In Veneto tremila donatori tra i nuovi cittadini: Avis, Comunità islamica e Caritas insieme per il dono

“Non esistono stranieri, solo sconosciuti…” (Freya Stark, poetessa, cittadina britannica e italiana, nata a Parigi nel 1893, morta ad Asolo nel 1993)

Il Veneto, ma in genere tutta l’Italia, “invecchia” sempre più. E sempre più donatori, raggiunta la soglia limite stabilita dalla legge, lasciano per raggiunti limiti di età l’attività donazione. I giovani sono sempre meno, il ricambio allo stato attuale langue, mentre i bisogni sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma… il 13% degli alunni/studenti nelle nostre scuole sono rappresentati da “nuovi italiani”. Da qui, e dai dati mondiali su Pil pro capite, tasso di natalità, speranza di vita alla nascita ed età media in vari Paese dal “primo” al “quarto” mondo, siamo partiti per una piccola inchiesta sul numero a stampa in distribuzione a settembre-ottobre. È necessaria una “trasfusione di sangue nuovo” e una nuova fase di accoglienza ed inclusione per chi entra pacificamente in Italia e nel nostro Veneto in cerca di un presente e un futuro meno tragico, rispetto ai Paesi di provenienza. Il numero di Dono&Vita è stato presentato venerdì 5 ottobre a Mestre, in una conferenza stampa, mentre il pdf completo potete trovarlo qui: settembre2018pdf

Il direttore

Il Veneto è la terza regione d’Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna) per numero di studenti di origine straniera. In numeri assoluti (Fonte Miur) erano 91.641 nel 2017, con un’incidenza percentuale complessiva del 13%. Un bambino su 6 (15,5%) è di origine straniera nella scuola dell’infanzia e primaria, un dato che scende al 13% nella secondaria di 1° grado e al 9% nella secondaria di 2° grado. Di questi oltre il 27% sono di origine africana.

In Veneto i “nuovi cittadini” rappresentano il 10% della popolazione, circa 485mila e l’11% complessivo dei contribuenti Irpef.

Fra i residenti in Veneto i cittadini di origine straniera con meno di 55 anni sono l’89%, mentre la percentuale per gli autoctoni precipita al 64% (fonte Istat). Ancora più significativi i dati che riguardano gli ultra 65enni: vanno dal 22,3% dei “veneti”, a solo il 3,3% dei nuovi cittadini. Che tradotto significa che i nuovi cittadini sono per la maggior parte giovani.

Analizzando questi e altri dati, il periodico di Avis regionale Veneto, “Dono&Vita”, nel numero attualmente in distribuzione, ha voluto aprire una finestra sul tema immigrati e donazione.

Proprio i nuovi cittadini, infatti, se ben informati e coinvolti, contribuiranno in modo significativo alla donazione di sangue e plasma in Veneto e in Italia, dove la natalità cala costantemente e l’età media continua a salire. “Sappiamo che il tema è scottante, ma è evidente che saranno i nuovi cittadini a invertire la tendenza anche in Avis – spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello.

Dai dati di alcune Avis comunali campione, emerge che in Veneto i donatori di origine straniera iscritti dall’associazione sono intorno al 2 per cento del totale. Con tutti e cinque i Continenti rappresentati. I Paesi dell’Est sono tra i più presenti ovunque, in particolare Romania, Ucraina e Moldavia, con una forte presenza femminile. Seguono l’Albania, il Marocco e il Senegal. Sul fronte asiatico, i donatori iscritti all’Avis provengono soprattutto da India, Bangladesh e Sri Lanka. Altri arrivano in percentuali minori da ogni parte del mondo (alcune Avis hanno anche una quarantina di diversi Paesi di provenienza), mentre pochissimi sono i cinesi, al massimo 1 o 2 per Avis, quando presenti. Sono per lo più giovani, sotto i 40 anni e più della metà dona da oltre dieci anni, con traguardi anche significativi per numero di donazioni. Le donne hanno ormai raggiunto gli uomini, con un rapporto di 44 a 56 per cento.

“Un 2 per cento è un bel numero da cui partire. Corrisponde a quasi 3mila persone. Per far aumentare questo numero Avis regionale vuol mettere in campo azioni e progetti destinati a tutti gli immigrati regolari in Veneto, perché possano dare il proprio contributo come cittadini. Le diverse comunità di nuovi cittadini sono alla ricerca di occasioni di impegno solidale e gli ammalati hanno bisogno anche del loro sangue che ha lo stesso colore per tutti, anche se la pelle ne ha di diversi” – continua Brunello – l’integrazione passa anche attraverso il dono al prossimo”.

Per Don Marino Callegari, già delegato Caritas del Triveneto “Sono il volontariato e l’attività nella scuola le strade maestre per una vera inclusione dei nuovi cittadini, come già molte esperienze positive in Veneto stanno dimostrando”.  

D’altra parte, anche il credo islamico considera il dono una cosa buona. Tanji Bouchaib, marocchino, coordinatore della Federazione islamica del Veneto (circa 200 Comunità locali), che conta già dei donatori di sangue, spiega infatti che “Il Corano dice che “se salvi una vita, salvi il mondo, quindi anche il dono di sangue e organi è caldeggiato. In molti nostri Centri culturali vi è già materiale Avis, ma bisogna approfondire l’informazione corretta sulla donazione fra le nostre comunità”.  

Da qui l’idea lanciata oggi insieme da Avis Regionale e Federazione islamica: organizzare insieme un evento-incontro con tutti i responsabili dei 200 Centri culturali islamici in Veneto e dei rispettivi dirigenti Avis locali per condividere e conoscerci meglio reciprocamente. Per spiegare la donazione del sangue, l’iter sanitario da seguire e l’organizzazione dell’associazione.

 

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