Tra gli applausi scroscianti del pubblico, Tiziano Ferro ha lanciato dal palco del Palaverde di Villorba (Tv), lunedì 7 maggio, il suo messaggio al dono del sangue. Rivolgendo un saluto ai giovani volontari che stavano sventolando la bandiera dell’Avis regionale e che per tutta la sera hanno distribuito volantini e gadget della campagna “L’amore è una cosa semplice e con Avis te lo dimostrerò”, ha dedicato alcuni minuti del suo concerto alla solidarietà. “Ho visto gli amici dell’Avis, ai quali dedico la prossima canzone e che portano avanti un valore nobile e di grande, grande, grande importanza e aiuto – ha detto Tiziano, nominando una ad una le province venete in cui opera l’associazione – Sono anni che aiuto, con quel poco che riesco a fare, a diffondere l’importanza del messaggio della donazione del sangue. Fuori dal palazzetto li avete trovati, i volontari, chiedete informazioni e magari scoprirete che siete nella condizione di salute da poter dedicare dieci minuti alla donazione di una piccola quantità di sangue, che cambia in maniera significativa la vita di molte persone. Pensateci, è molto semplice. So che il Veneto è una delle regioni che donano più sangue in Italia, e questo vi fa onore, però parliamo anche alle nuove generazioni, quando si può. La prossima canzone la dedico all’Avis, un bacio”.
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E con “Ed ero contentissimo” è ripartito l’applauso e tanti “bravo” del pubblico che, tour dopo tour, ha imparato a collegare direttamente l’Avis all’artista. Tiziano, infatti, è testimonial orgoglioso e a titolo gratuito dell’associazione sin dal 2007: l’esordio è stato con il tour “Nessuno è solo” che da subito ha dimostrato non solo la sensibilità di Ferro, ma anche del suo pubblico. Concerto dopo concerto, anno dopo anno, si è notato un incremento dei giovani donatori che in alcuni casi (tra il piacevole stupore degli stessi avisini) si sono presentati nei Centri trasfusionali proprio perché, usando le loro parole, “della donazione ci ha parlato Tiziano”. Che il messaggio dell’artista, come di altri personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo (di recente il campione olimpico Igor Cassina, le conduttrici Federica Fontana e Filippa Lagerback a livello nazionale, del travolgente gruppo dei Los Massadores in terra trevigiana e veneta con almeno una decina di nuovi donatori nei giorni immediamante seguenti il loro concerto per l’Avis a Castelfranco Veneto lo scorso ottobre) valesse più di tante pur lodevoli campagne ufficiali, lo si è ormai capito! Chi da tempo segue i concerti di Tiziano, è difficile che non conosca ancora l’Avis. Chi lo sente nominare per la prima volta, con una certa probabilità almeno si informerà. Perché ne ha parlato lui, l’idolo.
“Insieme si semina un messaggio positivo, in un clima di gioia e di divertimento – commenta Manuela Fossa, referente della Consulta Giovani Avis Veneto, al Palaverde assieme ad altri volontari delle province di Treviso e Venezia – grazie a Tiziano possiamo avvicinare tanti ragazzi, giovani, intere famiglie. E’ una grande opportunità quella che ci offre. Lo ringraziamo per le belle parole che ci ha rivolto e che ci incitano a dare sempre il massimo, nonostante le poche forze e le poche risorse. Al Palaverde abbiamo distribuito migliaia di volantini e spillette della campagna, appeso manifesti e fatto conoscere il periodico della nostra associazione regionale, “Dono e Vita” (il cui ultimo numero aveva in copertina Tiziano) che ora è anche sul web. Ringraziamo anche l’Azalea Promotion che si è dimostrata sensibile al nostro impegno e che ci ha dato una notevole mano”.
Quest’anno il logo Avis è presente sul sito www.livenation.it. Appare, insieme a Rtl 102,5 e American Express, proprio sulla finestra dove si prenotano i biglietti dei concerti finora programmati in Italia. Presente al concerto anche Lucia Delsole, della Consulta Nazionale Giovani Avis, impegnata per tutta la sera assieme a Manuela e agli altri volontari: “Siamo sfiniti, ma contenti e soddisfatti”.

Tiziano mentre parla di Avis A Treviso. Sullo sfondo il manifesto congiunto.
E straordinario successo di pubblico e della campagna di sensibilizzazione “Ferro-Avis” si è registrata anche nelle tre date all’Arena di Verona, il 10, 12 e 13 maggio, con un Tiziano in piena forma che tra un tripudio di bandiere Avis ha salutato i volontari impegnati per tutta la serata e “fermato” il concerto, come nelle altre tappe, per parlare qualche minuto della donazione del sangue.
Nella pagina Facebook di Dono&Vita alcune foto del concerto del 7 maggio al Palaverde e del 10 maggio a Verona.
Michela Rossato
I risultati preliminari di una ricerca internazionale (BessY) che ha coinvolto anche 600 donatori del Veneto
Saranno presentati ufficialmente a giugno, i risultati di una ricerca condotta all’interno del progetto di cooperazione internazionale “BessY” (Blood Ethical good for Social capital e SafetY) che riguarda le buone pratiche, i processi di promozione del dono, i modelli di raccolta e la sicurezza del sangue.
L’obiettivo generale della ricerca è di cogliere l’importanza e il significato del dono del sangue e quali ricadute tale gesto può avere sul contesto sociale attuale. Per far ciò è stato, quindi, necessario avere il contributo e il supporto dei donatori attraverso la somministrazione di un questionario anonimo presso i Centri trasfusionali delle diverse province venete e, in alcuni casi, nelle sedi associative dell’Avis. Grazie alla fondamentale collaborazione di tutte le sedi provinciali Avis, si è riusciti a coinvolgere 590 donatori del Veneto. Ne sono scaturiti dati piuttosto interessanti, che anticipiamo in anteprima.
Perché sei diventato donatore?
Un primo aspetto su cui ci si è soffermati riguarda le motivazioni che portano le persone a diventare donatori di sangue. Ai donatori è stata presentata una lista di motivi ed è stato chiesto loro di esprimere quanta importanza hanno avuto, nella loro scelta di diventare donatori: la maggior parte dei donatori dichiara che, per loro, le motivazioni più importanti sono state: il sentirsi utili agli altri (79,1%) e l’avere amici donatori (55,3%).

Perché hai cominciato a donare?
Rapporti con l’Associazione, valori condivisi.
Per quanto riguarda il rapporto con la propria associazione, per i soci Avis (che sono il 79,9% dei donatori coinvolti nella ricerca) vi è una forte condivisione (96,5%) di valori con la propria associazione ed una generale soddisfazione (86,3%) per le attività di promozione svolta da questa. In merito alla promozione, alcuni avisini (199 persone pari al 33,7% del campione) hanno suggerito in quale ambito si debba dare maggior spazio (il 28,6% di coloro che hanno risposto), in testa le scuole; alcuni hanno sottolineato anche il bisogno di coinvolgere le Università dove l’associazione è meno presente rispetto alle scuole di ordine inferiore. Un’altra indicazione (suggerita dal 22,1%) riguarda l’incremento della pubblicità con particolare attenzione alla radio (citata da molti donatori) ed al coinvolgimento di personaggi famosi che fungano da modelli per i giovani. Entrambe queste attività sono soprattutto dedicate al mondo giovanile, per il quale il 17,6% dei donatori suggerisce l’organizzazione di attività specifiche che riescano a coinvolgere i ragazzi in maniera attiva al fine di stimolarli a partecipare anche alla vita associativa.

Dove puntare per la promozione?
Un altro dato interessante è quello relativo alle fonti di informazione: l’89,8% dei donatori dichiara di aver reperito facilmente le informazioni utili per diventare donatore di sangue e la maggior parte di loro (69%) ha reperito tali informazioni tramite il contatto diretto (da amici che sono già donatori di sangue e/o da persone che sono iscritte all’Avis).

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Benemerenze per il donatore? L’81,2% dice che non serve.
Infine, ai donatori sono state fatte alcune domande per comprendere cosa pensano della gratuità del dono e dei riconoscimenti dati al donatore. La quasi totalità dei donatori (83,6%) crede che sia giusto che la donazione di sangue sia gratuita, mentre per quanto riguarda i riconoscimenti: la maggior parte (60,3%) dei donatori crede che si dovrebbe donare il sangue solo per il piacere di farlo e 1 donatore su 5 (il 18,8%) considera giusto ricevere un segno di riconoscenza dall’associazione.
Partners del progetto sono l’S.R.C. provinciale Avis (Veneto), l’Azienda Ulss 10 “Veneto Orientale”, Ca’ Foscari Formazione e Ricerca, l’Avis Friuli Venezia Giulia-Onlus, l’Avis regionale Emilia-Romagna, Slovenia Red Cross-Federation of Associations, Blood Transfusion Centre of Slovenia, Croatian Red Cross, Croatian Institute of Transfusion Medicine; Ministry of Health (Albania) e Albania Red Cross.

Alcuni premiati
Finalissima a Treviso, il 5 maggio, del concorso regionale tra istituti scolastici superiori “Musica nel sangue school contest”.
In oltre 300 hanno gremito la platea dell’Auditorium della Provincia fra compagni di scuola, amici, familiari e pubblico, accorsi per assistere all’esibizione dei giovani talenti del Veneto. 24 i brani che si sono sfidati, a suon di musica e solidarietà.
Ecco la classifica dei vincitori.
Categoria Cover 1- Price tag di Greta Serate, Its “Girardi”, Cittadella (Pd) 2- Make you feel my love di Alice Cimolin, Its “Girardi”, Cittadella (Pd) 3- Impressioni di settembre di Golden eyes, IIS “Bolisani” Isola della Scala (Vr)
Categoria originale 1- Ogni giorno di Eniko, iss Rolando da Piazzola, Piazzola sul Brenta (Pd) 2- The place where you dream di Reverse, Liceo “Flaminio”, Vittorio Veneto TV 3- Broken life di Little Sweet Danger, ITIS “Galilei”, Conegliano (Tv)
Categoria originale a tema “solidarietà” 1 – La notte sogno ancora il mare di D.N.A., Liceo “Flaminio”, Vittorio Veneto (Tv) 2- Ascolta il tuo cuore di Carra Mc feat. Alice B., Liceo “Pigafetta” Vicenza 3- Loneliness di I baschi, Liceo “Galilei” (Vr)
Nel corso della finale si è esibita la vincitrice della sezione Showcase, contest dedicato a tutte le band italiane che vogliono farsi conoscere.
Sul palco, come headliner, è salita la giovanissima Kiara, che ha cantato il brano che le ha permesso di aggiudicarsi la vittoria, My first love.

Il pubblico accolto dai giovani Avis

Davanti alla sala prelievi col nostro giornale
Dal Liceo Linguistico Canova di Treviso
vanno in massa a donare
“È stato emozionante fare un gesto che può salvare una vita. Ne sono orgogliosa. È assurdo pensare di non farlo per paura dell’ago o di sentire un po’ di dolore. Lo consiglio a tutti gli studenti: fa star bene e dà gioia. È una scelta responsabile, ne sono contento”.
Sono tanti i pensieri dei 20 studenti delle classi quinte A e B del liceo linguistico “Canova” di Treviso, che la mattina del 3 maggio si sono sottoposti alla prima donazione di sangue al Ca’ Foncello. Una scelta libera che giunge dopo un percorso informativo e di conoscenza dell’Avis e della donazione del sangue tenuto, durante l’anno scolastico, dai volontari dell’associazione provinciale e da medici. Qualche settimana fa i ragazzi si erano sottoposti agli esami di idoneità e il 3 maggio, accompagnati dall’insegnante di educazione fisica, Pierpaolo Traversari, sono diventati donatori. “Ritengo che la scuola sia il luogo più adatto per spiegare ai giovani l’importanza e l’iter della dono del sangue – sottolinea Traversari, che ha donato assieme a loro – che oltre a salvare altre vite, spinge chi lo compie ad aver cura del proprio corpo, a seguire un corretto stile di vita. E’ una scelta di responsabilità e maturità quella che oggi hanno fatto questi ragazzi, una scelta a favore della collettività”.
Ad accoglierli c’erano il dott. Andrea Frigato, responsabile facente funzioni del Centro trasfusionale (Ct) di Treviso, il direttore sanitario dell’Avis provinciale e medico del Ct di Treviso, dott. Alessandro Spigariol e il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano.
“L’esempio che viene stamattina da queste due classi dimostra che i nostri giovani, quando sono ben informati, sanno essere protagonisti di gesti di altruismo e generosità – ha detto Foffano – che ci induce a continuare sulla strada della sensibilizzazione nelle scuole”.
Un gesto che è addirittura diventato doppio, dal momento che alcuni studenti hanno chiesto spontaneamente, nella stessa mattinata, di sottoporsi anche al prelievo per l’iscrizione nel registro dei potenziali donatori di midollo osseo.
Il 23 maggio il loro esempio sarà seguito da un gruppo di studenti dell’Istituto tecnico industriale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba.
Michela Rossato

E davanti al Centro Trasfusionale, sorridenti dopo il dono
Ogni giorno che passa aumentano i motivi di preoccupazione, alternandosi con altri di speranza. Non c’è dubbio che la matassa del plasma abbia mille sfaccettature e che sia difficile rendere conto ai donatori della sua complessità senza perdere il filo logico ed etico che ci guida. Il nostro impegno di volontari è proteso innanzitutto a tutelare persone e principi etici. In testa c’è naturalmente la tutela dell’Ammalato bisognoso di cure “salvavita”, poi quella del Donatore non remunerato che non può essere ridotto né a “vacca da mungere”, né tantomeno a utile idiota. Ultima, ma non ultima, è la tutela del nostro/vostro Dono affinché non diventi merce da vendere al libero mercato, ma venga messo a disposizione degli ammalati senza addebito diretto dei costi.
La raccolta del plasma

Progressione negli anni del plasma in c/lavorazione
Come si evince dalle tabelle sia a livello nazionale, sia nell’Accordo Interregionale Plasma (AIP), sia a livello Veneto la raccolta complessiva aumenta con regolarità. Ormai l’Italia è uno dei principali Paesi al mondo per il volume del plasma raccolto, a conferma che se ci sono problemi questi non sono dovuti alla mancanza di generosa disponibilità dei Donatori e della popolazione in generale.La comparsa delle eccedenzeL’incremento del volume del plasma raccolto ha fatto comparire il fenomeno delle eccedenze di farmaci plasmaderivati. Dal plasma avviato alla lavorazione industriale si possono ottenere diversi farmaci, in particolare i fattori procoagulanti (F. VIII, F.IX, Complesso protrombinico), l’Antitrombina III, l’Albumina e le Immunoglobuline. È giocoforza che se vogliamo raggiungere l’autosufficienza in tutti i prodotti, finiamo per produrre un eccesso dei farmaci a relativo minor consumo.

Plasma AIP (Accordo Interregionale Plasma)
La crisi economica e i tagli di bilancio nel settore sanitario danno forza ai pensieri di alcuni amministratori pubblici che vorrebbero “valorizzare” le eccedenze mettendole a disposizione dell’industria farmaceutica in cambio diretto o indiretto di vantaggi economici. Insomma, venderli. La legge lo vieta e noi volontari difendiamo il “paletto” che evita una deriva produttivistica che sarebbe assai pericolosa. Non possiamo però evitare di notare “scivoloni” di alcuni medici trasfusionisti che caldeggiano questa soluzione, pensando così di mettere in buona gestione economica il settore trasfusionale, comprese le proprie remunerazioni che sarebbero “premiate” dagli indici di produttività. È comunque indubbio che il problema delle eccedenze c’è e che una soluzione va trovata.
La “vera” autosufficienza nazionale
Le discussioni sulle eccedenze sono accese e si prolungano da anni. In particolare per noi dirigenti del Volontariato è assai indigesto lo spettacolo vergognoso degli acquisti di farmaci commerciali di importazione in presenza di prodotti etici nazionali a minor costo che giacciono nei magazzini della Kedrion. Non è tuttora presente in Italia una serie di norme che consenta lo scambio fra le Regioni (che sono le legittime proprietarie dei rispettivi sistemi sanitari) dei farmaci plasmaderivati etici di loro proprietà, così come avviene per gli emocomponenti. Non esiste in particolare una tariffa di scambio che consenta il ristoro dei costi alla regioni eccedenti e l’acquisizione da parte delle regioni carenti. Il ricorso agli acquisti di prodotti commerciali, decisamente più costosi, dovrebbe essere consentito solo dopo l’esaurimento del prodotto nazionale pubblico, etico e meno costoso. La cosa è ancora più inaccettabile perché ciò avviene anche da parte delle regioni sottoposte ai piani di rientro per eccesso di deficit, che stanno ridimensionando l’assistenza sanitaria alle proprie popolazioni inasprendo in misura importante i ticket a carico diretto degli ammalati. Che cosa si aspetta per concretizzare lo spirito e la lettera della legge 219/2005 sull’autosufficienza nazionale anche per i farmaci plasmaderivati? Come evitare a noi di pensare che gli interessi tutelati siano invece quelli dei commercianti nazionali e multinazionali dei farmaci speculativi e che questo avvenga attraverso illeciti vantaggi economici che (una triste storia insegna…) “oliano” gli snodi dei processi decisionali?

Tipi di plasma conferito per la lavorazione
L’uso etico delle eccedenze
L’inadeguata velocità di governo del settore sta determinando l’accumulo di quantità importanti di farmaci nei magazzini dell’azienda farmaceutica di trasformazione Il rischio concreto è di vederli scadere per iperdatazione, vanificando il dono dei Donatori e dissipando le risorse economiche spese per produrli. Una soluzione va trovata, nell’attesa che venga concretizzata la rete nazionale degli scambi fra regioni eccedentarie e quelle carenti, anche perché comunque si arriverà a eccedenze complessive nazionali per alcune tipologie di farmaci come i Fattori della coagulazione. Noi volontari riteniamo che debba essere rispettata l’origine etica del Dono e che i farmaci debbano essere messi a disposizione degli ammalati attualmente privi di cure al costo più basso possibile. Non è qui che bisogna ricercare i vantaggi economici dei produttori (le Regioni) o i finanziamenti aggiuntivi per sopperire ai deficit di bilancio pubblici. Semmai è con la lotta all’evasione fiscale, all’economia illegale, agli sprechi e alla corruttela presente nella gestione delle finanze pubbliche… E sarà sempre tardi!. Come volontari donatori non condividiamo la scelta di alcune regioni, compresa la nostra, che stanno declassificando parte del plasma B in plasma C (vedi tabelle) per risparmiare somme relativamente modeste dei costi industriali, rinunciando a produrre il Fattore VIII indispensabile per la cura dell’Emofilia A, in presenza dell’85% degli emofilici che nel mondo sono privi di cure (ragion per cui muoiono quasi sempre in età infantile).

AIP: il conferimento regione per regione
Cooperazione internazionale
È per questo che proponiamo di utilizzare le eccedenze nazionali di farmaci etici per progetti coerenti con le finalità del Dono e con le normative in vigore, sorvegliate da Aifa e Cns (Agenzia Italiana del Farmaco e Centro Nazionale Sangue) che consentono i progetti di cooperazione internazionale e di ricerca scientifica. Da quasi due anni stiamo lavorando a più livelli per costruire un ambizioso progetto di sostegno allo sviluppo del Volontariato del Sangue in numerosi Paesi dell’America Latina che hanno chiesto al nostro governo di coinvolgere proprio l’Avis in tale progetto. In questo ambito una delle azioni previste è la cessione delle eccedenze nazionali di farmaci etici plasmaderivati, anche con ristoro dei nostri meri costi di produzione. I risparmi sugli onerosi acquisti commerciali nei Paesi sudamericani sarebbero reinvestiti nei rispettivi sistemi trasfusionali proprio per consentire lo sviluppo del Volontariato non remunerato stile Avis. Un’operazione senza precedenti, “globale”, anche per questo difficile e complessa, ma noi accettiamo la sfida.
I decreti sul plasma
Il 19 gennaio scorso la Conferenza Stato-Regioni ha condiviso e dato il via libera a ben quattro decreti sul plasma italiano; si attende l’imminente firma del governo nazionale e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento scatterà un inedito percorso che condurrà alle nuove gare europee per la lavorazione del plasma italiano; esso si intersecherà con l’altro percorso attivato dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 sui “requisiti minimi” e le visite di verifica per la messa a norma europea dell’intero Settore Trasfusionale italiano e che obbligatoriamente dovrà concludersi entro il 31 dicembre del 2014. Di fatto le ricadute su tutto l’ambito trasfusionale di questi due percorsi saranno assai rilevanti, senza precedenti e diffusi in ogni territorio regionale e nazionale. Ci attende un triennio assai impegnativo nel quale i gruppi dirigenti del Volontariato del Sangue (a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale) saranno messi a dura prova e dovranno dimostrare di che tempra sono fatti. Venendo da più di 80 anni di storia non dubitiamo che ce la faremo a tenere il timone, ma non dobbiamo perdere “pezzi” o scendere a compromessi che tradiscano l’impostazione gratuita ed etica della donazione del sangue. Confronti e discussioni, così pure percorsi di formazione (vedi articolo a lato), non mancheranno, ma siamo consapevoli che dal modo con il quale sapremo affrontare questo triennio dipenderà il futuro trasfusionale dei prossimi vent’anni. Stiamo lavorando per i nostri figli. Intanto non dimentichiamoci di donare, nel modo il più possibile coordinato. Perché tutto parte ed arriva dal nostro/vostro Dono dei Donatori volontari non remunerati.
Bernardino Spaliviero
Nota della Redazione (15 aprile):
Ci era giunta notizia, pubblicando on line questo servizio, che i quattro decreti di cui all’ultimo capitolo stiano per essere finalmente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Questo dopo essere transitati direttamente sul tavolo del Presidente del Consiglio Mario Monti. Nei giorni successivi abbiamo verificato la notizia, confermata direttamente dal Ministero della Salute. Riportiamo il comunicato stampa (18 aprile) del Ministero stesso… (continua…)