Concordia Sagittaria: un tuffo nella storia

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Julia Concordia è città prettamente romana, fondata nel 42 a.C. in uno dei crocevia più importanti del nordest d’Italia. Già allora la zona era attraversata dalla via Annia, strada che congiungeva Adria ad Aquileia, passando per Padova e Altino e, proprio a Julia Concordia, si innestava la Postumia, proveniente da Oderzo (Opitergium), sede di importanti scambi commerciali con il Nord Italia e, nel contempo, baluardo del confine orientale insieme ad Aquileia. Il nome Sagittaria fu aggiunto molti secoli dopo, in quanto sede di una delle più importanti fabbriche di frecce (sagittae) dell’Impero Romano. Allora Concordia contava migliaia di abitanti, e questo lo si deduce dalle costruzioni venute alla luce negli scavi più recenti, come l’imponente teatro romano, capace di almeno cinquemila spettatori e poi il foro e le terme, punto di incontro della vita pubblica, incrocio tra cardine e decumano e la fabbrica di

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frecce. La via dei pozzi romani è uno dei ritrovamenti più importanti, così come il grande sepolcreto sulla sinistra del fiume Lemene, costituito da oltre 260 sarcofagi dell’epoca imperiale, il tutto lungo il prosieguo della via Annia, come usavano i Romani. Il materiale ritrovato fu poi collocato al Museo nazionale Concordiese di Portogruaro, vista l’impossibilità di conservarli in loco. Nella nostra visita, quindi, è obbligatorio inserire anche tale museo.

Un altro dei più importanti siti da visitare è il ponte romano che si trova adiacente alla strada che porta all’interno del paese, qualche centinaio di metri verso est, poi, è visibile un bel tratto della via Annia, davanti alla cattedrale di Santo Stefano in centro città.

Ma fermiamoci a vedere il complesso di monumenti portati alla luce recentemente, dal 1950 al 1970. Comprende due sepolcreti pagani a tre nicchie ciascuno e, davanti a loro, uno dei più antichi edifici cristiani, una trichora, costruzione a tre absidi, eretta a metà del IV secolo dopo Cristo, come tomba per onorare le reliquie dei martiri che rinunciavano alla vita per non rinnegare la fede. Fu poi aggiunta una piccola basilica a tre navate con antistante una zona sepolcrale con sarcofagi, il tutto ben visibile dal percorso esterno ottimamente attrezzato.

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In seguito al periodo romano, ci furono secoli di oscurantismo a causa delle invasioni barbariche e alle alluvioni che coprirono tutto con strati di sabbia, inoltre, negli ultimi scavi sono venuti alla luce, alcuni metri sotto il livello stradale, reperti e costruzioni di epoca romana.

Nel 1168 il vescovo Reginpoto fece costruire il battistero che sovrasta gli attuali scavi con la stessa architettura dell’antica trichora e, al suo interno, si possono ammirare degli affreschi ben conservati, rappresentanti i quattro evangelisti e altre allegorie cristiane.

Uno degli edifici di maggior pregio aperti al pubblico è la grande basilica, la cattedrale costruita sui resti di una precedente grande chiesa distrutta da un incendio e poi sepolta dalle grandi alluvioni, l’attuale costruzione risale al 1466 ed è tuttora sede parrocchiale. C’è la possibilità di scendere sotto il piano della cattedrale e ammirare gli ultimi reperti archeologici, i magnifici mosaici conservati in modo da poterci fare un’idea esatta di quello che, nei tempi passati, furono le vestigia di questa grande realtà cristiana postromana, sede vescovile e riferimento per i fedeli.

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Nella piazza, davanti alla chiesa, troviamo la strada che usciva dalla porta “Urbica Orientale”, che univa Concordia con la via Annia, qui si trovano anche gli scavi con i resti dei grandi magazzini romani destinati alla città, Concordia, allora, aveva una cinta di mura fortificate spessa vari metri e lunga oltre 7 chilometri, ciò indica quanto fosse grande e importante dal punto di vista strategico e commerciale.

Con la calata dei Longobardi comincerà il periodo di decadenza di Julia Concordia: i Romani hanno altro a cui pensare che sostenere la città, e comincia il periodo in cui la città si spopola, anche perché le frequenti alluvioni e la mancanza di sostegno di Roma hanno infiacchito la volontà degli abitanti, ora attenti a difendersi dalle invasioni barbariche, che hanno preferito trovare rifugio nelle vicine valli e paludi, dove gli invasori non osavano inoltrarsi.

Dopo questo periodo, durato parecchi secoli, subentra una relativa calma dalle invasioni, e i concordiesi  ritornano e cominciano a ricostruire la loro città che i barbari avevano ridotto ad un cumulo di macerie, i molti volonterosi sfruttano le rovine e utilizzano pietre e altro per costruire la nuova realtà.

Oggi Concordia può raccontare la sua storia millenaria, parlando con i concordiesi si capisce l’orgoglio di questa gente per quello che sono riusciti a ricostruire. L’agricoltura è una delle maggiori risorse e non dimenticano certo il loro illustre passato che condividevano con  Aquileia, Oderzo e Adria in uno dei periodi più importanti dell’Impero Romano.

Ci sono degli angoli di Concordia, parte storica esclusa, che denotano la sobrietà e il buon gusto della gente, non mancano, poi, le iniziative sociali, culturali e sportive.

Ci soffermiamo ad ammirare la piazzetta del municipio, un piccolo gioiello che si specchia sul Lemene. Municipio che, oltre alla sala consiliare, è sede del nuovo museo con oggetti e reperti in bella esposizione. Possiamo accedere anche ad una sorta di museo virtuale narrante la storia di Julia Concordia.

Vivace ad iniziative, nella cittadina che ormai conta più di diecimila abitanti spicca tra le altre “Concordia Eventi”, che si propone di unire, nell’opera di divulgazione, la laboriosità delle oltre sessanta associazioni di volontariato che spaziano in tutti i campi possibili (dal socio sanitario allo sportivo, dal culturale al folkloristico ricreativo). Un obiettivo calato nell’Anno europeo del Volontariato, e che trova sia il patrocinio del Comune che il supporto della Proloco. Si darà vita, così, alla festa del volontariato, che avrà il suo culmine il 2 ottobre e che sarà occasione, per tutte le associazioni, di farsi conoscere. Ci sarà un prologo il 30 settembre con una cena di beneficenza sul fiume Lemene, offerta da Ristolemene.

L’Avis, con il suo presidente, Dario Piccolo, è una delle promotrici dell’evento e i giovani sono i primi ad essere stati coinvolti in questo progetto. Nel gruppo, infatti, c’è Manuela Fossa, delegata per i giovani all’Avis regionale. Sul fronte sportivo, l’1 ottobre si svolgerà il convegno dal titolo “Alleniamo sportivi, educhiamo campioni di solidarietà”, con moderatore il giornalista sportivo Gianni Mura.

Abbiamo cercato di sintetizzare in poche righe oltre duemila anni di storia, anche grazie all’archeologa Martina Zanon, prodiga di spiegazioni che qui non sono riportate tutte per motivi di spazio.

Comunque, per chi volesse saperne di più, oggi c’è internet: www.rufinoturranio.it, e-mail: rufinoturranio@aruba.it e, meglio ancora, per chi volesse dedicare una mezza giornata a questa magnifica realtà che è Julia Concordia, si possono avere info al cell. 333.9339231

Ottaviano Cereser

 

 

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