Veneto OK da dicembre per accreditamento UE dei Centri trasfusionali

Il Veneto è fra le prime grandi Regioni a completare il percorso di autorizzazione

e accreditamento dei Centri trasfusionali e Centri di raccolta grazie anche alle Avis

Il Veneto è sicuramente fra le prime grandi regioni in Italia, secondo gli standard imposti dall’Unione Europea nell’ambito del PMF (Plasma Master File), a essere giunta al traguardo di autorizzazione e accreditamento dei Centri trasfusionali ospedalieri delle sette province e dei Centri di raccolta associativi Avis di Treviso, Padova e Venezia. Un percorso iniziato anni fa, in pole position rispetto al resto d’Italia, per garantire la massima qualità possibile di plasma e plasmaderivati (questi ultimi prodotti in c/lavorazione da un’industria italiana) e, di riflesso, anche di tutte le sacche di sangue donate e trasfuse in Veneto e cedute ad altre regioni. Il “traguardo” è stato raggiunto prima della scadenza del 31 dicembre, indicato come termine ultimo dal Centro nazionale sangue, ma poi prorogato al 30 giugno 2015 dal Governo con il decreto “Milleproroghe”.

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Il dottor Breda in Assemblea Regionale Avis


L’importante traguardo per il Veneto è stato illustrato dal dottor Antonio Breda, responsabile del CRAT (Coordinamento regionale attività trasfusionali) in un Convegno nazionale sullo “stato dell’arte” dell’accreditamento dei Centri trasfusionali italiani, svoltosi lunedì 13 e martedì 14 aprile a Bologna.

Un risultato ribadito dallo stesso Breda nel corso dell’Assemblea annuale dell’Avis regionale del Veneto, svoltasi a Castelfranco Veneto sabato 18 aprile. I Servizi trasfusionali pubblici nel Veneto sono attualmente 19 (organizzati in 7 dipartimenti provinciali: DIMT) e tre Unità di Raccolta associativi Avis che fanno capo alle Provinciali di Treviso, Padova e Venezia. Tutte sono state accreditate regolarmente, con minime prescrizioni, entro dicembre 2014.

“È stato senza dubbio un percorso impegnativo che ha richiesto grandi sforzi da parte di tutti – ha affermato nella sua relazione il presidente Regionale Gino Foffano – anche di moltissime sedi Avis impegnate duramente per arrivare a essere in regola alla data del 31/12/2014. Se oggi il Sistema Trasfusionale Veneto può vantarsi con orgoglio di aver raggiunto nei tempi stabiliti l’accreditamento istituzionale delle strutture di raccolta e delle attività delle Unità di Raccolta – ha continuato Foffano – lo deve al gran lavoro di squadra che ha coinvolto il CRAT regionale, i Servizi Trasfusionali pubblici e l’Associazione tutta. Questo lavoro non è stato fatto per far piacere all’Europa, ma per elevare la qualità e la sicurezza del dono del sangue ed entrare da protagonisti nei percorsi operativi futuri del pianeta sangue. Siamo convinti che AVIS – conclude Foffano – la più numerosa associazione europea e mondiale di donatori volontari, abbia non solo da imparare, ma anche qualcosa da proporre al futuro sistema trasfusionale europeo”.

All’assemblea Regionale di Avis Veneto erano presenti circa 250 delegati provenienti da ogni parte della Regione in rappresentanza degli oltre 140mila soci. È stata occasione di fare il bilancio delle innumerevoli attività di Avis: da quella nelle scuole e fra i giovani, alla comunicazione, dai progetti di cooperazione internazionale (America Latina, Africa con il CUAMM), alla raccolta complessiva del 2014 di sangue, emocomponenti e plasma, fino ai problemi trasfusionali e associativi da affrontare in prospettiva. Fra questi l’invecchiamento della popolazione e la scarsa crescita demografica che in futuro assottiglierà sempre più la base donazionale. 

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