Se n’è andato il Professor Agostino Traldi, pioniere dell’emofilia e della plasmaderivazione in c/lavorazione

Il professor Agostino Traldi, 89 anni, Immunoematologo-trasfusionista, pioniere nella cura dell’Emofilia in Italia  e della lotta per il “plasma sicuro” da donatori volontari, periodici, non remunerati ed… associati, inventore della plasmaderivazione in C/lavorazione in convenzione (ora patrimonio italiano) è morto.

Se n’è andato ieri sera, circondato dall’affetto della sua famiglia, all’ospedale di Lucca, città dove si era trasferito dopo aver lasciato il “suo” Centro per le Malattie del Sangue di Castelfranco Veneto.

Il funerale si svolgerà domattina, venerdì 16 giugno, ore 11.30 presso la chiesa di San Cassiano a Vico, Via delle Ville, frazione di Lucca. Agostino partirà poi alla volta di Modena, per la sepoltura nel paese di famiglia.

La notizia si è sparsa stamattina in tutta Italia come un fiume in piena. Centinaia e centinaia sono infatti gli emofilici che, grazie al professor Traldi e alla sua equipe sono oggi Uomini… Vivi. Fu il primo fra pochissimi,  dai più inascoltato, voci nel deserto in mezzo  i medici che curavano l’Emofilia a dare l’allarme sui pericoli di infezioni nel Fattori della coagulazione importati dall’estero dove il plasma veniva prelevato a pagamento. E centinaia sono anche gli avisini che grazie a lui hanno “capito” e conosciuto come il mondo trasfusionale non fosse solo… sangue, ma anche il prezioso plasma fonte, anche, di interessi miliardari di case farmaceutiche.

Se la “strage degli innocenti” (centinaia di emofilici deceduti per Aids ed Epatiti) degli anni ’80 in Italia non ha avuto la stessa incidenza che in altri Paesi, lo si deve soprattutto alle sue intuizioni e alla “ferocia” con cui difendeva i suoi “ragazzi” emofilici.

Fu lui ad “inventare” a metà degli anni ’80 la plasmaderivazione industriale in c/lavorazione. Il mezzo con cui il plasma dei donatori volontari viene inviato all’industria farmaceutica che lo trasforma in medicinali plasmaderivati “salvavita” che restano di proprietà pubblica. Questo per difendere i suoi “ragazzi”.

Fu lui che si batté con tutte le sue forze per diffondere la “cultura della sicurezza del dono” fra i volontari del sangue, Avis in primis. Questo per difendere tutti gli ammalati e salvare la vita dei suoi “ragazzi” del Centro Emofilici di Castelfranco Veneto che fondò nel 1973 (proveniente da Castelfranco Emilia, Modena).

Chi scrive era uno di quei “ragazzi” – provenivano da tutta Italia per curarsi in Veneto da Traldi – che si sono salvati.  Sull’onda dell’emozione non credo quindi di poter raccontare oggi con l’obiettività che mi impone il mio mestiere di giornalista. Riporto quindi i link con la cronaca scritta da altri, sul nostro periodico online e cartaceo, in occasione del convegno svoltosi il 25 novembre 2013 a Castelfranco Veneto e dedicato a Traldi e al 40° del Centro Emofilici che oggi continua a esistere ed operare. Un convegno fortemente voluto dai suoi “ragazzi” e dai “fratelli di sangue” delle Avis (Comunale, provinciale Treviso e Regionale Veneto).

Come “ex ragazzo” posso solo dire… Ciao Agostino, medico. Vero. E ripeterti ciò che i “tuoi” ex ragazzi (oggi in molti ormai padri di famiglia) scrissero dietro il ritratto che ti donarono nell’occasione:

A chi ci ha resi uomini, poi lottatori, e alla faccia di chi diceva che eravamo solo dei “malati”. Grazie Agostino!”

Il primo articolo è di Michela Rossato, il secondo di Barbara Iannotta.

Beppe Castellano,

Milano, 15 giugno 2017

Oltre 200 “fratelli di sangue” per l’incontro con Traldi a Castelfranco

Un “patto di sangue” donatori-pazienti lungo 40 anni che… continua

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