Siamo al traguardo 2015: calano donazioni, ma anche uso del sangue

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Gino Foffano

In attesa di poter analizzare i dati definitivi del 2014, dato che il nostro periodico uscirà prima di Natale, proviamo a tracciare una valutazione delle nostre attività e dei nostri obiettivi in base ai dati in nostro possesso al momento di andare in stampa. Associativamente parlando, il 2014 ci sta fornendo delle sorprese, alcune anche inaspettate. Una nota del Crat (Centro regionale attività trasfusionali) di fine settembre, riferita all’andamento della raccolta 2014, dice: “il Sistema trasfusionale regionale sta, per il corrente anno, garantendo l’autosufficienza interna in modo costante e diffuso, nonostante sia inserito in un contesto sanitario assai complesso ed evoluto. Significativo anche il supporto all’autosufficienza nazionale”. Apprezziamo la valutazione e soprattutto i risultati sin qui raggiunti, tuttavia restano da valutare gli impegni e le fatiche profuse dai nostri donatori e dirigenti per mantenere, comunque, un livello di raccolta idoneo alle richieste. Nel corso dell’anno, infatti, almeno due Dipartimenti della nostra regione hanno avuto grosse difficoltà a mantenere l’autosufficienza interna e sono stati costretti a chiedere supporto ad altri Dipartimenti per mantenere le scorte ad un livello di sufficiente garanzia. Il Rolling year dei dati di raccolta attualmente indica un calo del 2,3% per il sangue intero e del 13,4% per il plasma. Anche il trasfuso attualmente segue all’incirca un andamento tendenzialmente in calo. Pur facendo un’analisi provvisoria e soggetta a possibili variazioni, questi dati rappresentano una situazione, almeno per noi, non del tutto confortante. Sorge spontanea, infatti, la domanda: “Nonostante il minor uso di sangue e suoi derivati nei nostri ospedali, c’è una positiva e confermata risposta dei servizi erogati agli ammalati e ai cittadini?”. Siamo consapevoli che le nuove tecniche d’intervento e le tecnologie sempre più avanzate indirizzano a maggiori risparmi dell’uso di sangue, ma queste variazioni troppo repentine non ci convincono. Da parte nostra, continueremo a collaborare quanto più possibile alla complessa e strategica programmazione regionale per garantire un modello pianificato e finalizzato all’autosufficienza, meglio se concretizzato su base dipartimentale per risultare più dinamico e adatto a supportare l’attività sanitaria locale. A supporto di ciò, diventa strategico e fondamentale il ruolo della chiamata o della convocazione dei donatori. Attualmente, nella nostra regione almeno due Dipartimenti hanno attuato per la convocazione dei donatori dei modelli che stanno dando risultati significativi e idonei alle necessità cliniche di sangue. Gli altri risultano, in parte, già avviati o comunque orientati ad avviare processi di miglioramento realizzabili nel prossimo futuro. A tale proposito il Crat ha perfezionato una piattaforma informatica per la gestione della chiamata dipartimentale, che è attualmente in sperimentazione presso il Dipartimento di Verona e prossimamente in quello di Padova, che permetterà il monitoraggio dei volumi di raccolta, perfezionando eventuali situazioni di criticità e governando meglio eventuali condizioni di eccedenza. Importante e significativa è stata, invece, nel 2014 la conclusione dell’impegnativo programma per l’autorizzazione all’esercizio delle Strutture del sistema trasfusionale regionale, sia dei servizi pubblici, sia delle Unità di raccolta Avis. Si sta ora monitorando e concludendo il processo di adeguamento delle non conformità rilevate, già in fase di verifica. Il raggiungimento di questo obiettivo strategico ci permetterà di garantire gli standard di qualità declinati negli Accordi Stato-Regioni e di rispettare la completa qualificazione delle strutture pubbliche e convenzionate del Sistema trasfusionale veneto entro la fine di quest’anno, come previsto dalle normative vigenti. In questo complesso contesto di crisi sociale, politica ed economica, ancora una volta Avis, forte di un vigoroso e sano patto associativo, mette in atto strategie rinnovate per continuare a ricercare la via più idonea per garantire sicurezza e felicità agli ammalati. Buone feste a tutti voi e alle vostre famiglie.

Gino Foffano, presidente Avis Veneto

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