Noi doniamo… Perché tutto cambi, per chi ha bisogno

Tutto deve cambiare perché nulla cambi. In questi giorni anche a noi dell’Avis è spesso tornata in mente questa celebre frase. Non c’è, però, conservatorismo o “gattopardismo” nelle nostre intenzioni. Al contrario! Chiaramente, ciò che non deve cambiare sono l’autosufficienza regionale, la sicurezza e la qualità. Su questo non si discute, ma siamo consapevoli che il sistema trasfusionale deve evolvere. Avis lo diceva già prima che la crisi economica “esplodesse” e si è sempre dichiarata disposta a discutere e a intervenire. Non ci nascondiamo dietro un dito: neppure la nostra associazione è un esempio di dinamicità e di voglia di cambiamento, ma vivendo sulla pelle dei nostri soci donatori le contraddizioni e i ritardi del sistema, siamo spinti ad affrontare subito i problemi.

La “mazzata” della spending review è calata anche sul Frat. Risultato: un meno 5% di risorse disponibili per il sistema trasfusionale. Abbiamo avuto l’assicurazione che non verranno toccati i rimborsi associativi e questo è un buon risultato, ma le ripercussioni sul servizio sono certe e ancora tutte da valutare. I nostri soci ci chiederanno: “Ma se c’è bisogno di sangue, perché ci trattano così?”, “Non siamo vacche da mungere!”, “Ma voi che cosa fate? E tralascio altre valutazioni dal contenuto meno edificante, ma facilmente intuibile. Badate bene che queste domande non sono un nostro “tormento”, ma la ricchezza della nostra associazione che vive dell’impegno e della partecipazione dei propri donatori! Non limitiamoci a liquidare queste domande sottolineando le colpe del mondo politico e le mancanze del sistema sanitario. Saremo più utili se facciamo passare dei concetti semplici, ma non banali che Vi riproponiamo e che Voi potete sicuramente integrare:

– Noi doniamo per i malati e loro vanno tutelati al di là di ogni discussione politica o taglio di risorse;

– Noi doniamo in modo volontario e gratuito. Per gratuito intendiamo che deve essere tutelata la nostra salute, ma che non chiediamo niente più di quello che viene garantito  agli altri cittadini che non possono o non hanno ancora pensato di donare sangue;

– Noi doniamo nella certezza che il nostro dono sia utilizzato al meglio, quindi consapevoli che la gestione della chiamata non è un brutale attacco alla nostra spontaneità o libertà di volontari, ma una necessità per un uso etico del nostro sangue;

– Noi doniamo sempre e solo nella massima sicurezza e puntiamo alla massima qualità: abbiamo lottato perché i Centri trasfusionali pubblici uscissero dai sottoscala e perché fosse data dignità alla medicina trasfusionale, ora dobbiamo pretendere la qualità anche dei nostri punti di raccolta;

– Noi doniamo anche se la raccolta non è all’ombra del nostro campanile. Questo significa che dobbiamo riorganizzare i nostri servizi e trovare nuove forme di collaborazione tra Avis locali;

– Noi doniamo, ma non stiamo zitti! Tutta l’Avis è impegnata sui tavoli della programmazione e nell’attività di pressione politica sulle Istituzioni: siamo risoluti e fermi nel nostro impegno per l’ammalato e per il donatore. Non possiamo stancarci né assumere posizioni irresponsabili;

– Noi doniamo il nostro tempo e le nostre forze nella certezza che ci sarà sempre qualcuno che ci aiuterà e “raccoglierà il nostro testimone al momento giusto…”.

Perché Avis è più grande di noi e di quello che sappiamo vedere! Le imminenti assemblee possono essere un’occasione splendida per parlare tra donatori e rinsaldare il nostro patto associativo. Molti soci, purtroppo, non verranno all’assemblea, ma li possiamo raggiungere con la lettera di convocazione, magari quest’anno meno formale e più informativa! Aggiungiamo alcuni dati sulle attività, i progetti  futuri e un commento sul sistema trasfusionale. A quelli che saranno ancora una volta presenti all’assemblea e a quelli che avranno la curiosità di esserci per la prima volta, ricordo la “filosofia” di un grande santo: “Cominciate col fare il necessario, poi fate il possibile… a un certo punto, all’improvviso, vi sorprenderete a fare l’impossibile”. (San Francesco).

Alberto Argentoni, presidente Avis regionale

 

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it