Associazioni nazionali del Dono, prima volta in rete: Adisco, Admo, Adoces Aido, Avis, Croce Rossa, Fidas e Fratres

Un momento del convegno per il 40° della legge sul Servizio sanitario nazionale. Palazzo San Macuto, Roma.

Trapianti di organi e di tessuti, trapianti cellule staminali emopoietiche da midollo osseo o da cordone… Sangue, emocomponenti, plasmaderivati. Per far quelli, servono questi ultimi. Sempre, a volte in modo massiccio. È un intreccio indissolubile il binomio trapianti-sangue. E per la prima volta in Italia, ieri nella Sala refettorio di Palazzo San Macuto a Roma (Camera dei deputati), otto Associazioni di volontariato del Dono si sono messe insieme per attivare iniziative comuni in particolare verso i giovani e nelle Scuole.

La firma dell’accordo fra le otto associazioni

Adisco, Admo, Adoces, Aido, Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas e Fratres hanno infatti firmato un accordo d’intesa. Per i prossimi cinque anni verranno poste in essere iniziative comuni in particolare per “incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale“. Le otto associazioni andranno a braccetto anche per “sostenere i rapporti con le Istituzioni e con gli Organismi tecnici di riferimento” e per “incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale”.

I rappresentanti delle otto associazioni nazionali con l’on. Lucchini

Non a caso il protocollo d’intesa è stato sottoscritto in occasione del convegno su “I 40 anni del Ssn e il ruolo delle associazioni del dono” per celebrare la Riforma sanitaria del 1978 fortemente voluta dall’allora Ministro della Sanità, la veneta Tina Anselmi. “Una riforma – ha detto Gianpietro Briola (presidente nazionale Avis e coordinatore pro tempore di CIVIS) che assicura l’assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini, di qualsiasi condizione sociale”. È un segno di civiltà e attenzione verso la persona malata che ha pochi altri esempi simili anche nei paesi più avanzati. “Oltre a evidenziare gli aspetti positivi che hanno portato alla sua approvazione – ha continuato Briola citando Tina Anselmi e il senatore Dario Cravero, all’epoca presidente Fidas che lavorò alla riforma – abbiamo però voluto anche ricordare che la rete di solidarietà delle associazioni del dono di sangue, cellule, tessuti e organi richiederà anche in futuro il necessario sostegno – anche in termini di risorse – per assicurare la cura dei pazienti e la diffusione di un’adeguata cultura della solidarietà nel Paese. L’accordo siglato è la dimostrazione della nostra volontà di lavorare insieme e di essere ancora più incisivi e protagonisti nelle scuole e nell’educazione delle giovani generazioni”.

Flavia Petrin, presidente nazionale Aido

Le otto associazioni rappresentano più di 4 milioni di donatori periodici – per quanto riguarda quelli di sangue e plasma di Avis, Croce Rossa, Fidas e Fratres – o di aspiranti tali per Adisco, Admo, Adoces e Aido. Quest’ultima, tra l’altro, è stata rappresentata direttamente dalla sua presidentessa nazionale, la veneziana Flavia Petrin.

Fra gli interventi è stato particolarmente applaudito quello del presidente uscente delle Fratres, Sergio Balestracci, che ha posto l’accento sulla “cronica assenza delle istituzioni e degli stessi parlamentari in momenti di unione così importanti fra le associazioni di volontari, nonostante noi si sia direttamente in… casa loro”.

Sergio Balestracci, Fratres

Al convegno infatti l’unica deputata presente è stata l’on. Elena Lucchini che ha seguito attentamente tutti i lavori.  Solo messaggi di felicitazioni per la sigla dell’Accordo, dal Ministro della salute Giulia Grillo e dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e saluti dalla presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, Marialucia Lorefice e, con un video, dall’on. Giusy Versace.

La firma è avvenuta alla presenza – in una sorta di ruolo di testimoni garanti – del direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno, del Centro Nazionale Trapianti (con la portavoce Daniela Storani, in rappresentanza del direttore Alessandro Nanni Costa) e di Maria Rita Tamburrini che dirige l’Ufficio 7 – Trapianti, sangue ed emocomponenti del Ministero della Salute. Presenti anche un centinaio di dirigenti e volontari delle 8 associazioni.

La firma dell’accordo di ieri anticipa anche il protocollo d’intesa che prossimamente le Associazioni del dono di materiale biologico sigleranno con il Ministero dell’Istruzione (Miur).

Servizio di Beppe Castellano

“Dieci piccoli indiani… E poi non ne rimase nessuno”: grave allarme sulla cronica carenza di trasfusionisti:

L’allarme della SIMTI sulla carenza dei medici trasfusionisti.

Da tempo, il presidente della Simti (Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) lo dice in vari convegni specialistici e anche avisini. E non è il solo. L’allarme lo avevamo ripreso già in primavera, con il numero 2 di Dono&Vita (distribuito a giugno). Qualche politico e amministratore, anche regionale, ha sì recepito a parole il problema, ma facendo spallucce ha dichiarato come sia “un problema che riguarda tutte le specialità mediche ed è nazionale”. Della serie… che ne possiamo noi?

È di ieri il reiterato allarme del Dottor Pierluigi Berti affidato alla stampa con una lettera accorata che solleva tutti i, gravissimi, problemi del mondo trasfusionale. Una ulteriore “voce che griderà nel deserto”, quella di Berti? Il deserto in cui si trovano i medici che ancora resistono nelle “riserve indiane” dei Centri trasfusionali. Più che la “profezia” di Highlander, per restare in tema cinematografico-letterario, nel caso in questione sarebbe meglio citare il romanzo (poi film del 1976) “Dieci piccoli indiani… e poi non ne rimase nessuno”. Era di Agatha Christie, il romanzo, la signora del giallo… Giallo-Plasma? (B.C.)

Ecco l’intervento di Pierluigi Berti sul “Quotidiano Sanità” di martedì 11 dicembre. 

Gentile Direttore, del tutto giustamente, la dott.ssa Mirka Cocconcelli sottolineava ieri il grave problema della carenza di chirurghi negli ospedali, problema anche dalla Sua testata più volte richiamato. La Collega concludeva il suo articolato ed a tratti accorato intervento con le parole “La profezia dice che ne rimarrà uno solo, non di Highlander, ma di chirurghi!”.

Ebbene, quel giorno l’unico chirurgo rimasto rischia, quando avrà necessità di richiedere trasfusioni per i suoi, presumo, moltissimi pazienti, di non trovare neppure un ultimo “Highlander trasfusionista” pronto (come sempre finora) ad accogliere la sua richiesta ed assegnare gli emocomponenti che serviranno. Rischia, quel giorno che temiamo non troppo lontano, di non trovare nessuno quando chiamerà il Servizio Trasfusionale.

Le statistiche ufficiali purtroppo non ce lo dicono: lo strumento di rilevazione delle attività trasfusionali (SISTRA), Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali) dovrebbe riportare un quadro attuale della situazione del personale in tutte le strutture trasfusionali del Paese, ma l’aggiornamento dei dati da parte delle regioni è di norma annuale, e non sempre riesce a tener dietro a quanto sta oggi succedendo e di cui abbiamo conoscenza dai nostri associati: concorsi deserti, estrema carenza di specialisti nelle discipline che consentono l’accesso alla Medicina Trasfusionale, le poche graduatorie attive “cannibalizzate” e presto esaurite, i pochi trasfusionisti superstiti in grave difficoltà a garantire le attività necessarie, l’aumento costante dell’età media dei colleghi in servizio, i sempre più frequenti pensionamenti, anche anticipati ed anche in molti ruoli apicali, l’aumento esponenziale di strutture che restano quindi “acefale” e con pochissimi trasfusionisti.

Mi auguro che i dati di SISTRA vengano aggiornati e tornino a rispecchiare la realtà, in modo che anche il Centro Nazionale Sangue abbia un quadro realisitico ed attuale della gravissima situazione e possa rappresentarla ufficialmente alle autorità per iniziare prontamente un percorso di correzione: altrimenti è chiaro quali rischi siano in gioco.

Certamente la desertificazione della Medicina Trasfusionale ha molte cause: la generale carenza di specialisti, la scarsa conoscenza della disciplina da parte dei giovani medici (non si parla di essa nel corso di laurea), la mancanza di una specializzazione nella disciplina (i trasfusionisti provengono da altre specializzazioni quali patologia clinica o ematologia), la conseguente scarsa conoscenza e quindi attrattività della Medicina Trasfusionale da parte di coloro che hanno scelto altri percorsi di specializzazione e pensato ad altre carriere.

Ma dalla presenza, non vicariabile, dei trasfusionisti, ed estendendo, dei medici addetti alle unità di raccolta del sangue diffuse capillarmente sul territorio, dipende la costante disponibilità di emocomponenti per le necessità trasfusionali e del plasma necessario a garantire farmaci emoderivati salvavita.

Non si può parlare di programmi di autosufficienza di sangue e di farmaci plasmaderivati, quindi, se non si affronta subito il problema della carenza dei medici, né si può parlare seriamente di garantire i LEA di Medicina Trasfusionale previsti dalla legge 219 del 2005 prescindendo dalle risorse necessarie.

Problemi complessi non hanno mai soluzioni semplici: ma il primo passo è sempre quello di prenderne coscienza.

Pierluigi Berti, Presidente SIMTI – Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia

In Veneto tremila donatori tra i nuovi cittadini: Avis, Comunità islamica e Caritas insieme per il dono

“Non esistono stranieri, solo sconosciuti…” (Freya Stark, poetessa, cittadina britannica e italiana, nata a Parigi nel 1893, morta ad Asolo nel 1993)

Il Veneto, ma in genere tutta l’Italia, “invecchia” sempre più. E sempre più donatori, raggiunta la soglia limite stabilita dalla legge, lasciano per raggiunti limiti di età l’attività donazione. I giovani sono sempre meno, il ricambio allo stato attuale langue, mentre i bisogni sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma… il 13% degli alunni/studenti nelle nostre scuole sono rappresentati da “nuovi italiani”. Da qui, e dai dati mondiali su Pil pro capite, tasso di natalità, speranza di vita alla nascita ed età media in vari Paese dal “primo” al “quarto” mondo, siamo partiti per una piccola inchiesta sul numero a stampa in distribuzione a settembre-ottobre. È necessaria una “trasfusione di sangue nuovo” e una nuova fase di accoglienza ed inclusione per chi entra pacificamente in Italia e nel nostro Veneto in cerca di un presente e un futuro meno tragico, rispetto ai Paesi di provenienza. Il numero di Dono&Vita è stato presentato venerdì 5 ottobre a Mestre, in una conferenza stampa, mentre il pdf completo potete trovarlo qui: settembre2018pdf

Il direttore

Il Veneto è la terza regione d’Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna) per numero di studenti di origine straniera. In numeri assoluti (Fonte Miur) erano 91.641 nel 2017, con un’incidenza percentuale complessiva del 13%. Un bambino su 6 (15,5%) è di origine straniera nella scuola dell’infanzia e primaria, un dato che scende al 13% nella secondaria di 1° grado e al 9% nella secondaria di 2° grado. Di questi oltre il 27% sono di origine africana.

In Veneto i “nuovi cittadini” rappresentano il 10% della popolazione, circa 485mila e l’11% complessivo dei contribuenti Irpef.

Fra i residenti in Veneto i cittadini di origine straniera con meno di 55 anni sono l’89%, mentre la percentuale per gli autoctoni precipita al 64% (fonte Istat). Ancora più significativi i dati che riguardano gli ultra 65enni: vanno dal 22,3% dei “veneti”, a solo il 3,3% dei nuovi cittadini. Che tradotto significa che i nuovi cittadini sono per la maggior parte giovani.

Analizzando questi e altri dati, il periodico di Avis regionale Veneto, “Dono&Vita”, nel numero attualmente in distribuzione, ha voluto aprire una finestra sul tema immigrati e donazione.

Proprio i nuovi cittadini, infatti, se ben informati e coinvolti, contribuiranno in modo significativo alla donazione di sangue e plasma in Veneto e in Italia, dove la natalità cala costantemente e l’età media continua a salire. “Sappiamo che il tema è scottante, ma è evidente che saranno i nuovi cittadini a invertire la tendenza anche in Avis – spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello.

Dai dati di alcune Avis comunali campione, emerge che in Veneto i donatori di origine straniera iscritti dall’associazione sono intorno al 2 per cento del totale. Con tutti e cinque i Continenti rappresentati. I Paesi dell’Est sono tra i più presenti ovunque, in particolare Romania, Ucraina e Moldavia, con una forte presenza femminile. Seguono l’Albania, il Marocco e il Senegal. Sul fronte asiatico, i donatori iscritti all’Avis provengono soprattutto da India, Bangladesh e Sri Lanka. Altri arrivano in percentuali minori da ogni parte del mondo (alcune Avis hanno anche una quarantina di diversi Paesi di provenienza), mentre pochissimi sono i cinesi, al massimo 1 o 2 per Avis, quando presenti. Sono per lo più giovani, sotto i 40 anni e più della metà dona da oltre dieci anni, con traguardi anche significativi per numero di donazioni. Le donne hanno ormai raggiunto gli uomini, con un rapporto di 44 a 56 per cento.

“Un 2 per cento è un bel numero da cui partire. Corrisponde a quasi 3mila persone. Per far aumentare questo numero Avis regionale vuol mettere in campo azioni e progetti destinati a tutti gli immigrati regolari in Veneto, perché possano dare il proprio contributo come cittadini. Le diverse comunità di nuovi cittadini sono alla ricerca di occasioni di impegno solidale e gli ammalati hanno bisogno anche del loro sangue che ha lo stesso colore per tutti, anche se la pelle ne ha di diversi” – continua Brunello – l’integrazione passa anche attraverso il dono al prossimo”.

Per Don Marino Callegari, già delegato Caritas del Triveneto “Sono il volontariato e l’attività nella scuola le strade maestre per una vera inclusione dei nuovi cittadini, come già molte esperienze positive in Veneto stanno dimostrando”.  

D’altra parte, anche il credo islamico considera il dono una cosa buona. Tanji Bouchaib, marocchino, coordinatore della Federazione islamica del Veneto (circa 200 Comunità locali), che conta già dei donatori di sangue, spiega infatti che “Il Corano dice che “se salvi una vita, salvi il mondo, quindi anche il dono di sangue e organi è caldeggiato. In molti nostri Centri culturali vi è già materiale Avis, ma bisogna approfondire l’informazione corretta sulla donazione fra le nostre comunità”.  

Da qui l’idea lanciata oggi insieme da Avis Regionale e Federazione islamica: organizzare insieme un evento-incontro con tutti i responsabili dei 200 Centri culturali islamici in Veneto e dei rispettivi dirigenti Avis locali per condividere e conoscerci meglio reciprocamente. Per spiegare la donazione del sangue, l’iter sanitario da seguire e l’organizzazione dell’associazione.

 

Le buone azioni fanno notizia: torna il Proemio Samaritano

Le buone azioni non fanno rumore. Il Proemio Nazionale Samaritano istituito dall’Avis nasce per sfatare questo mito.

Con cadenza biennale, dal 1996, si svolge nella Riviera del Brenta (Ve) l’evento che rende omaggio a coloro che hanno compiuto e/o compiono gesti di solidarietà in silenzio, senza clamori. L’intento è quello di evidenziare la valenza dello spirito di donazione, del donarsi a chi ha bisogno in tutti i suoi aspetti.

Non è un premio fisico, ma un riconoscimento morale, da cui il nome proemio. Nel 2016 vinse Mauro Lunelli, clown umanitario. L’invito di Avis è di segnalare persone che rispecchino questo profilo.

Ci sarà anche una sezione esclusiva dedicata alle scolaresche o ai singoli studenti che collaborano con gesti di amicizia all’integrazione di quanti arrivano da Paesi colpiti dalla guerra.

Nelle segnalazioni si dovranno specificare le generalità dei partecipanti e le motivazioni dell’indicazione. Le segnalazioni saranno giudicate da due commissioni. Una nominata da Avis Nazionale si riunirà il 27 ottobre e sceglierà i cinque finalisti. L’altra, composta da trenta studenti delle scuole superiori di Dolo, si riunirà il 17 novembre e sceglierà il Samaritano 2018 tra i cinque finalisti.

La cerimonia finale si svolgerà a Dolo, luogo di origine del concorso, il 3 dicembre 2018 al Teatro Cinema “Italia”.

Le segnalazioni di “persone buone” vanno inviate per posta a Proemio Nazionale Samaritano, c/o Avis Riviera del Brenta, via Brusaura 30, 30031 Dolo (Ve), oppure via fax al numero 041 5100754 o via email a rivieradelbrenta.comunale@avis.it. Va indicato anche chi segnala e, se possibile, messa a conoscenza per l’autenticazione l’Avis comunale del territorio locale.

 

 

 

C’erano una volta a Notre Dame un acrobata e una ballerina… Si sposano il 29 settembre a Modena e “donano” le loro non-bomboniere alla ricerca TES

Galeotto fu il tour di “Notre Dame de Paris”. Prova dopo prova, data dopo data, li ha portati dritti… all’altare! Un amore sbocciato nel 2016 tra le “mura” della Cattedrale, al più grande successo di sempre nella storia del musical italiano, tra ore di fatica e allenamenti, tra luci e fantastiche atmosfere, le voci di Lola Ponce e Giò di Tonno e le musiche del grande Riccardo Cocciante. Sembra scritta per un film, ma è tutta felicemente vera la storia di Beatrice Zancanaro e Alberto Poli. Beatrice ha 29 anni, è di Venezia ed è ballerina professionista. Alberto ne ha 28, è di Modena e fa l’acrobata. Si sposeranno il 29 settembre, nel modenese con l’intenzione di “abitare” a Jesolo (Ve), nelle pause di un lavoro che li porta in giro per il mondo. La proposta di matrimonio è arrivata in Turchia, “con un anello nascosto in un ovetto di cioccolato” sottolinea Beatrice, il corso pre matrimoniale l’hanno fatto a Los Angeles, il video di partecipazione a parenti e amici è stato girato in Arizona e inviato dal Messico. Assieme, ora, stanno dando vita all’AcroModernLab, progetto di laboratori di danza acrobatica per bambini e ragazzi da portare in giro per l’Italia e all’estero. Due giovani belli, molto innamorati e in formissima che, oltre ad avere in comune la grande passione per il movimento, lo spettacolo e le acrobazie, condividono il valore dell’altruismo, donando il sangue. Ci raggiungono in redazione, una calda mattina di agosto, per dirci che al loro matrimonio Avis ci sarà. Con Tes. Il loro racconto è tutto un guardarsi, sorridenti. “Per un giorno così felice abbiamo deciso di preferire alla classica bomboniera un contributo economico alla ricerca – spiega Beatrice – e dopo aver contattato varie Avis, la risposta entusiasta della regionale Veneto ci ha convinti a devolverlo a Tes, la fondazione, partner di Avis, che studia le malattie del sangue anche grazie a giovani ricercatrici. Questa cosa ci riempie di gioia”.  Mentre lo dice, Beatrice si emoziona. La sua mamma non c’è più e non potrà starle accanto, ma aiutare la ricerca potrà dare una speranza in più a tanti altri malati. Un gesto che verrà spiegato agli invitati con un biglietto, unito ad un piccolo gadget avisino. Sventolerà anche la bandiera dell’Avis, prontamente donata ai due piccioncini da redazione e segreteria regionale, a dire a tutti che “amore porta amore”. Auguroni…

Michela Rossato

 

Beatrice e Alberto, una grande passione!

Beatrice è stata nella Nazionale di ginnastica ritmica dal 2000 al 2008 per poi passare alla danza. Ad uno stage internazionale a Treviso ha ricevuto diverse borse di studio ed ha iniziato a sperimentare tanti stili di danza diversi. Ha partecipato ad “Amici” nel 2008. Da professionista ha ballato, tra gli altri, per Anastacia, Liza Minelli, Renato Zero e in diversi musical. È una ballerina del Cirque du Soleil, con cui ha anche fatto un tour di un anno in una nave da crociera. È stata nel cast del Notre Dame de Paris per un anno, dal 2016 a metà del 2017. È laureata in Arti e Scienze dello spettacolo.

 

 

 

Alberto a 12 anni si innamora di salti e acrobazie vedendo Notre Dame in televisione. Impara a farli seguendo i video su you tube. A 16 anni frequenta una scuola di ginnastica acrobatica. Nel 2007 fonda con alcuni amici il Team Vertical Limite, un gruppo di ballerini e acrobati con cui partecipa a spettacoli sempre più importanti. Un infortunio sembra arrestare la sua passione che, invece, riprende con determinazione. Decide di fare l’acrobata a tempo pieno. Partecipa ad alcuni provini ed entra al Notre Dame de Paris, dov’è anche swing, cioè l’acrobata che conosce anche la parte di tutti gli altri.

 

 

E la Ricerca ringrazia con i… risultati

Importante riconoscimento al lavoro di Tes! Il 29 giugno scorso la rivista scientifica internazionale, il Journal of Tissue Engineering and Regenerative Medicine, ha pubblicato un articolo che descrive i risultati del progetto di ricerca realizzato dai ricercatori di Tes e dell’Università di Padova, in collaborazione con i medici del Centro trasfusionale dell’ospedale di Belluno. Questo lavoro definisce le caratteristiche terapeutiche di un innovativo emocomponente, chiamato membrana leuco-fibrino-piastrinica, che viene prodotto dai medici trasfusionisti bellunesi per la terapia rigenerativa della cartilagine articolare. La membrana è un prodotto autologo, realizzato a partire dal sangue dei pazienti, che viene concentrato tramite aferesi nelle sue componenti principali: piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti. Come abbiamo avuto modo di spiegare già nei numeri precedenti, la ricerca di Tes ha permesso di stabilire che i benefici terapeutici della membrana leuco-fibrino-piastrinica derivano proprio dall’elevato contenuto di tali elementi. Nel dettaglio le piastrine producono delle proteine chiamate fattori di crescita, che svolgono un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei tessuti e nella formazione di nuovi vasi che porteranno il sangue al tessuto rigenerato; i globuli bianchi producono delle proteine dette citochine, che regolano lo stato di infiammazione del tessuto danneggiato. La fibrina conferisce alla membrana una struttura resistente, ma elastica ed estremamente manipolabile, che rende questo emocomponente facilmente suturabile sul sito del danno da riparare. Inoltre, la rete di fibrina che costituisce la struttura della membrana permette un rilascio controllato nel tempo delle proteine e delle cellule in essa intrappolate, garantendo un effetto terapeutico prolungato. Alla fine, la membrana va incontro ad un processo di biodegradazione allo scopo di lasciare spazio al nuovo tessuto rigenerato. Infine, è stato dimostrato che nella membrana leuco-fibrino-piastrinica anche le cellule staminali circolanti risultano estremamente concentrate rispetto alle condizioni fisiologiche. Questo facilita enormemente la procedura di estrazione di cellule staminali dal sangue, che acquisisce un ulteriore valore terapeutico come fonte di cellule ad alto potere rigenerativo. Proprio grazie alla consolidata partnership tra Avis, Abvs e la Fondazione Tes, che si occupa di ricerca nel campo della medicina rigenerativa, si è raggiunto questo importante traguardo scientifico. Il lavoro di ricerca contribuisce all’ampliamento delle conoscenze scientifiche sulle potenzialità terapeutiche del sangue, un tessuto dalle risorse inesauribili, che ancora deve essere scoperto in tutto il suo enorme potenziale.

dott.ssa Silvia Barbon, ricercatrice TES

Rovigo: la Giornata del Donatore dei giovani

Nella verde e rilassante cornice del castello di Arquà Polesine, si è svolta il 17 giugno l’iniziativa “Do scarpà in casteo” ideata ed organizzata dal Gruppo Giovani Avis provinciale Rovigo, in occasione della “Giornata del donatore di Sangue”. La manifestazione, accompagnata da musica e giochi per i più piccoli, ha visto il disputarsi di oltre dieci squadre composte da cinque giocatori (di cui una tutta al femminile) e che hanno dato vita ad un entusiasmante torneo di calcio balilla umano. Al primo posto si è classificata la squadra di Avis Frassinelle composta da Fabio, Mattia, Emanuele, Angelo e Luca; il secondo posto è andato alla New di Team dell’Avis di Castelguglielmo formato da Alfredo, Yuri, Michael, Melissa Vadym e Marco; sul terzo gradino sono saliti Riccardo, Lorenzo, Marco, Alberto, Silao, Maria Claudia e Marco. Era presente per l’Avis regionale Veneto il consigliere Renato Russo, mentre l’Avis provinciale di Rovigo era rappresentata dal Direttivo quasi al completo, capitanato dalla presidente Barbara Garbellini che al termine ha ringraziato il Gruppo Giovani, la Pro Loco e l’Amministrazione comunale arquatese, assieme al Centro Servizio Volontariato di Rovigo per i supporti.

L’Avis al girone finale dei Campionati mondiali di pallavolo di Torino, grazie a Regionale Piemonte e FIPAV

La Nazionale italiana di Pallavolo sta facendo sognare milioni di italiani, in quest’ultimo periodo incollati letteralmente al video per seguire la marcia, finora trionfale, degli azzurri. Qualificatasi, alla grande, al girone finale a 6 di Torino (che si svolgerà dal 26 al 30 settembre quando è prevista la finalissima), la nazionale di volley avrà anche il sostegno di tutta l’Avis nazionale grazie alla Regionale Piemonte che proprio nei giorni scorsi Avis regionale Piemonte ha presentato la collaborazione con l’organizzazione dei Campionati mondiali di pallavolo. Per l’occasione, insieme alla FIPAV Piemonte è stata realizzata una bella maglietta con scritto: “Non fare muro, dona sangue e passaparola”. Ecco come il presidente di Avis Piemonte, Giorgio Groppo, ha presentato l’iniziativa sul sito di Avis nazionale.

A Torino i donatori di sangue per tifare a favore dello sport pulito

Quest’anno l’Avis Regionale Piemonte, forte dei suoi 100.000 donatori attivi che ne fanno la più grande associazione della nostra Regione, ha ritenuto di partecipare ai Campionati Mondiali di Pallavolo che si terranno a Torino dal 26 al 30 settembre p.v. La scelta è dettata dal fatto che l’Avis ama la vita, cura la salute dei suoi donatori e la Sicurezza del ricevente e per questo vuole cogliere l’occasione di questo abbinamento con una prestigiosa manifestazione a livello mondiale di uno sport pulito, frequentato da giovani e famiglie, proprio per questo può avere una grande valenza promozionale. 

Dobbiamo garantire l’autosufficienza di sangue dei nostri ospedali e per fare questo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti e lo sport è un veicolo importante, mentre tanti donatori di sangue fanno già sport con passione e amicizia. Il torneo iridato si sviluppa in quattro fasi, la prima e seconda in Italia e Bulgaria (due gironi per Nazione) , la terza e la quarta, quella conclusiva, a Torino dal 26 al 30 Settembre 2018. Nella fase conclusiva di Torino ci sarà anche Avis Piemonte a propagandare il dono del sangue, soprattutto verso le giovani generazioni, con uno stand all’esterno ed un’autoemoteca da visionare e uno all’interno del Palazzetto, dove saranno distribuite le maglie Avis, grazie all’interessamento di Ezio Carazzato ed i suoi rapporti con il Presidente Regionale Fipav, Ezio Ferro. Così la pensiamo noi, e allora nei giorni dei Campionati Mondiali tiferemo per tutte le squadre, nella speranza ci facciano gioire, e I’Italia ci faccia sognare. Noi speriamo che vinca l’Italia, ma sicuramente vinceranno lo sport pulito e l’Avis !

Giorgio Groppo, Presidente Regionale Avis Piemonte

Nei Grest estivi fra i giovani, bilancio di un’estate molto intensa

La “versione estiva” del Progetto Scuola Avis Veneto è giunta ormai alla sua quinta edizione, arrivando a definirsi un progetto a se stante chiamato “E-state con Avis”. Le attività proposte all’interno dei Grest e dei Centri Estivi sono quelle che nel corso dell’anno scolastico vengono fatte in classe, ma con qualche cambiamento per adattarsi al contesto. Gli incontri sono sempre condotti da operatori professionisti e utilizzano metodologie coinvolgenti come giochi di gruppo, esercizi di teatro sociale, lettura di fiabe… Nei mesi di giugno e luglio sono stati incontrati circa 1.400 bambini/ragazzi dai 6 ai 13 anni e 100 animatori dai 16 ai 20 anni. Gli incontri totali sono stati 45 e si sono svolti nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Verona coinvolgendo, oltre alle Avis provinciali che hanno collaborato nell’organizzazione delle attività, 20 Avis comunali. Con i bambini della scuola primaria (dai 6 agli 10 anni) le attività fatte con maggior frequenza sono state quattro. La prima è la “Pittura creativa” che attraverso la lettura di una fiaba e lo svolgimento di un’attività pittorica, porta i bambini a riflettere sull’importanza del lavoro fatto con gli altri, della forza e della bellezza delle opere collettive, concludendo con un forte messaggio di solidarietà, di cooperazione e impegno attivo. La “Cittadinanza Attiva: Primi Passi”, attraverso l’utilizzo di teatrino e marionette, racconta una storia ricca di sogni e speranze che poi si sviluppa in un’attività di ricerca di percorsi condivisi di cittadinanza attiva, mentre il “Fiabilas Gigante” è un gioco che aiuta a riflettere sugli stili di vita sani e sui comportamenti solidali. I ragazzini delle scuole Secondarie di 1° grado (dagli 11 ai 13 anni) hanno invece partecipato a: “Giocavis”, un gioco a squadre che accompagna i ragazzi in una profonda riflessione sull’importanza dell’aiutare gli altri, del dono e della solidarietà; e al “Teatro Immagine”, un’attività di teatro sociale dove i ragazzi vengono portati a riflettere sui temi della partecipazione, del futuro non come minaccia ma come promessa, dell’impegno attivo nel sociale, dell’altro come ricchezza.

Per informazioni ed approfondimenti: https://www.avisveneto.it/area-scuola/

Ricominciata la scuola e Venezia entra in 1100 famiglie con i diari scolastici di elementari e medie

La Avis entra nelle case dei veneziani con i diari scolastici! Sono 1100 i diari personalizzati dall’Avis distribuiti agli studenti di diverse scuole primarie e secondarie inferiori di Venezia per l’anno 2018/2019. L’Avis lagunare, infatti, ha stretto accordi con alcuni istituti locali per inserire nei diari scolastici, che vengono consegnati a inizio anno a tutti gli alunni, informazioni relative al dono del sangue e all’attività svolta nel territorio da Avis Venezia. In questo modo i ragazzi saranno accompagnati nel loro percorso formativo dalla presenza costante dell’associazione. Non solo: attraverso questi diari entreranno in contatto con il mondo Avis anche fratelli, sorelle, le famiglie degli studenti. L’obiettivo è sensibilizzarle al dono del sangue e stimolare i genitori già donatori ad aumentare la frequenza della donazione. Chi volesse mettersi in contatto con l’associazione per iniziare a donare o partecipare alla vita associativa, troverà tutti recapiti necessari sul retro di copertina dei diari.

Davide Del Negro

BimbAvis a Balconi, una giornata Avis per le famiglie questa estate

Giochi al BimbAvis

Si potrebbe chiamare “BimbAvis” la bella e intensa giornata organizzata sabato 2 giugno dall’Avis di Balconi, in collaborazione con il Comitato Sagra, per coinvolgere le famiglie del paese e avvicinarle alla solidarietà del dono. Oltre 150 tra bambini e adulti hanno potuto giocare e divertirsi insieme grazie alle tante attività del Ludobus, al grande gioco dell’oca costruito dall’Associazione “Momenti per crescere”, ai giochi di ruolo dell’Associazione “Il Borgo Magico” e alla bella musica de “I Chitarrissimi”. Durante la giornata sono state raccolte ben nove promesse di donazione che, con la situazione allarmante di calo donazionale degli ultimi anni, sono sicuramente un bel segnale, ma che dovranno essere seguite con molta cura dal nostro Direttivo perché diventino… nuovi donatori. Tante persone, simpatizzanti Avis, hanno partecipato con grande cuore e disponibilità alla manifestazione, dando una mano per promuovere il dono del sangue.

Francesco Pevarello

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