Dono&Vita giugno, Editoriale del neo Presidente: “Rinnovarsi e innovare per le nuove sfide che avanzano”

Avis regionale ha una nuova dirigenza da Aprile. Da maggio i nuovi consiglieri regionali, che ringrazio, mi hanno affidato l’arduo compito di presidente. È un impegno importante, in un momento difficile per la nostra associazione, ma riteniamo di essere partiti con il piede giusto. Un Consiglio regionale rinnovato in gran parte, quattro donne presidenti provinciali (con Abvs) con le quote rosa che avanzano ovunque in Veneto e che certo infonderanno più sensibilità all’Avis.

Ringrazio Gino Foffano per l’impegno profuso nel suo mandato. Faremo tesoro di quanto ha fatto con il precedente consiglio.

Innovazione, insomma, ma attenzione per quanto di buono è stato fatto finora. Sappiamo che ci attendono sfide importanti, ma con l’aiuto di tutti – dirigenti e soprattutto voi donatori – sapremo invertire la tendenza negativa delle donazioni in atto da diversi mesi. Al calo delle donazioni si accompagna un aumento del trasfuso (vedi a pag.6). I nostri malati hanno sempre più di sangue per l’aumento del numero di trapianti e per il progredire delle terapie. È un bene, ma noi dobbiamo rispondere puntuali ed efficienti alle mutevoli esigenze.

Questo è il primo obiettivo. È l’OBIETTIVO! Tutto il resto viene di conseguenza. Andare a donare più spesso e aumentare il numero di donatori è compito di tutti. È compito di noi dirigenti, che dobbiamo studiarle tutte, ma anche di voi donatori perché andiate a donare più spesso e portiate, almeno, un nuovo donatore all’anno.

Sappiamo bene che le cose negli ultimi anni sono molto cambiate: selezione più accurata dei donatori, aumento dei non idonei, orari di prelievo non adeguati al mutato mondo del lavoro. La selezione più stringente va a tutela degli ammalati e dei donatori e questa è una battaglia da vincere. Non possono, però, essere solo i volontari ad adeguarsi alle esigenze lavorative degli operatori. È anche il Sistema trasfusionale che deve riorganizzarsi man mano che cambia il mondo.

Dobbiamo coadiuvare il personale sanitario nel far bene il proprio lavoro. Con la chiamata, la prenotazione e l’accoglienza siamo sulla strada giusta. La chiamata alla donazione dei donatori è sempre più organizzata e programmata, in condivisione con i programmi dei relativi Centri trasfusionali. Non siamo ancora alla diffusione capillare, organizzata e puntuale. È questo un preciso compito delle Avis provinciali e comunali. La chiamata va migliorata e abbiamo bisogno che i donatori rispondano. Non vogliamo fare “stalking”, ma dialogare con i nostri soci. È questo un compito che non possiamo delegare a nessuno. È nostro dovere di legge, ma soprattutto diritto: i donatori vogliono parlare con le proprie associazioni, sentirsene parte integrante.

Anche la prenotazione sta aiutando i soci a decidere giorno e  momento per donare riducendo i tempi di attesa. Utilizzatela, dove presente, un po’ per volta anche questo strumento si diffonderà in tutta la regione.

Altra innovazione è l’accoglienza che si sta diffondendo in molti Centri trasfusionali. Personale specializzato è sempre più presente per dialogare con voi donatori. Assieme alla testimonianza di dirigenti avisini, aiuta nel percorso di donazione, informa sulle novità, raccoglie critiche e suggerimenti.

A proposito di suggerimenti, li attendiamo anche su Dono&Vita. Il periodico migliorerà ancora per divenire sempre più vostro giornale, luogo di tutti e confronto d’idee. Scriveteci. Anche al presidente. Non mancherò di rispondere.

A tutti voi, generosi donatori, reiteriamo la richiesta di donare spesso, partecipando anche alla vita associativa. Criticateci, ma collaborate. Avis è associazione vivace, si confronta ed è presente ovunque serva essere solidali e far crescere la comunità. Buona donazione e buon lavoro a tutti noi!

(Nella foto: i quattro presidenti regionali Avis che si sono succeduti nel terzo Millennio. Da sinistra Giorgio Brunello, Gino Foffano, Alberto Argentoni, Maurizio Bonotto.)

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