Da Mario Rigoni Stern: “Donare”, un pezzo inedito di letteratura del ‘900 dedicato all’Avis per il suo 50°

Ho consultato ora quattro vocabolari per sapere come i linguisti definiscono il verbo transitivo “donare”. Con sfumature più o meno sottili dicono tutti la medesima cosa, ma chi fa professione di scrivere molte volte, anzi sempre, deve guardare anche alle sfumature e a queste sottigliezze, e scegliere quelle tra le definizioni che più si addicono al suo stato d’animo e alla situazione contingente. Ecco, allora, che per i donatori dell’Avis sceglierei questa: “Donare volontariamente, con assoluta liberalità, senza esigere nessuna ricompensa o restituzione”. E alla voce “sangue”? Non avevo mai notato come tanto spazio fosse dedicato a questo sostantivo.

Ma tra tante definizioni scelgo questa che mi sembra la più semplice: “Tessuto fluido, che circola nell’apparato cardiovascolare degli organismi superiori. È un liquido vischioso, opaco, di colore rosso scarlatto nelle arterie e rosso scuro nelle vene, il peso specifico ecc.”.

Ma su questo sangue migliaia di migliaia di pagine sono state scritte in ogni lingua, e sin dall’antichità: trattati scientifici, e poi il sangue dei martiri di ogni fede, sangue di soldati, di rivoluzione, di sterminio, di vendetta, di mafia, di terrorismo, sangue sulle autostrade, sangue di incidenti sul lavoro. Quanto! Troppo sangue, essenza vitale, è stato irrorato sul nostro pianeta Terra: piccola aiola che ci fa tanto crudeli. Eppure… Eppure c’è anche chi il sangue lo dona con assoluta liberalità quando un altro simile qualsiasi ne ha bisogno, e niente chiede in cambio. O, solo, una fratellanza o una cena annuale, o un bicchiere di vino alla domenica dopo la messa, ma non con i donatari bensì con i donatori.

Ecco: migliaia e migliaia di pagine scritte sul sangue o su “fatti di sangue” e niente, o poco, su chi il sangue lo dona. Ma forse è meglio così perché tra loro vale il detto evangelico non sappia la mano destra quello che fa la sinistra; ma quando in treno, o sull’autobus, o al mercato, o sul lavoro incontrate uno o una che sul petto ha un piccolo distintivo dove da una mano distesa il sangue che cola viene raccolto da due mani protese, allora, guardatelo con profondo rispetto perché quella è una decorazione che più di ogni altra vale.

DONARE – Mario Rigoni Stern

Mario Rigoni Stern è stato uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Il suo romanzo più noto è “Il sergente nella neve” in cui racconta in modo autobiografico della ritirata di Russia. Legatissimo alla sua Asiago (dov’è nato nel 1921 e morto nel 2008) e all’Altopiano, aveva una particolare sensibilità verso la natura e la montagna. Il giornalista Sergio Frigo nel sito www.iluoghidirigonistern.it:

“Con la sua scrittura limpida e profonda, complessa, mai complicata, ha definito i contorni, consolidato i significati, impreziosito il volto di un’identità locale che ha sempre concepito come accessibile a tutti coloro che – pur vivendo nelle contraddizioni della contemporaneità – avessero sguardo limpido e cuore puro”.

Nei suoi scritti il senso di appartenenza alla comunità e il rispetto per la natura e le persone, il senso dell’accoglienza e della condivisione. Da qui, quindi, questo scritto per i donatori e l’Avis di Asiago. Un’Avis che ha visto nascere 50 anni fa e al quale era molto vicino. Scoperta questa chicca nell’opuscolo per il 50° di Avis Asiago preparato da Andrea, figlio di uno dei fondatori e primo presidente Giovanni Pinaroli (in foto con Rigoni Stern), ne facciamo omaggio anche a tutti i donatori del Veneto per i 50 anni di Avis regionale. 

Sabato 24 marzo a conclusione dell’Assemblea dell’Avis provinciale di Vicenza, che si svolgerà dalle 15 proprio ad Asiago presso il Palazzo del Turismo MIllepini, è prevista una serata di canti e testimonianze. È stata organizzata da Andrea Pinaroli in occasione del 50° di fondazione e in memoria di Giovanni e di tutti i “pionieri” avisini dell’Altopiano. Si svolgerà dalle 20 presso l’Oratorio san Rocco e vedrà la partecipazione della Shola cantorum San Matteo di Asiago e del coro L’Eco delle Valli di Lusiana. Due cori, tra l’altro, “farciti” di donatori avisini.

Un “semplicemente grazie” ad Andrea Pinaroli ed a tutta l’Avis Altopiano di Asiago per il bel regalo e per la foto inedita. 

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