Emergenza sangue continua, i dati di luglio provincia per provincia

Continua l’emergenza sangue. I dati Regionali della raccolta di sangue intero indicano, a fine luglio, che seppur di poco siamo ancora sotto quanto raccolto lo scorso anno.

Raccolta e disponibilità

Le emazie raccolte sono state nei primo sette mesi del 2017 n.148.782 contro le 149.411 del 2016 con un decremento dello 0.4%. L’andamento della raccolta è stato difforme nei vari Dipartimenti, in alcuni si è osservata una crescita importante come a Vicenza e a Belluno, oppure si è mantenuto un leggero trend positivo come a Padova, mentre negli altri Dipartimenti si è osservata una diminuzione della raccolta in alcuni casi numericamente importante (vedi tabella 1). Le emazie prodotte (quindi disponibili) nel periodo 1° gennaio – 31 luglio sono state 147.713 contro le 148.215 del 2016 con un calo del 1% (Tabella 2). È un dato che desta non poca preoccupazione in quanto la percentuale di calo fra il 2017 e il 2016 dovrebbe essere molto più vicina a quella delle emazie raccolte. Se questo non avviene una delle cause più probabili potrebbe essere una non precisa selezione del Donatore. Una cosa sulla quale come Associazione abbiamo l’obbligo di vigilare.La necessità di raccogliere non deve mai distoglierci dal rispetto delle regole di sicurezza della donazione. Ciò per evitare che il dono dei nostri donatori sia vanificato dai successivi controlli di laboratorio. La selezione al momento del colloquio prima della donazione resta l’elemento fondamentale per stabilire di chi può o non può donare in quel particolare momento.

Cresce il trasfuso

Ma se il sangue disponibile cala, il  suo utilizzo invece continua a crescere. Nei primi sette mesi sono state trasfuse in Veneto 141.540 unità di globuli rossi contro le 140.752 dei primi sette del 2016. L’incremento si aggira quindi attorno allo 0.6% (tabella 3). L’anno scorso lo avevamo segnalato per primi proprio su Dono&Vita: aumentano i trapianti. Già nel 2016 avevano fatto registrare un record nel Veneto con un più 14.8% rispetto al 2015. Nei soli primi sei mesi del 2017 ci sono stati in Veneto 349 trapianti e 1830 donazioni di tessuto. È un trend destinato a rimanere costante nei prossimi anni. Per quanto riguarda il trasfuso, anche in questo caso l’andamento è diverso nei vari Dipartimenti. C’è una spinta al contenimento in un Dipartimento particolarmente importante come Padova, mentre si registrano aumenti assai significativi nel Dipartimento di Vicenza: più 9.9%, pari ad un incremento di 1869 unità trasfuse. La raccolta, sempre a Vicenza, ha avuto un buon incremento del 7,2% (+ 1769), mentre le emazie prodotte e utilizzabili  sono cresciute del 5,9% (+ 1425). Sicuramente il sangue trasfuso era necessario, ma non abbiamo notizie di aperture di nuove sale operatorie o di nuovi servizi in questo Dipartimento. Sarebbe pertanto molto utile riflettere sui dati per meglio comprendere le ragioni di questo importante aumento.

Meno cessioni

Questa situazione ha comportato minori eccedenze in Veneto e quindi l’impossibilità di far fonte agli accordi extraregionali. Sempre allla data del 31 luglio siamo riusciti a conferire fuori regione il 17% in meno di emazie di quanto era stato preventivato. In più, per far fronte alle esigenze del Veneto, è stato necessario reperire 454 unità di emazie da fuori Regione (vedi tabelle). Nonostante la campagna di comunicazione e l’impegno profuso a ogni livello, non sembra al momento esserci ancora la svolta sperata.

Plasmaferesi in calo

La raccolta di plasma da aferesi nei primi sette mesi dell’anno è calata a livello regionale dell’8.4% passando da 27902 procedure a 25565 e fra i Donatori Avis il calo è stato ancora più sensibile con un -9.6% (tabella 5). Le procedure di aferesi degli avisini sono passate da 17.815 a 16.092. Il conferimento del plasma all’industria farmaceutica per produrre farmaci plasmaderivati è comunque ancora leggermente positivo rispetto al 2016. Ciò è però in buona parte dovuto al fatto che nei primi mesi del 2016 – seppur già in vigore – il decreto 2 novembre 2015  non era ancora stato recepito integralmente da tutti i Dipartimenti. Non tutti, infatti, si sono adeguati subito in quei primi mesi del 2016 alle nuove quantità (600-700 ml) di  plasma prelevato in aferesi.  C’è quindi da aspettarsi che, se non si modificherà il trend di raccolta, a fine anno non saremo neppure in grado di mantenere i livoelli del 2016 per il plasma conferito all’industria farmaceutica per la  produzione di farmaci plasmaderivati.

Agosto avisini vanno su…

Esaminiamo ora anche il dato della raccolta da Donatori iscritti all’Avis e all’Abvs. E con queste considerazioni affrontiamo i prossimi cinque mesi. I dati parziali della raccolta da Donatori Avis indicano che nel mese di agosto la situazione è migliorata in tutti i Dipartimenti. Un grande sforzo è stato fatto soprattutto dove la raccolta è svolta direttamente dall’Avis. La nostra capacità di gestire l’emergenza con aperture straordinarie e di andare incontro alle esigenze della popolazione senza vincoli di orario, ci consente di metterci al servizio dei Donatori facilitando gli accessi. Ciò, unito a un buon servizio di chiamata garantisce una continuità nel flusso  delle donazioni. L’attuale campagna estiva di sensibilizzazione, attuata  a livello regionale, ha iniziato a dare risposte concrete che continueranno certamente nei prossimi mesi. Altra nostra attività fondamentale è il reclutamento dei nuovi Donatori e la fidelizzazione degli stessi. Su questo punto è nostra intenzione investire in conoscenza e sulla corretta informazione. È l’unico mezzo che ci può consentire di chiamare la popolazione a un dono che sia continuo e costante e non solo un momento “emozionale” nel percorso della vita.

 

È importante che ci sia sinergia e volontà comune per risolvere o migliorare le situazioni di difficoltà che sussistono in alcune realtà trasfusionali dove carenza di personale o lungaggini burocratiche impediscono o riducono l’attività dei Centri stessi. In un momento di difficoltà come quello attuale devono essere messe in campo tutte le risorse necessarie per far fronte alle esigenze degli ammalati. I Donatori ci sono, ma dobbiamo metterli nella condizione di poter donare in tempi certi senza grandi attese o perdite di tempo. Insistiamo ancora affinché il sangue raccolto sia utilizzato al meglio senza perdite in fase di selezione o sprechi in fase di distribuzione. Vigileremo costantemente perché questo avvenga, come già avviene, nel miglior modo possibile.

Giovanni Lenzo, Direttore Sanitario Avis Veneto

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