Giovani Avis, un meeting per far rete

Tre i gruppi di lavoro, tre i percorsi diversi per capire e concretizzare le dinamiche di gruppo e l’obiettivo finale della “rete”. Quella rete che, a livello giovanile, in Avis sembra venire quasi naturale ed essere molto più attiva, vivace e organizzata. Basta vedere come usano in modo intelligente le nuove tecnologie di comunicazione. Questo non senza confronto di idee, di culture e di modus operandi diverse

Con il camper-emoteca

in base alle realtà locali di provenienza. Molto proficuo è sicuramente stato il meeting estivo di quest’anno della Consulta giovani nazionale. L’incontro, cui hanno partecipato oltre 60 giovani da tutta Italia, è stato organizzato a Strassoldo in provincia di Udine, dabato 18 e domenica 19 giugno, con la preziosa collaborazione di Avis Friuli e Veneto e delle rispettive Commissioni giovani.

I partecipanti si sono divisi in tre gruppi di lavoro per riflettere, confrontarsi e soprattutto -essendo giovani – agire efficacemente nel volontariato nell’ambito dell’interazione, della costruzione di reti efficaci sulla base di buone prassi. Vivacità, senza preconcetti, nelle varie discussioni e simulazioni che si sono snodate nelle due-giorni per giungere – sotto la supervisione di formatori e facilitatori – a conclusioni e obiettivi comuni. Un successo

In plenaria, Sabato 18

formativo e auto-formativo che “lieviterà” sicuramente in Avis, a tutti i livelli, portando aria più fresca e “frizzante”. Un vento nuovo, ma che non soffia a caso o in direzioni divergenti. Basta stare ad ascoltarli e , soprattutto, lasciarli muovere e agire. E a proposito di agire e interagire, anche in questa occasione sulle onde dell’etere e in streaming web ha funzionato a pieno ritmo “Radio Sivà” condotta da Raffaele Raguso (Taranto) e Monica Fusaro (Cosenza). Intervistati a “microfono battente” i dirigenti “senior” presenti: Antonio Tombolillo per l’Esecutivo nazionale, Claudio Dalpioluogo per il consiglio nazionale, Carmelo Agostini presidente Avis Friuli Venezia Giulia, Francesco Joppi vicepresidente Avis Veneto, ma anche tanti giovani già “navigati” o alla prima esperienza di meeting. Ospite d’eccezione, tra gli altri, Gioia Lovison, padovana presidente delle radio Universitarie on web (ormai oltre 20 in tutta Italia). Assieme a Claudia Firenze, coordinatrice della Consulta giovani nazionale, Gioia è stata intervistata e si è subito “coinvolta” nel progetto di rete delle Radio giovani avisine. Fra la Consulta giovani e la rete di Radio delle Università, insomma, sta per nascere una stretta collaborazione futura.

Particolarmente squisita è stata l’ospitalità dei giovani friulani, sempre al lavoro sia nei gruppi con gli altri coetanei, sia nella “logistica” di cena e ballo serale, ispirato agli anni ’70. Dal Veneto, invece, è arrivato il nuovo camper-emoteca con il quale i giovani avisini hanno voluto posare.

Beppe Castellano

Ampio servizio fotografico su http://www.facebook.com/donoevita#!/donoevita

Continua con altre cronache …Imparando a fare rete… anche con la radio!


Al meeting di Strassoldo di Cervignano del Friuli (Ud) abbiamo sperimentato il concetto di fare rete, gettare ponti, costruire rapporti e abbiamo cercato di metterlo subito in pratica. È stata infatti presente nella cittadina Friulana, Gioia Lovison, presidentessa di Raduni, l’associazione che riunisce gli operatori delle Webradio universitarie.

Gioia Lovison a "Radio Sivà"

L’idea è nata quasi spontanea… poiché Avis nazionale ha da poco firmato un protocollo d’intesa con il Miur e poiché il progetto della Webradio SIVà (come ormai hanno capito anche i muri ^_^) ci sta molto a cuore abbiamo pensato di proporre una partnership alla simpatica e spigliatissima Gioia che si è dimostrata sin da subito una di “famiglia”. Le abbiamo mostrato come ci eravamo organizzati con la radio e abbiamo confrontato i nostri punti di vista. Ci ha dato piena disponibilità per ipotizzare delle azioni comuni e per unire le forze sia sul lato della formazione, che su quello della visibilità delle webradio.
Un’intesa che si è creata in un attimo…anche all’insegna di un tocco di femminismo…Gioia infatti si è subito appassionata al tema del volontariato come dimostrazione di impegno per i ragazzi e per le ragazze e ci ha coinvolto in un progetto dell’Università di Padova presso cui lavora. Un progetto tutto rosa… 333 per celebrare i 333 anni dalla laurea di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia la prima laureata al mondo, che riuscì a sfidare i pregiudizi affermando a chiara voce il valore dello studio per una donna, il valore dell’apprendimento, della crescita intellettuale e sociale. E le ragazze (ma anche i ragazzi ad onor del vero) che fanno volontariato in questo si riconoscono a pieno.
Lo studio è anche formazione e acquisizione di competenze e tale ottica riguarda da vicino tutti i giovani avisini, perché una formazione continua serve a creare volontari più consapevoli e più preparati nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue e della solidarietà. Stiamo cercando di mettere in pratica tutto ciò con ogni mezzo, sia tradizionale che più innovativo, come attraverso la webradio. E in tutto questo impegno saper di poter contare su amici come Gioia è davvero un piacere oltre che una gran bella soddisfazione!

Claudia Maria Carmela Firenze

 

E c’era anche un po’ d’Europa a Strassoldo

Al meeting di Strassoldo era presente anche Alexandru Horia Bugner segretario del’IYC della FIODS (Comitato internazionale giovani della Federazione internazionale delle organizzazioni del dono del sangue) che proviene dalla Romania. Alexandru, Horia per gli amici, ha partecipato attivamente ai lavori del meeting che, tra le varie tematiche, celebrava anche l’anno europeo del volontariato.

Horia Bugner e Claudia Firenze

Nonostante qualche problema linguistico i lavori sono stati proficui e lo scambio di idee ancora più interessante.
Ecco il commento di Horia: “sono stato molto felice di vedere questi bellissimi volontari Avis lavorare e divertirsi insieme. Mi piacerebbe ci fossero più persone come loro nel mio paese, più persone come loro in Europa e più persone come loro nel mondo intero”.

L’appuntamento con l’Europa continua in Lussemburgo dove 10 ragazze e ragazzi avisini rappresenteranno l’Avis e l’Italia al forum internazionale che si svolgerà dal 25 al 28 agosto prossimi. Ragazzi e ragazze che si sentono a pieno titolo volontari e cittadini che vogliono fare la differenza, proprio come recita lo slogan dell’anno europeo del volontariato: Volunteer! Make a difference!

 

Continua con le cronache dai gruppi di lavoro, grazie ai contributi di alcuni partecipanti…

I processi decisionali (Gruppo di lavoro 2)

Obiettivo del gruppo 2 era riflettere sui processi decisionali e sui fattori che li influenzano. Precise le aspettative dei partecipanti: individuare i fattori che rallentano le decisioni; analizzare il giusto mix tra democraticità e speditezza decisionale; creare rete tra i gruppi giovani delle diverse regioni per mettere a fattore comune le criticità e individuare soluzioni condivise. Tramite una simulazione, sono emerse alcune criticità: la tendenza a saltare subito alle conclusioni, senza esplicitare il metodo decisionale da adottare e i valori alla base delle singole posizioni. Per raggiungere decisioni condivise sono fondamentali la capacità di ascoltare e

I lavori nel gruppo 2

interrogarsi sulle ragioni altrui, nonché l’apertura personale e la visione collettiva, che portano ciascuno a sentirsi coinvolto e ad uscire dal particolarismo lavorando per la riuscita del processo. Perché un gruppo esista e possa operare in una rete di relazioni sono quindi fondamentali quattro fattori:

  1. Soggettività: il gruppo è formato da persone, nessuna indispensabile ma tutte importanti per il raggiungimento dei risultati.
  2. Condivisione dei valori: i valori attorno ai quali il gruppo si è costituito devono essere chiari a tutti, essere portati avanti e comunicati all’esterno con coerenza;
  3. Multiappartenenza: alcuni degli elementi del gruppo devono fare da ponte con altre realtà perché la  allargare i propri orizzonti, farsi conoscere e puntare ad obiettivi più grandi.
  4. Creatività: per la sopravvivenza del gruppo sono fondamentali il continuo rinnovo dei membri e l’apporto delle proprie capacità da parte di ciascuno.

Per quanto riguarda invece il significato di essere rete e di fare rete oggi, queste le riflessioni emerse dal confronto.Fare rete tra associazioni è la via più opportuna per farsi conoscere, ma richiede la disponibilità ad ascoltare gli altri e la conoscenza di sé, possibile tramite formazione e comunicazione. Essere rete è l’orgoglio dello spirito di appartenenza, che deriva dalla consapevolezza di essere parte attiva di qualcosa di grande, ma anche la responsabilità di agire in modo coerente rispetto ai valori dell’associazione. La partecipazione e la multiappartenenza sono, dunque, i fattori attraverso cui si innesca un circolo virtuoso che porta all’alimentazione della rete e dello spirito di appartenenza. Queste riflessioni sono la base da cui Avis deve partire per creare l’associazione di domani che dovrà essere un’associazione ramificata al suo interno ed in rete con le innumerevoli istituzioni e associazioni di volontariato.L’interrogativo è: saprà Avis fare un vero lavoro di rete congiungendo gli sforzi per il perseguimento di obiettivi comuni, pur valorizzando la ricchezza delle diversità?I giovani Avisini, si spera futuri dirigenti associativi, con questo meeting hanno dimostrato di voler imboccare la strada giusta.

Dario Piccolo & Giorgia Chiaro


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