Roberta Bruzzone a Treviso con Avis: i pericoli “oscuri” dei social media

26 milioni di profili solo di Facebook in Italia. Ore al giorno sui tasti di cellulare e computer tra post, messaggi, whatsApp… Affetti, lavoro, salute, amicizie, idee e passioni costantemente “in vetrina”, alla “mercè” di chiunque! Gratis. Non ha usato mezzi termini, com’è nel suo stile, la nota criminologa Roberta Bruzzone alla serata dell’8 settembre sul “Lato oscuro dei social media” organizzato a Treviso dall’Avis provinciale. Un tema vasto e delicato quello affrontato dalla psicologa, docente di psicologia investigativa, che segue i più noti casi di cronaca nera degli ultimi anni. “I social media sono uno strumento utile e importante che va usato con responsabilità, cervello e attenzione – ha detto – perché oltre ad essere un’inesauribile fonte di informazioni per le attività commerciali, lo sono anche per i predatori. Di qualsiasi tipo. Truffatori, ladri, molestatori, bulli, violenti”.

Ci sono storie criminali innescate dai social, da una frase, un contrasto, un litigio. I casi sono in aumento, la cattiveria e la malvagità, che sono sempre esistite ma più relegate in una ristretta cerchia di persone e territorio, ora sono in rete, “escono” da sé e trovano pure consensi. “I casi di bullismo in rete, i video di maltrattamenti su chi è indifeso e sugli animali, ad esempio, sono una tipica espressioni di malvagità che sta evolvendo. Non a caso, giovanissimi che si macchiano di questo tipo di reato li ritroviamo a distanza di pochi anni, maggiorenni, psicopatici e a volte omicida”. Troppo spesso tra lo stupore dei genitori. “Eppure i genitori sono proprietari del cellulare del figlio minorenne e responsabili di tutto ciò che il figlio posta. I ragazzi ne sanno più dei genitori dal punto di vista tecnico e tecnologico, ma mancano di esperienza e vita vissuta degli adulti e possono finire nei guai, vittime o carnefici” , ha sottolineato la Bruzzone, ammutolendo il pubblico accorso all’Istituto Engim Turazza.

Ogni volta che si mette qualcosa sui social ci si espone totalmente, anche a reati (senza saperlo). “La privacy non esiste e tutto rimane per sempre. Un profilo sui social non muore mai, video, foto e post non spariranno mai dalla rete e salteranno fuori nell’arco di tutta la vostra vita, ad un colloquio di lavoro, ad un nuovo incontro… Pensate che ci sono persone che di mestiere fanno proprio questo, scovare tutto ciò che vi riguarda”. D’altra parte, “avere un profilo social equivale ad andare in piazza a distribuire a tutti le proprie foto e a gridare ai quattro venti tutto ciò che ci riguarda. Nessuno avrebbe il coraggio di farlo realmente, ma tutti lo fanno sulla rete. Essere più disinvolti può essere anche un bene, per carità – ha concluso la psicologa- ma ricordatevi di tutto il resto quando cliccate”. La serata è stata per Avis provinciale di Treviso una novità assoluta, fortemente voluta dalla presidente Vanda Pradal: “Anche la nostra associazione, che promuove stili di vita sani per il bene dei cittadini, dei donatori, per un dono di qualità, deve promuovere iniziative volte alle comunità di integrazione di confronti di condivisioni e non di individualismi dove, per molti, l’unico confronto è con i social media. I social media sono uno strumento utile ma vanno utilizzati conconsapevolezza, conoscere i “pericoli” che può nascondere è fondamentale per un rapporto corretto e umano fra tutti noi”. (Michela Rossato)

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Roberta Bruzzone con alcuni volontari Avis

 

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Roberta Bruzzone con Vanda Pradal

 

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