Fiods: “Plasma, risorsa strategica come acqua potabile e energia”, Liumbruno (Cns) al Seminario mondiale donatori

È iniziato oggi con una lezione magistrale del dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, il 10° Seminario internazionale della Fiods (Federazione internazionale organizzazioni donatori sangue) che si sta svolgendo fra oggi e domani a Castelbrando di Cison di Valmarino (TV). Particolarmente interessante la mole di dati a livello mondiale che ha illustrato Liumbruno, ponendo in particolare l’accnto sulla risorsa plasma e plasmaderivati, la cui richiesta nel mondo continua ad aumentare in modo esponenziale. Una risorsa veramente strategica – ha affermato Liumbruno – al pari dell’energia e dell’acqua potabile. Ed è un mercato che è destinato a toccari un giro d’affari di 21 miliardi di dollari nel 2021. L’Italia si pone fra i raccoglitori di plasma più importanti in Europa, pur raccogliendo, a differenza di altri Paesi anche dellUE ESCLUSIVAMENTE da donarori volontari, non remunerati, periodici e per la maggior parte associati. (b.c.)

Fiods: da 28 Paesi di Europa, America e Africa in Veneto per parlare del futuro del dono del sangue nel mondo

Tutto il mondo dei Donatori volontari di sangue sarò presente questo fine settimana in Veneto. E stavolta “mondo” non è usato come eufemismo. Arriveranno da Europa, Americhe e Africa, infatti, i rappresentanti dei donatori di sangue volontari, gratuiti, periodici delle Associazioni di volontariato del sangue che aderiscono alla Fiods (Federazione internazionale organizzazioni donatori di sangue). L’occasione è il 10° Seminario internazionale Fiods che si svolgerà a Cison di Valmarino (TV) venerdi 27 e sabato 28 ottobre.

Sarà occasione, nella splendida cornice di Castelbrando, per fare il punto sulla situazione della donazione di sangue e plasma nel mondo. Un “mercato” – in particolare per i medicinali plasmaderivati – in continua espansione che toccherà nel 2021 oltre 21 miliardi di dollari l’anno, sia nei paesi occidentali, sia soprattutto in quelli in via di sviluppo. “Sottilineiamo, come Fiods, che la “donazione” deve essere gratuita e volontaria, non dazione a pagamento come avviene ancora in tante parti del mondo. Questo per la sicurezza del donatore, ma soprattutto del ricevente finale”, afferma con forza Gianfranco Massaro, presidente italiano della Fiods al suo secondo mandato. “E non serve andare molto lontano. Per trovare donatori di plasma a pagamento basta andare nella vicina Austria, in Germania, in Repubblica Ceca e Slovacchia, Paesi della UE. L’opera della Fiods è quella di far crescere sempre più nel mondo, anche nei paesi in via di sviluppo, la donazione volontaria e gratuita sul modello che nacque esattamente 90 anni fa in Italia con il dottor Formentano, fondatore dell’Avis. Questo per evitare che un “farmaco” essenziale alla vita non sia mercificato”.

Al Seminario di Castelbrando parteciperanno i rappresentanti delle associazioni di volontariato del sangue provenienti da 28 Paesi. 81 in tutto, compresa l’Asia, sono le Nazioni che esprimono associazioni presenti in Fiods.

“Non è un caso se, proprio quest’anno, il seminario si tiene in Italia e in Veneto – dice Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto – la nostra Avis regionale, infatti, è stata promotrice già da molti anni di progetti di cooperazione internazionale con la Bolivia, l’Argentina, El Salvador e altro Paesi dell’America Latina. Il modello italiano che preserva sangue e plasma dalla compravendita antietica, grazie ai dirigenti Avis Veneto e nazionali, viene a poco a poco esportato nel mondo”. 

Al Seminario, che si aprirà venerdì pomeriggio, ma che avrà il suo clou per tutta la giornata di sabato parteciperanno tra gli altri:

Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, Maria Rita Tamburrini, della Direzione generale prevenzione del Ministero della Salute, Ufficio trapianti, sangue ed emocomponenti; Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue; Alberto Argentoni, presidente (veneto) di Avis nazionale, Pierluigi Berti, Presidente della Simti, la società scientifica di Medicina trasfusionale e Immunoematologia e Andrea Tieghi, presidente di Emoservizi-Avis nazionale.

Ecco il programma

Invito-FIODS-10°-Seminario

Iene-Avis. Regionale Veneto solidale con i donatori periodici di Avis Campania. La sicurezza della raccolta in Veneto

In merito alla trasmissione “Le Iene” di ieri sera, domenica 8 ottobre, diffondiamo il comunicato stampa ufficiale di Avis nazionale.

Aggiungiamo un breve commento del presidente di Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, di solidarietà verso tutti i donatori volontari e periodici di Avis Campania e su come funziona la raccolta in Veneto.

Prima di tutto esprimiamo solidarietà a tutti i donatori periodici di Avis Campania e anche a quelle Avis che attendono l’accreditamento dei punti fissi di raccolta. Non dobbiamo mai fermarci, ovunque, nell’impegno gratuito, solidale a favore dei più deboli, degli ammalati, degli ultimi. In Veneto Avis ha sempre agito con trasparenza e senza alcun interesse. E ovunque siamo sempre pronti a isolare chi non si comporta correttamente. Abbiamo gli anticorpi per reagire e proseguire a salvare tante vite umane.

Il sistema di raccolta di sangue e plasma in Veneto, poi, garantisce da sempre tutti i più moderni sistemi di controllo del donatore e di tracciabilità delle sacche donate. Questo sia nel Centri trasfusionali pubblici (dove si effettua l’87% delle donazioni), sia nei Centri di raccolta fissi gestiti Avis provinciali di Treviso, Venezia e Padova. Tutti i Centri di raccolta, pubblici o Avis, sono accreditati  dal Ministero e Regione Veneto già dal 2015. Nessuna autoemoteca per la raccolta associativa esiste nella nostra Regione e dovunque si effettua la prima donazione differita.” (b.c.)

COMUNICATO STAMPA AVIS NAZIONALE

Sabato 23 settembre scorso il Consiglio Direttivo di Avis Nazionale ha ricevuto la visita di una troupe televisiva del programma “LE IENE”.

Hanno prima intervistato il Vicepresidente Pasquale Pecora presso l’hotel dove aveva alloggiato il venerdì sera poi, una volta arrivati in sede, hanno chiesto di intervistare il Presidente Alberto Argentoni.

Durante il colloquio con la redazione, che si è svolto in un clima di grande serenità e con la consapevolezza che AVIS sia una grande e importante associazione italiana, sono stati portati alla conoscenza del Presidente alcuni fatti relativi a un possibile conflitto di interessi riguardante il consigliere Pasquale Pecora e anche, purtroppo, prove di alcune irregolarità di una equipe Avis nella selezione dei donatori occasionali avvenute in Campania.

A seguito di ciò, dopo un confronto tra il Presidente Argentoni e il Vicepresidente Pecora, quest’ultimo ha rassegnato le proprie dimissioni pur dichiarandosi estraneo alla vicenda. Le Sue dimissioni sono stata prontamente accettate.

Tale decisione, , su cui anche il Consiglio Nazionale e la Consulta dei Presidenti delle Avis regionali si erano trovati concordi, è stata presa al fine di tutelare l’immagine  e la posizione di AVIS, associazione in cui si riconoscono oltre 1 milione e trecentomila donatori di sangue.

AVIS Nazionale si impegna altresì a svolgere un’accurata indagine conoscitiva interna ed esterna per fare chiarezza sulle vicende segnalateci e ad assumere i provvedimenti più opportuni.

Peraltro, AVIS Nazionale è sempre stata attenta ai profili etici ed è dotata di un proprio Codice etico a cui tutti i soci sono chiamati ad attenersi. Inoltre,  nel 2014,  l’Assemblea Generale di AVIS ha approvato una direttiva che chiede di adottare in tutta Italia la prima donazione differita (ossia compiuta dopo alcune settimane dal colloquiovisita con il medico e dall’esecuzione degli esami di laboratorio che hanno stabilito l’idoneità dell’aspirante donatore), così da evitare le donazioni occasionali e far crescere la sicurezza e la qualità del sistema trasfusionale.

Avis, i suoi volontari e il suo consiglio direttivo sono i primi danneggiati in questa vicenda, ed è con profondo rammarico che, a nome di tutti, chiediamo scusa per questo increscioso episodio. 

Il Consiglio Direttivo di AVIS Nazionale – La Consulta dei Presidenti delle Avis Regionali.

Aggiornamento Chikungunya Roma. Comunicato stampa del Centro Nazionale Sangue

Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia

Donazioni coordinate e scaglionate nei prossimi giorni

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. “L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

Giancarlo Maria Liumbruno, direttore Centro nazionale sangue

“È importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

Nel frattempo ci giunge notizia di casi, circoscritti subito, di Chikungunya in provincia di Modena, a Fabriano (AN) e in provincia di Mantova. Sono scattate immediatamente le misure di disinfestazione delle zanzare. Aggiornamenti sulle eventuali sospensioni di donazioni di SOLO SANGUE INTERO nelle prossime ore. (b.c.)

Allarme Chikungunya nel Lazio. Chiamati al dono tutti i donatori del Veneto, ma programmando gli accessi.

Anche i donatori del Veneto che abbiano soggiornato anche per poche ore nel comune di Roma dal 25 agosto in poi o ad Anzio a far data dal 1° agosto sono SOSPESI dalla SOLA DONAZIONE DI SANGUE per 28 giorni dalla data di soggiorno. È possibile invece donare tranquillamente plasma e piastrine destinati all’inattivazione virale per uso clinico e il plasma destinato alla lavorazione industriale per produrre medicinali plasmaderivati.  Questo quanto contenuto, fra l’altro, in una circolare diramata il 13 settembre dal Centro Nazionale Sangue che ha messo in allarme tutti i Servizi trasfusionali italiani perché si attivino, anche con aperture straordinarie, per supportare la carenza di globuli rossi che si trova ad affrontare il Lazio a seguito di alcuni focolai di Chikingunya veicolata dalla zanzara tigre. Il virus della Chikungunya non può essere ancora evidenziato, a differenza del West Nile Virus, dal test NAT-PCR già in atto da tempo in tutto il Veneto.

”È una situazione che ci mobilita tutti in ogni parte d’Italia”, ha dichiarato oggi 15 settembre alle ore 15 il Presidente regionale Avis Giorgio Brunello. Era appena reduce, a Roma, da un incontro al Ministero della Salute assieme rappresentanti medici e associativi di tutte le Regioni d’Italia.

“A nome delle Avis che fanno raccolta associativa (in Veneto Padova, Venezia, Treviso, ndr) – ha detto Brunello – ci siamo impegnati a intensificare i nostri sforzi per dare il nostro contributo. Per quanto riguarda i Servizi trasfusionali pubblici (dove in Veneto si raccoglie più dell’80% del sangue) l’invito del Centro nazionale sangue ad effettuare aperture straordinarie di raccolta DEVONO, in questa ulteriore emergenza, adeguarsi il più possibile alle esigenze dei donatori volontari. Per esempio con aperture dei Centri il sabato e la domenica, dove già non si fa, e nel pomeriggio. Invitiamo inoltre i nostri donatori – ha avvertito Brunello – a NON affluire ai Centri di raccolta sull’onda dell’emozione, ma a tenersi pronti a rispondere SUBITO alle chiamate delle proprie Avis. La situazione di emergenza di Roma è governata a livello di Centri nazionale sangue e Centri regionali sangue di tutta Italia in base alle necessità, naturalmente con la piena collaborazione di tutte le Associazioni”. L’invito è quindi a mettersi in contatto, se intenzionati a donare, con le proprie Avis e/o con i propri Centri di prelievo per programmarla e non intasare i servizi trasfusionali.

Potrebbe infatti durare, questa emergenza, per un mese intero. In media da tutta Italia serviranno, stante la situazione, circa 250 sacche in più al giorno da inviare a Roma. 850 sacche sono state già da ieri messe a disposizione dal nostro Veneto e da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardi, Marche, Trentino e Toscana.

Riportiamo un estratto di quanto comunicato dal Centro nazionale sangue il 13 settembre, la dichiarazione del presidente nazionale Avis Alberto Argentoni di ieri 14 settembre e una breve descrizione della CHIKUNGUNYA

Estratto del COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO NAZIONALE SANGUE

A seguito dei casi di Chikungunya che sono stati confermati a Roma è stato deciso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del comune di Roma, insieme ad una ulteriore serie di misure cautelative.

Lo comunica il Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità, che ha già attivato tutte le procedure per sopperire alle eventuali carenze.

La sospensione totale delle donazioni riguarda solo la Asl 2 di Roma e il Comune di Anzio. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni.

“Sono state attivate tutte le misure  possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno – a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni è già partita una gara di solidarietà che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DI AVIS NAZIONALE, ALBERTO ARGENTONI

 “Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue. Siamo sicuri che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le proprie donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali. 
Quanto ai provvedimenti delle autorità sanitarie in tema di Chikungunya e di altri virus, è sempre opportuno ricordare che sono attuati per garantire la massima qualità e sicurezza del sangue raccolto e trasfuso a tutti i pazienti riceventi”.

CHE COS’E’ LA CHIKUNGUNYA

 La Chikungunya (CHIKV) è una malattia di origine virale, causata da un virus che appartiene alla famiglia delle Togaviridae (Arbovirus), del genere degli Alphavirus.

Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si possono manifestare sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e soprattutto importanti dolori articolari (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), a causa dei quali i pazienti tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni che consentano di limitare il dolore.

Il quadro è accompagnato, in alcuni casi, da manifestazioni cutanee maculopapulari pruriginose, che talora possono assumere caratteristiche di tipo emorragico benigno (petecchie, ecchimosi, epistassi, gengivorragie). Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, anche se i dolori articolari possono persistere anche per molti mesi.

Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.

Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni, via via che evolverà la situazione.

Ufficio stampa Avis Veneto. Beppe Castellano e Michela Rossato

La battaglia del plasma: gare, ricorsi, accordi, libero mercato?

ll 23 agosto scorso il Tar del Veneto ha emesso una sentenza che riguarda, e sconvolge, la produzione di plasmaderivati in conto lavorazione dal plasma raccolto in Veneto, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Valle D’Aosta e Province Autonome di Trento e Bolzano. In pratica il NAIP (Nuovo Accordo Interregionale Plasma) che ha come capofila la Regione Veneto che ha gestito tutto l’iter. In sostanza il Tar di Venezia  ha annullato il risultato dell’aggiudicazione della gara di appalto che era stata vinta dalla multinazionale farmaceutica australiana (ma con stabilimenti in Svizzera e Germania) CLS Behring.

A subentrare, sempre secondo il Tar, deve essere l’italiana Kedrion Spa, seconda classificata nella gara davanti alla terza concorrente: la spagnola Grifols Italia Spa.

Si legge nella sentenza: “la CLS Behring avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura di affidamento… Pertanto l’aggiudicazione disposta in favore della CLS Behring deve essere annullata”.

Uno degli stabilimenti attraverso i quali doveva venir trasformato il plasma NAIP non è infatti fra gli impianti autorizzati dal Ministero della Salute. È ubicato in Germania, quindi “estraneo al perimetro autorizzativo del Ministero della Salute”.

La Legge prevede infatti che il plasma dei donatori volontari non remunerati italiani non possa essere lavorato in stabilimenti siti in Paesi, pur facenti parte dell’Unione Europea, dove è prevista la remunerazione del dono del plasma o del sangue. La Germania è uno di questi insieme all’Austria.

Il NAIP con capofila il Veneto è una delle quattro aggregazioni di Regioni che, sulla base di gare pubbliche, dovranno assicurare l’autosufficienza nazionale di plasmaderivati che, lo ricordiamo, in Italia sono di “proprietà pubblica”.

Materia prima (plasma), semilavorati e prodotti finali come albumina, immunoglobuline, fattori VIII e IX della coagulazione (per la cura dell’emofilia), fibrinogeno, antitrombina… ristorate le spese di trasformazione alle aziende farmaceutiche RESTANO di proprietà delle Regioni, quindi di tutti i cittadini.

La CLS Behring, tra l’altro, aveva già iniziato dal 1° maggio scorso a ritirare il plasma donato dai donatori delle regioni aderenti.

Il NAIP del Veneto è stato il primo accordo interregionale a ri-formarsi nel settembre 2015 e a indire subito la gara di aggiudicazione della plasmaderivazione. Le altre tre aggregazioni con capofila la Lombardia (con Piemonte, Sardegna e Molise), l’Emilia Romagna (con Puglia, Calabria e Sicilia) e la Toscana (assieme a Lazio, Marche e Campania) sono andate un po’ più lentamente.

Ancor oggi le rispettive gare devono vedere la loro conclusione. La gara del NAIP fu invece indetta  a novembre 2015 e l’aggiudicazione definitiva alla CLS Behrig è del  25 marzo 2016. Il tutto con non poche polemiche sulla “velocità” di pubblicazione e assegnazione, sui prodotti “obbligatori e accessori”, sui parametri di “qualità” e/o “economicità” contenuti nel capitolato.

Una volta aggiudicata, però, a più riprese la Regione Veneto ha difeso anche sulla stampa la bontà del proprio operato. Anche in nome e per conto delle altre regioni, infatti, il “risparmio” complessivo (nell’arco dei sette anni e mezzo previsti dal contratto) sarebbe stato di 120 milioni di Euro, mentre per il solo Veneto il risparmio complessivo era stato calcolato in 50 milioni.

La spesa annua (dati 2015) per fi plasmaderivati in Italia sfiora il mezzo miliardo di euro. Sono compresi sia quelli ottenuti in conto-lavorazione (spese di raccolta e trasformazione), sia acquistati sul libero mercato perché non ancora coperti dalla quantità di plasma raccolto (120 milioni) o non ancora inclusi nel c/lavorazione (130 milioni).

Comunque, per farla breve, a gara esperita e assegnata, dopo marzo 2016 iniziarono a partire – oltre che le polemiche anzidette anche a livello associativo – anche i ricorsi incrociati al Tar delle tre aziende partecipanti. La sentenza del Tar sarà quasi certamente appellata al Consiglio di Stato dalla CLS Behring, diretta interessata.

Al momento di andare in stampa tutto tace dalla Regione Veneto, ben pochi vogliono ufficialmente intervenire se non a “bocce ferme”. Da parte del volontariato del sangue la richiesta è una sola e sicuramente corale: tutto il plasma donato sia utilizzato, e al meglio, per produrre farmaci per gli ammalati e nulla vada sprecato o “venduto”.

Beppe Castellano

Autosufficienza plasma e plasmaderivati: il futuro. Convegno a Mestre

Aumenta il fabbisogno di plasma. Il Veneto capofila nel nuovo Accordo plasmaderivazione Sabato 25 giugno a Mestre confronto fra massime esperti nazionali con il convegno “Autosufficienza di plasma e plasmaderiviati: prospettive future”

In Italia si registra per uso sanitario un incremento del 24% dell’utilizzo delle Immunoglobuline e del 45% dei fattori della coagulazione. Questo nell’ultimo quadriennio. Si tratta di plasmaderivati importantissimi per la terapia di innumerevoli malattie, molte volte sono medicinali salvavita. Se in Veneto l’aumento di immunoglobuline è stato più contenuto (+14%) è esploso invece quello di Fattore VIII antiemofilia (+94%). Sono i dati ufficiali diffusi in un convegno dell’Istituto Superiore di Sanità e del Centro Nazionale Sangue a maggio scorso. È un trend che è destinato ad aumentare, anche per gli altri plasmaderivati come l’albumina, nell’immediato futuro.

Del problema plasma e plasmaderivati – in particolare delle gare aperte alle aziende farmaceutiche per produrre plasmaderivati in c/lavorazione da donatori italiani, volontari, non remunerati e periodici – si parlerà in un convegno di portata nazionale sabato 25 a Mestre presso l’Hotel Laguna Palace. È organizzato da Avis e Fidas regionali del Veneto grazie al Fondo Interregionale Sangue che finanzia le iniziative comuni.

Il convegno inizierà alle ore 10 e vedrà gli interventi dei massimi esperti in Italia. In mattinata interverranno i presidenti nazionali di Avis Vincenzo Saturni e Fidas Aldo Ozino Caligaris, il direttore del Coordinamento Regionale Attività Trasfusionali del Veneto dott. Antonio Breda, il prof. di Etica Clinica presso lUniversità degli Studi dellInsubria, Mario Picozzi e il Presidente Gruppo Aziende Emoderivati Farmindustria Francesco Carugi.

A moderarli saranno il coordinatore del Comitato medico Avis nazionale, Bernardino Spaliviero e il presidente Fidas Veneto, Fabio Sgarabottolo. Nel pomeriggio spazio alla dott.ssa Maria Rita Tamburrini, direttore dellUfficio VII Trapianti e Sangue del Ministero della Salute e alla dott.ssa Simonetta Pupella, direttore dellArea sanitaria e sistemi ispettivi del Centro Nazionale Sangue. Seguirà tavola rotonda con le esperienze dei Centri regionali sangue di Toscana, Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. A concludere il convegno sarà il presidente dell’Avis Veneto, Gino Foffano.

Impennata di trapianti del 37% in Veneto nel primo semestre dell’anno

Lallarme delle associazioni e Federazioni Donatori di sangue. Parte una campagna di sensibilizzazione multimedia anche in vista del calo donazioni di sangue estive

Ben 228 organi trapiantati in Veneto fino al 31 maggio. Erano 196 in tutto il primo semestre 2015. Una stima dei primi 6 mesi dell’anno in corso, quindi, porterebbe ad un’impennata dei trapianti d’organo nella nostra regione del 37% (vedi allegato1). I

n aumento anche i donatori (+33%) che avevano espresso in vita la disponibilità a donare i propri organi. È il primo effetto della nuova legge, recepita a settembre 2015 dalla Regione Veneto con un sofware messo a disposizione delle Amministrazioni comunali, che permette ai Comuni – all’atto del rinnovo della Carta d’Identità – di poter chiedere espressamente il consenso alla donazione di organi. Sono solo alcuni finora i Comuni che hanno iniziato tale procedura, ma quando si sarà a regime il sangue potrebbe non bastare più.

Il dato è molto positivo per gli ammalati. Non tutti ricordano però che, per effettuare un trapianto d’organo, sono indispensabili anche i donatori di sangue, plasma e piastrine. Per un trapianto di fegato, per esempio possono servire fino a 130 donatori di sangue ha detto il presidente dell’Avis regionale Veneto Gino FoffanoPer non parlare di trapianto di midollo, per malattie come leucemie e talassemie, dove i donatori occorrenti possono superare anche i 200”.

Il sangue e gli emocomponenti non si fabbricano in laboratorio – aggiunge la presidente dell’Abvs Belluno Gina Bortot – e anche se in provincia di Belluno gli ospedali sono autosufficienti, siamo sempre attivi per garantire il fabbisogno di altre province dove il sangue serve sempre più”.

Anche altre province già autosufficienti, come Treviso, stanno trasferendo le proprie eccedenze in particolare a Verona, dove il trend del trasfuso è cresciuto del 4,9% nel primo quadrimestre del 2016. Quello che sembra essere, almeno dai primi dati del semestre, un trend destinato a crescere a breve e medio termine preoccupa non poco i dirigenti delle Associazioni e Federazioni di donatori volontari.

Siamo circa 180mila donatori in tutto il Veneto fra federate Fidas e Avis – afferma il presidente Fidas Veneto Fabio Sgarabottolo – ma di fronte a questi dati di consumo che potrebbero, se confermati nel tempo, diventare allarmanti dobbiamo impegnarci ancora di più, tutti, nel sensibilizzare i già donatori e nel reclutarne di nuovi. Particolarmente in questo periodo in vista della stagione estiva, quando fisiologicamente calano le donazioni”.

Da qui, per il secondo anno consecutivo, anche la necessità di una campagna di sensibilizzazione comune fra le tre organizzazioni di volontariato tramite il comune fondo interassociativo regionale.

Un Fondo che è nato nel 1994 unendo insieme su progetti comuni le diverse sigle di donatori volontari”, ha spiegato Luigi Piva, vice presidente Avis Veneto e coordinatore del fondo stesso, spiegando poi i particolari della campagna 2016.

Al termine della conferenza stampa è arrivato anche il Governatore del Veneto Luca Zaia Zaia ha rassicurato i rappresentanti di oltre 180mila donatori di sangue sulla sua intenzione di tenere alta l’attenzione sul problema sangue e trapianti.

L’autosufficienza, in particolare di plasma e plasmaderivati, sarà al centro anche di un convegno nazionale organizzato a Mestre per sabato 25 giugno. Sarà presente Maria Rita Tamburrini, direttore Ufficio Trapianti e Sangue Ministero della Salute e i presidenti nazionali Avis e Fidas, Vincenzo Saturni e Aldo Ozino Caligaris.

Donazioni/Trapianti di organo in Veneto – raffronto 2015/2016

1° Semestre 2015 (Fonte: Centro regionale trapianti)

Donatori di organo utilizzati: 46

Organi trapiantati: 196

gennaio-maggio 2016 (Fonte: Centro regionale trapianti)

Donatori di organi utilizzati: 57

Organi trapiantati: 228

Proiezione 1° semestre 2016 (stime in base dati ufficiali Centro regionale trapianti)

Donatori di organi utilizzati 68 (+33%)

Trapianti di organi 270 (+37% su base semestrale)

Sangue ed Emocomponenti occorrenti per ogni tipo di trapianto

Trapianto di fegato (consumo durante la degenza in Centro Trapianti)

– Globuli Rossi : media 14 unità (minimo 0 – massimo 49)

– Plasma : media 24 unità (minimo 2 – massimo 77)

– Piastrine : media 2 unità (minimo 0 – massimo 11)

 

Trapianto di cuore (consumo durante la degenza in Centro Trapianti)

– Globuli Rossi : media 15 unità (minimo 0 – massimo 50)

– Plasma : media 6 unità (minimo 0 – massimo 21)

– Piastrine : media 1 unità (minimo 0 – massimo 3)

 

Trapianto di rene (consumo durante la degenza in Centro Trapianti)

– Globuli Rossi : media 2 unità (minimo 0 – massimo 5)

 

Trapianto di sangue midollare (consumo durante la degenza in Centro Trapianti escludendo le fasi pre e post trapianto)

– Globuli Rossi : media 9 unità (minimo 0 – massimo 18)

– Plasma : media 4 unità (minimo 0 – massimo 13)

– Piastrine : media 5 unità (minimo 1 – massimo 10)

NB : se consideriamo fasi pre e post:

globuli rossi media 92 unità;

Plasma media 10 unità;

Piastrine media 101 unità

Fonte: DIMT (Dipartimento interaziendale Medicina Trasfusionale) di Verona – dati medi raccolti a agosto 2013 su base temporale annua.

Zaia, Avis, Fidas Piva, Pigozzo, Gessoni Foffano

Aumenta il fabbisogno di sangue con l’aumento dei trapianti in Veneto

Martedì 21 giugno conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini in occasione della nuova campagna di sensibilizzazione estiva delle Associazioni di Donatori di Sangue

Aumenta notevolmente il numero dei trapianti in Veneto. Questo grazie anche agli effetti della Legge di conversione 9 agosto 2013 n. 98, che permette ai Comuni di raccogliere la volontà dei cittadini di diventare donatori tramite gli uffici Anagrafe all’atto del rinnovo della Carta d’Identità.

Anche se non tutte le Amministrazioni comunali si sono ancora attivate, gli effetti in questo primo semestre dell’anno si stanno facendo sentire in una delle Regioni più attive e generose in tal senso.

Ma ogni trapianto, per essere eseguito, ha bisogno di un notevole supporto di sangue ed emocomponenti. Ciò ha portato a una impennata nell’uso del sangue, in particolare a Verona, Padova e Venezia. Le Associazioni e Federazioni dei donatori di Sangue si trovano quindi a intensificare gli sforzi per garantire ai cittadini un dono indispensabile per tutti.

L’arrivo dell’estate, poi, rischia di aggravare ancor più la situazione. È nei due mesi estivi di luglio e agosto infatti che sulle nostre strade si assiste a un incremento di incidenti stradali. Questo mentre parte dei circa 180mila donatori di Avis (Associazione volontari italiani sangue), Abvs Fidas (Federazione italiana donatori associati sangue) vanno in vacanza.

Per ricordare a tutti i propri associati di andare a donare prima di partire per le ferie e soprattutto per sensibilizzare nuovi aspiranti donatori, Avis Fidas e Abvs (Associazione bellunese donatori sangue) lanciano insieme una articolata campagna estiva di comunicazione.

Sarà presentata ufficialmente – illustrata con i dati dell’incremento dei trapianti e delle sacche di sangue ed emocomponenti necessari – martedì 21 giugno alle 12.00 presso la Sala Cuoi di Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del Consiglio Regionale del Veneto.

Un segnale dell’attenzione che la stessa Amministrazione regionale, grazie anche al nuovo Gruppo donatori sangue sorto fra i Consiglieri della Regione Veneto, pone su un settore strategico della Sanità.

Saranno presenti il coordinatore del Fondo Interassociativo regionale Luigi Piva che illustrerà il progetto di comunicazione insieme a Gino Foffano, presidente regionale Avis, al presidente regionale Fidas Fabio Sgarabottolo e alla presidentessa di Abvs Belluno Gina Bortot.

Saranno presenti alcuni consiglieri del neo Gruppo donatori Consiglio regionale Veneto, con in testa il presidente del Consiglio Roberto Ciambetti e il suo vice Bruno Pigozzo. Probabile anche l’arrivo dell’Assessore alla Salute del Veneto Luca Coletto.

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