La dottoressa Diamantini dal 1° novembre lascia il Centro trasfusionale di Bassano. Il suo saluto ai donatori Avis

Dopo quasi quattro lustri, la dott.ssa Diamantini lascia l’incarico di responsabile del Servizio trasfusionale di Bassano del Grappa. Ai donatori delle diverse associazioni che vi fanno riferimento rivolge un saluto. Ecco quello inviato agli amici dell’Avis.

Carissimi donatori,

dal primo novembre 2017 sarò in pensione e mi pare doveroso salutarvi tutti attraverso il vostro periodico. Mi pare ieri che ho preso servizio presso il Centro trasfusionale dell’Ospedale di Bassano… invece sono passati ben 36 anni!

Davanti agli occhi mi passano un’infinità di volti e di persone che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Alcuni non ci sono più ed è a loro che va il mio pensiero perché mi hanno insegnato molto e mi hanno fatto appassionare a questa professione: primo tra tutti il primario Tullio Cesco e poi tanti donatori.

Ho avuto la fortuna di conoscere i figli ed i nipoti di quei primi donatori, tanti hanno lasciato il testimone alle nuove generazioni.

La raccolta di sangue e plasma nel nostro territorio è tradizionalmente molto buona, in quanto la cultura della donazione è molto radicata nelle nostre famiglie, ma non bisogna abbassare la guardia. Per questo è importante che le associazioni come la vostra ci aiutino a mantenere l’autosufficienza non solo dei nostri ospedali, ma anche del Dipartimento provinciale.

Lascio un Servizio trasfusionale che ha raccolto nel 2016 più di 12mila donazioni e spero che l’esempio di tante persone sia raccolto dai giovani.

I donatori devono sentirsi inseriti in un contesto più ampio, provinciale e regionale.

Il progresso e la qualità della medicina moderna passano anche attraverso la sicurezza trasfusionale e l’autosufficienza in sangue ed emoderivati. Ora nessun obiettivo è raggiungibile senza una pianificazione delle azioni, cioè, in altre parole, senza programmazione. Quindi, per garantire l’autosufficienza bisogna che ci siano più attori: da una parte le associazioni di donatori che orientano i cittadini alla donazione di sangue, tutelandoli e motivandoli, dall’altra il Servizio trasfusionale che esegue la raccolta e propone la terapia con emocomponenti, assicurando l’appropriatezza della cura e la sicurezza delle trasfusioni e garantendo che nulla andrà sprecato del sangue donato.

Vi saluto e mi raccomando di continuare l’impegno dei “vecchi” donatori con le conoscenze di oggi perché donare sangue, oltre ad essere un dovere civile, é anche un atto che nobilita l’essere umano. Non abbiate paura di donare.

dott.ssa Armanda Diamantini, Responsabile della S.S.D. Medicina Trasfusionale – Ospedale San Bassiano-Bassano del Grappa (Vi)

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