Regione Veneto: il dono del sangue unisce maggioranza e opposizioni

Il dono del sangue non ha “colore”, tantomeno politico. E neanche confini, visto che tutti i protagonisti vengono da zone del Veneto dove – dicono alcuni travisando la realtà – si dovrebbe essere “sospesi” dalla donazione a causa del West Nile Virus.  A dimostrarlo gli amministratori regionali del Veneto martedì 12 a Venezia. Sono arrivati da quattro province su sette, a donare o a fare l’esame di idoneità per diventare donatori.

Due erano gli assessori: Luca Coletto (VR) e Elena Donazzan (VI); poi il presidente e vice presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti (VI) e Bruno Pigozzo (VE). Assieme a loro tre consiglieri, anche questi bipartisan: Patrizia Bertelle (RO), Nicola Finco (VI), Alberto Villanova (TV). L’iniziativa è stata di Bruno Pigozzo, donatore avisino da sempre, che lo scorso anno ha fatto nascere in Consiglio regionale del Veneto un piccolo nucleo di donatori di sangue, tessuti e organi. Un gruppo che evidentemente sta crescendo, cinque altri consiglieri erano stati coinvolti, assicurando la loro presenza, ma per ragioni logistiche dell’ultimo momento non hanno potuto partecipare. Altri consiglieri, nonché molti dipendenti di Palazzo Ferro-Fini sede della Regione, si stanno avvicinando alla donazione.

Roberto Ciambretti

Sono stati accolti al Centro trasfusionale dell’Ospedale di Venezia dal direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben e dal primario del Servizio Immunotrasfusionale della stessa Ulss Gianluca Gessoni. Il dott. Gessoni ha sottolineato come tutti i donatori periodici del Veneto possono donare, anche delle province (6 su 7, è esclusa solo Belluno) dove c’è l’allarme precauzionale per il West Nile Virus veicolato dalle zanzare: “In tutti i Centri trasfusionali del Veneto viene effettuato l’esame tramite NAT-PCR per eescludere, sacca per sacca, la presenza del virus. Il periodo di “sospensione” di 28 giorni per chi vive nelle nostre province, quindi, non ha nessuna ragion d’essere”.

A fare gli onori di casa avisini anche i presidenti Avis di Venezia e Mestre-Marghera, Sandro Cicogna e Lucia Delsole e il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello.

Tutti i nostri politici si sono sottoposti al normale iter dei donatori periodici: registrazione, compilazione del questionario di responsabilità, visita medica e prelievo (di sangue o plasma o delle provette per l’idoneità). Subito dopo, tra l’altro saltando perfino il ristoro post donazione, l’iniziativa è stata presentata alla stampa nella Scuola Grande di San Marco, annessa all’Ospedale. L’Assessore Coletto ha sottolineato come: “Se la sanità veneta è un’eccellenza lo dobbiamo in gran parte all’opera delle nostre associazioni di volontariato, Avis in primis, che assicurano l’indispensabile supporto di sangue e suoi derivati agli ospedali non solo del Veneto, ma anche di altre regioni. Ma c’è sempre più bisogno, perché aumentano anche gli interventi chirurgici (in particolare trapianti, ndr) e per fortuna anche l’aspettativa di vita”.

Il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello, confermando il momento davvero difficile che sta attraversando il Veneto per l’aumento delle richieste, ha sottolineato come l’emergenza estiva in Italia sia destinata ad aumentare anche in autunno, visto che a causa della Chikungunya in Lazio è previsto un probabile “buco” di 28mila sacche.

Ciambetti e Donazzan hanno sottolineato invece come l’iniziativa sia anche un segnale ai giovani, cadendo proprio nel giorno di riapertura dell’anno scolastico. Donazzan, assessore all’Istruzione, ha poi chiesto ai giovani di riflettere sull’importanza di donarsi un po’ agli altri. Probabilmente, come ha suggerito Giorgio Brunello in conferenza stampa, nascerà una più profonda collaborazione fra assessorato e Avis regionale per diffondere la cultura della solidarietà nelle scuole.

I risultati, laddove si opera a livello scolastico, si vedono. Ne ha portato l’esempio il presidente di Avis Venezia, Sandro Cicogna: “Quest’anno, dopo una intensa attività di promozione nelle scuole medie superiori, abbiamo registrato ben 200 donatori in più di cui 170 dai 18 ai 25 anni: i giovani, se informati e stimolati rispondono”. (b.c.)

 

 

 

 

 

 

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