Marca trevigiana: record di donne all’Avis

Un quarto dei nuovi presidenti è donna!

È il primo, “rivoluzionario” risultato dei rinnovi delle 90 Avis comunali della Marca trevigiana. In 23, per lo più giovani e alcune anche mamme, sono state elette tra febbraio e marzo quali guida della propria Avis di base per il mandato 2013-2017.

Sei sono le riconferme, diciassette le nuove entrate.

Non era mai successo prima nella Marca e all’assemblea dell’Avis provinciale, sabato 23 marzo ad Onigo di Pederobba, hanno fatto il loro esordio. Sono donne le presidenti delle Avis di Borso del Grappa, Castelcucco, Castello di Godego, Cessalto, Cornuda, Crespano del Grappa, Istrana, Mansuè, Maserada, Monastier, Montebelluna, Motta di Livenza, Paese, Pederobba, Pieve di Soligo, Resana, Roncade, San Fior, Santa Maria della Vittoria, Treviso, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto.

Ma sono donne anche molti consiglieri di Esecutivi e Direttivi, e ci sono donne anche tra i revisori dei conti.

Entusiasta il presidente uscente dell’Avis provinciale, Gino Foffano, che ha sempre puntato su una maggiore presenza rosa in associazione. “Un simile risultato non può che essere positivo. Ho avuto modo di constatare personalmente, in tanti anni di volontariato, l’importanza della presenza femminile all’interno di qualsiasi contesto sociale. Il contributo che le donne sanno dare in termini di sensibilità e praticità, abituate come sono a gestire molti fronti insieme (come famiglia e lavoro), è in molti casi più attento rispetto a quello degli uomini. Oggi come oggi, la loro testa e il loro cuore sono necessari anche all’Avis, perchè loro sanno essere vicine in modo diverso alle persone. Credo che con questi numeri di donne e uomini insieme, con le qualità che ciascuna delle due parti possiede, l’Avis trevigiana in un certo senso si completi”.

Ed è felice di vedere che cominciano ad entrare nei Consigli direttivi anche i primi consiglieri di origine straniera (un esempio su tutti l’Avis di Castelfranco, con il primo consigliere ghanese). “È il segno che ormai chi mette radici e famiglia nel nostro territorio, comincia anche a partecipare serenamente e con responsabilità alla vita sociale e associativa. D’altra parte, già il 2% dei nostri donatori è di origine straniera e questo è un percorso del tutto naturale”.

Tante soddisfazione per Foffano, che lascia l’incarico da presidente dopo due mandati consecutivi e che lascia un’Avis cresciuta sia in numero di donatori (passati da 28.600 nel 2005 ai 31.623 di oggi) sia di donazioni (passate dalle 45.773 di allora alle 51.465 di oggi).

“Il lavoro svolto dai presidenti, dai Consigli direttivi e dai volontari che in questi otto anni mi hanno accompagnato, ha prodotto una importante crescita della raccolta di sangue, in linea con la programmazione richiesta dalla regione Veneto, soddisfacendo pienamente l’autosufficienza del nostro Dipartimento e contribuendo a quella regionale e nazionale. Da un punto di vista associativo, c’è stato l’impegnativo percorso per l’accreditamento e certificazione delle Unità mobili di raccolta, che ora devono avere gli stessi requisiti e norme richiesti ai Centri trasfusionali, così come la tracciabilità della sacca di sangue in tutte le sue fasi. Nella Marca ciò ha comportato la riduzione dei nostri punti di raccolta sangue da 60 a 38, ma senza che ci sia stata un calo delle donazioni. Anzi, negli ultimi 4 anni come provincia abbiamo sempre migliorato. E nel 2012 la tendenza positiva è stata confermata con un +2,39%.

Uno dei lavori in cui ci siamo maggiormente impegnati in questi ultimi anni, poi, è stato quello di lavorare quanto più possibile in rete con le Avis di base, d’accordo con Avis regionale. Per quanto riguarda le attività, sarà necessario organizzare gli Uffici di chiamata, attivando i supporti tecnologici in collaborazione con le Aziende sanitarie e  completare il percorso di attuazione dei Dipartimenti Interaziendali insistendo sull’adeguamento delle normative che li riguardano. Non da ultimo, bisognerà terminare il percorso di certificazione che ci permetterà di entrare nel programma europeo del Plasma Master File, traguardo di estrema importanza. Lascio sereno l’incarico da presidente, perchè ho la certezza che l’Avis provinciale continuerà a lavorare bene e in modo corale, raccogliendo tutte le sfide che si troverà davanti”.

Durante l’assemblea, alla quale hanno partecipato 400 delegati in rappresentanza delle 90 Avis comunali, il Direttivo provinciale, i consiglieri trevigiani impegnati in Avis regionale e nazionale, medici e collaboratori, sono stati resi noti i dati che riguardano l’Avis provinciale.

Sono seguite le votazioni per l’lezione del nuovo Consiglio Direttivo che entro metà aprile sceglierà il nuovo presidente e i suoi più stretti collaboratori.

Ecco i 21 consiglieri neo eletti dell’Avis provinciale di Treviso tra cui sarà scelto il nuovo presidente: Vanda Pradal, Walter Tonon, Stefano Pontello, Elena Cappelletto, Luciano Sommariva, Giancarlo Battistella, Lorenza Zuglian, Mario Bassotto, Silvano Marchesan, Daniela Moro, Bernardino Spaliviero, Mario Favret, Paolo Targhetta, Luciano Damelico, Paolo Dussin, Aldo Piva, Ivano Cavallin, Graziano Badocco, Michele Rodighiero, Alessandro Bon, Alberto Maniero.

 

Alcune delle dirigenti Avis (nuove e riconfermate) trevigiane (foto Armando Sartor)

 

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