Anche cani e gatti sono solidali. E se donano loro…

Fido e Micio donatori. Non è il titolo di un cartone animato, ma l’iniziativa che sta prendendo sempre più piede in Italia. In un Paese che conta nelle proprie case qualcosa come 6 milioni e 500mila cani e 8 milioni di gatti, infatti, stanno nascendo i primi Centri trasfusionali per animali. Il più grande in assoluto è quello della Lombardia, inaugurato il 5 ottobre scorso a Milano (con tanto di taglio del nastro da parte del sindaco, Letizia Moratti), presso la Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università degli Studi. Si tratta di un vero e proprio Centro emotrasfusionale per cani e gatti, che nella struttura e nell’organizzazione ricalca esattamente i “nostri” Centri di raccolta sangue Avis. Con, ovviamente, diverse sembianze dei donatori. Che se non saranno proprio “volontari” sono comunque sani, controllati, tracciati e affidabili. In pratica… periodici! Rigide, anche per loro, le linee guida prescritte dal Ministero della Salute: i donatori devono aver

Fido e Micio

un’età tra i 2 e gli 8 anni, pesare più di 25 chili se sono cani e almeno 5 chili se sono gatti, essere regolarmente vaccinati (tassativo per i cani per cimurro, epatite, parvovirosi, leptospirosi e rabbia), essere periodicamente visitati dal veterinario, non essere in trattamento con farmaci (ad eccezione della profilassi per pulci, zecche e filaria), non aver mai ricevuto sangue ed essere correttamente iscritti all’anagrafe canina (per i cani, con tatuaggio leggibile o microchip). Ultimo, non trascurabile “passaggio”, è che il gatto, ma soprattutto il cane potenziale donatore, abbiano un buon temperamento, un carattere docile, indispensabili per sottoporsi al prelievo. “Se possiede tutte queste caratteristiche, cane o gatto che sia, viene sottoposto agli esami di idoneità alla donazione – spiegano al Centro milanese – che consistono in una visita medica, esami per escludere la leishmaniosi nel cane e l’Hiv nel gatto, la misurazione della pressione e il controllo del cuore, anche con elettrocardiogramma”. Niente da ribattere: è praticamente lo stesso iter che noi tutti seguiamo in Avis! Ma con i comportamenti a rischio, come la mettiamo? Niente paura… A Milano hanno pensato davvero a tutto. Perché se il cane e il gatto non potranno “raccontare” le loro scappatelle al medico né compilare alcun questionario, non potranno sfuggire l’occhio vigile del padrone. Solo chi vive in ambienti chiusi, infatti, è ammesso alla donazione. E ti pareva? Incastrati anche là! Niente donazione, quindi, per i pur robusti e mansueti cani di cui raccontiamo nelle pagine seguenti. Certamente tranquilli, invece, si puo’ stare sull’abuso di droghe e alcolici. Una volta verificata l’idoneità l’animale, a questo punto super controllato, viene iscritto in un elenco di “volontari” e potrà essere chiamato a donare tre, quattro volte all’anno. Grazie al Centro trasfusionale lombardo, sogno cullato da tempo e diventato realtà grazie al generoso aiuto economico di una signora milanese, i veterinari potranno contare quindi su una vera e propria banca di sangue ed emocomponenti. “Potranno così curare e salvare la vita a cani e gatti malati, sottoposti ad interventi chirurgici o a terapie contro i tumori – continuano al Centro – grazie all’utilizzo di sangue controllato, sicuro e compatibile nel gruppo sanguigno e non ricevuto da animali-donatori improvvisati, come accade di solito”. E se non sarà gratuito l’utilizzo del sangue donato da parte dei proprietari degli animali malati, lo saranno invece sia il chek-up che il “ristoro” per i cani donatori, che potranno riprendersi con crocchette e cibo offerto da alcuni sponsor. Un centro simile (ma solo per cani) era stato aperto in precedenza anche a Sasso Marconi, in provincia di Bologna, dal dottor Renato Magliulo un donatore di sangue. Si chiama Centro trasfusionale veterinario ed è una banca del plasma per cani. Qui si considera persino l’aspetto psicologico del cane, prima di decidere per la donazione. I maschi donano ogni tre mesi, le femmine due volte l’anno, hanno un tesserino con foto e premi-fedeltà: una medaglietta alla decima donazione e una coccarda alla ventesima. Due nuove “sezioni”, insomma, che potrebbero ben essere gemellate con l’Avis di Felino (Parma) e quella di Canino (Viterbo).                          

Michela Rossato

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it