Bolivia a “quota 1000” con Dar Sangre es dar Vida

La Bolivia verso quota 1000 donazioni da donatori volontari e associati

 

Giovani donatori in Bolivia

L’Abds (Associazione boliviana donatori di sangue) è associazione riconosciuta a tutti gli effetti e le donazioni di sangue da volontari associati si avviano verso quota mille unità. Questi i due straordinari “frutti”, in Sudamerica, nell’ambito del progetto “Dar Sangre es dar vida” che vede in prima linea Avis e Fidas Veneto. Dopo la costituzione dell’Associazione Boliviana donatori di Sangue (Abds), il 4 marzo del 2009, è arrivato infatti lo scorso 2 agosto il riconoscimento dell’associazione a livello nazionale da parte del Governo Autonomo dipartimentale di Cochabamba, che con il decreto n. 231 in cui permette all’associazione di svolgere le proprie attività e di fare convenzioni con le strutture pubbliche (banchi di sangue) delegati dal Ministero per la materia. Si tratta di un passo in avanti fondamentale per i boliviani che hanno recepito il progetto, hanno preso coscienza delle proprie possibilità di cambiare le cose nel proprio Paese e si sono impegnati in prima persona. Basti pensare che a settembre del 2011 si sono contati già 24 gruppi di volontari e 738 sacche raccolte, arrivate ad ottobre a 852. Un incremento che i rappresentati dell’Abds, don Eugenio Coter e Padre Alfredo Rizzi, nostri referenti laggiù per il progetto, hanno previsto farà arrivare le donazioni a quota mille entro fine anno. Un bellissimo regalo di Natale per i tanti bisognosi di quel Paese ed un gesto concreto di speranza per un futuro più uguale per tutti. Ma anche per noi veneti, dirigenti e donatori, che da alcuni anni ci stiamo spendendo in molti modi per aiutare la Bolivia ad avere un volontariato del sangue periodico e sicuro. L’Avis Veneto, sull’esperienza di progetti passati (Tanzania, Romania) e in corso (con la Croce Rossa di Lubiana -Slovenia e con gli emigrati veneti in Argentina per la nascita e la crescita di un’associazione di volontari periodici e associati, l’Avas) e la Fidas Veneto, supportano dal 2009, anche economicamente, la Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Cochabamba, in Bolivia.

Padre Alfredo Rizzi

Come abbiamo già avuto modo di scrivere su queste pagine, si tratta di un progetto di formazione alla donazione della popolazione boliviana con finalità la costituzione di un’organizzazione di volontariato. A patrocinare il progetto, oltre all’Arcidiocesi di Cochabamba, anche il Ministero della Salute della Bolivia, la Regione Veneto, l’Istituto italiano per l’America latina e la Regione ecclesiastica del Triveneto. L’obiettivo era creare in Bolivia 40-50 gruppi di volontari (uno per parrocchia) per la donazione di sangue, motivarli, renderli coscienti sull’importanza di contribuire alla diminuzione dell’indice di mortalità per mancanza di sangue, renderli cittadini attivi e partecipi alla vita sociale e sanitaria di un territorio, ma anche intensificare la collaborazione con le istituzioni sanitarie pubbliche. Le motivazioni erano legate, infatti, alla mancanza di sangue in questa area del mondo. Da sempre un problema molto serio perché, ancor oggi, ogni giorno molte persone non hanno il sangue necessario per le cure e, qualche volta, per la vita. La sua scarsa disponibilità non consente una crescita del servizio sanitario del Paese ed il prezzo economico richiesto ai pazienti per la preparazione delle unità del sangue, spesso, non è per loro sopportabile. La crescita della donazione volontaria ha anche l’obiettivo di ridurre, sino a zero, tale pagamento. In questi ultimi anni si è poi assistito ad una crescita della richiesta non soddisfatta per circa il 60% ed esiste la necessità di aumentare la raccolta di almeno 10 mila litri di sangue (20-25 mila sacche) e delle sue componenti plasmatiche. Risultava, infine, fondamentale organizzare gruppi di volontari periodici e controllati, superando, in prospettiva futura, il problema del sangue dato dai familiari e parenti od a pagamento, scientificamente meno sicuro e più costoso per le donazioni scartate per problemi sanitari. Si è subito iniziato ad utilizzare gli ambulatori medici presenti in Cochabamba, vicini alle chiese dei paesi, gestiti dalle strutture religiose locali, con il contributo espresso dai cappellani ospedalieri e dai medici dei centri, per fare proselitismo.

Il logo del progetto

Si è realizzato materiale di sensibilizzazione e promozione del volontariato gratuito (cartaceo, messaggi radiofonici, striscioni stradali…), promozione attraverso la comunicazione sociale e religiosa, elaborazione di materiale per la formazione del pubblico, conferenze sul tema della promozione e su corretti stili di vita. È inoltre iniziata, dall’ottobre 2010, l’attività di raccolta, in accordo con le istituzioni locali che in questi mesi ha portato ai due suoi primi straordinari risultati.

Informazioni sul sito internet www.avisveneto.it e sul sito boliviano www.cochabamba.bo

Francesco Magarotto, responsabile progetto Avis Abvs Fidas

 

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