A che gioco giochiamo? Quest’estate si rischia grosso!

Nuvoloni sopra la testa: incomincia la tempesta?

Amaramente tutto come previsto: chiudono le sale prelievo per mancanza di personale. E questo avviene anche senza nemmeno avvertire Avis e i donatori che ignari, fiduciosi e generosi,  si presentano per donare il proprio sangue agli ammalati. Questo capita in Veneto, nello specifico in provincia di Venezia. In altra sede  un temporale fa saltare la linea elettrica; ma il gruppo di continuità elettrica, presente a garantire la sicurezza sanitaria delle apparecchiature elettromedicali  e che dovrebbe automaticamente attivarsi non parte (nei corridoi si dice che la manutenzione periodica non viene eseguita);  il manutentore che dovrebbe essere reperibile non viene rintracciato: di conseguenza ben 55 donatori che si erano presentati per donare vengono mandati a casa. Questo capita in Veneto, nello specifico in provincia di Treviso. Intanto in un’altra provincia ancora si incominciano a spostare gli interventi di elezione, per riservare le scorte limitate di sangue presenti in emoteca agli interventi urgenti. Si mastica amaro….

È arrivata l’estate. Qualcuno gioca con il fuoco.

Alla fine del 2010 come previsto dalle leggi regionali abbiamo condiviso con l’Assessore regionale, con gli Uffici regionali preposti, con il CRAT, la programmazione 2011, cioè quanto sangue, quante donazioni, per ogni mese, per ogni sede trasfusionale. È un accordo fra galantuomini, ognuno per la sua parte: Volontariato del Sangue-Regione; noi ci impegniamo a far affluire i donatori, loro si impegnano a garantire l’agibilità delle strutture trasfusionali . È un impegno preso dopo attenta valutazione delle esigenze degli ammalati in Veneto e degli accordi convenzionali con aree carenti del nostro Paese, in particolare Lazio, Sardegna, Sicilia.

Le aziende sanitarie sono enti strumentali della Regione, vale a dire che i Direttori Generali sono nominati e rispondono direttamente al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore alla Sanità. Non è questione di nomi e cognomi; non è per quel che ci riguarda una questione politica, ma “istituzionale”. Il Volontariato è di tutti e per tutti; non fa dispetti, anzi; collabora sinceramente e al meglio delle proprie possibilità: ha però bisogno di confrontarsi con lealtà con i rappresentanti delle istituzioni.

È fallito il Quarto Piano Sangue e Plasma?

Noi non abbiamo partecipato all’illusione che stavamo uscendo dalla crisi; abbiamo fatto e facciamo del nostro meglio per partecipare alla costruzione della “sostenibilità economica” del Sistema trasfusionale veneto.  Per questo abbiamo condiviso l’impostazione dell’accentramento della lavorazione del sangue, con la costruzione dei Dipartimenti trasfusionali interaziendali provinciali, mantenendo la raccolta del sangue la più periferica e territoriale possibile. Da un lato garantire al donatore di sangue un agevole accesso alle sale prelievo per le donazioni, dall’altro concentrare quello che avviene “dopo” al sangue donato: lì devono essere cercate le sinergie, le economie di scala, l’ottimizzazione del processo produttivo .

Ma non siamo noi a governare il Veneto, sono gli uomini delle istituzioni. Fallire l’accentramento produttivo non può condurre a privare le sale prelievo del personale necessario; l’effetto negativo sulle donazioni è significativo, il messaggio che passa fra i donatori genera delusione e dirada le donazioni, l’opposto di cui abbiamo bisogno, noi e soprattutto gli ammalati. E pare già di sentirli gli arroganti saccenti senza personali problemi di salute, con la pancia piena dentro gli uffici climatizzati: ”ma non siete volontari? E allora dovreste adattarvi senza problemi…”. Viene spontanea sulle labbra la domanda “ ma a che gioco giochiamo?”. Ma non è affatto un gioco…

Che fare? Pensiamo agli ammalati…

Prima di tutto pensiamo agli ammalati: andiamo a donare, pretendendo la puntuale agibilità delle sale prelievo. Avis sta attivando tutti i canali diretti ed informali per giungere ad un confronto proficuo con chi a ogni livello ha responsabilità dirette nella gestione del Sistema trasfusionale. Anche se è estate la dirigenza associativa non chiude per ferie, alternandosi i dirigenti nei colloqui e nei confronti, con rinnovato impegno e sacrificio personale e soprattutto familiare. È però evidente uno sfilacciamento delle situazioni locali in diverse province. Alla ripresa autunnale sarà necessario un franco chiarimento.

Bernardino Spaliviero

 

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