Cellule staminali midollari: se la vita del tuo prossimo dipende da un tuo gesto

In occasione della settimana nazionale per la Donazione di Midollo Osseo, anticipiamo l’articolo-inchiesta di Michela Rossato pubblicato sul prossimo numero cartaceo di Dono&Vita in distribuzione in 110mila copie dalla prossima settimana. 

Tipizzazione tissutale HLA estesa, prelievo di cellule staminali emopoietiche da sangue periferico, il ruolo strategico dei donatori di sangue, la necessità di allargare il numero dei donatori di cellule staminali emopoietiche per garantire ai malati la possibilità di trovare il donatore “giusto”.

Siamo andati al Servizio di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Verona diretto dal Dott. Giorgio Gandini e abbiamo rivolto queste domande alla Dott.ssa Anna Rosa Gandini Responsabile del Registro Interregionale donatori di midollo osseo Veneto e Trentino Alto Adige. (ambedue in foto)

Giorgio Gandini. anna Rosa Gandini

Che cosa sono le CSE (Cellule Staminali Emopoietiche)?

Le CSE sono le cellule che, differenziandosi e moltiplicandosi, producono ogni giorno le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Le CSE si trovano in tutte le nostre ossa, nella parte più interna dell’osso; è per questo che si è sempre identificata l’espressione CSE midollari con “midollo osseo”. Le CSE sono presenti in piccole quantità anche nel sangue periferico e il loro numero può essere aumenta di molto con la somministrazione di un farmaco specifico che le mobilizza dalle ossa verso il sangue periferico.

Che cos’è il trapianto di cellule staminali emopoietiche? E per quali malattie è indicato?

Il trapianto di CSE è la sostituzione di un midollo osseo malato o non funzionante con cellule staminali sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni ematologiche e immunologiche. Il trapianto può essere autologo (trapianto di CSE dello stesso paziente dopo opportuno trattamento) o allogenico (trapianto di CSE da un donatore sano). In questo ultimo caso è indispensabile reperire un donatore con caratteristiche genetiche compatibili con quelle del paziente. Le malattie che possono beneficiare del trapianto di CSE sono tutte le malattie tumorali del sangue: leucemie acute e croniche, linfomi, mielomi, mielodisplasie; ma anche le malattie non tumorali come le aplasie midollari o le malattie genetiche dei globuli rossi (come la thalassemia maior).

Come si trova il donatore compatibile?

Inizialmente (oltre 20 anni fa) i trapianti venivano eseguiti esclusivamente tra fratelli compatibili HLA identici. Tuttavia la costatazione che l’80% dei malati non poteva giovarsi di una terapia tanto valida ha spinto gli ematologi a cercare il donatore al di fuori dell’ambito familiare. Grazie quindi alla spinta del mondo scientifico e con l’aiuto importante del volontariato sono nati in tutto il mondo Registri Nazionali di potenziali donatori di midollo osseo. Tali Registri collegati in un’unica rete internazionale sono delle vere e proprie banche dati che rendono accessibile per un singolo paziente un pool di donatori estremamente ampio (attualmente circa 25.000.000 donatori nel mondo)

Come si diventa donatore?

È semplice: basta essere in buona salute, pesare più di 50 chili e avere tra i 18 e i 35 anni; per iscriversi bisogna avere al massimo 35 anni, ma poi si può donare fino a 55 anni. Chi vuole iscriversi al Registro donatori midollo può semplicemente rivolgersi al Centro Trasfusionale dell’Ospedale più vicino (anche tramite le associazioni dei donatori di Sangue o le associazioni dei donatori di midollo ADMOR o ADMO) e  sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue (2-3 provette).

Il campione di sangue prelevato viene tipizzato, cioè vengono eseguiti gli esami necessari per la tipizzazione HLA  e i risultati genetici (perché è di caratteristiche genetiche che parliamo) vengono inseriti direttamente via web nel Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo  chiamato IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry).

Poi il donatore rimane in attesa…dell’eventuale chiamata.

I dati dei donatori iscritti vengono periodicamente confrontati con quelli dei pazienti in attesa di trapianto e solo quando si trova una possibile compatibilità il donatore viene richiamato per un secondo prelievo di sangue, atto a confermare se esiste una completa somiglianza genetica col paziente. Se il donatore risulta compatibile col paziente vuol dire che il paziente ha trovato il suo donatore e si può organizzare la donazione effettiva di CSE.

Come si possono donare le Cellule staminali emppoietiche?

Le cellule staminali emopoietiche si possono prelevare in due modi: o dalla loro sede naturale (interno delle ossa) o facendole uscire dalle ossa (mobilizzazione) e raccogliendole dal sangue periferico.

Donazione di staminali da sangue midollare (inizialmente chiamata di midollo osseo):

Si esegue in anestesia generale o peridurale; con un ago si fanno delle aspirazioni  a livello delle  dalle creste iliache posteriori (ossa del bacino), prelevando all’interno dell’osso (sangue midollare o “midollo osseo” ricco di CSE). Per questo tipo di donazione è previsto un ricovero ospedaliero breve di circa 24-48 ore. Una volta dimesso il donatore potrà avvertire per qualche giorno un po’ di dolore nella zona del prelievo, facilmente dominabile con antinfiammatori minori. Ribadiamolo per l’ennesima volta: il prelievo è di sangue midollare dalle ossa del bacino, non c’entrano nulla il midollo spinale e la colonna vertebrale.

Donazione di cellule staminali da sangue periferico dopo stimolazione:

Consiste nel prelievo di cellule staminali da sangue periferico, con modalità simili alla donazione di plasma/piastrine; si usa un separatore cellulare con materiali sterile e monouso, doppio accesso venoso e la procedura dura circa 3-4 ore. Per mobilizzare le CSE dal midollo osseo verso il sangue periferico il donatore nei 4-5 giorni precedenti la donazione assume un farmaco specifico, chiamato fattore di crescita granulocitario, che stimola la produzione e la mobilizzazione delle CSE. Durante il trattamento il donatore può avere qualche disturbo e malessere simile ad una leggera influenza, il giorno dopo la donazione il paziente sta bene.  La donazione delle cellule staminali midollari è volontaria e anonima.

Che cosa può sapere il donatore del ricevente e viceversa?

Come per la donazione di sangue e plasma il donatore non può conoscere il nome del  paziente per il quale ha donato, così come il paziente non potrà mai sapere il nome del proprio donatore. Il donatore potrà sapere se il “suo” paziente è maschio o femmina, adulto o pediatrico, italiano o straniero;  il donatore, se vorrà, sarà tenuto informato sulle condizioni cliniche del proprio paziente.

Quali sono i donatori “ideali” per il registro dei donatori di midollo? (nel link i dati nazionali 2016)

I GIOVANI. Quelli fra i 18 e 35 anni sono i candidati migliori da arruolare; il loro midollo è comprensibilmente migliore, più ricco e vivace, e garantisce dei risultati dal punto di vista clinico più efficaci.Per questo è importante continuare nell’attività, da anni svolta dalle associazioni, di educazione e promozione del dono nelle  scuole.

E i donatori di sangue?

I donatori di sangue sono importantissimi anzi sono doppiamente importanti: da un lato perché senza il loro dono periodico non si potrebbe eseguire nessun trapianto di midollo (il paziente che subisce un trapianto ha bisogno in media nel periodo del trapianto di 20 unità di sangue intero e 4-5 unità di piastrine), dall’altro lato perché avere dei donatori di midollo che sono anche donatori di sangue vuol dire avere dei donatori periodicamente controllati e quindi sicuramente idonei e che mantengono vivo il senso della solidarietà, la generosità e la vicinanza a chi soffre.

Come è capitato, quest’anno, a un avisino e figlio di avisini, risultato compatibile con un malato. Guido Zappon, figlio del presidente della Comunale di Lonigo (Vi), Maurizio, nelle foto sopra con padre e madre il giorno della donazione. (M.R.)

 

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