C’erano una volta a Notre Dame un acrobata e una ballerina… Si sposano il 29 settembre a Modena e “donano” le loro non-bomboniere alla ricerca TES

Galeotto fu il tour di “Notre Dame de Paris”. Prova dopo prova, data dopo data, li ha portati dritti… all’altare! Un amore sbocciato nel 2016 tra le “mura” della Cattedrale, al più grande successo di sempre nella storia del musical italiano, tra ore di fatica e allenamenti, tra luci e fantastiche atmosfere, le voci di Lola Ponce e Giò di Tonno e le musiche del grande Riccardo Cocciante. Sembra scritta per un film, ma è tutta felicemente vera la storia di Beatrice Zancanaro e Alberto Poli. Beatrice ha 29 anni, è di Venezia ed è ballerina professionista. Alberto ne ha 28, è di Modena e fa l’acrobata. Si sposeranno il 29 settembre, nel modenese con l’intenzione di “abitare” a Jesolo (Ve), nelle pause di un lavoro che li porta in giro per il mondo. La proposta di matrimonio è arrivata in Turchia, “con un anello nascosto in un ovetto di cioccolato” sottolinea Beatrice, il corso pre matrimoniale l’hanno fatto a Los Angeles, il video di partecipazione a parenti e amici è stato girato in Arizona e inviato dal Messico. Assieme, ora, stanno dando vita all’AcroModernLab, progetto di laboratori di danza acrobatica per bambini e ragazzi da portare in giro per l’Italia e all’estero. Due giovani belli, molto innamorati e in formissima che, oltre ad avere in comune la grande passione per il movimento, lo spettacolo e le acrobazie, condividono il valore dell’altruismo, donando il sangue. Ci raggiungono in redazione, una calda mattina di agosto, per dirci che al loro matrimonio Avis ci sarà. Con Tes. Il loro racconto è tutto un guardarsi, sorridenti. “Per un giorno così felice abbiamo deciso di preferire alla classica bomboniera un contributo economico alla ricerca – spiega Beatrice – e dopo aver contattato varie Avis, la risposta entusiasta della regionale Veneto ci ha convinti a devolverlo a Tes, la fondazione, partner di Avis, che studia le malattie del sangue anche grazie a giovani ricercatrici. Questa cosa ci riempie di gioia”.  Mentre lo dice, Beatrice si emoziona. La sua mamma non c’è più e non potrà starle accanto, ma aiutare la ricerca potrà dare una speranza in più a tanti altri malati. Un gesto che verrà spiegato agli invitati con un biglietto, unito ad un piccolo gadget avisino. Sventolerà anche la bandiera dell’Avis, prontamente donata ai due piccioncini da redazione e segreteria regionale, a dire a tutti che “amore porta amore”. Auguroni…

Michela Rossato

 

Beatrice e Alberto, una grande passione!

Beatrice è stata nella Nazionale di ginnastica ritmica dal 2000 al 2008 per poi passare alla danza. Ad uno stage internazionale a Treviso ha ricevuto diverse borse di studio ed ha iniziato a sperimentare tanti stili di danza diversi. Ha partecipato ad “Amici” nel 2008. Da professionista ha ballato, tra gli altri, per Anastacia, Liza Minelli, Renato Zero e in diversi musical. È una ballerina del Cirque du Soleil, con cui ha anche fatto un tour di un anno in una nave da crociera. È stata nel cast del Notre Dame de Paris per un anno, dal 2016 a metà del 2017. È laureata in Arti e Scienze dello spettacolo.

 

 

 

Alberto a 12 anni si innamora di salti e acrobazie vedendo Notre Dame in televisione. Impara a farli seguendo i video su you tube. A 16 anni frequenta una scuola di ginnastica acrobatica. Nel 2007 fonda con alcuni amici il Team Vertical Limite, un gruppo di ballerini e acrobati con cui partecipa a spettacoli sempre più importanti. Un infortunio sembra arrestare la sua passione che, invece, riprende con determinazione. Decide di fare l’acrobata a tempo pieno. Partecipa ad alcuni provini ed entra al Notre Dame de Paris, dov’è anche swing, cioè l’acrobata che conosce anche la parte di tutti gli altri.

 

 

E la Ricerca ringrazia con i… risultati

Importante riconoscimento al lavoro di Tes! Il 29 giugno scorso la rivista scientifica internazionale, il Journal of Tissue Engineering and Regenerative Medicine, ha pubblicato un articolo che descrive i risultati del progetto di ricerca realizzato dai ricercatori di Tes e dell’Università di Padova, in collaborazione con i medici del Centro trasfusionale dell’ospedale di Belluno. Questo lavoro definisce le caratteristiche terapeutiche di un innovativo emocomponente, chiamato membrana leuco-fibrino-piastrinica, che viene prodotto dai medici trasfusionisti bellunesi per la terapia rigenerativa della cartilagine articolare. La membrana è un prodotto autologo, realizzato a partire dal sangue dei pazienti, che viene concentrato tramite aferesi nelle sue componenti principali: piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti. Come abbiamo avuto modo di spiegare già nei numeri precedenti, la ricerca di Tes ha permesso di stabilire che i benefici terapeutici della membrana leuco-fibrino-piastrinica derivano proprio dall’elevato contenuto di tali elementi. Nel dettaglio le piastrine producono delle proteine chiamate fattori di crescita, che svolgono un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei tessuti e nella formazione di nuovi vasi che porteranno il sangue al tessuto rigenerato; i globuli bianchi producono delle proteine dette citochine, che regolano lo stato di infiammazione del tessuto danneggiato. La fibrina conferisce alla membrana una struttura resistente, ma elastica ed estremamente manipolabile, che rende questo emocomponente facilmente suturabile sul sito del danno da riparare. Inoltre, la rete di fibrina che costituisce la struttura della membrana permette un rilascio controllato nel tempo delle proteine e delle cellule in essa intrappolate, garantendo un effetto terapeutico prolungato. Alla fine, la membrana va incontro ad un processo di biodegradazione allo scopo di lasciare spazio al nuovo tessuto rigenerato. Infine, è stato dimostrato che nella membrana leuco-fibrino-piastrinica anche le cellule staminali circolanti risultano estremamente concentrate rispetto alle condizioni fisiologiche. Questo facilita enormemente la procedura di estrazione di cellule staminali dal sangue, che acquisisce un ulteriore valore terapeutico come fonte di cellule ad alto potere rigenerativo. Proprio grazie alla consolidata partnership tra Avis, Abvs e la Fondazione Tes, che si occupa di ricerca nel campo della medicina rigenerativa, si è raggiunto questo importante traguardo scientifico. Il lavoro di ricerca contribuisce all’ampliamento delle conoscenze scientifiche sulle potenzialità terapeutiche del sangue, un tessuto dalle risorse inesauribili, che ancora deve essere scoperto in tutto il suo enorme potenziale.

dott.ssa Silvia Barbon, ricercatrice TES

Rovigo: la Giornata del Donatore dei giovani

Nella verde e rilassante cornice del castello di Arquà Polesine, si è svolta il 17 giugno l’iniziativa “Do scarpà in casteo” ideata ed organizzata dal Gruppo Giovani Avis provinciale Rovigo, in occasione della “Giornata del donatore di Sangue”. La manifestazione, accompagnata da musica e giochi per i più piccoli, ha visto il disputarsi di oltre dieci squadre composte da cinque giocatori (di cui una tutta al femminile) e che hanno dato vita ad un entusiasmante torneo di calcio balilla umano. Al primo posto si è classificata la squadra di Avis Frassinelle composta da Fabio, Mattia, Emanuele, Angelo e Luca; il secondo posto è andato alla New di Team dell’Avis di Castelguglielmo formato da Alfredo, Yuri, Michael, Melissa Vadym e Marco; sul terzo gradino sono saliti Riccardo, Lorenzo, Marco, Alberto, Silao, Maria Claudia e Marco. Era presente per l’Avis regionale Veneto il consigliere Renato Russo, mentre l’Avis provinciale di Rovigo era rappresentata dal Direttivo quasi al completo, capitanato dalla presidente Barbara Garbellini che al termine ha ringraziato il Gruppo Giovani, la Pro Loco e l’Amministrazione comunale arquatese, assieme al Centro Servizio Volontariato di Rovigo per i supporti.

Nei Grest estivi fra i giovani, bilancio di un’estate molto intensa

La “versione estiva” del Progetto Scuola Avis Veneto è giunta ormai alla sua quinta edizione, arrivando a definirsi un progetto a se stante chiamato “E-state con Avis”. Le attività proposte all’interno dei Grest e dei Centri Estivi sono quelle che nel corso dell’anno scolastico vengono fatte in classe, ma con qualche cambiamento per adattarsi al contesto. Gli incontri sono sempre condotti da operatori professionisti e utilizzano metodologie coinvolgenti come giochi di gruppo, esercizi di teatro sociale, lettura di fiabe… Nei mesi di giugno e luglio sono stati incontrati circa 1.400 bambini/ragazzi dai 6 ai 13 anni e 100 animatori dai 16 ai 20 anni. Gli incontri totali sono stati 45 e si sono svolti nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Verona coinvolgendo, oltre alle Avis provinciali che hanno collaborato nell’organizzazione delle attività, 20 Avis comunali. Con i bambini della scuola primaria (dai 6 agli 10 anni) le attività fatte con maggior frequenza sono state quattro. La prima è la “Pittura creativa” che attraverso la lettura di una fiaba e lo svolgimento di un’attività pittorica, porta i bambini a riflettere sull’importanza del lavoro fatto con gli altri, della forza e della bellezza delle opere collettive, concludendo con un forte messaggio di solidarietà, di cooperazione e impegno attivo. La “Cittadinanza Attiva: Primi Passi”, attraverso l’utilizzo di teatrino e marionette, racconta una storia ricca di sogni e speranze che poi si sviluppa in un’attività di ricerca di percorsi condivisi di cittadinanza attiva, mentre il “Fiabilas Gigante” è un gioco che aiuta a riflettere sugli stili di vita sani e sui comportamenti solidali. I ragazzini delle scuole Secondarie di 1° grado (dagli 11 ai 13 anni) hanno invece partecipato a: “Giocavis”, un gioco a squadre che accompagna i ragazzi in una profonda riflessione sull’importanza dell’aiutare gli altri, del dono e della solidarietà; e al “Teatro Immagine”, un’attività di teatro sociale dove i ragazzi vengono portati a riflettere sui temi della partecipazione, del futuro non come minaccia ma come promessa, dell’impegno attivo nel sociale, dell’altro come ricchezza.

Per informazioni ed approfondimenti: https://www.avisveneto.it/area-scuola/

Ricominciata la scuola e Venezia entra in 1100 famiglie con i diari scolastici di elementari e medie

La Avis entra nelle case dei veneziani con i diari scolastici! Sono 1100 i diari personalizzati dall’Avis distribuiti agli studenti di diverse scuole primarie e secondarie inferiori di Venezia per l’anno 2018/2019. L’Avis lagunare, infatti, ha stretto accordi con alcuni istituti locali per inserire nei diari scolastici, che vengono consegnati a inizio anno a tutti gli alunni, informazioni relative al dono del sangue e all’attività svolta nel territorio da Avis Venezia. In questo modo i ragazzi saranno accompagnati nel loro percorso formativo dalla presenza costante dell’associazione. Non solo: attraverso questi diari entreranno in contatto con il mondo Avis anche fratelli, sorelle, le famiglie degli studenti. L’obiettivo è sensibilizzarle al dono del sangue e stimolare i genitori già donatori ad aumentare la frequenza della donazione. Chi volesse mettersi in contatto con l’associazione per iniziare a donare o partecipare alla vita associativa, troverà tutti recapiti necessari sul retro di copertina dei diari.

Davide Del Negro

Servizio Civile in Avis: in Veneto 18 posti per giovani tra i 18 e 28 anni

È uscito il bando per il Servizio civile in Avis. Un’opportunità unica di crescita e arricchimento personale, umano e professionale per giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliano mettersi in gioco nel campo della solidarietà e del sociale.

In Veneto i posti a disposizione sono in totale 18: 2 presso la sede di Avis regionale a Treviso, 2 presso le Avis provinciali di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona, 1 presso le Avis comunali di Chioggia e San Donà di Piave, altri 2 alle Avis comunali di Rovigo e Verona.

Molti i “settori” in cui opereranno i giovani che scelgono il periodo in Avis: dall’accoglienza alla chiamata dei donatori di sangue e plasma, dalla promozione della donazione nelle scuole e tra la popolazione all’organizzazione di eventi, dalla comunicazione (anche presso la redazione del periodico e l’ufficio stampa regionale) alle attività di segreteria, in base alle necessità delle sedi. Sono previste 30 ore settimanali per 12 mesi.

 

Oltre a concrete esperienze di solidarietà, il Servizio civile nazionale (Scn) permette ai ragazzi di partecipare gratuitamente a numerosi corsi di formazione organizzati dall’Avis in collaborazione con partner e co-promotori delle attività sul territorio. Viene, inoltre, riconosciuto da alcune Università in termini di crediti formativi e di tirocinio, e garantisce un rimborso da parte dello Stato pari a 433,80 euro mensili.

Come si diventa volontari di Servizio civile in Avis?

Basta avere un’età compresa tra i 18 e i 28 anni e collegarsi al sito di Avis nazionale www.avis.it, scegliendo nel menù in alto “Unisciti a noi” e poi cliccando su “Servizio civile” fino al bando 2018. Sono indicati i vari progetti, cercare quello del Veneto. Sul sito è disponibile tutta la documentazione da compilare e presentare entro la scadenza del 28 settembre 2018. Una volta iscritti, si parteciperà alle selezioni che terranno conto della valutazione del proprio curriculum e dell’esito di un colloquio con un’apposita commissione. Al termine di questi incontri, una graduatoria decreterà ufficialmente chi potrà svolgere il periodo di Scn in Avis!

Sul prossimo numero di “Dono&Vita” troverete un articolo a riguardo, oltre al manifesto ufficiale della campagna nazionale che ha come testimonial alcuni ragazzi veneti.  Per qualsiasi informazione si può contattare la segreteria di Avis regionale Veneto, in via ospedale 1 a Treviso, con tel. 0422 405088.

(Ufficio stampa Avis Veneto)

Sei donatori in famiglia: gli Umana superano le cento donazioni

Splendido esempio di famiglia avisina nella settimana che celebra la “Giornata del donatore”, giovedì 14 giugno.

A Montebelluna, nel trevigiano, la famiglia Umana ha superato le cento donazioni di sangue e plasma. Sempre con il sorriso, un po’ d’ansia e l’emozione di un gesto tanto semplice quanto importante!

Giuseppe di 59 anni e Giovanna Scandiuzzi di 54, sono donatori Avis dagli anni Ottanta e hanno “trasmesso” la passione per la donazione a tutti e quattro i figli: Matteo di 24, le gemelle Paola e Marta di 23 anni e Andrea di 18.

Al Centro trasfusionale dell’ospedale “San Valentino” di Montebelluna, dove donano abitualmente, la famiglia è stata festeggiata dai dirigenti Avis e dal personale sanitario, quale esempio da seguire in vista della Giornata mondiale del donatore, che si celebra il 14 giugno.

“Una bella testimonianza di quanto l’ambiente familiare sia importante nel trasmettere valori positivi – ha dichiarato Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso che li ha accolti. “I nostri genitori hanno fatto da traino alla nostra scelta di donare, noi a nostra volta a compagni di classe ed amici – spiegano le ragazze.

“L’Avis l’abbiamo poi conosciuta meglio a scuola e ci siamo ancor più convinti – continua Matteo, che ha frequentato l’istituto agrario come le sorelle e il “piccolo” di casa, Andrea, in questo periodo alle prese con la maturità. Tutti più o meno concordi sul perché siano ancora troppo pochi i giovani che scelgono di donare: “serve maggiore informazione, ma anche maggior coraggio da parte dei nostri coetanei. La paura dell’ago è spesso una scusa alla pigrizia di dire sì, lo faccio. Il timore lo abbiamo e lo proviamo ogni volta tutti. Ma si supera, e ciò che si riceve è indescrivibile perché si salva una vita”.

“Queste testimonianze sono il più bel messaggio per la popolazione tutta e la dimostrazione che chiunque, in buona salute, può donare – conclude il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello – questa famiglia e questi ragazzi sono il miglior biglietto da vista dell’intera associazione”.

 

(Michela Rossato- Foto di Beppe Castellano)

Rugby: Memorial “Nicola Prati” domenica 10 giugno con Avis

Si terrà domenica 10 giugno, sui campi di San Pietro in Cariano (Vr), casa del Rugby Club Valpolicella, la quarta edizione del Memorial “Nicola Prati”. Il torneo di rugby Seven è organizzato dal Rugby Club Valpolicella assieme all’Avis nel ricordo di Nicola, ragazzo avisino scomparso nel 2014 che permise l’avvio della partnership tra la società giallorossa e l’associazione dei donatori.

Assieme al club giallorosso saranno direttamente coinvolte nell’organizzazione e nel supporto l’Avis comunale di San Giovanni Lupatoto, l’Avis comunale di San Pietro in Cariano, l’Avis comunale di Verona (70 anni di attività), l’Avis provinciale di Verona (60 anni di attività) e per la prima volta anche Avis regionale (che festeggia, invece, 50 anni) che darà il proprio patrocinio, a testimonianza dell’importanza assunta dal torneo e che, edizione dopo edizione, richiama ad un impegno istituzionale e ufficiale sempre crescente. Quest’anno saranno impegnate le Under 18 e Under 16 di importanti società del panorama ovale italiano.

“Il torneo è anche occasione per rendere partecipi gli atleti e gli accompagnatori circa il bisogno di donare sangue, portando avanti la nostra campagna di sensibilizzazione che trova nel Rugby Club Valpolicella un motore importante – racconta Ezio Aldrighetti, responsabile del rapporto tra il club di San Pietro in Cariano e l’Avis.

“Si è appena conclusa una stagione in cui abbiamo avuto un grande riscontro di partecipazione alle tematiche del dono da parte dei giocatori e degli spettatori, sempre numerosi sugli spalti dello stadio di Via Tofane in occasione delle partite casalinghe del Santamargherita – prosegue Aldrighetti a proposito della stagione della Prima Squadra giallorossa. “Ringraziamo come sempre lo staff dirigenziale che sempre si presta con la massima disponibilità a soddisfare le nostre richieste. Mi auguro di proseguire anche nel prossimo futuro questo proficuo rapporto di collaborazione, augurando fin da subito in bocca al lupo a tutte le formazioni giallorosse”.

Un ringraziamento, infine, per il West Verona del Presidente Mario Ramundo, la cui squadra ha giocato i campionati di C1 e C2 con il logo Avis sulla maglia: “E’ un simbolo di testimonianza e vicinanza per noi molto importante – conclude Aldrighetti.

 

Alberi “avisini” allo Street Marketing Festival di Padova per avvicinare alla donazione

Simpatici “alberi avisini” per avvicinare in modo originale ed insolito i cittadini alla donazione del sangue. Si trovano nell’area dedicata all’Avis allo “Street Marketing Festival” in corso nel centro di Padova fino a domenica 27 maggio. Il Festival è dedicato alle strategie di comunicazione pubbliche con denominatore comune la strada, per sorprendere i consumatori in momenti e luoghi insoliti.

Aperta anche al volontariato, la campagna di comunicazione Avis prevede l’installazione di una foresta di alberi di legno con rami rossi che protendono verso il cielo, richiamando metaforicamente le vene del braccio. Come nelle vene scorre il sangue, nei rami scorre la linfa: gli alberi rappresentano, quindi, un’interpretazione “leggera” e poetica delle vene.

All’inizio della manifestazione l’opera si presenta spoglia, come alberi in inverno. Il pubblico viene invitato a prendere le “foglie” (adesivi che vengono distribuiti in giro per la città), avvicinarsi alla foresta dell’Avis e appenderle ai rami, creando così la chioma dell’albero. Dopo aver donato la foglia all’albero, la persona stessa riceverà un dono. Il piccolo e simbolico premio ricorda l’importanza del gesto del donare. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della promozione e organizzazione di campagne di comunicazione sociale, informazione e sensibilizzazione al dono del sangue di Avis regionale Veneto. Accanto alla stampa associativa, al passaparola, all’informazione e promozione nel corso di eventi e alle attività educative nelle scuole (dalla primaria agli Istituti Superiori), negli ultimi anni ha anche investito molto nella formazione dei volontari per l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione, al fine di fornire strumenti capaci di avvicinarsi in maniera più immediata ed efficace al mondo giovanile.

In linea con questa tendenza è la partecipazione di Avis Veneto allo Street Marketing Festival (insieme al Coordinamento Giovani regionale Avis, ad Avis provinciale Padova e all’Avis comunale di Padova) che, grazie al contributo dell’illustratrice Martina Tonello, intende avvicinare i cittadini ad Avis con un approccio interattivo ed innovativo.

L’inaugurazione giovedì 24 maggio, con intervento del presidente di Avis regionale Veneto Giorgio Brunello, ha aperto l’area degli alberi, alla quale tutti possono accedere per appendere la propria foglia della solidarietà. M.R.

 

Una festa di sport e solidarietà a Mirano il 5 maggio con Avis, Telethon, Artisti TV, giornalisti-calciatori e “vecchie glorie”

È stato il “rosso Avis” a colorare la giornata di sport e solidarietà di Mirano di sabato 5 maggio. In occasione della “Partita del Cuore” a favore di Telethon – triangolare di calcio amatoriale fra la Nazionale Artisti TV (con tanti volti noti della televisione), Mirano Dream Team (vecchie glorie della Miranese Calcio) e TVPressing (giornalisti di Treviso e Venezia) – questi ultimi sono scesi in campo sfoggiando la maglia ufficiale del 50° di Avis regionale. Ma non solo loro.

Innumerevoli anche i volontari Avis di Mirano (presenti con due gazebo ricchi di gadget) vestiti Avis e anche chi ha voluto indossare la maglietta rossa fra il pubblico. Non mancava, naturalmente lo stand Telethon con i “biscotti del cuore”, in occasione della settimana che precede la Festa della mamma. Questo era, infatti, il fine della manifestazione: raccogliere fondi per la ricerca scientifica sulle malattie rare e genetiche. Come ha sottolineato Giorgio Gobbo per Avis regionale, la collaborazione fra Avis e Telethon dura ormai da più di 15 anni. Così come quella fra Avis Veneto e TVPressing, i cui giocatori-giornalisti portano da sempre il logo avisino sulle maglie.

Straordinario pomeriggio di sport e festa, insomma, preceduto dal mini triangolare dei “piccoli calci”, i calciatori in erba delle Polisportive miranesi. A fare gli onori di casa l’assessore allo sport di Mirano Cristian Zara (coach delle “vecchie glorie”) e Stefano Tigani per Telethon (mister-giocatore degli Artisti TV). A rappresentare Avis Provinciale di Venezia la Vice presidente Gianna Moras e per Avis Mirano, naturalmente, il presidente Giuliano Casotto con la sua vice Laura Zanardo.

La squadra “targata Avis”, per raccontar della parte agonistica, ce l’ha messa tutta per non perdere e… ci è riuscita. Guidati dal capitano Tiziano Graziottin de “Il Gazzettino”, i giornalisti hanno prima pareggiato 2 a 2 con la Miranese, poi hanno fermato sul risultato a “occhiali” (0-0) la rappresentativa Artisti. Il doppio pareggio è valso loro il secondo posto nel mini-torneo che ha visto prevalere i padroni di casa di Mirano che hanno battuto gli Artisti per 2 a 1 nell’ultimo incontro.

Al di là del risultato sul campo, però, la giornata ha raggiunto il suo vero traguardo dando visibilità mediatica alla solidarietà e al volontariato sotto diversi aspetti. Dalla raccolta di fondi per la ricerca, alla raccolta di sangue e plasma, sempre più necessaria in provincia di Venezia e in tutto il Veneto.

Va “de pressa2”

 

Ugo Conti tricolore

Numerosi i volti noti, in campo e a bordo campo, come l’attore Ugo Conti che non si è sottratto, come i suoi colleghi, ai selfie con i presenti (soprattutto bambini). Non è mancato un suo gustoso “siparietto”. Dopo aver discusso con il nostro direttore responsabile sulle prestazioni del “mezzo”, Conti ha fatto anche un giro dello stadio con lo scooter elettrico sventolando assieme la bandiera tricolore e quella di Avis regionale Veneto. Ugo… Eccezzziunale veramente!

Grazie Fabrizio! Per il tuo Dono qualcuno in Veneto continua a vivere e a far del bene: Valeria Favorito

Fabrizio Frizzi, il noto presentatore venuto a mancare nella notte, era molto legato al mondo del volontariato, a Telethon e all’Avis. Testimonial dell’Admo, oltre a contribuire a diffondere la cultura della donazione, ha donato il midollo osseo nel 2000 a una bambina malata di leucemia: Valeria Favorito. Quella bambina nata ad Erice, ma ormai veronese dai tempi della prima malattia, oggi è una giovane donna, innamorata della vita. È sempre in prima linea con Admo ed Avis nel raccontare in ogni occasione l’importanza di ogni tipo di dono.

Valeria, poco dopo il primo trapianto di staminali donate da Fabrizio Frizzi, è riuscita ad incontrare il suo “fratellone di sangue”. Alla sua-loro storia il nostro periodico “Dono&Vita” ha dedicato vari articoli in questi anni. Ecco uno degli ultimi, nel numero di settembre 2015. ValeriaFavorito2015

Con un video, registrato da Leonardo Castellano per la redazione di Dono&Vita-Avis Veneto ad agosto 2015, Valeria ha voluto raccontare – facendolo girare in scuole e altri eventi – la sua storia e la necessità del dono del sangue, di tutti i tipi. Racconta anche come, adolescente, ha cercato tenacemente Fabrizio Frizzi dopo il primo trapianto. Poi il ritorno di una malattia diversa nel 2013 e il secondo trapianto con sangue midollare di un anonimo donatore tedesco. Fabrizio le è stato sempre vicino, anche in quest’ultima occasione (vedi foto, courtesy Valeria, ph Marco Scarpa) andandola a trovare in ospedale e durante il decorso post trapianto.

Verona 21-12-2013
VALERIA FAVORITO
La maratona della vita,
Valeria Favorito e Fabrizio Frizzi: storie di straordinaria solidarietà.
Quando un gesto d’amore verso il prossimo, un prossimo che non conosci ma che sai di poter aiutare, diventa rinascita, allora siamo in grado di raccontare storie di vita straordinarie come quella di Valeria Favorito, sopravvissuta grazie al trapianto di midollo osseo e per merito della donazione di una persona speciale come Fabrizio Frizzi.
Nella stessa serata sara’ consegnato il ricavato del libro “Ad un passo dal cielo”:
Ph: Marco Scarpa/SkorpionPress

Era presente con Valeria e i suoi genitori (foto sotto, courtesy Valeria, ph Marco Scarpa) anche quando nel 2013 i proventi della vendita del libro “A un passo da cielo” sono stati consegnati al reparto ematologia di Borgo Roma per una borsa di studio per la ricerca.

Verona 21-12-2013
FABRIZIO FRIZZI , LA MAMMA GIOVANNA FAVORITO , IL PAPà LUCIANO FAVORITO , IL DOTT FABIO BENEDETTI , RESPONSABILE TRAPIANTI EMOTOLOGIA POLICLINICO BORGOROMA (VERONA) MEDICO DI VALERIA .
VALERIA FAVORITO
La maratona della vita,
Valeria Favorito e Fabrizio Frizzi: storie di straordinaria solidarietà.
Quando un gesto d’amore verso il prossimo, un prossimo che non conosci ma che sai di poter aiutare, diventa rinascita, allora siamo in grado di raccontare storie di vita straordinarie come quella di Valeria Favorito, sopravvissuta grazie al trapianto di midollo osseo e per merito della donazione di una persona speciale come Fabrizio Frizzi.
Nella stessa serata sara’ consegnato il ricavato del libro “Ad un passo dal cielo”:
Ph: Marco Scarpa/SkorpionPress

Abbiamo raggiunto telefonicamente Valeria Favorito a Trapani, dove era andata per preparare il suo prossimo matrimonio previsto il 1° settembre. “Non ho parole – ci ha detto Valeria – ci sono momenti in cui non si possono trovare… È come se avessi perso una parte importante di me. L’avrei voluto al mio prossimo matrimonio, come testimone. Sono certa che sarà ugualmente con noi, da lassù…”.

Oggi, attraverso questa straordinaria testimonianza, vogliamo stringerci a Valeria e alla famiglia di Fabrizio ricordando la grande generosità di questo artista e il forte messaggio di solidarietà che ha trasmesso con l’esempio del suo gesto e con gli inviti al dono, di midollo e sangue, lanciati tante e tante volte anche attraverso le sue trasmissioni televisive.
Ciao Fabrizio. Grande cuore.

La redazione di Dono&Vita

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