Donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche: al via informazioni e tipizzazioni nelle piazze del Veneto

Torna puntuale, anche quest’anno, “Match it now” l’evento nazionale dedicato alla donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche. Dal 15 al 23 settembre (ma in veneto anche fino a metà ottobre), medici, volontari, medici e personale sanitario saranno nelle piazze a fornire informazioni ai cittadini. Nelle postazioni allestite in piazza sarà possibile, inoltre, accedere al primo screening necessario per iscriversi al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) che consiste in una breve visita medica e in un semplice prelievo di sangue. Si possono iscrivere al Registro i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Promosso dal Centro nazionale Trapianti, Centro nazionale sangue, Registro italiano donatori di midollo osseo (IBMDR), dalla Federazione Admo e dalla Federazione Adoces, la settimana è patrocinata dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico nazionale Italiano-Coni.

In Veneto le città coinvolte saranno parecchie e ad oggi l’elenco è questo: il 15 settembre Vicenza in piazza dei Signori (dalle ore 15 alle 20), il 15 e 16 Conegliano (Tv) presso l’Expo, il 22 settembre Treviso in piazza Monti di Pietà, Venezia, Mestre in piazzetta Coin, Arzignano (Vi) in piazza Marconi (ore 15-20), Bassano del Grappa (Vi) in piazza Libertà (15-20), domenica 23 settembre Oderzo (Tv) in piazza Grande e Mareno di Piave (Tv) in piazza Municipio in collaborazione con Avis e Aido, il 29 e 30 settembre Feltre (Bl) in largo Castaldi, sabato 6 ottobre Cittadella (Pd) in piazza Pierobon, Piove di Sacco (Pd) in piazza Risorgimento, Este (Pd) in piazza Maggi, Abano Terme (Pd) in zona pedonale, Montagnana (Pd), Pozzonovo (Pd),  domenica 7 ottobre Susegna (Tv) alla Fiera dei libri in cantina-Castello Costaldo, sabato 13 ottobre Padova al Liston davanti Palazzo Moroni.

In molte città del Veneto, inoltre, verranno illuminate le facciate di edifici storici e municipi. A Venezia le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan e a Mestre la Torre e il Municipio.

Sul sito www.matchitnow.it è presente l’elenco completo degli eventi in programma e delle piazze italiane coinvolte. Inoltre saranno disponibili sul sito anche i dati aggiornati in tempo reale dei donatori che si iscriveranno al Registro nell’arco della settimana.

 

 

Una festa di sport e solidarietà a Mirano il 5 maggio con Avis, Telethon, Artisti TV, giornalisti-calciatori e “vecchie glorie”

È stato il “rosso Avis” a colorare la giornata di sport e solidarietà di Mirano di sabato 5 maggio. In occasione della “Partita del Cuore” a favore di Telethon – triangolare di calcio amatoriale fra la Nazionale Artisti TV (con tanti volti noti della televisione), Mirano Dream Team (vecchie glorie della Miranese Calcio) e TVPressing (giornalisti di Treviso e Venezia) – questi ultimi sono scesi in campo sfoggiando la maglia ufficiale del 50° di Avis regionale. Ma non solo loro.

Innumerevoli anche i volontari Avis di Mirano (presenti con due gazebo ricchi di gadget) vestiti Avis e anche chi ha voluto indossare la maglietta rossa fra il pubblico. Non mancava, naturalmente lo stand Telethon con i “biscotti del cuore”, in occasione della settimana che precede la Festa della mamma. Questo era, infatti, il fine della manifestazione: raccogliere fondi per la ricerca scientifica sulle malattie rare e genetiche. Come ha sottolineato Giorgio Gobbo per Avis regionale, la collaborazione fra Avis e Telethon dura ormai da più di 15 anni. Così come quella fra Avis Veneto e TVPressing, i cui giocatori-giornalisti portano da sempre il logo avisino sulle maglie.

Straordinario pomeriggio di sport e festa, insomma, preceduto dal mini triangolare dei “piccoli calci”, i calciatori in erba delle Polisportive miranesi. A fare gli onori di casa l’assessore allo sport di Mirano Cristian Zara (coach delle “vecchie glorie”) e Stefano Tigani per Telethon (mister-giocatore degli Artisti TV). A rappresentare Avis Provinciale di Venezia la Vice presidente Gianna Moras e per Avis Mirano, naturalmente, il presidente Giuliano Casotto con la sua vice Laura Zanardo.

La squadra “targata Avis”, per raccontar della parte agonistica, ce l’ha messa tutta per non perdere e… ci è riuscita. Guidati dal capitano Tiziano Graziottin de “Il Gazzettino”, i giornalisti hanno prima pareggiato 2 a 2 con la Miranese, poi hanno fermato sul risultato a “occhiali” (0-0) la rappresentativa Artisti. Il doppio pareggio è valso loro il secondo posto nel mini-torneo che ha visto prevalere i padroni di casa di Mirano che hanno battuto gli Artisti per 2 a 1 nell’ultimo incontro.

Al di là del risultato sul campo, però, la giornata ha raggiunto il suo vero traguardo dando visibilità mediatica alla solidarietà e al volontariato sotto diversi aspetti. Dalla raccolta di fondi per la ricerca, alla raccolta di sangue e plasma, sempre più necessaria in provincia di Venezia e in tutto il Veneto.

Va “de pressa2”

 

Ugo Conti tricolore

Numerosi i volti noti, in campo e a bordo campo, come l’attore Ugo Conti che non si è sottratto, come i suoi colleghi, ai selfie con i presenti (soprattutto bambini). Non è mancato un suo gustoso “siparietto”. Dopo aver discusso con il nostro direttore responsabile sulle prestazioni del “mezzo”, Conti ha fatto anche un giro dello stadio con lo scooter elettrico sventolando assieme la bandiera tricolore e quella di Avis regionale Veneto. Ugo… Eccezzziunale veramente!

I giornalisti TVPressing con la maglia del 50° Avis Veneto alla “partita del cuore” di Mirano. Si gioca per Telethon

Una sindaca e un assessore – un’amministrazione insomma – dalle corde sensibili al volontariato; la più grande Fondazione per la ricerca delle malattie rare; una società sportiva quasi centenaria; una nazionale di artisti disponibile sempre col sorriso; un’Avis regionale con mezzo secolo di vita e una Comunale che mezzo secolo lo compie nel 2019… Una ventina di giornalisti fra Treviso e Venezia che “mollano” scrivanie, tastiere, macchine fotografiche e telecamere e… “corrono in mutande” da 15 anni per giocare a calcio con l’Avis sulle maglie. Frulliamo il tutto, aggiungiamo un pizzico della redazione di Dono&Vita ed ecco che, domani a Mirano, verrà servita al pubblico (speriamo numeroso) una giornata unica di sport, sorrisi e solidarietà.

Da sinistra a destra: Maria Rosa Pavanello, Christian Zara, Mattia Milan, Giuliano Casotto, Laura Zanardo, Tiziano Graziottin, Giorgio Gobbo e Stefano Tigani.

La manifestazione è stata presentata giovedì 3 maggio in Municipio a Mirano con una conferenza stampa. Erano presenti per il Comune la sindaca Maria Rosa Pavanello e l’assessore Christian Zara. Assieme a loro Mattia Milan dell’USD Miranese; il presidente e la vice di Avis Mirano, Giuliano Casotto e Laura Zanardo; Giorgio Gobbo, per l’Avis regionale Veneto; Stefano Tigani referente Telethon e animatore della Nazionale Artisti nonché Tiziano Graziottin, capitano della rappresentativa dei giornalisti TVPressing. In occasione dell’incontro sono state consegnate a TVPressing e ai presenti le maglie ufficiali realizzate per il 50° Avis Veneto. La squadra dei giornalisti entrerà in campo indossandole sulla divisa di gioco e omaggiandone una al capitano e allenatore degli altri due team. In campo porteranno invece

L’obiettivo è ovviamente quello di raccogliere fondi a favore della ricerca sulle malattie rare di Telethon e la sensibilizzazione verso il dono tout court, anche di sangue e plasma. Per pura combinazione si sono incrociati in un evento anche importanti traguardi delle “forze in campo”. I 100 anni di vita nel 2019 della Società sportiva Miranese Calcio e, sempre nel 2019, il 50° di fondazione di Avis Mirano. Quest’anno invece festeggiano 50 anni l’Avis regionale Veneto, nata proprio a Venezia, e 30 anni la Nazionale artisti TV.  In occasione del pomeriggio sportivo di sabato verrà esposta la Coppa Italia dilettanti vinta nel 1974 dalla Miranese, presenti anche alcuni dei protagonisti di quella vittoria storica. Ma saranno i giovanissimi ad aprire la manifestazione. Ecco il programma completo.

Sono due i triangolari calcistici in programma. Nel primo, calcio d’inizio alle 14.30, si affronteranno le squadre Primi calci (anni 2011-2012) di Miranese, Pol. S. Pio X Mirano e Pol. Città di Mirano, rappresentando così l’intero panorama dei vivai calcistici della città. Alle 15.30, invece, il triangolare tra Nazionale Italiana Artisti TV, Giornalisti TV Pressing e Mirano Dream Team (una selezione di allenatori e vecchie glorie della Miranese). L’ingresso è libero per tutti. Sarà possibile fare la propria offerta a Telethon, anche acquistando i “cuori di biscotto” presso lo stand Telethon/UILDM http://www.telethon.it/ accanto al quale durante tutta la giornata saranno presenti un gazebo informativo Avis con i volontari avisini che distribuiranno gadget. (B.B./L.Z.)

Ricerca sulle cellule staminali: da Belluno nuove prospettive grazie a Tes-Università-Ct Belluno-Abvs ed Avis

Il sangue umano contiene oltre a globuli rossi, bianchi, plasma e piastrine anche cellule staminali periferiche circolanti. Una scoperta recentissima, veneta, ma che apre nuove prospettive di studi e ricerche per arrivare a nuove terapie per molte malattie.

Una ricerca dell’Università di Padova, Dipartimento di scienze del Farmaco, in collaborazione con la Fondazione TES Onlus e il Servizio trasfusionale di Belluno, supportata dall’Abvs (Associazione bellunese volontari sangue) e dalle Avis del Veneto è stata portata avanti negli ultimi due anni. Con successo. Tanto da essere pubblicata sul “Journal of cellular and molecular medicine” il 5 gennaio 2018, aprendo rivoluzionarie prospettive nell’uso delle cellule staminali multipotenti, trovate nel sangue periferico, come farmaci innovativi.

Alla sala degli affreschi del Palazzo della Provincia di Belluno, mercoledì 7 febbraio, la prof.ssa Rosa Di Liddo, responsabile del progetto, ha presentato la ricerca. Si è partiti dall’utilizzo del gel leucopiastrinico, secondo il metodo messo a punto dai trasfusionisti del Sit di Belluno e già utilizzato a livello clinico, per arrivare ad ottenere in modo “standardizzato” le cellule staminali multipotenti. “Aver definito una procedura standard per moltiplicare le cellule staminali presenti nel sangue di donatori e quindi in ciascuno di noi rende possibile poter ricorrere alle staminali autoprodotte ogni volta che sia necessario, ricorrendo ad un semplice prelievo – ha spiegato la Di Liddo – Queste cellule potranno essere coltivate in laboratorio per aumentarne la disponibilità, sino all’occorrenza. Oggi siamo in grado di dare una fisionomia precisa alle staminali. Abbiamo verificato che queste cellule esprimono la potenzialità a migrare dal circolo sanguigno ai tessuti, sviluppano effetti antiinfiammatori e quindi possono partecipare alla risposta rigenerativa tessutale”. Un modo ulteriore per valorizzare il dono generoso dei donatori volontari, periodici e non remunerati non solo di Belluno, ma dell’intero Veneto.

“Abbiamo raggiunto un importante traguardo – ha detto il prof. Pier Paolo Parnigotto, presidente di Tes – ma siamo consapevoli che ci attende una ulteriore, fondamentale fase di ricerca. Il nuovo obiettivo è come indirizzare le nostre staminali, stimolandole ad esprimere le loro potenzialità rigenerative su organi o tessuti danneggiati”.

Ad introdurre la mattinata è stata Gina Bortot, presidente provinciale dell’Abvs, che da anni  sostiene il progetto di Tes in seno al Centro trasfusionale di Belluno: “Il riconoscimento internazionale per i risultati ottenuti è il segnale che la nostra fiducia è stata ben riposta e che tutti hanno lavorato al massimo e con entusiasmo. Ci sprona ancora di più sapere che questa non è altro che una tappa intermedia, che sono infinite le porte che questa ricerca ha aperto”.

Ospiti Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, nonché donatore di sangue, il dott. Giovanni Maria Pittoni, direttore sanitario Ulss 1 Dolomiti, il dott. Stefano Capelli direttore della StrutturaTrasfusionale Ulss 1 e Giorgio Brunello, presidente dell’Avis regionale Veneto. “I risultati di oggi sono un esempio di quanto può fare la collaborazione tra associazioni, ricercatori, servizi, trasfusionali, cittadini – ha detto Brunello – questo è il modello dello spirito di volontariato, del gioco di squadra che mettendo insieme persone, risorse ed energie porta a risultati importanti per il bene di chi ha bisogno. Da Belluno, oggi, parte un’esperienza forte, importante con ricadute positive per tutti”.  

A moderare gli esperti il consigliere nazionale di Avis, Gino Foffano.

Presenti anche il responsabile del Crat, Antonio Breda, il dott. Gaetano Caloprisco, medici trasfusionisti e dirigenti associativi.

(Servizio e foto di Beppe Castellano e Michela Rossato)

Poliambulatorio nelle Marche del sisma: ad aprile la posa della prima pietra

La notizia, tanto attesa, è finalmente arrivata: ad aprile 2018 sarà posata la prima pietra del nuovo poliambulatorio di Arquata del Tronto (Ap). Individuato e ripulito dalle macerie il luogo in cui sorgerà, passato l’inverno con il suo gran freddo, inizieranno i lavori. Emozionato, l’ha annunciato il presidente dell’Avis provinciale di Ascoli Piceno, Berardino Lauretani, nel corso della serata organizzata il 15 dicembre dalla Casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier (Tv) e che ha visto la consegna di altri 5mila euro al progetto sanitario nelle Marche, colpite dal terremoto del 2016.

 

Un altro, fondamentale tassello di una collaborazione che da due anni vede insieme la “Giovanni XXIII”, Avis Veneto e Avis Marche per la realizzazione di un poliambulatorio in una zona duramente colpita dal sisma, dove la popolazione si è ritrovata in pochi attimi senza casa e senza alcun punto di riferimento, anche sanitario. Il più vicino, dopo la distruzione di Amatrice, è ad Ascoli Piceno. Un territorio ferito, come drammaticamente ricordato da un video, in aiuto del quale è partita subito la solidarietà trevigiana e veneta. Di Avis Veneto e Casa di Cura, e di tante donne che sottoponendosi a mammografie  e analisi diagnostiche alla “Giovanni XXIII”, hanno contribuito al progetto. Che ora diventerà realtà.

La nuova struttura sarà composta da quattro ambulatori e sarà l’unico punto di riferimento sanitario per migliaia di persone tra abitanti e turisti che, pian pianino, stanno tornando a visitare i parchi della zona, in particolare quelli dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga.  La Casa di Cura, che già ha inviato un defibrillatore al medico del paese, Italo Paolini (collegatosi in diretta durante la consegna dell’assegno, il terzo da 5 mila euro), ha annunciato che si occuperà anche dell’arredamento di uno o più ambulatori e che un suo cardiologo si è reso disponibile per un aiuto, mensile e volontario, alla popolazione di Arquata.

Nel frattempo, la raccolta fondi continua, sempre tramite Avis regionale Veneto. Alla serata erano presenti, oltre a Lauretani, anche il presidente dell’Avis regionale Veneto Giorgio Brunello, il consigliere di Avis nazionale Gino Foffano e il consigliere dell’Avis provinciale trevigiana Bernardino Spaliviero e la redazione centrale del nostro periodico “Dono & Vita”, che ad ogni numero tiene aggiornati i lettori e i donatori sull’intero progetto. A consegnare l’assegno Gabriele Geretto, amministratore delegato della “Giovanni XXIII”.

 

 

Le novità della nuova legge sul terzo settore. In attesa dei decreti attuativi, che cosa cambia per Avis

A seguito dell’articolo di Giorgio Groppo su “Dono&Vita” n° 3/2017, facciamo il punto sull’avanzamento della Riforma del Terzo Settore, prestando attenzione a cosa dovrebbe cambiare (il condizionale è ancora d’obbligo) per noi Avis da gennaio 2018.

Passerà in second’ordine la definizione di OdV (Organizzazioni di Volontariato, di APS (Associazioni di Promozione sociale) e dal 2019 sparirà la sigla “Onlus” (Organizzazione non lucrativa di Utilità Sociale). Tutte saranno definite ETS (Enti Terzo Settore). Verranno riconosciute le Reti Associative, composte da più associazioni presenti in almeno 10 regioni, che svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione a supporto degli ETS (interessa Avis).

Per le attuali OdV, APS e Onlus è previsto il riconoscimento automatico di ETS, con inserimento diretto nel Registro Unico (RU) Nazionale del Terzo Settore (gestito dalle Regioni) se entro febbraio 2019 provvederanno a modificare il proprio Statuto in linea col nuovo Codice.

La rete Avis in ciò agirà in modo coordinato: il Nazionale sta valutando i necessari adeguamenti che discuteremo e approveremo nelle future assemblee, per consentire a ciascuna sede di recepirli nel rispetto dei tempi stabiliti. Tutte le Avis, come le altre Odv, avranno perciò tutto il 2018 per analizzare la situazione e decidere come modificare il proprio Statuto.

Per gli ETS inseriti nel RU (comprese le Avis) sarà più semplice ottenere il riconoscimento della personalità giuridica: basterà il solo notaio, senza attendere i tempi dell’attuale iter degli uffici regionali, per mettere al riparo i dirigenti associativi da responsabilità personali nello svolgimento dell’attività volontaria. Una pratica finora trascurata da molte nostre sedi che sarà alla portata di tutti e fortemente raccomandata.

Trasparenza: obbligatori per tutti gli ETS i libri sociali: libro dei soci, dei verbali d’assemblea e dei bilanci. Obbligo di rendicontazione annuale al RU e di pubblicazione degli stessi sul sito internet.

Trattamento fiscale: con l’inserimento nel RU degli ETS, già da gennaio 2018 ci potremo avvalere delle nuove disposizioni fiscali, che confermano le opportunità (5xmille stabilizzato, Servizio Civile Universale) e le agevolazioni in vigore per il Volontariato, proponendo minori restrizioni per eventuali attività di carattere commerciale.

Avere la partita IVA non comporterà più l’esclusione e sarà possibile svolgere attività commerciali non prevalenti (max 50%). Per gli ETS non commerciali basterà il semplice rendiconto economico e finanziario. Il superamento dei limiti stabiliti e l’eventuale attività commerciale comporteranno un regime fiscale più oneroso, ma sempre agevolato. Fermi restando ovviamente gli obblighi previsti per le attività commerciali: licenze, autorizzazioni, tipo di contabilità…

Il tutto è in attesa dei pareri di conformità della Comunità Europea e di una quarantina di Decreti applicativi ancora mancanti. Nel frattempo teniamoci informati, seguendo magari convegni specifici, per favorire il confronto interno sui temi in continua evoluzione.

I giovani che hanno scelto di svolgere un anno di Servizio civile in Avis sono 14 in Veneto. Nella sede regionale di Treviso sono arrivate Gloria e Seynabou, mentre Cristina è entrata in servizio a San Donà di Piave, Simona alla Comunale di Rovigo, Silvia e Ilenia (Comunale di Verona), Valentina e Veronica (Provinciale di Padova), Giulio e Sara (Provinciale di Rovigo), Chiara e Alvise (Provinciale Venezia) e Andrea Salvatore e Deborah Ayorkor alla Provinciale di Verona.

Era pronta ad attenderli una intensa formazione a tutto campo. Ben 94 ore di corsi e incontri, tra novembre e dicembre 2017, per capire il senso di un impegno così particolare, le sue regole e i suoi ambiti, la necessità di lavorare in gruppo, i progetti, il ruolo che riveste nella società odierna, il rapporto con le altre realtà del panorama del volontariato.

Il primo mese è dedicato alla formazione “generale”, si svolge tra le sedi Avis di Treviso e Mestre (Ve), e vede assieme i ragazzi del Sc di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Relatori il formatore Alessandro Caputo, Elena Galbiati (coordinatrice progetto scuola regionale), Luigi Piva (Esecutivo Avis Veneto), Ketty Bosco e Antonella Auricchio (Avis nazionale) e i volontari della Croce Rossa.

Il mese di dicembre, invece, è dedicato alla formazione specifica in ambito Avis: dalla mission, la storia, i valori e l’organizzazione di Avis al sistema trasfusionale italiano, il sangue e i suoi componenti, il loro utilizzo, la selezione del donatore, gli stili di vita per l’idoneità, la tutela sanitaria, la gestione dei social network associativi, dei siti web, gli strumenti comunicativi, la chiamata dei donatori, il servizio di accoglienza, l’attività del prelievo, la comunicazione con gli stranieri, le iniziative di sensibilizzazione sul territorio, la tutela della privacy, dei dati personali dei donatori, le Consulte Giovani, la ricerca scientifica Avis-Tes, il dono a scuola, l’esperienza dei Grest estivi…

I corsi si tengono tra la sede Avis di Mestre e la sede della Fondazione Tes a Padova, con relatori Alberto Corocher (ingegnere), Luigi Piva, Giovanni Lenzo (direttore sanitario Avis regionale), Irene Pattarello, Manuela Fossa e Giovanna Gobbo (formatrici Avis provinciale Venezia e Admo), Elena Galbiati, Laura Elia e Paola Introvigne (progetto Scuola regionale), Giuseppe Castellano (direttore Dono&Vita), il prof. PierPaolo Parnigotto, presidente Fondazione Tes assieme alle ricercatrici Silvia Barbon ed Elena Stocco, giovani biologhe che stanno portando avanti ricerche sulla rigenerazione dei tessuti da cellule staminali.

Luigi Piva, Referente Avis Conferenza regionale volontariato

Fiods: da 28 Paesi di Europa, America e Africa in Veneto per parlare del futuro del dono del sangue nel mondo

Tutto il mondo dei Donatori volontari di sangue sarò presente questo fine settimana in Veneto. E stavolta “mondo” non è usato come eufemismo. Arriveranno da Europa, Americhe e Africa, infatti, i rappresentanti dei donatori di sangue volontari, gratuiti, periodici delle Associazioni di volontariato del sangue che aderiscono alla Fiods (Federazione internazionale organizzazioni donatori di sangue). L’occasione è il 10° Seminario internazionale Fiods che si svolgerà a Cison di Valmarino (TV) venerdi 27 e sabato 28 ottobre.

Sarà occasione, nella splendida cornice di Castelbrando, per fare il punto sulla situazione della donazione di sangue e plasma nel mondo. Un “mercato” – in particolare per i medicinali plasmaderivati – in continua espansione che toccherà nel 2021 oltre 21 miliardi di dollari l’anno, sia nei paesi occidentali, sia soprattutto in quelli in via di sviluppo. “Sottilineiamo, come Fiods, che la “donazione” deve essere gratuita e volontaria, non dazione a pagamento come avviene ancora in tante parti del mondo. Questo per la sicurezza del donatore, ma soprattutto del ricevente finale”, afferma con forza Gianfranco Massaro, presidente italiano della Fiods al suo secondo mandato. “E non serve andare molto lontano. Per trovare donatori di plasma a pagamento basta andare nella vicina Austria, in Germania, in Repubblica Ceca e Slovacchia, Paesi della UE. L’opera della Fiods è quella di far crescere sempre più nel mondo, anche nei paesi in via di sviluppo, la donazione volontaria e gratuita sul modello che nacque esattamente 90 anni fa in Italia con il dottor Formentano, fondatore dell’Avis. Questo per evitare che un “farmaco” essenziale alla vita non sia mercificato”.

Al Seminario di Castelbrando parteciperanno i rappresentanti delle associazioni di volontariato del sangue provenienti da 28 Paesi. 81 in tutto, compresa l’Asia, sono le Nazioni che esprimono associazioni presenti in Fiods.

“Non è un caso se, proprio quest’anno, il seminario si tiene in Italia e in Veneto – dice Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto – la nostra Avis regionale, infatti, è stata promotrice già da molti anni di progetti di cooperazione internazionale con la Bolivia, l’Argentina, El Salvador e altro Paesi dell’America Latina. Il modello italiano che preserva sangue e plasma dalla compravendita antietica, grazie ai dirigenti Avis Veneto e nazionali, viene a poco a poco esportato nel mondo”. 

Al Seminario, che si aprirà venerdì pomeriggio, ma che avrà il suo clou per tutta la giornata di sabato parteciperanno tra gli altri:

Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, Maria Rita Tamburrini, della Direzione generale prevenzione del Ministero della Salute, Ufficio trapianti, sangue ed emocomponenti; Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue; Alberto Argentoni, presidente (veneto) di Avis nazionale, Pierluigi Berti, Presidente della Simti, la società scientifica di Medicina trasfusionale e Immunoematologia e Andrea Tieghi, presidente di Emoservizi-Avis nazionale.

Ecco il programma

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Cima Grappa è vera “capitale” per il dono, la solidarietà e la condivisione senza barriere di sigle e colori

Il suggestivo Ossario di Cima Grappa, nel vicentino, ha ospitato  il “Raduno interregionale dei donatori di sangue”, giunto alla ventunesima edizione.

Vi hanno partecipato molte personalità politiche regionali e locali, ma soprattutto tantissimi donatori di sangue Avis, Fidas, Rds, Aido e Admo giunti anche da Svizzera, Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia e Trentino, oltre che da tutte le province venete.

Un bellissimo colpo d’occhio di persone che si spendono per gli altri, in una cornice unica per panorama e significato. La giornata è da sempre un momento per ricordare il ruolo fondamentale dei donatori, a qualunque sigla appartengano, per ritrovarsi e trascorrere insieme qualche ora in amicizia.

Corleone: s’inaugura nuovo centro raccolta, con i veneti di “Riso fa Buon sangue” e il presidente Argentoni

È un toponimo tristemente legato a tutt’altre vicende, quello dello splendido comune di Corleone. Ma grazie anche all’Avis e alle forze immense dei valori del Volontariato tutto, per Corleone sabato 5 agosto sarà una data storica. Si inaugura infatti il Centro fisso di raccolta Sangue voluto dalla locale Avis e ottenuto dopo anni di impegno. L’inaugurazione si svolge alle ore 17 nella sede del Centro in via Neve n. 23. Saranno presenti, fra gli altri: il presidente nazionale Avis Alberto Argentoni; il presidente regionale Salvatore Mandarà; il vicepresidente vicario Emilio Russo; il presidente provinciale, Salvatore Calafiore e la presidente di Avis Corleone Enza Crapisi. L’iniziativa ha anche il sostegno dell’Unicredit e si svolge con il supporto del CeSVoP.

Poi tutti in piazza Falcone e Borsellino (la Villa Comunale), dove dalle ore 21 saranno protagonisti i cabarettisti e i comici di Riso fa buon sangue, la compagnia nazionale che gira l’Italia per sensibilizzare sulla donazione attraverso il buon umore. Sono invitati naturalmente tutti i cittadini. L’ingresso è libero.

“Il territorio corleonese – sottolinea la neo presidentessa Crapisi (nella foto con il suo predecessore Gian Franco Scianni)  – ha ottime potenzialità per contribuire all’autosufficienza regionale nel fabbisogno di sangue. Infatti, l’Avis di Corleone, che opera da vent’anni, ha raggiunto punte importanti nel campo della donazione (circa 900 sacche all’anno) che le permettono di dare un massiccio contributo al Centro Trasfusionale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, in aiuto a quanti sono nel bisogno e nella sofferenza. Adesso con il Centro fisso – continua la Presidente – l’Aavis di Corleone potrà fare molto di più e migliorare l’attività svolta con ancora più elevati standard di sicurezza per la donazione del sangue. Siamo riconoscenti a Unicredit per l’aiuto economico che ha voluto dare, perché grazie a questo preziosissimo e indispensabile contributo ha permesso di completare un progetto difficile nella realizzazione, ma molto ambizioso”.

L’Avis di Corleone, tra l’altro, è formata da tanti e attivissimi donatori giovani, questo anche grazie al servizio civile nazionale che in questi anni ha avvicinato moltissimi giovani siciliani alla nostra Associazione.

È un momento molto significativo per tutta l’Avis nazionale – ha affermato il presidente Argentonie per diversi motivi. Innanzitutto è la dimostrazione che c’è un’Italia della solidarietà più forte di chi vuole associare alcune zone a stereotipi negativi. In secondo luogo, l’apertura di un centro di raccolta moderno e a norma avviene in una zona che tutto l’anno presenta criticità per il raggiungimento dell’autosufficienza. Con sedi più efficienti vogliamo facilitare l’afflusso dei donatori, garantire la massima qualità e sicurezza e ridurre al minimo le criticità. Infine, questa apertura rappresenta un segno concreto di partnership con il mondo profit, grazie alla donazione di Unicredit e alla loro azione di responsabilità sociale”.

Per conoscere meglio la realtà “vera” di Corleone e della sua Avis, “sfruttiamo” l’intervista di Sofia Facchin, dell’ufficio stampa di “Riso fa Buon Sangue” alla presidente Crapisi. http://www.risofabuonsangue.it/conosciamo-avis-comunale-corleone-e-enza-crapisi-presidente/#more-4245

Un abbraccio agli amici corleonesi (ciao Mattea) da tutta la redazione di Dono&Vita. (b.c.)

Quando le avisine donano… in Rosa. Bassano e la donazione interassociativa

Bella iniziativa a Bassano da parte delle tre Associazioni del dono del sangue. In 36 hanno risposto con un sorriso e il braccio teso alla prima edizione del “Rosa day”, la giornata organizzata da Avis, Rds (Reparto donatori sangue-ANA) e Fidas di Bassano del Grappa dedicata alla donazione delle donne. In maglia rosa le avisine, in rosso le colleghe, per tutta la mattinata del 1° giugno si sono alternate ai lettini del Centro Trasfusionale dell’ospedale San Bassiano, creando un bel colpo d’occhio.

“Un modo per sottolineare il valore della donna nella nostra società – hanno spiegato i dirigenti delle due associazioni – e per ringraziarla di quanto si spende anche per il prossimo”. “Pur limitate a due donazioni l’anno, le nuove iscritte sono quasi la metà del totale dei nostri donatori – ha spiegato il presidente dell’Avis bassanese, Giuseppe Sciessere – e questo è un dato molto significativo sul loro impegno”. All’iniziativa hanno aderito anche ragazze molto giovani, grazie al passaparola e all’esempio di familiari o amici. “È giusto aiutare chi ha bisogno, farlo tutte insieme per una volta, è ancora più bello”. Il 25 novembre, giornata nazionale contro la violenza sulle donne, è prevista la seconda edizione. “Una data proposta da una donatrice e che troviamo quanto mai adatta – ha concluso il presidente dell’Avis provinciale di Vicenza, Marco Gianesini, in maglia bianca con logo – tanto che pensiamo già di darle un respiro più ampio, con donne che donano in contemporanea in tutti i Ct del territorio vicentino”. E perché no anche in tutto il Veneto?

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