Le novità della nuova legge sul terzo settore. In attesa dei decreti attuativi, che cosa cambia per Avis

A seguito dell’articolo di Giorgio Groppo su “Dono&Vita” n° 3/2017, facciamo il punto sull’avanzamento della Riforma del Terzo Settore, prestando attenzione a cosa dovrebbe cambiare (il condizionale è ancora d’obbligo) per noi Avis da gennaio 2018.

Passerà in second’ordine la definizione di OdV (Organizzazioni di Volontariato, di APS (Associazioni di Promozione sociale) e dal 2019 sparirà la sigla “Onlus” (Organizzazione non lucrativa di Utilità Sociale). Tutte saranno definite ETS (Enti Terzo Settore). Verranno riconosciute le Reti Associative, composte da più associazioni presenti in almeno 10 regioni, che svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione a supporto degli ETS (interessa Avis).

Per le attuali OdV, APS e Onlus è previsto il riconoscimento automatico di ETS, con inserimento diretto nel Registro Unico (RU) Nazionale del Terzo Settore (gestito dalle Regioni) se entro febbraio 2019 provvederanno a modificare il proprio Statuto in linea col nuovo Codice.

La rete Avis in ciò agirà in modo coordinato: il Nazionale sta valutando i necessari adeguamenti che discuteremo e approveremo nelle future assemblee, per consentire a ciascuna sede di recepirli nel rispetto dei tempi stabiliti. Tutte le Avis, come le altre Odv, avranno perciò tutto il 2018 per analizzare la situazione e decidere come modificare il proprio Statuto.

Per gli ETS inseriti nel RU (comprese le Avis) sarà più semplice ottenere il riconoscimento della personalità giuridica: basterà il solo notaio, senza attendere i tempi dell’attuale iter degli uffici regionali, per mettere al riparo i dirigenti associativi da responsabilità personali nello svolgimento dell’attività volontaria. Una pratica finora trascurata da molte nostre sedi che sarà alla portata di tutti e fortemente raccomandata.

Trasparenza: obbligatori per tutti gli ETS i libri sociali: libro dei soci, dei verbali d’assemblea e dei bilanci. Obbligo di rendicontazione annuale al RU e di pubblicazione degli stessi sul sito internet.

Trattamento fiscale: con l’inserimento nel RU degli ETS, già da gennaio 2018 ci potremo avvalere delle nuove disposizioni fiscali, che confermano le opportunità (5xmille stabilizzato, Servizio Civile Universale) e le agevolazioni in vigore per il Volontariato, proponendo minori restrizioni per eventuali attività di carattere commerciale.

Avere la partita IVA non comporterà più l’esclusione e sarà possibile svolgere attività commerciali non prevalenti (max 50%). Per gli ETS non commerciali basterà il semplice rendiconto economico e finanziario. Il superamento dei limiti stabiliti e l’eventuale attività commerciale comporteranno un regime fiscale più oneroso, ma sempre agevolato. Fermi restando ovviamente gli obblighi previsti per le attività commerciali: licenze, autorizzazioni, tipo di contabilità…

Il tutto è in attesa dei pareri di conformità della Comunità Europea e di una quarantina di Decreti applicativi ancora mancanti. Nel frattempo teniamoci informati, seguendo magari convegni specifici, per favorire il confronto interno sui temi in continua evoluzione.

I giovani che hanno scelto di svolgere un anno di Servizio civile in Avis sono 14 in Veneto. Nella sede regionale di Treviso sono arrivate Gloria e Seynabou, mentre Cristina è entrata in servizio a San Donà di Piave, Simona alla Comunale di Rovigo, Silvia e Ilenia (Comunale di Verona), Valentina e Veronica (Provinciale di Padova), Giulio e Sara (Provinciale di Rovigo), Chiara e Alvise (Provinciale Venezia) e Andrea Salvatore e Deborah Ayorkor alla Provinciale di Verona.

Era pronta ad attenderli una intensa formazione a tutto campo. Ben 94 ore di corsi e incontri, tra novembre e dicembre 2017, per capire il senso di un impegno così particolare, le sue regole e i suoi ambiti, la necessità di lavorare in gruppo, i progetti, il ruolo che riveste nella società odierna, il rapporto con le altre realtà del panorama del volontariato.

Il primo mese è dedicato alla formazione “generale”, si svolge tra le sedi Avis di Treviso e Mestre (Ve), e vede assieme i ragazzi del Sc di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Relatori il formatore Alessandro Caputo, Elena Galbiati (coordinatrice progetto scuola regionale), Luigi Piva (Esecutivo Avis Veneto), Ketty Bosco e Antonella Auricchio (Avis nazionale) e i volontari della Croce Rossa.

Il mese di dicembre, invece, è dedicato alla formazione specifica in ambito Avis: dalla mission, la storia, i valori e l’organizzazione di Avis al sistema trasfusionale italiano, il sangue e i suoi componenti, il loro utilizzo, la selezione del donatore, gli stili di vita per l’idoneità, la tutela sanitaria, la gestione dei social network associativi, dei siti web, gli strumenti comunicativi, la chiamata dei donatori, il servizio di accoglienza, l’attività del prelievo, la comunicazione con gli stranieri, le iniziative di sensibilizzazione sul territorio, la tutela della privacy, dei dati personali dei donatori, le Consulte Giovani, la ricerca scientifica Avis-Tes, il dono a scuola, l’esperienza dei Grest estivi…

I corsi si tengono tra la sede Avis di Mestre e la sede della Fondazione Tes a Padova, con relatori Alberto Corocher (ingegnere), Luigi Piva, Giovanni Lenzo (direttore sanitario Avis regionale), Irene Pattarello, Manuela Fossa e Giovanna Gobbo (formatrici Avis provinciale Venezia e Admo), Elena Galbiati, Laura Elia e Paola Introvigne (progetto Scuola regionale), Giuseppe Castellano (direttore Dono&Vita), il prof. PierPaolo Parnigotto, presidente Fondazione Tes assieme alle ricercatrici Silvia Barbon ed Elena Stocco, giovani biologhe che stanno portando avanti ricerche sulla rigenerazione dei tessuti da cellule staminali.

Luigi Piva, Referente Avis Conferenza regionale volontariato

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