“Cyberbullismo: nemico feroce, ma non imbattibile”. Il Prof. Francesco Pira per Dono&Vita su un problema attualissimo

Francesco Pira, oltre ad essere tutto ciò che potete leggere in coda all’articolo, è per noi prima di tutto un grande amico. Della Redazione e dell’Avis. Innumerevoli sono stati, negli anni, le collaborazioni con l’Associazione e il nostro giornale: ci inviava dall’Università di Gorizia anche i suoi migliori studenti di comunicazione per “farsi le ossa” e imparare come “si fa” un periodico che parla a più di 100mila volontari. Da sempre si occupa di comunicazione digitale, dei suoi pregi, dei suoi difetti e dei suoi pericoli. Con questo articolo, attualissimo, che ci ha concesso riapriamo anche la rubrica “Penne d’oro”. Fu inaugurata proprio da Francesco nel 2011. Nata dall’esigenza di ovviare all’informazione sempre più veloce e schizofrenica, cercando di riscoprire il gusto dello “scrivere”, della lettura, dell’approfondimento. Vi troverete via via “pezzi” di colleghi giornalisti, comunicatori, scrittori, poeti, tutti amici dell’Avis che “sanno usare la penna” (e la testa) e i quali molte volte hanno collaborato con la nostra Redazione o… viceversa. Saranno invitati dal direttore a scrivere liberamente su queste pagine virtuali (ma anche sul periodico a stampa) senza alcun paletto e nessuna preclusione di stili, argomenti, storie da raccontare. Tutti, ne siamo certi, aggiungeranno qualche tassello in più al nostro vivere, e crescere, quotidiano. Buona lettura. La Redazione

I genitori accusano la scuola, la scuola accusa i genitori. Nel frattempo i ragazzi continuano a vivere nella loro dimensione e le istituzioni sottovalutano il problema. Si è creato un cortocircuito preoccupante e in questo vulnus il cyberbullismo rischia di proliferare. Possiamo considerare il cyberbullismo un allarme sociale o quasi.
Non si tratta più di episodi circostanziati, che di volta in volta possono essere affrontati. Gli ultimi dati nazionali parlano di un caso di cyberbullismo al giorno. Quelli europei piazzano l’Italia ai primi posti. Oggi esiste una forte rappresentazione del sé e una grande voglia di apparire. Prevaricare gli altri e mortificarli, e far vedere a tutti come si è bravi a farlo, fa parte di questa voglia di mettersi in mostra.

Noi che giocavamo nei cortili per interi pomeriggi, dopo aver fatto i compiti, a volte stentiamo a capire come si possono trascorrere ore ed ore seduti sul divano con in mano il tablet o lo smartphone. Ed anche i giovani genitori che comprano tablet di ultima generazione o I-Phone super accessoriati sottoscrivendo finanziamenti nei megastore dei centri commerciali ai loro figli a volte dicono “ai nostri tempi…”

A noi maschietti pre-adolescenti bastavano un centinaio di figurine Panini, i doppioni per movimentare un pomeriggio che poteva essere noioso. Alle nostre dirimpettaie femminucce invece Barbie anche spelacchiate da pettinare. Oggi nelle scuole si fanno corsi di formazione per docenti e si cerca di coinvolgere i genitori. In decine di scuole in Italia ed in Europa, dove i dirigenti sono più sensibili, e forse anche più preoccupati, le parole che fanno paura sono sexting e cyber bullismo.

Sexting è l’invio e/o la ricezione e/o la condivisione di testi, video o immagini sessualmente esplicite/inerenti la sessualità. Spesso sono realizzate con lo smartphone o il tablet, e vengono diffuse attraverso whatsapp o tramite la condivisione con il bluetooth. Dirigenti scolastici ci hanno detto, in varie parti della Sicilia, che di casi ce ne sono stati. Ma che la sensibilità degli insegnanti e l’intervento delle autorità hanno tamponato, almeno per ora. L’altra parola che fa spaventare docenti e genitori siciliani è la versione digitale del bullismo.

Il cyberbullismo consiste in atteggiamenti e comportamenti da parte di pre-adolescenti o adolescenti, finalizzati ad infastidire, offendere, spaventare, imbarazzare, umiliare la vittima predestinata. Spesso un compagno o una compagna di scuola. Le aggressioni sono frequenti, continue e intenzionali. Bullismo e uso inconsapevole del proprio corpo nella fase pre -adolescenziale non sono fenomeni nuovi. Ma ciò che è radicalmente cambiato è il contesto sociale e il sistema di relazioni al suo interno.

In una recente ricerca condotta in quattro paesi europei Italia, Spagna, Inghilterra e Bosnia Erzegovina sono stati raccolti 2000 questionari compilati in forma anonima da preadolescenti e adolescenti. I trend sono simili, con qualche punta su bulli e cyberbulli in Italia e Inghilterra. L’andamento è simile in tutti i paesi rispetto alle vittime di atti di bullismo indiretti e diretti, così come di cyberbullismo. Da quanto emerge dalla ricerca europea, in Italia le percentuali di bullismo sono più elevate rispetto ad altri paesi. Consideriamo che se parametriamo i dati italiani, è patrimonio comune il fatto che al sud si denunciano questi fatti meno che al nord. Nessuna differenza significativa è possibile rilevare tra paesi per quel che riguarda appunto il cyberbullismo. In Bosnia Erzegovina i cyberbulli usano soprattutto il cellulare rispetto al pc. In Italia e in Europa cresce la preoccupazione tra i genitori. In molti paesi europei esistono scuole per genitori per comprendere rischi e opportunità delle nuove tecnologie.

Cosa possono fare i genitori

Ma proviamo a tracciare una mappa su che cosa può fare un genitore. Oggi accade, purtroppo che il virtuale sostituisca il reale. In molti incontri a cui ho partecipato in vari istituti scolastici ho raccomandato ai genitori di scoprire cosa i loro figli condividono attraverso il tablet o lo smartphone, e soprattutto cosa trasmettono. Evitare che sulla rete viaggino dati personali, foto e video spinti. E’ molto facile che un cyber bullo posso usare questi materiali per ricattarli. Ho scoperto in molti incontri che i genitori in Italia non conoscono l’esistenza del social ASK.FM molto frequentato da pre-adolescenti. Tra i 60 e i 70 milioni di persone il numero degli iscritti. L’Italia è tra i paesi che lo utilizzano di più, con Brasile, Turchia e Stati Uniti. Il sito esiste dal 2010. E’ nato in Lettonia. Le controversie sono il pane quotidiano. Per Ilja Terebin, il fondatore non è il male assoluto: “La verità – ha spiegato in un’intervista – è che i genitori non sanno come i figli socializzano. Essi pensano che quando vanno a scuola, per esempio, tutto quello che fanno è risolvere i problemi di matematica. Se sapessero ciò di cui i ragazzi in realtà parlano, sarebbero molto più spaventati. Su Ask.fm possono vederlo. Ma certe cose accadono ovunque, sia online che offline”.

Un figlio che subisce violenze da un cyber bullo deve essere aiutato e sostenuto. E’ opportuno consigliare alla vittima di non reagire con sms o altre forme di comunicazione in risposta alle provocazioni. Occorre conservare tutto quello che viene trasmesso dal cyber bullo come prova. Contattare il provider e chiedere di bloccare quanto è stato pubblicato o inviato. Naturalmente poi avvisare la Polizia Postale.

Passiamo al capitolo sexting. Il termine nasce dall’unione delle parole sex (sesso) e texting (invio di testi). Molti pre-adolescenti e adolescenti, ci sono stati parecchi casi anche in Sicilia, per conquistare un ragazzo o una ragazza trasmetto immagini erotiche, in pose molto accattivanti attraverso lo smartphone o il tablet. A volte la fiducia di questi ragazze o ragazzi viene tradita da chi riceve che fa girare attraverso whatsapp le immagini. O nelle peggiore delle ipotesi le trasmette a siti porno. Come ho avuto di spiegare in diverse trasmissioni televisive o radiofoniche, tutto nasce per il rapporto che il pre-adolescente o l’adolescente ha con il proprio corpo. E soprattutto perché spesso la minorenne o il minorenne non comprende cosa può portare inviare l’immagine del proprio corpo in rete. È ormai moda tra i teenagers veicolare queste immagini attraverso whatsapp, ormai il mezzo più usato per la trasmissione. Le immagini vengono registrate ovunque: a casa, nei bagni delle scuole, durante le feste. A volte le stesse ragazze o gli stessi ragazzi creano dei veri e propri set. Per questo è importante che papà e mamma siano formati nel loro percorso di genitorialità a sostenere anche l’urto di un problema simile. Quindi trasmettere autostima, consapevolezza dell’uso delle tecnologie, la comprensione delle terribili conseguenze di un uso disinvolto del proprio corpo. Tutto molto difficile, ma va fatto.

I nuovi termini

L’evoluzione continua della tecnologia sta modificando in modo profondo la società, il sistema di relazioni, di esercizio del potere, i valori di riferimento. Nascono nuove definizioni delle quali stiamo tutt’ora cercando di definire i contenuti: Mobile Born (i più piccoli capaci di usare tablet e smarphone meglio degli adulti), Digitali nativi (pre adolescenti e adolescenti), Immigrati Digitali (chi è stato costretto ad usare le nuove tecnologie per lavorare) e Famiglia digitale (dove i componenti dialogano attraverso la rete più che a casa o di persona).

La rete rappresenta un’occasione unica per tutti noi, in termini di conoscenza, ma questa condivisione della cultura e della conoscenza non deve diventare, invece, pericolosa nel momento in cui  utilizziamo il web per delle devianze che non sono assolutamente sopportabili. Utilizzare i nuovi strumenti per vivere la propria dimensione. Magari con il vantaggio che oggi con i calciatori puoi chattare sui social e non guardarli in una figurina. E che la bambola virtualmente puoi vestirla con capi di alta moda. Qualcosa è cambiato ma non perdiamo il senso della comunità, anche sul web, che ci regalava il cortile.

 

Prof. Francesco Pira

Brevi note biografiche del Prof. Francesco Pira

Francesco Pira, è professore di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Coordinatore Didattico del Master in “Manager della Comunicazione Pubblica”  e di Comunicazione Pubblica e d’Impresa presso lo IUSVE l’Università Salesiana di Venezia e Verona. È visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid.  Svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Dal 1997 svolge indagini su vecchi e nuovi media, pre-adolescenti e adolescenti. Ha intrapreso una battaglia personale contro il Cyberbullismo e il sexting. Su questi temi ha tenuto: conferenze in Italia e all’Estero con studenti, corsi di formazione per docenti e genitori ed è stato nominato come Esperto in progetti PON e del Ministero della Pubblica Istruzione rivolti agli Istituti Scolastici.

Saggista e Giornalista è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. Opinionista dei quotidiani on line La Voce di New York,  Affari Italiani e del magazine Spot and Web, è Direttore Editoriale del giornale on line Scrivo Libero dove tutte le domeniche pubblica un Video Editoriale e firma la Rubrica PIRATERIE, dedicata alle nuove tecnologie, nelle pagine culturali del quotidiano “La Sicilia”. Scrive per riviste specializzate.

È attualmente consulente di Avis regionale Calabria. È stato relatore in convegni internazionali e conferenze in India, Thailandia, Grecia, Danimarca, Francia, Croazia, Slovenia, Spagna, Portogallo e Belgio. Nel 2010 e nel 2011 è stato coordinatore scientifico e moderatore dell’International Communication Summit che ha visto la presenza di Alastair Campbell, ex portavoce di Tony Blair e di Zygmunt Bauman, uno dei più noti sociologi e influenti pensatori contemporanei. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica e giornalistica, è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto numerosi Premi nazionali e internazionali.

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