Cambiano le persone, ma non quella pazzia-utopia del 1927. Buon Natale e buon 2018 dalla vostra Redazione.

Si chiude questo 2017, l’anno in cui si è celebrato il 90° di Avis. Non era solo il compleanno di Avis nazionale, ma di tutte le Avis. Era, secondo me, ancora di più. Era il 90° dalla nascita di un’i-dea, a quei tempi del tutto rivoluzionaria e controcorrente.

Un’idea che “rompeva” (ricordiamoci che era il 1927) ogni schema della medicina e della stessa Società del tempo. Nessuno, infatti, aveva allora il nostro attuale “diritto alla salute”, salvo chi poteva “comprarselo”. Fu sancito dalla Costituzione che sarebbe arrivata soltanto 20 anni dopo. Una delle Costituzioni più belle del mondo, che oggi dobbiamo ancora applicare totalmente. Basterebbe quello, per essere ancor più faro di civiltà nel mondo. Fu l’Italia, grazie a un medico “eretico”, Vittorio Formentano, il primo Paese al mondo ad avviarsi sulla strada della totale gratuità di un dono vitale.

Lottarono contro tutto e contro tutti, per difendere quell’ideale di civiltà, quel pugno di “partigiani” convinti dell’uguaglianza fra gli uomini. Nessuna razza, nessuna religione, nessuna fede politica, nessun censo, nessuna nazionalità poteva ai tempi di Formentano e Moscatelli fare la differenza, quando una “persona” era ammalata e bisognosa. Anche il nemico aveva diritto di ricevere il loro sangue.

È una fiaba, una storia inventata buona per un fumetto? Tra l’altro leggetevelo quello di Avis nazionale, vale la pena. No, è storia. Ancor oggi vive quell’utopia. Vive ancora, quello spirito.

Quello spirito ha permeato in questi 90 anni anche tutte le altre associazioni del dono del sangue che, in fondo, da Avis hanno preso spunto. Come la Fidas, che nacque a Torino e Udine nel 1959, “costola” delle locali Avis. Le sigle possono cambiare, le persone anche “litigare” (si fa per dire), ma l’ideale rimane. Per fortuna. Mia, di un ricevente, di tutti…

Permettetemi un pizzico di orgoglio nazionale (come italiani ci difetta fin trpèèp, sempre propensi a lamentarci): prima in questo senso lo è ancora, la nostra Italia nel mondo.

Voi, esercito di donatori volontari, periodici, non remunerati, disinteressati e in gran parte associati ogni giorno andate a donare sangue e plasma. Un esercito di quasi due milioni di cittadini che semplicemente va… Va a dare un po’ di sé

La sola Avis, l’anno scorso, ha superato complessivamente i 2 milioni di donazioni. Più di 5.600 associati Avis in media ogni giorno, in ogni angolo d’Italia, vanno a farsi “bucare”. Donando, semplicemente donando, tutti eredi di quell’idea-utopia.

Ora la esportiamo nel mondo, ancora una volta, dopo che Avis e Formentano hanno fondato la Fiods nel 1955. È quell’idea-utopia della gratuità e della solidarietà laddove non esiste ancora il “diritto alla salute”, se non te lo paghi. Laddove le partorienti muoiono ancora per emorragia perché non c’è sangue, se non te lo compri.

Allora possiamo anche litigare fra persone, fra dirigenti, cambiare vertici associativi e pure i presidenti, l’essenziale è che rimanga saldo il “nocciolo”. Quella “pazzia” che dal 1927 vi pervade.

Vi lascio con un augurio e un brindisi per un sereno Natale con i vostri cari e per l’anno nuovo… Auguri e Buon Dono a tutti. I molti che non possono donare, che usufruiscono del vostro dono disinteressato, vorrebbero essere come voi.

Beppe Castellano

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