni di classe ed amici – spiegano le ragazze.

“L’Avis l’abbiamo poi conosciuta meglio a scuola e ci siamo ancor più convinti – continua Matteo, che ha frequentato l’istituto agrario come le sorelle e il “piccolo” di casa, Andrea, in questo periodo alle prese con la maturità. Tutti più o meno concordi sul perché siano ancora troppo pochi i giovani che scelgono di donare: “serve maggiore informazione, ma anche maggior coraggio da parte dei nostri coetanei. La paura dell’ago è spesso una scusa alla pigrizia di dire sì, lo faccio. Il timore lo abbiamo e lo proviamo ogni volta tutti. Ma si supera, e ciò che si riceve è indescrivibile perché si salva una vita”.

“Queste testimonianze sono il più bel messaggio per la popolazione tutta e la dimostrazione che chiunque, in buona salute, può donare – conclude il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello – questa famiglia e questi ragazzi sono il miglior biglietto da vista dell’intera associazione”.

 

(Michela Rossato- Foto di Beppe Castellano)

Una festa di sport e solidarietà a Mirano il 5 maggio con Avis, Telethon, Artisti TV, giornalisti-calciatori e “vecchie glorie”

È stato il “rosso Avis” a colorare la giornata di sport e solidarietà di Mirano di sabato 5 maggio. In occasione della “Partita del Cuore” a favore di Telethon – triangolare di calcio amatoriale fra la Nazionale Artisti TV (con tanti volti noti della televisione), Mirano Dream Team (vecchie glorie della Miranese Calcio) e TVPressing (giornalisti di Treviso e Venezia) – questi ultimi sono scesi in campo sfoggiando la maglia ufficiale del 50° di Avis regionale. Ma non solo loro.

Innumerevoli anche i volontari Avis di Mirano (presenti con due gazebo ricchi di gadget) vestiti Avis e anche chi ha voluto indossare la maglietta rossa fra il pubblico. Non mancava, naturalmente lo stand Telethon con i “biscotti del cuore”, in occasione della settimana che precede la Festa della mamma. Questo era, infatti, il fine della manifestazione: raccogliere fondi per la ricerca scientifica sulle malattie rare e genetiche. Come ha sottolineato Giorgio Gobbo per Avis regionale, la collaborazione fra Avis e Telethon dura ormai da più di 15 anni. Così come quella fra Avis Veneto e TVPressing, i cui giocatori-giornalisti portano da sempre il logo avisino sulle maglie.

Straordinario pomeriggio di sport e festa, insomma, preceduto dal mini triangolare dei “piccoli calci”, i calciatori in erba delle Polisportive miranesi. A fare gli onori di casa l’assessore allo sport di Mirano Cristian Zara (coach delle “vecchie glorie”) e Stefano Tigani per Telethon (mister-giocatore degli Artisti TV). A rappresentare Avis Provinciale di Venezia la Vice presidente Gianna Moras e per Avis Mirano, naturalmente, il presidente Giuliano Casotto con la sua vice Laura Zanardo.

La squadra “targata Avis”, per raccontar della parte agonistica, ce l’ha messa tutta per non perdere e… ci è riuscita. Guidati dal capitano Tiziano Graziottin de “Il Gazzettino”, i giornalisti hanno prima pareggiato 2 a 2 con la Miranese, poi hanno fermato sul risultato a “occhiali” (0-0) la rappresentativa Artisti. Il doppio pareggio è valso loro il secondo posto nel mini-torneo che ha visto prevalere i padroni di casa di Mirano che hanno battuto gli Artisti per 2 a 1 nell’ultimo incontro.

Al di là del risultato sul campo, però, la giornata ha raggiunto il suo vero traguardo dando visibilità mediatica alla solidarietà e al volontariato sotto diversi aspetti. Dalla raccolta di fondi per la ricerca, alla raccolta di sangue e plasma, sempre più necessaria in provincia di Venezia e in tutto il Veneto.

Va “de pressa2”

 

Ugo Conti tricolore

Numerosi i volti noti, in campo e a bordo campo, come l’attore Ugo Conti che non si è sottratto, come i suoi colleghi, ai selfie con i presenti (soprattutto bambini). Non è mancato un suo gustoso “siparietto”. Dopo aver discusso con il nostro direttore responsabile sulle prestazioni del “mezzo”, Conti ha fatto anche un giro dello stadio con lo scooter elettrico sventolando assieme la bandiera tricolore e quella di Avis regionale Veneto. Ugo… Eccezzziunale veramente!

Grazie Fabrizio! Per il tuo Dono qualcuno in Veneto continua a vivere e a far del bene: Valeria Favorito

Fabrizio Frizzi, il noto presentatore venuto a mancare nella notte, era molto legato al mondo del volontariato, a Telethon e all’Avis. Testimonial dell’Admo, oltre a contribuire a diffondere la cultura della donazione, ha donato il midollo osseo nel 2000 a una bambina malata di leucemia: Valeria Favorito. Quella bambina nata ad Erice, ma ormai veronese dai tempi della prima malattia, oggi è una giovane donna, innamorata della vita. È sempre in prima linea con Admo ed Avis nel raccontare in ogni occasione l’importanza di ogni tipo di dono.

Valeria, poco dopo il primo trapianto di staminali donate da Fabrizio Frizzi, è riuscita ad incontrare il suo “fratellone di sangue”. Alla sua-loro storia il nostro periodico “Dono&Vita” ha dedicato vari articoli in questi anni. Ecco uno degli ultimi, nel numero di settembre 2015. ValeriaFavorito2015

Con un video, registrato da Leonardo Castellano per la redazione di Dono&Vita-Avis Veneto ad agosto 2015, Valeria ha voluto raccontare – facendolo girare in scuole e altri eventi – la sua storia e la necessità del dono del sangue, di tutti i tipi. Racconta anche come, adolescente, ha cercato tenacemente Fabrizio Frizzi dopo il primo trapianto. Poi il ritorno di una malattia diversa nel 2013 e il secondo trapianto con sangue midollare di un anonimo donatore tedesco. Fabrizio le è stato sempre vicino, anche in quest’ultima occasione (vedi foto, courtesy Valeria, ph Marco Scarpa) andandola a trovare in ospedale e durante il decorso post trapianto.

Verona 21-12-2013
VALERIA FAVORITO
La maratona della vita,
Valeria Favorito e Fabrizio Frizzi: storie di straordinaria solidarietà.
Quando un gesto d’amore verso il prossimo, un prossimo che non conosci ma che sai di poter aiutare, diventa rinascita, allora siamo in grado di raccontare storie di vita straordinarie come quella di Valeria Favorito, sopravvissuta grazie al trapianto di midollo osseo e per merito della donazione di una persona speciale come Fabrizio Frizzi.
Nella stessa serata sara’ consegnato il ricavato del libro “Ad un passo dal cielo”:
Ph: Marco Scarpa/SkorpionPress

Era presente con Valeria e i suoi genitori (foto sotto, courtesy Valeria, ph Marco Scarpa) anche quando nel 2013 i proventi della vendita del libro “A un passo da cielo” sono stati consegnati al reparto ematologia di Borgo Roma per una borsa di studio per la ricerca.

Verona 21-12-2013
FABRIZIO FRIZZI , LA MAMMA GIOVANNA FAVORITO , IL PAPà LUCIANO FAVORITO , IL DOTT FABIO BENEDETTI , RESPONSABILE TRAPIANTI EMOTOLOGIA POLICLINICO BORGOROMA (VERONA) MEDICO DI VALERIA .
VALERIA FAVORITO
La maratona della vita,
Valeria Favorito e Fabrizio Frizzi: storie di straordinaria solidarietà.
Quando un gesto d’amore verso il prossimo, un prossimo che non conosci ma che sai di poter aiutare, diventa rinascita, allora siamo in grado di raccontare storie di vita straordinarie come quella di Valeria Favorito, sopravvissuta grazie al trapianto di midollo osseo e per merito della donazione di una persona speciale come Fabrizio Frizzi.
Nella stessa serata sara’ consegnato il ricavato del libro “Ad un passo dal cielo”:
Ph: Marco Scarpa/SkorpionPress

Abbiamo raggiunto telefonicamente Valeria Favorito a Trapani, dove era andata per preparare il suo prossimo matrimonio previsto il 1° settembre. “Non ho parole – ci ha detto Valeria – ci sono momenti in cui non si possono trovare… È come se avessi perso una parte importante di me. L’avrei voluto al mio prossimo matrimonio, come testimone. Sono certa che sarà ugualmente con noi, da lassù…”.

Oggi, attraverso questa straordinaria testimonianza, vogliamo stringerci a Valeria e alla famiglia di Fabrizio ricordando la grande generosità di questo artista e il forte messaggio di solidarietà che ha trasmesso con l’esempio del suo gesto e con gli inviti al dono, di midollo e sangue, lanciati tante e tante volte anche attraverso le sue trasmissioni televisive.
Ciao Fabrizio. Grande cuore.

La redazione di Dono&Vita

Tv Pressing in Marocco in maglia Avis. Entro breve una partita nella Marca contro la violenza di genere

Una delegazione di giornalisti trevigiani e veneziani ha visitato nei giorni scorsi le città di Marrakesh e Agadir, nel nord-ovest del Marocco. Un’occasione per rinsaldare un legame di amicizia e collaborazione che TvPressing, rappresentativa di giornalisti-calciatori delle due province che porta il logo Avis sulle maglie, ha da tempo instaurato con i rappresentanti della comunità marocchina del Veneto.

L’occasione è stata la partecipazione al Festival del cinema di Agadir, dedicato quest’anno all’immigrazione: un momento importante di riflessione non solo sulle dinamiche legate ai flussi tra Africa ed Europa, ma in genere al tema spesso drammatico dello spostamento delle persone.

“Dall’incontro e dalla conoscenza nasce il rispetto reciproco – sottolinea Abdallah Kherzaij, esponente di spicco della comunità marocchina in Veneto – e pensiamo sia particolarmente importante che persone che hanno il compito di informare conoscano “sul campo” la realtà del nostro Paese”.

Della comitiva faceva parte anche Paolo Gatto, “regista” di Suoni di Marca, seguitissima kermesse musicale della Marca. Proprio nel corso di questo viaggio ha preso corpo l’idea di organizzare, nell’ambito della manifestazione, un evento destinato a raccogliere fondi per ragazze marocchine che sono state vittime di violenza nella loro patria. Un’iniziativa significativa in un momento in cui in cui in Italia è caldissimo il dibattito sulla violenza di genere.

A Treviso sarà organizzata una partita tra TvPressing e una selezione di immigrati di varie nazionalità, con varie iniziative collegate per la raccolta di fondi. “L’obiettivo che ci proponiamo – spiegano il presidente di TvPressing, Tiziano Graziottin e Paolo Gatto – è di raccogliere una cifra adeguata per comprare un pulmino che permetta a queste ragazze – ora accolte in comunità alloggio – di spostarsi liberamente”.

Forze Armate e Forze dell’Ordine invadono il Centro trasfusionale di Treviso. Niente paura, solo per donare.

È ormai tradizione da dieci anni. Sempre di più, senza distinzione alcuna di gradi, divise e stellette sono accanto all’Avis provinciale di Treviso e agli ammalati. Una vera invasione di divise, mercoledì 25 ottobre, alla decima edizione di “Uniformi nel donare”, la giornata della donazione di sangue delle Forze Armate e dell’Ordine, nata a Treviso nel 2007 in collaborazione con Avis provinciale e Ulss 2.

Settantotto tra uomini e donne – il doppio di tutte le precedenti edizioni – hanno aderito al decennale dell’iniziativa. Ben 46 le persone che si sono avvicinate per la prima volta alla donazione sottoponendosi all’iter di idoneità. Un’edizione che sarà ricordata anche per la massiccia scesa in campo dell’Esercito, con tanti militari per la prima volta stesi sui lettini a braccio scoperto.

“Una risposta incredibile che conferma la sensibilità e l’altruismo di tutte le Forze dell’Ordine, che oltre a vigilare e rischiare la propria vita ogni giorno per la sicurezza dei cittadini, si spendono in prima persona anche per i malati – spiega entusiasta la presidente di Avis provinciale, Vanda Pradaloggi tutti insieme, nei prossimi mesi in silenzio, senza clamori, ma con costanza, com’è nel loro stile. È un esempio di senso civico molto forte quello che lanciano alla popolazione”.

Per l’Ulss 2 era presente il direttore generale, Francesco Benazzi: “Un momento importante è quello a cui oggi abbiamo assistito ancora una volta. Gli uomini e le donne delle Forze armate e di Polizia che ogni giorno sono al fianco dei cittadini nel loro compito d’istituto, hanno dimostrato di essere a fianco anche nella solidarietà e nell’impegno sociale  – ha detto – Un ulteriore merito che si aggiunge ai tanti che già hanno. Un segno di forte sensibilità in un campo come quello della donazione del sangue che già contraddistingue la nostra regione che non solo è autosufficiente, ma anche rifornisce di sangue altre zone del paese, specie in questo momento in cui c’è particolare bisogno di sangue. Non dimentichiamo che con l’arrivo dello Iov a Castelfranco nella nostra provincia la richiesta sarà ancora maggiore.”

Al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso sono giunti agenti di Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, militari dell’Aeronautica e dell’Esercito. Ad accoglierli, tra gli altri, il primario del Trasfusionale, dott. Andrea Frigato.

Partita nel 2007 sotto il patrocinio del questore di Treviso, da un’idea del dott. Claudio Di Paola, la particolare campagna di sensibilizzazione al dono del sangue non ha uguali né in Veneto né in Italia. E risultati significativi. Nonostante i continui trasferimenti e cambi d’incarico tipici di chi svolge questo mestiere, i donatori in divisa in provincia di Treviso sono sempre circa 600, con il 5% di donne. In percentuale, i tutori della pubblica sicurezza mantengono un buon 2% sul totale dei donatori (quasi 33 mila) della Marca trevigiana che è tra le province più generose del Veneto, anche con cessioni fuori provincia e regione.

A cura di Michela Rossato e Fabio Bruno

Regione Veneto: il dono del sangue unisce maggioranza e opposizioni

Il dono del sangue non ha “colore”, tantomeno politico. E neanche confini, visto che tutti i protagonisti vengono da zone del Veneto dove – dicono alcuni travisando la realtà – si dovrebbe essere “sospesi” dalla donazione a causa del West Nile Virus.  A dimostrarlo gli amministratori regionali del Veneto martedì 12 a Venezia. Sono arrivati da quattro province su sette, a donare o a fare l’esame di idoneità per diventare donatori.

Due erano gli assessori: Luca Coletto (VR) e Elena Donazzan (VI); poi il presidente e vice presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti (VI) e Bruno Pigozzo (VE). Assieme a loro tre consiglieri, anche questi bipartisan: Patrizia Bertelle (RO), Nicola Finco (VI), Alberto Villanova (TV). L’iniziativa è stata di Bruno Pigozzo, donatore avisino da sempre, che lo scorso anno ha fatto nascere in Consiglio regionale del Veneto un piccolo nucleo di donatori di sangue, tessuti e organi. Un gruppo che evidentemente sta crescendo, cinque altri consiglieri erano stati coinvolti, assicurando la loro presenza, ma per ragioni logistiche dell’ultimo momento non hanno potuto partecipare. Altri consiglieri, nonché molti dipendenti di Palazzo Ferro-Fini sede della Regione, si stanno avvicinando alla donazione.

Roberto Ciambretti

Sono stati accolti al Centro trasfusionale dell’Ospedale di Venezia dal direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben e dal primario del Servizio Immunotrasfusionale della stessa Ulss Gianluca Gessoni. Il dott. Gessoni ha sottolineato come tutti i donatori periodici del Veneto possono donare, anche delle province (6 su 7, è esclusa solo Belluno) dove c’è l’allarme precauzionale per il West Nile Virus veicolato dalle zanzare: “In tutti i Centri trasfusionali del Veneto viene effettuato l’esame tramite NAT-PCR per eescludere, sacca per sacca, la presenza del virus. Il periodo di “sospensione” di 28 giorni per chi vive nelle nostre province, quindi, non ha nessuna ragion d’essere”.

A fare gli onori di casa avisini anche i presidenti Avis di Venezia e Mestre-Marghera, Sandro Cicogna e Lucia Delsole e il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello.

Tutti i nostri politici si sono sottoposti al normale iter dei donatori periodici: registrazione, compilazione del questionario di responsabilità, visita medica e prelievo (di sangue o plasma o delle provette per l’idoneità). Subito dopo, tra l’altro saltando perfino il ristoro post donazione, l’iniziativa è stata presentata alla stampa nella Scuola Grande di San Marco, annessa all’Ospedale. L’Assessore Coletto ha sottolineato come: “Se la sanità veneta è un’eccellenza lo dobbiamo in gran parte all’opera delle nostre associazioni di volontariato, Avis in primis, che assicurano l’indispensabile supporto di sangue e suoi derivati agli ospedali non solo del Veneto, ma anche di altre regioni. Ma c’è sempre più bisogno, perché aumentano anche gli interventi chirurgici (in particolare trapianti, ndr) e per fortuna anche l’aspettativa di vita”.

Il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello, confermando il momento davvero difficile che sta attraversando il Veneto per l’aumento delle richieste, ha sottolineato come l’emergenza estiva in Italia sia destinata ad aumentare anche in autunno, visto che a causa della Chikungunya in Lazio è previsto un probabile “buco” di 28mila sacche.

Ciambetti e Donazzan hanno sottolineato invece come l’iniziativa sia anche un segnale ai giovani, cadendo proprio nel giorno di riapertura dell’anno scolastico. Donazzan, assessore all’Istruzione, ha poi chiesto ai giovani di riflettere sull’importanza di donarsi un po’ agli altri. Probabilmente, come ha suggerito Giorgio Brunello in conferenza stampa, nascerà una più profonda collaborazione fra assessorato e Avis regionale per diffondere la cultura della solidarietà nelle scuole.

I risultati, laddove si opera a livello scolastico, si vedono. Ne ha portato l’esempio il presidente di Avis Venezia, Sandro Cicogna: “Quest’anno, dopo una intensa attività di promozione nelle scuole medie superiori, abbiamo registrato ben 200 donatori in più di cui 170 dai 18 ai 25 anni: i giovani, se informati e stimolati rispondono”. (b.c.)

 

 

 

 

 

 

Su 700mila confezioni di latte Busche invito a ben nutrirsi e ben donare

Dai valore alla Vita, dai valore a ciò che mangi” è il messaggio stampato su oltre 700mila contenitori di latte fresco che ha iniziato a invadere tutto il Veneto dalla prima settimana di agosto. Lo slogan è stato coniato per l’iniziativa congiunta di LatteBusche e delle tre Associazioni di donatori volontari di sangue (Abvs, Avis e Fidas). Inviterà per mesi i consumatori a mantenere un sano stile di vita e a informarsi su come donare vita anche agli altri tramite il proprio sangue. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa.

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un momento della conferenza stampa

Una campagna capillare, che copre tutto il Veneto e il Friuli – dice il presidente dell’Avis regionale Gino Foffano – e che parte proprio nel mese in cui si rinnovano gli appelli a donare sangue prima delle vacanze. Una campagna che ci aiuta anche a rammentare a chi non è ancora donatore che è possibile informarsi e… diventarlo”. 

I contenitori di latte fresco che LatteBusche distribuirà in più di 700mila pezzi da qui a Natale riportano su un lato, oltre che lo slogan, anche il link www.donacolcuore.org. Il sito è parte della campagna estiva del Fondo Regionale Sangue (finanziato dalle tre associazioni) che punta a sostenere il numero delle donazioni soprattutto in un periodo, l’estate, sempre a rischio carenza.

L’aumento in estate degli incidenti stradali e, anche, in questo prima metà del 2016 del numero dei trapianti – dice il presidente Fidas regionale Fabio Sgarabottolo – mette a rischio le scorte delle emoteche. Ben vengano, quindi, tutte le iniziative che ci aiutano a promuovere il dono”. 

Il binomio LatteBusche – Associazioni Donatori affonda le radici anche in diversi valori comuni: spirito solidaristico, cura della sicurezza e genuinità di quanto “prodotto”, capillarità e vicinanza al tessuto sociale veneto.

È quanto ha detto fra l’altro Luigi Piva, coordinatore del Fondo Regionale Sangue“LatteBusche, che è una Cooperativa, garantisce la genuinità del latte prodotto da centinaia e centinaia di piccoli soci allevatori del nostro Veneto; le nostre associazioni da sempre sono impegnate a garantire con la promozione di un sano stile di vita la salute del donatore e quindi la sicurezza del sangue donato”.

“Essere stati scelti per la diffusione di questa campagna per una corretta alimentazione – afferma Matteo Bortoli, responsabile marketing della Cooperativa – è per noi ulteriore conferma della serietà con cui Lattebusche da sempre opera, mettendo al centro del progetto aziendale la tutela del consumatore e investendo ingenti risorse affinché questa sia sempre garantita.”

L’idea di una nuova collaborazione fra la Cooperativa più importante del Veneto come produzione di latte, latticini, formaggi e gelati e il mondo dei donatori non poteva che nascere in zona bellunese: “Memori della già consolidata disponibilità dell’Azienda verso i temi della solidarietà – afferma Gina Bortot, presidentessa dell’Abvs (Associazione bellunese donatori di sangue) – non potevamo che proporre a loro l’idea nata una sera a tavola con due giovani donatrici-dirigenti Abvs: Barbara Iannotta e Giulia Frigimelica. Un’idea che non poteva restare limitata, naturalmente, al bellunese e che per associazioni e Azienda stessa è quasi a costo zero anche se ampiamente diffusa sul territorio”. 

I cartoni di latte prenderanno la strada di molte catene di supermarket e ipermercati in Veneto. In tutti i punti vendita cooperativi “Bar Bianco” sparsi in Veneto e Friuli, poi, verranno affissi manifesti e locandine che richiamano la campagna di sensibilizzazione. La campagna verrà anche veicolata tramite i siti e le pagine social di associazioni e azienda, nonché tramite il periodico Dono&Vita di Avis regionale Veneto che pubblica regolarmente una rubrica sulla corretta alimentazione.

Costituito a Palazzo Ferro Fini il Gruppo consiliare Donatori sangue della Regione Veneto

“La costituzione del Gruppo consiliare dei Donatori di sangue costituisce un buon segnale dato ai cittadini ed un buon esempio da parte degli uomini delle istituzioni, in questo caso dei componenti dell’Assemblea legislativa regionale”. Con queste parole, il Presidente del Consiglio regionaleRoberto Ciambetti ha presentato oggi presso la Sala Cuoi di palazzo Ferro Fini il Gruppo dei Consiglieri regionali donatori di sangue. La proposta è partita dal Vicepresidente del Consiglio Bruno Pigozzo ed ha raccolto l’adesione, oltre che dello stesso Pigozzo, anche del Presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, del Presidente della Giunta Luca Zaia, dei Consiglieri Erika Baldin, Patrizia Bartelle, Manuel Brusco, Luca Coletto, Elena Donazzan, Nicola Finco, Gianluca Forcolin, Gabriele Michieletto, Alessandra Moretti, Piero Ruzzante, Claudio Sinigaglia e Alberto Villanova.

“La creazione del Gruppo – ha affermato Pigozzo – aggiunge valore al nostro ruolo di consiglieri. La scelta della donazione può essere personale o di gruppo; in ogni caso, la donazione deve tenere conto di due aspetti: il primo, donare aiuta a donare, ovvero il donare diffonde una cultura del dono che deve diffondersi tra le istituzioni e i cittadini; il secondo, ed è evidente, donare impone uno stile di vita corretto. L’iniziativa ha ricevuto quindici adesioni tra i cinquantuno consiglieri e si tratta di un numero elevato, una percentuale che sarebbe auspicabile avesse riscontro in tutto il Veneto”.
La presentazione del Gruppo consiliare è stata l’occasione per confermare il ruolo cruciale nell’organizzazione sanitaria regionale del Sistema Trasfusionale e il ruolo di riferimento nazionale riconosciuto al Veneto nel settore, come hanno ribadito il Responsabile CRAT (Coordinamento regionale attività trasfusionali) Antonio Breda e il Direttore della sezione programmazione risorse finanziarie SSR Mauro Bonin.
Hanno partecipato all’evento Gino Foffano, Presidente Associazione Volontari Italiani Sangue (AVIS) regionale Veneto, Fabio Sgarabottolo, Presidente Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (FIDAS) regionale Veneto, Gina Bortot, Presidente Associazione Bellunese Volontari Sangue (ABVS), Bertilla Troietto, Presidente Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO) regionale Veneto, Manuela Fossa, Vicepresidente del Coordinamento delle Associazioni Donatori Midollo Osseo (ADMO del Veneto), Sandrino Silvestri, Responsabile per la Salute presso l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Veneto.
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