Da “Dono&Vita” – Dicembre 2017: Etica e responsabilità nell’agire e nel nostro essere donatori

In questi mesi in Avis si sta dibattendo su quali siano i percorsi migliori per assicurare etica e senso di responsabilità.

Ogni nostro donatore, dirigente, collaboratore è chiamato a vigilare perché la nostra associazione operi e si sviluppi mettendo al centro del proprio agire l’etica e la responsabilità. È responsabilità di tutti, non solo dei presidenti, segretari, tesorieri, ma di tutti i nostri soci, donatori e collaboratori.

La correttezza del nostro agire è al centro della nostra attenzione; siamo i primi a voler rendicontare tutto, con trasparenza e chiarezza di lettura, riceviamo risorse per le attività di promozione e sensibilizzazione e ne dobbiamo rendere conto. Il nostro bilancio sociale che ormai è giunto alla 11ª edizione, è la testimonianza più vera; abbiamo scritto che “la trasparenza è la custode della saggezza” riprendendo il poeta fiammingo Ger de Ley.

Abbiamo sempre chiesto alle migliaia di dirigenti associativi, di redigere i bilanci in modo chiaro, secondo le regole che la pubblica amministrazione ci indica, utilizzando solo per i fini stabiliti le risorse affidate ma sono tutti volontari e non possono assumersi responsabilità patrimoniali personali per rispondere a regole molto spesso poco chiare; i nostri revisori controllano contabilità e bilanci, dovremmo forse essere tutti esperti in materie economico finanziarie?   

A questo proposito, dopo l’adozione del Codice Etico, salutiamo il nuovo Comitato etico composto da persone di grande autorevolezza, esperienza e preparazione; chiederemo loro di darci una mano nel definire le regole che aiutino a sostenere la promozione del dono, la ricerca di nuovi donatori e la loro fidelizzazione.

Un’altro settore su cui concentrare la nostra attenzione è quello del plasma, un patrimonio dei donatori italiani, un bene etico da utilizzare solo per la salute degli ammalati; nelle pagine che seguono troverete alcuni approfondimenti molto importanti, un giro d’affari che si prevede raggiungerà nel mondo i 21 miliardi di dollari nel 2021 ma in Italia non si può fare profitto con il sangue e i suoi derivati, questo è il nostro punto fermo.

Proprio in Veneto è stato “inventato” più di 30 anni fa il conto lavorazione, il plasma viene inviato alle industrie di lavorazione per ritornare come medicinali plasmaderivati per gli ammalati. Dobbiamo vigilare perché questo principio voluto da medici illuminati e dai donatori rimanga sempre. Dobbiamo vigilare affinché i quattro accordi interregionali per la lavorazione del plasma siano in grado di collaborare tra di loro, compensando eventuali eccedenze o scarsità di prodotti. Lavoriamo perché gli emoderivati siano identificabili come bene etico, il famoso pittogramma (vedi sotto). Saremo in prima linea nell’utilizzo etico del plasma in ogni parte della filiera di lavorazione, dal plasma donato all’emoderivato che gli ammalati utilizzano.

Questo numero esce nell’anno della riforma del terzo settore; un cambiamento che sta interessando tutto il mondo del non profit; non solo il volontariato ma anche la cooperazione, le associazioni di promozione sociale, le fondazioni e tutti gli Enti del Terzo Settore in genere. Una occasione per volare alti, per interpretare la riforma e individuare i cambiamenti che anche la nostra grande associazione dovrà apportare per ripensarsi all’interno di questo grande mondo della solidarietà, gratuita, disinteressata, che costruisce comunità di senso.

Dobbiamo aprire un grande confronto a tutti i livelli di come vogliamo interpretare oggi il nostro modo di fare volontariato e solidarietà, per gli ammalati, le persone più fragili, la comunità. Nell’affrontare la riforma del terzo settore, dobbiamo vigilare perché non ci sia un uso strumentale del lavoro gratuito dei volontari, non possiamo essere la stampella dei servizi pubblici.

Anche sul modello organizzativo i nostri rappresentanti nei coordinamenti/Csv hanno apprezzato il modello veneto che vede la presenza di un Csv (Centro servizi volontariato) in ogni provincia del Veneto.Questo modello va difeso, anche se sarà necessario mettere in comune molti servizi valorizzando le migliori pratiche per ridurre i costi di gestione e aumentare la qualità dei servizi da offrire alle associazioni.

Infine un cenno alle prossime assemblee, partecipate numerosi perché è il nostro principale strumento per confrontarci, i dirigenti si aspettano di avere idee e suggerimenti, forse anche critiche da parte vostra, non mancate, è uno strumento di democrazia associativa molto importante.

Continuate a donare e partecipate sempre di più anche alla vita associativa, nelle vostre Avis comunali troverete tanto impegno per gli altri, tanta passione e non ve ne pentirete se sceglierete di farne parte.

Tanti cari auguri per le prossime feste natalizie a voi e alle vostre famiglie. E un sereno anno nuovo.  

Giorgio Brunello, presidente Avis regionale Veneto   

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