Abvs: sessant’anni di solidarietà

Sessant’anni di Abvs, sessant’anni di donazioni, di attenzione per chi ha bisogno, di volontariato. Tra sfilata di labari e associazioni, momenti scientifici, religiosi, musicali e ludici, il 3 e 4 settembre l’Abvs provinciale ha festeggiato un traguardo importante. Sulla torta (virtuale ma non per questo meno importante) c’erano 60 candeline, da spegnere non tanto per una sorta di autocelebrazione, quanto per continuare ad andare avanti nell’opera di sensibilizzazione della popolazione sull’importanza del dono del sangue. «Sono molto soddisfatta di com’è andato il fine settimana», spiega la presidente provinciale Gina Bortot. «Ci sono stati dei momenti strepitosi e altri molto emozionanti, come la sfilata per le vie della città».

I ricercatori con i loro microscopi allo stand Abvs
Il ricco programma si è aperto sabato mattina in piazza dei Martiri, dove i ricercatori della fondazione Tes hanno presentato ai bellunesi incuriositi gli ultimi risultati delle loro ricerche sulle cellule staminali. Nell’atrio della Banca Unicredit c’è stato un via vai continuo: «La cittadinanza ha risposto in maniera inaspettata, merito anche dei ricercatori che sono strati capaci di trasmettere tutto il loro entusiasmo», spiega Bortot. La giornata è proseguita con l’emozionante concerto al Bus del Buson, dove l’Abvs era ospite, e con la serata di cabaret al Giovanni XXIII. Un paio d’ore che hanno ribadito il famoso detto popolare “Riso fa buon sangue”.

Clou delle celebrazioni la domenica, con l’assemblea straordinaria per la modifica di una parte dello statuto, necessario perchè richiesto dall’ufficio regionale per il volontariato, e la Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Belluno – Feltre monsignor Giuseppe Andirch, che ha riservato parole di stima e riconoscenza per l’associazione: «Siete l’esempio della vera carità cristiana con il dono del sangue in gratuità e spirito di autentica solidarietà con il prossimo», ha detto durante l’omelia. C’erano anche diverse autorità (sindaci, come Roberto Padrin di Longarone, anche lui donatore, il vice prefetto Magi, l’onorevole Gidoni, il vertice dell’Ulss 1, rappresentanti di Provincia e Comune di Belluno), che si sono accodate all’emozionante sfilata che da Piazza Duomo ha portato il mondo dei donatori bellunesi fino al piazzale loro dedicato, dietro al Palasport De Mas. Un lungo corteo colorato, con i labari delle sezioni, i gonfaloni di Provincia e Comune e una selva di gagliardetti a testimoniare quanto sia sentito, in questo territorio, il dono del sangue.

La sfilata dei labari
Non mancava il presidente dell’Avis veneta Alberto Argentoni, che nel suo intervento ha ricordato le difficoltà nel far crescere le associazioni, e di un ricambio generazionale necessario soprattutto nel mondo della donazione di sangue, dove si va “in pensione” e servono sempre nuove leve.

«Con queste cerimonie abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era quello di far vedere alla gente chi siamo e cosa facciamo», conclude Gina Bortot. Ma siccome chi si ferma è perduto, l’Abvs ha già in cantiere le prossime iniziative: la 24 ore di San Martino, cui partecipa da anni con una squadra di volontari per far conoscere l’associazione e promuovere il dono, e un piano di interventi di sensibilizzazione nelle scuole superiori, per trovare nuovi soci e nuovi donatori.

Alessia Forzin

 

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