Pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato: Behring può lavorare plasma del Veneto e di altre 8 regioni del NAIP

La multinazionale australiana Behring CLS può lavorare e trasformare il plasma dei donatori del Veneto (ma anche di Valle D’Aosta, Friuli, Trentino, Alto Adige, Liguria, Umbria, Abruzzo e Basilicata) nei suoi stabilimenti di Berna, con stoccaggio e “logistica” in una collegata in Germania. La parola fine ad una vicenda che si trascina da ormai da più di due anni è stata messa (sembra) dalla sentenza dal Consiglio di Stato (secondo livello della Magistratura amministrativa) del 16 gennaio, pubblicata il 28 febbraio.

La sentenza del Consiglio di Stato in pratica ribalta la sentenza di primo grado del TAR del Veneto (23 agosto 2017) in cui si dava ragione a una delle aziende “concorrenti”, la Kedrion Spa di Lucca. Il Tar Veneto annullava l’assegnazione della gara di appalto per la lavorazione del plasma vinta dalla CLS Behring che già dal 1° maggio 2017 aveva però iniziato a ritirare il plasma dai Centri trasfusionali del Veneto e delle altre 8 fra regioni e province autonome. In totale (dati Centro nazionale sangue) i chilogrammi raccolti e inviati alla trasformazione da parte del NAIP nel 2017 sono esattamente 194.993.

Ma vale la pena di ripercorrere tutta la vicenda fin dall’inizio.

  • 2012 – Il Decreto ministero Salute del 12 aprile – adeguandosi alla normativa europea – dispone che il c/lavorazione del plasma Italiano possa e debba essere “aperto” anche ad aziende estere, in base alla legge 219/2005. Dalla metà degli anni ’80, infatti, una sola azienda – l’italiana Farma Biagini, poi Kedrion – poteva lavorare il plasma nazionale in un regime di sostanziale monopolio. La prima esperienza di c/lavorazione era partita proprio dal Veneto, sull’onda delle infezioni HIV “importate” con plasmaderivati commerciali esteri.
  • 2014 – Il 5 dicembre il Ministero della Salute individua i “Centri e Aziende di frazionamento e produzione di emoderivati autorizzati alla stipula delle convenzioni con le regioni e le Province autonome per la lavorazione del plasma raccolto sul territorio nazionale”. Vengono autorizzate cinque aziende multinazionali: Kedrion (sede centrale Italia), Behring (Australia), Grifols Italia (Spagna), Octapharma Italy (Svizzera) Baxter Manifactoring, oggi Baxter-Baxalta assorbita da Shire.
  • 2015 – È l’anno in cui si “aggregano” le Regioni in quattro Accordi Interregionali. Vedremo in coda all’articolo a che punto sono gli altri. L’ex AIP con capofila Veneto (che comprendeva oltre alle attuali anche le due grandi regioni di Toscana ed Emilia Romagna) si trasforma in NAIP a settembre. A Novembre 2015 il Veneto (Regione e CRAT) capofila, a tempo di record, indice la gara di aggiudicazione. Vi partecipano tre aziende: Behring. Kedrion, Grifols.
  • 2016 – Il 25 marzo, sempre a tempo di record, l’appalto per lavorare il plasma del NAIP viene assegnato al “miglior offerente”: la Behring. E qui si aprono le cateratte delle polemiche. Da più parti, anche interne alle associazioni di donatori, viene criticata la velocità eccessiva di pubblicazione ed assegnazione, anche sulla base dei parametri di punteggio in base a “qualità (10%) ed economicità (90%)” contenuti nel capitolato e che sarebbero stati del tutto stravolti dal successivo Nuovo Codice degli Appalti pubblici emanato proprio a primavera 2016. Inutile dire che le due aziende escluse ricorrono immediatamente al TAR del Veneto. Sei sono i ricorsi e controricorsi incrociati. Anche la Behring ricorre contro la Kedrion. quest’ultima, in particolare, punta sul fatto che la Behring ha uno dei suoi stabilimenti, in cui dovrebbe transitare il plasma italiano, in Germania. Qui è ammessa la donazione a pagamento e la legge italiana esclude stabilimenti in nazioni (anche UE) in cui è ammessa donazione a scopo di lucro.
  • 2017 – Il 23 agosto il TAR del Veneto sentenzia come: “la CLS Behring avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura di affidamento (…) pertanto l’aggiudicazione disposta a favore della CLS Behring deve essere annullata”. Ne abbiamo riferito sia sul sito, sia sulla “carta stampata“. Parte immediatamente il ricorso della Behring, della Regione Veneto e della “Azienda Zero” al Consiglio di Stato che in Veneto, con legge regionale 2016, si occupa di tutte le questioni inerenti la sanità.
  • 2018 – Il 16 gennaio si riunisce la terza sezione del CdS (giudici Lipari, Spiezia, Noccelli, Santoleri, Calderoni). Il 28 febbraio la ponderosa sentenza, 52 pagine in cui viene ripercorsa tutta la vicenda giuridico-legislativa, viene pubblicata col n. 01257/2018REG.PROV.COLL. In sostanza la sentenza accoglie in toto gli appelli di Behring, Regione Veneto e Azienda Zero azzerando quanto deciso dal TAR del Veneto. Dal CRAT del Veneto, per bocca del suo direttore Dott. Antonio Breda, un “no comment” motivato dal fatto che non aveva commentato neppure la sentenza del TAR.

La situazione degli altri Accordi Interregionali italiani

RIPP Capofila Emilia Romagna con Calabria, Puglia e Sicilia (206.067 kg di plasma prodotti nel 2017). Ha concluso a fine 2017 l’assegnazione della gara (30% prezzo e 70% qualità) a un raggruppamento temporaneo di imprese (Kedrion-Italia e Grifols-Spagna). Anche in questo caso sono partiti subito i ricorsi delle aziende escluse, CLS Behring e Baxter-Baxalta, a TAR e Garante della Concorrenza. Per ora sembra bloccata anche questa.

PLA.NET Capofila è la Toscana con Lazio, Campania, Marche e Molise (181.135 kg di plasma nel 2017).  Il bando è stato pubblicato e si è chiuso. Le buste con le offerte sono state aperte il 31 gennaio. Tre le ditte che hanno partecipato: Kedrion, Grifols, Baxter. A breve dovrebbe giungere a conclusione. Anche qui ricorsi e controricorsi permettendo. “Nell’iter abbiamo coinvolto nel collegio tecnico  – ha detto Simona Carli del Centro regionale sangue Toscana – tutti gli attori del sistema, Associazioni in testa. È fondamentale arrivare alla fine di tutte le gare. Con i ricorsi incrociati sulle prime gare espletate stiamo pagando solo le vacanze agli avvocati, paralizzando il sistema nazionale”.

ACCORDO – Capofila è la Lombardia, “associata” con Piemonte e Sardegna (245.126 kg di plasma raccolti nel 2017). L’Accordo sembra essere ancora al palo. Sulla situazione, come ha amaramente denunciato al convegno di Verona del 20 gennaio scorso Giampietro Briola a nome di Avis Lombardia, non c’era alcuna notizia né tantomento la Regione ha mai interpellato le associazioni di donatori. Era assente allo stesso convegno il responsabile del Centro regionale sangue della Lombardia, Davide Rossi.

Ma perché tanto interesse da parte delle multinazionali del plasma per il dono dei volontari italiani? La risposta nell’inchiesta, già pubblicata nel numero a stampa di dicembre, che vi proponiamo qui online. (B.C.)

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