La battaglia del plasma: gare, ricorsi, accordi, libero mercato?

ll 23 agosto scorso il Tar del Veneto ha emesso una sentenza che riguarda, e sconvolge, la produzione di plasmaderivati in conto lavorazione dal plasma raccolto in Veneto, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Valle D’Aosta e Province Autonome di Trento e Bolzano. In pratica il NAIP (Nuovo Accordo Interregionale Plasma) che ha come capofila la Regione Veneto che ha gestito tutto l’iter. In sostanza il Tar di Venezia  ha annullato il risultato dell’aggiudicazione della gara di appalto che era stata vinta dalla multinazionale farmaceutica australiana (ma con stabilimenti in Svizzera e Germania) CLS Behring.

A subentrare, sempre secondo il Tar, deve essere l’italiana Kedrion Spa, seconda classificata nella gara davanti alla terza concorrente: la spagnola Grifols Italia Spa.

Si legge nella sentenza: “la CLS Behring avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura di affidamento… Pertanto l’aggiudicazione disposta in favore della CLS Behring deve essere annullata”.

Uno degli stabilimenti attraverso i quali doveva venir trasformato il plasma NAIP non è infatti fra gli impianti autorizzati dal Ministero della Salute. È ubicato in Germania, quindi “estraneo al perimetro autorizzativo del Ministero della Salute”.

La Legge prevede infatti che il plasma dei donatori volontari non remunerati italiani non possa essere lavorato in stabilimenti siti in Paesi, pur facenti parte dell’Unione Europea, dove è prevista la remunerazione del dono del plasma o del sangue. La Germania è uno di questi insieme all’Austria.

Il NAIP con capofila il Veneto è una delle quattro aggregazioni di Regioni che, sulla base di gare pubbliche, dovranno assicurare l’autosufficienza nazionale di plasmaderivati che, lo ricordiamo, in Italia sono di “proprietà pubblica”.

Materia prima (plasma), semilavorati e prodotti finali come albumina, immunoglobuline, fattori VIII e IX della coagulazione (per la cura dell’emofilia), fibrinogeno, antitrombina… ristorate le spese di trasformazione alle aziende farmaceutiche RESTANO di proprietà delle Regioni, quindi di tutti i cittadini.

La CLS Behring, tra l’altro, aveva già iniziato dal 1° maggio scorso a ritirare il plasma donato dai donatori delle regioni aderenti.

Il NAIP del Veneto è stato il primo accordo interregionale a ri-formarsi nel settembre 2015 e a indire subito la gara di aggiudicazione della plasmaderivazione. Le altre tre aggregazioni con capofila la Lombardia (con Piemonte, Sardegna e Molise), l’Emilia Romagna (con Puglia, Calabria e Sicilia) e la Toscana (assieme a Lazio, Marche e Campania) sono andate un po’ più lentamente.

Ancor oggi le rispettive gare devono vedere la loro conclusione. La gara del NAIP fu invece indetta  a novembre 2015 e l’aggiudicazione definitiva alla CLS Behrig è del  25 marzo 2016. Il tutto con non poche polemiche sulla “velocità” di pubblicazione e assegnazione, sui prodotti “obbligatori e accessori”, sui parametri di “qualità” e/o “economicità” contenuti nel capitolato.

Una volta aggiudicata, però, a più riprese la Regione Veneto ha difeso anche sulla stampa la bontà del proprio operato. Anche in nome e per conto delle altre regioni, infatti, il “risparmio” complessivo (nell’arco dei sette anni e mezzo previsti dal contratto) sarebbe stato di 120 milioni di Euro, mentre per il solo Veneto il risparmio complessivo era stato calcolato in 50 milioni.

La spesa annua (dati 2015) per fi plasmaderivati in Italia sfiora il mezzo miliardo di euro. Sono compresi sia quelli ottenuti in conto-lavorazione (spese di raccolta e trasformazione), sia acquistati sul libero mercato perché non ancora coperti dalla quantità di plasma raccolto (120 milioni) o non ancora inclusi nel c/lavorazione (130 milioni).

Comunque, per farla breve, a gara esperita e assegnata, dopo marzo 2016 iniziarono a partire – oltre che le polemiche anzidette anche a livello associativo – anche i ricorsi incrociati al Tar delle tre aziende partecipanti. La sentenza del Tar sarà quasi certamente appellata al Consiglio di Stato dalla CLS Behring, diretta interessata.

Al momento di andare in stampa tutto tace dalla Regione Veneto, ben pochi vogliono ufficialmente intervenire se non a “bocce ferme”. Da parte del volontariato del sangue la richiesta è una sola e sicuramente corale: tutto il plasma donato sia utilizzato, e al meglio, per produrre farmaci per gli ammalati e nulla vada sprecato o “venduto”.

Beppe Castellano

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