Pur senza timoniere la nave va, ma…

Ci siamo lasciati nel numero precedente con la speranza che la barca andasse, e la barca va, anche senza capitano che la comandi. No, il presidente non è diventato pazzo, sta dicendo quello che sta  avvenendo nel Dipartimento trasfusionale della provincia di Vicenza. Il capo Dipartimento, dott. Maurizio Belloni, è andato in pensione il 31 dicembre 2010 e dovrebbe essere sostituito dalla dott.ssa Alberta Alghisi. Questo è quello che hanno scritto i giornali, ma noi associazioni non abbiamo nessun documento a riguardo. I quattro Direttori generali delle Ulss, che dovrebbero avere, o fare la nomina, del capo Dipartimento, non ci hanno fatto sapere niente e non ci hanno comunicato niente, non abbiamo alcuna delibera in mano. Comunque la barca va, anche senza capitano, anche se è dal marzo scorso che non viene convocata la conferenza del Dipartimento, (almeno ad oggi, 15 febbraio). La dott.ssa Alghisi dovrebbe essere nominata primario, prima di essere nominata capo Dipartimento, anche perché l’unico primario oggi in provincia è la dott.ssa Carla Giordano, (Ulss.3) a Bassano. Non sappiamo se un subalterno possa fare il capo Dipartimento, a dispetto di un primario di vecchia nomina. Altresì, noi pensiamo che il dott. Massimo Laraja non sia venuto a Valdagno da Trieste per fare il porta borse. Dilungarsi a disquisire sullo stato del comparto del Dipartimento di Vicenza, non serve a molto, speriamo che chi e preposto a risolvere il groviglio, faccia presto, ci sono centri trasfusionali che stanno operando con 3 medici dovendo coprire tre centri di raccolta (Ulss. 4), centri che per garantire l’apertura al sabato hanno

Maurizio Belloni, ex direttore del Dipartimento trasfusionale provinciale

chiesto un aiuto economico, a noi associazioni, per stipendiare un infermiere, per poter pagare lo straordinario che si va ad effettuare al Centro di raccolta di Lonigo (Ulss. 5), per garantire l’apertura al sabato. L’associazione Avis a Malo (Ulss.4) si impegna, con risorse proprie, per sistemare dei locali concessi dalla Rsa, per il punto di raccolta, e non gli viene garantita l’apertura, con il rischio di perdere qualche centinaia di donazioni. Mentre a Sandrigo (Ulss. 6), viene chiesto all’Avis di Lupia-Poianella e Povolaro se invitano i propri associati a recarsi presso tale centro di raccolta per le donazioni, altrimenti tale centro verrebbe chiuso per poca produttività, due pesi due misure. Come vedete, cari donatori, per fortuna i problemi non mancano. Ma ci compiacciamo di noi stessi ugualmente, perché la nostra parte noi l’abbiamo fatta, nell’anno passato, e ci accingiamo, anche per l’anno che verrà.  Quello che la sanità veneta ci aveva chiesto, lo abbiamo concretizzato, l’aumento delle donazioni del 3% è stato raggiunto, l’invio di sacche fuori regione, per concorrere all’ autosufficienza nazionale, è stato regolare è costante. Temiamo solo che queste criticità, ricadranno sui donatori prima, e sui malati poi, con conseguenze che lasciamo immaginare. L’Avis vicentina dai primi dati analizzati, è andata oltre il 3%,  ha garantito il continuo ricambio dei donatori, che cessano per limiti di età o per problemi di salute, con nuovi donatori. Ci amareggia tutto questo “bailamme”, c’è una legge che è il IV Piano Sangue Regionale che dovrebbe essere attuata e rispettata, ma sembra che non interessi proprio a nessuno. Dicono che bisogna tagliare, che non ci sono soldi, che la sanità è come il pozzo di S. Patrizio. Noi cosa tagliare una mezza idea ce l’avremmo, ma non ci si addice, sarebbe troppo sanguinaria. La barca va anche senza capitano.

Il presidente Avis provinciale Vicenza
Enrico Iseppi

 

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it